Cosa visitare a Malta in primavera? Leggi il mio itinerario tra storia e fantastici panorami

Cosa vedere a Malta in primavera: 3 giorni tra storia e panorami mozzafiato

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Son lontani i tempi in cui i pirati barbareschi imperversavano e Malta era l’ultimo scoglio per difendere la Cristianità. Molto è cambiato, a cominciare dalle tante facce arabe che si vedono per le strade; l’eco di quei tempi però ha lasciato indelebile la sua traccia, sia nella toponomastica (Vittoriosa per la città che si è difesa eroicamente al Grand’Assedio, ad esempio), sia nelle tantissime fortificazioni militari sparse nell’isola. Questo si nota bene da La Valletta, che è una cittadella murata circondata da forti e altre città pronte a dare una mano e a rigettare in mare il nemico. Così è stato pure nella 2°guerra mondiale, anche se pare una vita fa; ora Malta è una delle capitali del turismo mediterraneo e predomina un senso di pace e festività, durante tutto l’anno.
In tutte le sue sfumature, domina il color ocra. Ocra della terra maltese. Ocra della pietra maltese, con cui sono costruiti tutti gli edifici, che nei giorni di sole diventa accecante (quindi occhiali da sole obbligatori!). Così risaltano i coloratissimi finestroni tradizionali in legno sulle strade, di grandezza identica, che sembrano un decoro geometrico alle vie.
Insomma, l’ocra monotono e i colori vivaci, il traffico intenso e i paesi dove regna la pace, villaggi di pescatori e litorali pieni di alberghi. Un sacco di contrasti, come ogni paese affacciato sul Mediterraneo! Ma qui si sente forte l’eredità del ligio ordine britannico.
Ti porto a scoprire il suo vivace fermento e gli tranquilli angoli, la sua profonda storia e lo sguardo rivolto al futuro. Seguimi, ti mostro cosa vedere a Malta in 3 giorni in primavera.

  1. Info e consigli generali
  2. Cosa vedere a Malta: 1º Giorno, La Valletta
  3. Cosa vedere a Malta: 2°Giorno, Mdina, Rabat e Dingli Cliffs
  4. Cosa vedere a Malta: 3°Giorno, Marsaxlokk e le Tre Città
  5. Considerazioni finali

Malta cosa vedere

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La festa di Sant Jordi, il periodo migliore per visitare Barcellona

Barcellona e la festa di Sant Jordi: un weekend indimenticabile

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La festa di Sant Jordi, il periodo migliore per visitare Barcellona
La Casa Battló di Gaudí, emblema architettonico della leggenda di Sant Jordi

Io credo che ogni luogo del mondo abbia qualche fascino che ti attrae come una calamita, che sia un posto esotico, che sia una “vecchia” capitale europea, che sia una città lontana in Oriente o in America.  Ci sono poi dei momenti dell’anno in cui questi posti celebrano la loro festa più importante, quando tutta la città è colorata e agghindata e la gente si riversa nelle strade gioiosa a festeggiare. Io ho avuto la fortuna di essere in una delle città più belle del mondo – Barcellona – per poter assistere da protagonista alla festa principale della Catalogna, la festa di Sant Jordi. Ti racconto quel weekend indimenticabile.
Barcellona – La festa di Sant Jordi

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Cappuccino e brioches: la colazione in Italia

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cappuccio e brioche
Un classico cornetto e cappuccino al bar

La colazione in Italia:

In Italia si può scherzare su tutto tranne che su tre cose: la mamma, la squadra del cuore e la cucina. La cucina italiana è amata ed invidiata in tutto il mondo, ma considerando la pasta e la pizza molti sottovalutano un pasto indispensabile e caratteristico che ci contraddistingue: la colazione. E’ un momento cruciale perché è la prima assunzione di cibo dopo il digiuno notturno e quindi deve fornire energia di rapida utilizzazione per affrontare la nuova giornata. A differenza della colazione del nord Europa (cosiddetta “internazionale”) che presenta alimenti molto calorici e salati come uova, formaggio, prosciutto e burro accompagnati dal te o un succo di frutta, in Italia (e in Francia) domina la colazione dolce, “continentale”: brioches, pane e marmellata/cioccolata, biscotti, pasticcini e torte accompagnati da caffè e/o latte o tè coprono le tavole apparecchiate delle case di tutta la penisola italiana. Però se si vuole assaporare la colazione in Italia al suo massimo livello ci sono luoghi eccezionali dove poterlo fare: i bar.

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SICILIA, vetrina piena di paste in un bar-pasticceria

Il rito della colazione al bar:

Il bar è il fulcro di ogni centro abitato italiano: non c’è città o paese in cui non ci sia – oltre alla chiesa e alla piazza principale – un bar. Qui ogni giorno dalle 6:00 alle 10:00 di mattina persone di ogni età cominciano una danza vorticosa entrando e uscendo dalle sue porte per fare colazione in Italia. Infatti se qualcuno si permette la colazione al bar solo nei giorni festivi, ci sono molte persone che ogni santo giorno si presentano al bancone. E’ una sorta di rito quotidiano: stessa ora, stesso identico ordine, stesso identico tavolino; capita spesso che sia un ritrovo con amici o partner: “ci vediamo al bar” è l’incipit di ogni buona giornata. Il protagonista assoluto è il cappuccino schiumoso, a volte decorato come fosse un’opera d’arte, inventato probabilmente a Vienna ma divenuto nel corso del Novecento emblema dell’italianità; ad accompagnarlo non può mancare un cornetto (detto anche croissant o brioche a seconda della latitudine) dalla inconfondibile forma a mezzaluna, oppure ancor meglio i pasticcini (o paste come le chiamano al Sud).  Colorati e golosi, fatti a mano in mille forme diverse, i pasticcini sono una delizia per il palato e le specialità e i gusti variano a seconda delle regioni italiane: a volte prevale la crema e il cioccolato, a volte la ricotta o il mascarpone… In ogni caso la loro dolcezza è travolgente!

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Esempio di decorazione (“milk art“) di un cappuccino

Il miglior modo per sentirsi Italiani:

Stando seduto ad un tavolino di un bar o appoggiato semplicemente al bancone si può apprezzare e assaporare la vera vita italiana, soprattutto in un centro abitato di piccole dimensioni. Potrete assistere a quella che sembra una scena di un film: sentire le chiacchiere della gente che entra e esce, i loro problemi e le loro gioie, le acute voci dei bambini o le lente proverbiali parole degli anziani, intervallate da attimi di silenzio quando gustano un cappuccino oppure assaggiano un cornetto. Replicare in prima persona tutto questo – ancora meglio se con tutta la calma del mondo – è il miglior modo per sentirsi italiani, che sia al bar Giolitti a Roma, allo storico caffé Florian o all’Harry’s Bar di Venezia, al Camparino in Galleria a Milano oppure in un paesino della Toscana o del Sud Italia. Intrattenersi a parlare con una cameriera – se possibile – per chiedere informazioni del luogo, eventuali mete o ristoranti da non perdere, renderà il tutto ancor più gradevole.

Insomma, la colazione in Italia del proprio hotel può essere più comoda e abbondante, ma non c’è modo migliore per sentirsi Italiani e respirare la vita di un borgo o di una città italiana che entrare in contatto con i loro cittadini. Senza dubbio fare colazione in un bar è il modo più facile per fare tutto questo.

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