Cosa vedere a Lovere, uno dei Borghi più belli d'Italia in Lombardia

Cosa vedere a Lovere, uno dei borghi più belli d’Italia

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In Italia ci sono tanti angoli di bellezza. Alcune volte sono dimenticati, altre volte sottovalutati. È il caso di Lovere, situato sulla punta nord del Lago d’Iseo e quindi fuori dalle grandi vie di comunicazione; ma questo può essere considerato un gran vantaggio: ha conservato la sua struttura antica e la tranquillità, racchiusa tra l’abbraccio delle montagne e le acque del Lago. Per questo Lovere rientra dal 2003 tra i Borghi più Belli d’Italia, titolo meritato e che conferma ogni anno grazie alle sue iniziative ed eventi, molto interessanti. Ora ti racconto tutto… Ecco cosa vedere a Lovere sul Lago d’Iseo!

  1. Come arrivare
  2. Il Lungolago
  3. Il centro del borgo
  4. Dove mangiare
  5. Il Borgo della Luce
  6. Le escursioni nei dintorni
  7. Conclusioni

Cosa vedere a Lovere

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Arte Sella è uno dei Grandi Giardini Italiani della Valsugana

Visitare la Valsugana: il Parco delle Terme di Levico e Arte Sella

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Fortunatamente, ci sono regioni in Italia in cui l’uomo sembra ancora un passeggero sulla Terra e non l’inizio e la fine di tutto, come se il resto non avesse importanza. Regioni in cui regna un meraviglioso equilibrio tra natura e sviluppo, dove è più importante mantenere che sfruttare i terreni. Una di queste è senza dubbio il Trentino Alto Adige, con le Dolomiti che fanno da corona a campi verdi e boschi, mentre le case sono come piccole macchie di un dalmata. Ci sono i grossi centri urbani, ma sono l’eccezione che conferma la regola; a farla da padrone sono i borghi circondati dalle bellezze naturali, mentre l’agricoltura (soprattutto di mele e viti) occupano le vallate principali.
Per tutto questo, torno sempre volentieri in Trentino; così ho accolto con entusiasmo l’invito dei Grandi Giardini Italiani a partecipare ad un blog tour alla scoperta di due parchi meravigliosi e trascorrere un weekend a visitare la Valsugana.
Mettiti comodo che te ne parlo!

  1. La Valsugana
  2. Levico Terme
  3. Il Parco delle Terme di Levico
  4. Arte Sella

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Cosa visitare a Malta in primavera? Leggi il mio itinerario tra storia e fantastici panorami

Cosa vedere a Malta in primavera: 3 giorni tra storia e panorami mozzafiato

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Son lontani i tempi in cui i pirati barbareschi imperversavano e Malta era l’ultimo scoglio per difendere la Cristianità. Molto è cambiato, a cominciare dalle tante facce arabe che si vedono per le strade; l’eco di quei tempi però ha lasciato indelebile la sua traccia, sia nella toponomastica (Vittoriosa per la città che si è difesa eroicamente al Grand’Assedio, ad esempio), sia nelle tantissime fortificazioni militari sparse nell’isola. Questo si nota bene da La Valletta, che è una cittadella murata circondata da forti e altre città pronte a dare una mano e a rigettare in mare il nemico. Così è stato pure nella 2°guerra mondiale, anche se pare una vita fa; ora Malta è una delle capitali del turismo mediterraneo e predomina un senso di pace e festività, durante tutto l’anno.
In tutte le sue sfumature, domina il color ocra. Ocra della terra maltese. Ocra della pietra maltese, con cui sono costruiti tutti gli edifici, che nei giorni di sole diventa accecante (quindi occhiali da sole obbligatori!). Così risaltano i coloratissimi finestroni tradizionali in legno sulle strade, di grandezza identica, che sembrano un decoro geometrico alle vie.
Insomma, l’ocra monotono e i colori vivaci, il traffico intenso e i paesi dove regna la pace, villaggi di pescatori e litorali pieni di alberghi. Un sacco di contrasti, come ogni paese affacciato sul Mediterraneo! Ma qui si sente forte l’eredità del ligio ordine britannico.
Ti porto a scoprire il suo vivace fermento e gli tranquilli angoli, la sua profonda storia e lo sguardo rivolto al futuro. Seguimi, ti mostro cosa vedere a Malta in 3 giorni in primavera.

  1. Info e consigli generali
  2. Cosa vedere a Malta: 1º Giorno, La Valletta
  3. Cosa vedere a Malta: 2°Giorno, Mdina, Rabat e Dingli Cliffs
  4. Cosa vedere a Malta: 3°Giorno, Marsaxlokk e le Tre Città
  5. Considerazioni finali

Malta cosa vedere

1. Info e consigli generali

La Valletta, capitale di Malta con panorami mozzafiato
Il fantastico panorama della Valletta dal bastione di San Michele

Malta è un arcipelago composto da 3 principali isole: Gozo, Comino e appunto Malta, la più grande e importante. Se le prime sono naturalistiche, Malta è disseminata di insediamenti urbani moderni, soprattutto attorno alla Valletta. Questa è una città ormai estesa ben oltre alle sue mura, anche se a differenza di altre metropoli non ha inglobato i paesi vicini, rimasti indipendenti.
Comunque La Valletta è il cuore pulsante di Malta, perché tanti ci vanno a lavorare e poi li vedi uscire in massa verso le 18 per tornare a casa e perché da qui partono i bus che raggiungono tutti gli angoli dell’isola (così come il sangue va in tutto il corpo). Ma la capitale è davvero piccola (sono solo 6.444 gli abitanti!) e quindi gli alloggi costosi. Per questo consiglio di alloggiare a Saint Julian’s o ancor meglio a Sliema, sul litorale di fronte alla Valletta e raggiungibile in 20 minuti di bus, ma collegata direttamente all’aeroporto col bus TD2; inoltre da qui partono i traghetti per le isole (e per le escursioni), ha un vivace lungomare pieno di negozi, ristoranti e (come St Julian’s) una frizzante vita notturna: del resto Malta è conosciuta anche per questo!
Come avrai capito, per girare consiglio gli autobus pubblici, che passano frequenti e puntuali; questo è una delle eredità inglesi: ci sono ordine e regole, come che sui bus non si possa né mangiare né bere… e nessuno lo fa! Perciò sono pulitissimi. Una gran differenza coi paesi latini in cui ci sono le regole ma sono “indicative” (diciamo così). Unico neo dei bus è la mappa che distribuiscono che non si capisce molto e neppure scaricare l’apposita app “Tallinja” aiuta: anzi non trova l’aeroporto come destinazione! Meglio andare nelle fermate dove i cartelli sono chiari (soprattutto ai capolinea).

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La festa di Sant Jordi, il periodo migliore per visitare Barcellona

Barcellona e la festa di Sant Jordi: un weekend indimenticabile

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La festa di Sant Jordi, il periodo migliore per visitare Barcellona
La Casa Battló di Gaudí, emblema architettonico della leggenda di Sant Jordi

Io credo che ogni luogo del mondo abbia qualche fascino che ti attrae come una calamita, che sia un posto esotico, che sia una “vecchia” capitale europea, che sia una città lontana in Oriente o in America.  Ci sono poi dei momenti dell’anno in cui questi posti celebrano la loro festa più importante, quando tutta la città è colorata e agghindata e la gente si riversa nelle strade gioiosa a festeggiare. Io ho avuto la fortuna di essere in una delle città più belle del mondo – Barcellona – per poter assistere da protagonista alla festa principale della Catalogna, la festa di Sant Jordi. Ti racconto quel weekend indimenticabile.
Barcellona – La festa di Sant Jordi

Sant Jordi, orgoglio catalano

La festa di Sant Jordi (San Giorgio) è la festa più importante della Catalogna. Secondo la leggenda, un drago infestava il villaggio di Montblanc vicino a Tarragona, mangiando ogni giorno un abitante estratto a sorte. Quando venne estratta la principessa apparve Sant Jordi, un impavido cavaliere che si scagliò contro il drago in combattimento e lo uccise infilzandolo con la sua lunga lancia, salvando la principessa ed il villaggio. Dal sangue versato dal drago crebbero immediatamente cespugli di rose rosse, diventate per questo il simbolo della festa, rivendicazione dell’orgoglio e dei valori nazionali della Catalogna contro il governo e la cultura castigliana di Madrid.
Visitare Barcellona

L’invito della Casa Batlló

Se si vuole visitare Barcellona, non si può perdere la Casa Batllo di Antoni Gaudi
La festa si celebra ogni 23 aprile, giorno di San Giorgio. Giusto un mesetto prima sono stato contattato dal profilo Instagram della casa Batlló (@casabatllo) che mi chiedeva se mi sarebbe piaciuto partecipare alla festività invitato e ospitato come influencer: giuro che ho letto e riletto più volte il messaggio perché non credevo ai miei occhi! Ho accettato senza dubbi e quel weekend ho vissuto una delle esperienze più belle della mia vita: passeggiare per Barcellona sapendo di esservi stato invitato è una delle sensazioni più belle che abbia mai provato!
Il programma di quei 2 giorni prevedeva:

Ciliegina sulla torta, la presenza di altri 9 influencer di Instagram da mezza Europa,  alcuni davvero eccezionali, ma soprattutto tutti simpatici e alla mano. Una cosa non da poco se hai più di 100.000 seguaci!
Casa Batlló Barcellona

Un sabato pieno di sorprese, colori e sapori

L’accoglienza è stata eccezionale: il pranzo a El Nacional è stato ottimo, con specialità spagnole a profusione: bombitas, jamon serrano, tortillas, pa amb tomaquet tipico di Barcellona… È una delle location più alla moda della città: c’è chi ci passa solo per scattare foto, ma i camerieri stessi sono un’attrazione nell’attrazione!  Poi è partita l’avventura vera e propria: la Casa Amattler, quella accanto alla Casa Batlló, è stata una sorpresa deliziosa (in tutti i sensi, considerando che Amattler vende cioccolato), con vetro, marmo e ferro combinati mirabilmente per creare un gioiello modernista dai mille colori: un posto che consiglio a tutti!

La Casa Amatller, capolavoro modernista di Barcellona
Il meraviglioso salone principale della Casa Amatller (foto @srake)

A seguire, il Palau de la Musica Catalana mi ha lasciato senza parole: erano anni che sognavo di vedere la grande cupola con vetrata istoriata multicolore, una meraviglia difficile da descrivere. L’ho ammirata e rimirata in silenzio per lunghi minuti, seduto su una sedia della sala da concerto, aperta solo per noi. Ma anche tutto il resto è notevole: le colonne decorate con mosaici floreali, le rose sul soffitto, le statue dei grandi compositori, le scalinate imponenti, le vetrate con i fiori e gli emblemi catalani… Insomma, è davvero un capolavoro da non perdere quando si passa da Barcellona! E pensare che tutto questo tripudio di dettagli (che ho fotografato a ripetizione) è stato costruito in soli 3 anni! Più tardi, assistere ad un concerto in quella sala è stata davvero un’esperienza unica: l’orchestra Simfònica Del Vallès e il coro ti avvolgevano nella loro musica da pelle d’oca! Un’emozione esaltante, le note di rimbombavano dentro! Finale alla grande con le specialità di carne del Solomillo Restaurant, sicuramente uno dei migliori della città.

La festa di Sant Jordi: un tripudio di rose e libri

La domenica Barcellona era brulicante fin dalle prime ore del mattino; tante persone allestivano le bancarelle già alle 8:00, mentre ci recavamo alla visita esclusiva alla Casa Batlló. “Siete liberi di andare e fotografare quello che volete”: non avrei mai pensato che poche parole mi avrebbero reso così contento! Ci ero già venuto, ma è un posto magico che ogni volta ti conquista e riempie di gioia; sono andato dritto nella grande vetrata e poi sul tetto per scattare foto a ripetizione: era incredibile avere il terrazzo tutto per me! Per finire alla grande, ho preso l’audioguida per la visita interattiva: una cosa davvero di alto livello, muovendo lo smartphone consentiva di vedere come era la casa con tutti gli arredamenti e come era stata pensata dal genio di Antoni Gaudí, mentre si ascoltano le parole dell’audioguida. Consigliatissima!
Prima di tornare all’aeroporto, ho avuto tutto il tempo per godermi Barcellona. L’aria della città era elettrica, con bandiere catalane ovunque e rose disseminate sulle bancarelle assieme ai libri; del resto è il “giorno di San Valentino” della Catalogna e le ragazze, in cambio di una rosa, regalano per tradizione un libro al proprio innamorato. Per questo le Ramblas erano stracolme di gente festante, febbrile, senza sosta. Io ero stato coinvolto in tutto questo e mi sono spostato in un angolo a godermi quei sorrisi, quegli sguardi felici. Stavo osservando l’orgoglio catalano nel suo giorno più importante e mi sono sentito al centro del mondo. Assolutamente indimenticabile.
Se vuoi vivere anche tu le celebrazioni della festa di Sant Jordi, non devi fare altro che segnare la data sul calendario: tornerà puntuale il prossimo 23 aprile!
Cosa vedere a Barcellona

Ecco altre foto di questo fantastico viaggio:

Palau de la musica catalana di Domenech i Montaner, un edificio da visitare a Barcellona
Spettacolare dettaglio della vetrata istoriata del Palau de la Musica Catalana
Il ristorante El Nacional, bellissimo e ottimo posto dove mangiare a Barcellona
Il fornitissimo e chic bar all’interno del ristorante El Nacional
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La coloratissima galleria del primo piano del Palau de la Musica Catalana
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I fotografatissimi bagni del ristorante El Nacional
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Sant Jordi uccide il drago, scultura all’entrata della Casa Amatller
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I regali ricevuti per aver partecipato trovati sul letto dell’Hotel Alexandra Double Tree Hilton
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Il dolce al Solomillo Restaurante
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La fantastica vista del tetto della Casa Battló
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Cappuccino e brioches: la colazione in Italia

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cappuccio e brioche
Un classico cornetto e cappuccino al bar

La colazione in Italia:

In Italia si può scherzare su tutto tranne che su tre cose: la mamma, la squadra del cuore e la cucina. La cucina italiana è amata ed invidiata in tutto il mondo, ma considerando la pasta e la pizza molti sottovalutano un pasto indispensabile e caratteristico che ci contraddistingue: la colazione. E’ un momento cruciale perché è la prima assunzione di cibo dopo il digiuno notturno e quindi deve fornire energia di rapida utilizzazione per affrontare la nuova giornata. A differenza della colazione del nord Europa (cosiddetta “internazionale”) che presenta alimenti molto calorici e salati come uova, formaggio, prosciutto e burro accompagnati dal te o un succo di frutta, in Italia (e in Francia) domina la colazione dolce, “continentale”: brioches, pane e marmellata/cioccolata, biscotti, pasticcini e torte accompagnati da caffè e/o latte o tè coprono le tavole apparecchiate delle case di tutta la penisola italiana. Però se si vuole assaporare la colazione in Italia al suo massimo livello ci sono luoghi eccezionali dove poterlo fare: i bar.

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SICILIA, vetrina piena di paste in un bar-pasticceria

Il rito della colazione al bar:

Il bar è il fulcro di ogni centro abitato italiano: non c’è città o paese in cui non ci sia – oltre alla chiesa e alla piazza principale – un bar. Qui ogni giorno dalle 6:00 alle 10:00 di mattina persone di ogni età cominciano una danza vorticosa entrando e uscendo dalle sue porte per fare colazione in Italia. Infatti se qualcuno si permette la colazione al bar solo nei giorni festivi, ci sono molte persone che ogni santo giorno si presentano al bancone. E’ una sorta di rito quotidiano: stessa ora, stesso identico ordine, stesso identico tavolino; capita spesso che sia un ritrovo con amici o partner: “ci vediamo al bar” è l’incipit di ogni buona giornata. Il protagonista assoluto è il cappuccino schiumoso, a volte decorato come fosse un’opera d’arte, inventato probabilmente a Vienna ma divenuto nel corso del Novecento emblema dell’italianità; ad accompagnarlo non può mancare un cornetto (detto anche croissant o brioche a seconda della latitudine) dalla inconfondibile forma a mezzaluna, oppure ancor meglio i pasticcini (o paste come le chiamano al Sud).  Colorati e golosi, fatti a mano in mille forme diverse, i pasticcini sono una delizia per il palato e le specialità e i gusti variano a seconda delle regioni italiane: a volte prevale la crema e il cioccolato, a volte la ricotta o il mascarpone… In ogni caso la loro dolcezza è travolgente!

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Esempio di decorazione (“milk art“) di un cappuccino

Il miglior modo per sentirsi Italiani:

Stando seduto ad un tavolino di un bar o appoggiato semplicemente al bancone si può apprezzare e assaporare la vera vita italiana, soprattutto in un centro abitato di piccole dimensioni. Potrete assistere a quella che sembra una scena di un film: sentire le chiacchiere della gente che entra e esce, i loro problemi e le loro gioie, le acute voci dei bambini o le lente proverbiali parole degli anziani, intervallate da attimi di silenzio quando gustano un cappuccino oppure assaggiano un cornetto. Replicare in prima persona tutto questo – ancora meglio se con tutta la calma del mondo – è il miglior modo per sentirsi italiani, che sia al bar Giolitti a Roma, allo storico caffé Florian o all’Harry’s Bar di Venezia, al Camparino in Galleria a Milano oppure in un paesino della Toscana o del Sud Italia. Intrattenersi a parlare con una cameriera – se possibile – per chiedere informazioni del luogo, eventuali mete o ristoranti da non perdere, renderà il tutto ancor più gradevole.

Insomma, la colazione in Italia del proprio hotel può essere più comoda e abbondante, ma non c’è modo migliore per sentirsi Italiani e respirare la vita di un borgo o di una città italiana che entrare in contatto con i loro cittadini. Senza dubbio fare colazione in un bar è il modo più facile per fare tutto questo.

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