Il miglior modo di scoprire le valli bergamasche in Lombardia è andare in bici

Scoprire le valli Bergamasche in bicicletta

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Io amo visitare i posti camminando, su e giù, instancabilmente, ma a volte è bello cambiare e vedere il mondo da altre prospettive. Il mezzo che consente al meglio di immergersi nei luoghi è senza dubbio la bicicletta, soprattutto se si vuole vivere la campagna coprendo discrete distanze, ma essere sempre pronto a fermarsi per una foto, per visitare qualcosa o semplicemente per una pausa o contemplare la bellezza.
Ho avuto la fortuna di partecipare al tour #InBici #InLombardia per scoprire le valli bergamasche in bicicletta e ti racconto la mia esperienza: ecco la mia gita in Val Seriana e Val Brembana.

  1. Clusone
  2. Val Seriana
  3. Val Brembana

Visitare la Val Seriana

1. Clusone

La Torre dell'Orologio, simbolo di Clusone. è assolutamente da vedere visitando il borgo
La Torre dell’Orologio e il Palazzo Comunale, simbolo di Clusone

Clusone è il paese principale dell’alta Val Seriana, facilmente raggiungibile in auto sia da Bergamo sia dal Lago d’Iseo. Grazie a una moderna strada che passa fuori dal centro, il traffico non interessa il paese che quindi appare in tutta la sua bellezza e tranquillità, come in un sonno secolare che ne conserva i dipinti rinascimentali sulle pareti degli edifici e la vita agreste nei dintorni.
Lasciando stare la vecchia strada che è ormai costellata da edifici moderni e un orrendo centro commerciale, imboccando le stradine che risalgono la collina su cui nasce il borgo si entra in un altro mondo: strade fatte di sampietrini (che donano sempre fascino), case colorate con balconi curati e rifiniture in ferro e legno, fiori per decorarle, insegne che sembrano appena uscite dalla macchina del tempo…. Senza dubbio, il cuore del paese è la Piazza dell’Orologio con la meravigliosa Torre dell’Orologio Astronomico, realizzato e disegnato da Pietro Fanzago, che indica ancora con precisione i movimenti degli astri, della Terra, del sole e della luna; a fianco c’è il Palazzo Comunale, anch’esso stupendamente dipinto, che si può ammirare benissimo godendosi un drink nel bar coi tavolini nella piazza. Ma non finisce qui! L’altra grande meraviglia di Clusone è poco più in su, il dipinto della Danza Macabra, che decora anch’essa una parete esterna (e quindi è visibile gratuitamente) dell’Oratorio dei Disciplini, accanto alla basilica di Santa Maria Assunta, con il suo bel portico e la vista meravigliosa sulle montagne. Altro punto da non perdere è la chiesa di Sant’Anna con il suo imponente affresco sulla facciata raffigurante San Cristoforo.

La Danza Macabra raffigurata sulla parte dell'Oratorio dei Disciplini di Clusone è uno dei punti più alti dell'arte in Val Seriana, in provincia di Bergamo
La Danza Macabra raffigurata sulla parete esterna dell’Oratorio dei Disciplini di Clusone

Ma la bellezza di Clusone è anche la sua anima contadina ancora ben viva, che si può notare dai campi lungo la strada principale (perfetti per uno sfondo per il desktop!) o ancor meglio dalle fattorie sparse che sembrano foglie autunnali disperse attorno all’albero. In bicicletta si raggiungono con facilità e con poche pedalate si può sbirciare dentro un mondo agreste fatto di prati per il pascolo, di odori e profumi e soprattutto di un silenzio in cui volano…solo le mosche! La tranquillità regna sotto al sole: ogni pietra sembra al posto giusto, gli animali ti guardano placidi e si è circondati dalle colline verdeggianti che ti abbracciano; più in fondo la Presolana guarda tutto dall’alto. Pedalare in mezzo ai prati sfiorando vecchie case in pietra è davvero molto piacevole, ma alla fine mette appetito. Per questo torniamo nel borgo per un caldo aperitivo di prodotti locali: formaggi e salumi, accompagnati da marmellata e miele con un ottimo spritz al Ristorante Della Torre è quel che ci vuole! Non sarà Milano, ma è fantastico ugualmente.
Poco dopo è già ora di cena: l’Hotel Ambra ci attende. Anche qui è un tripudio di bontà che si sciolgono in bocca in un’atmosfera molto familiare che mi fa sempre piacere. Le portate si susseguono piacevolmente e non vorrei più alzarmi da quel tavolo, anche se sto per scoppiare: antipasto, cappellacci al ragù, brasato… gran finale con il salame al cioccolato e le merighe con il caffè! Credo che domani rotolerò… per fortuna che la camera è al piano di sopra 😉

Cosa vedere a Clusone

2. Val Seriana

Scoprire la Val Seriana in bicicletta è il modo migliore per un weekend all'insegna della natura
Il gruppo di InLombardia sulla ciclovia della Val Seriana con il campione Giuseppe Guerini

Per scoprire le valli bergamasche in bicicletta partiamo dalla Val Seriana. La ciclabile della Val Seriana congiunge Clusone ad Alzano Lombardo, alle porte di Bergamo, in parte ricalcando le tracce della vecchia ferrovia dismessa nel 1967 e scorrendo in gran parte accanto al fiume, anche se ci sono numerosi ponti da attraversare che spezzettano il tragitto, ma regalano belle vedute.
Lasciando Clusone e la Presolana alle nostre spalle, bisogna raggiungere la strada principale per incanalarsi sulla ciclovia che le scorre sulla sinistra prima di entrare nel bosco sfiorando un paio di fattorie e scendere dolcemente in discesa (evitando invece i tortuosi tornanti che fanno le auto). Qui c’è un punto bellissimo: si passa tra una casa nel bosco e una staccionata dove delle vacche e dei bellissimi cavalli pascolano e mangiano a pochi metri; il profumo non è dei migliori, ma viva la natura!
Giungendo a Ponte Nossa si vede finalmente il fiume Serio, che qui scorre placido e passa sotto un addormentato ponte in pietra a due arcate che contraddistingue il paese; pescatori si danno da fare con i loro alti stivali in mezzo, ma noi restiamo sulla riva sinistra e continuiamo in piano passando accanto al centro sportivo e a un bar dove si può fare una sosta. Siamo secondo me nel punto più bello del percorso: nonostante la vecchia statale scorra a fianco, la pista ciclabile è all’aria aperta e piatta, molto ampia e in asfalto, con aree di sosta e giochi per bambini nell’erba vicina, mentre si vede bene scorrere il fiume azzurro tra le rocce oltre la vegetazione cresciuta sulle sponde; sullo sfondo davanti a noi si erge il Costone, imponente monte spelacchiato che cambia colore a seconda dell’ora del giorno e che sembra apparentemente sbarrare la strada; un ponte invece porta la statale sull’altra sponda mentre noi continuiamo e passiamo accanto al Coston Beach, reso mitico per i Bergamaschi grazie alla canzone del Bepi: si può vedere una grande roccia dipinta come un’enorme anatra, mentre nell’ansa del fiume il cemento ricorda come decenni fa le politiche ecologiche non esistevano e tutto era lecito, pure costruire nel fiume per prendere il sole a un metro!
Ora il percorso torna nel bosco, con il Serio che riecheggia sulla sinistra. Pedalare sullo sterrato non è difficile, ma se ha piovuto nei giorni prima bisogna fare lo slalom tra le pozzanghere. Qui c’è poco da vedere e si può passare veloci: merita solo una casa sulla destra che pare trapiantata dal Trentino coi suoi balconi in legno e di certo chi ci abita non ama molto la compagnia!
Superando Mele e puoi raggiungendo Colzate ci sono invece i due punti più critici: prima la ciclovia si interrompe all’improvviso perché c’è una strada all’altezza di un ponte sul fiume, per cui bisogna quasi scendere per fare lo zigzag tra le sbarre che chiudono il passaggio alle moto; poi, entrando in paese, la ciclabile diventa una strada normale e bisogna percorrere una rotonda per poi imboccare il sottopassaggio del ponte per passare sull’altra sponda: peccato che sia strettissimo (se si trova un pedone bisogna fermarsi) e fare un cavatappi terribile… È praticamente impossibile non smontare dalla bicicletta, sembra una prova olimpica della gara di mountain bike!!! Qui certamente potrebbero fare di meglio per sistemarla trovando un percorso alternativo.  Anche perché dopo un breve tratto nel bosco, al ponte successivo la ciclabile torna di nuovo di là! La curva peraltro è stretta e abbastanza pericolosa, visto che le foglie e l’umido rendono molto scivoloso il legno del ponte; va detto però che la vista da qui è una delle migliori della valle.

Percorrere la ciclovia della Val Seriana è un ottimo modo per trascorrere una giornata
La bellissima vista dal ponte con l’acqua del Serio che raggiunge tutte le sfumature del verde

Ora costeggiamo l’abitato di Vertova, passando poi sotto al ponte della statale per seguire l’ansa del Serio; qui la ciclovia è un po’ stretta e sterrata, ma quasi piana. Dopo un’ampia mezzaluna bisogna frenare per fare una curva stretta e oltrepassare di nuovo il fiume: siamo al Parco Buschina a Fiorano al Serio, un posto perfetto per fare una sosta visto che è attrezzato per i ciclisti. Dopo un altro ponte su un canale industriale del fiume, si entra in paese: bisogna percorrere un bel pezzo di strada normale (o marciapiede), passando accanto al cimitero, il centro sportivo, poi via Fratelli Damiani e via Salici prima di riprendere la ciclabile, che ci porta all’ennesimo attraversamento del Serio a Gazzaniga; dopo un altro piccolo tratto di zona industriale – peraltro tranquilla – la ciclabile immersa nel verde raggiunge Albino, sfiorando un centro ippico con meravigliosi cavalli. Anche questa zona è molto bella e si pedala tranquilli fino al retro della stazione di Albino: da questo punto la ciclabile procede fino al Alzano, passando su un paio di splendidi ponti romanici e lambendo delle piccole cascate splendide, ma noi prendiamo la via paese, passando per il suo centro e pedalando in salita. Un po’ di fatica, dopo la tanta discesa, si fa sentire, ma la funivia non è così lontana. Eccola infatti comparire in fondo alla strada! 5 minuti sospesi nel vuoto in funivia sopra le montagne bergamasche e siamo a Selvino e la prospettiva cambia: la Val Seriana appare piccola e distante; pure il clima è sensibilmente più fresco! È un paese a cavallo delle due valli e può essere raggiunto anche con una strada con ben 28 tornanti, ognuno dedicato (2 anni fa in occasione del passaggio del Giro d’Italia) a un ciclista bergamasco: c’è quello di Savoldelli, quello di Ivan Gotti.… e infine del mitico Gimondi! Attenti però a guardare la strada e non al nome del ciclista! Selvino è molto graziosa e sembra provenire da un’altra latitudine: pietre a vista, grandi balconi in legno, moltissimi fiori, strade tranquillissime e pulite… Insomma sembra più di stare in Svizzera che in provincia di Bergamo!
Visto che è già ora di pranzo ci fermiamo al ristorante Il Giardino, vicino alla funivia. Dobbiamo fare il pieno di energie, ma senza appesantirci e per questo prendiamo un piatto unico con un mix di leccornie locali: tortelli al burro, salvia e noci, polenta morbida e scaloppine ai funghi… ho ancora in mente il gusto, che bontà! Il pezzo forte arriva però dopo, con il dolce: per distacco il miglior tiramisù della mia vita, con una crema soffice che quasi volava e si scioglieva in bocca! Ne avrei mangiati 2… o 3! Anzi, 4!!!! Merita il viaggio solo per quello! Ho fatto i miei complimenti allo staff.

Non c'è modo migliore che degustare i piatti tipici in un ristorante durante una gita fuori porta
Il delizioso piatto unico con tortelli, polenta e scaloppine ai funghi. Eccezionale!

Purtroppo dobbiamo lasciare il ristorante; in mezzo al paese c’è una vecchia seggiovia: ricorda un po’ i bei tempi andati visto che oramai nevica pochissimo e la pista è una sola, ma chissà quanti bambini hanno messo e continuano a mettere per la prima volta gli sci qui. Visto che ci sono i cannoni spara-neve funziona ancora e noi la prendiamo, anche se i prati sono verdissimi: in cima infatti ci aspetta il Selvino Adventure Park, un emozionante parco avventura sospeso dove mettere alla prova adrenalina e coraggio (soprattutto per chi soffre di vertigini come me). È per tutte le età: si va dai percorsi facili per bambini a quelli più alti e complessi per adulti. Basta avere l’imbragatura, il caschetto e il moschettone e via! Su e giù da scale in corda, percorsi sospesi, tunnel… fino alla meravigliosa tirolese che ti fa scivolare a grande velocità nel vuoto. Attenti a non mettere le mani sul carrello ma sotto! A volte è bello tornare bambini… (anche se per poche ore).
Tornati in paese, abbiamo bisogno di tranquillità: il posto perfetto per il relax è l’Hotel T’Ami e la sua fantastica SPA! Piccola, ma non manca nulla: si comincia con una doccia calda per lavare le scorie prima di entrare nella sauna e nel bagno turco; poi è il turno della “cascata del mulino“, un’autentica copia in scala ridotta di un mulino in legno che ti fa giungere allo stesso tempo getti caldi e freddi… Da provare! Sorseggiando un drink nelle pause, con la possibilità di sedersi sulle sdraio nella zona relax con le luci soffuse che continuano a cambiare colore (quelli fighi la chiamano cromoterapia!), si arriva al gran finale: la vasca idromassaggio con le essenze di montagna da spargere, che ribolle e ti coccola per 20 minuti portandoti in una bolla spazio temporale in cui si riesce a dimenticare tutto e tutti! Meraviglioso! È perfetto soprattutto per le coppie che vogliono godersi intimità e complicità all’insegna del benessere in una giornata romantica e indimenticabile. Anche perché pure la cenetta può essere romantica: salumi e formaggi locali, casoncelli bergamaschi fatti in casa e involtini di carne e polenta possono essere l’antipasto per una serata mooolto interessante! 😉
Non per me che sono solo soletto, per cui mi avvio a riposare. Mi aspetta lo splendido B&B Il Ghiro, con due sole stanze ma che riescono a far sentire gli ospiti a casa propria per tutte le comodità e la gentilezza della famiglia che lo gestisce.

Visitare la Valle Brembana

3. Val Brembana

Il miglior modo di scoprire la Val Brembana è farlo in bici prendendo la sua ciclovia
Un ponte sopra il fiume Brembo vicino a Piazza Brembana

Scoprire la Val Brembana non è semplice: si rischia di essere abbagliati dalla bellezza di San Pellegrino Terme e non vedere le altre meraviglie disseminate lungo la valle. Il miglior modo per ammirarle è partire dall’alto – da Piazza Brembana – e scendere. La ciclabile è molto bella e sfrutta il tracciato della vecchia ferrovia, gallerie comprese, che danno grandissimo fascino a tutto il percorso; a differenza della Val Seriana, è praticamente tutta sulla riva sinistra del fiume Brembo, quindi scorrevolissima e piacevole, con la natura rigogliosa che ti avvolge pedalando. Unica pecca (piccola) qualche increspatura dell’asfalto ogni tanto, ma facilmente superabile con la bici.
Il tracciato che parte da Piazza Brembana incontra subito un paio di gallerie, molto affascinanti anche da fotografare, ma che sono molto umide e con uno sbalzo termico considerevole (soprattutto col bel tempo): niente di impossibile comunque! Poco dopo, oltrepassato un ponte arcuato che regala una bella vista, si scorge una vecchia casa costruita sotto un enorme masso erratico sporgente; mostra tutti i segni del tempo, ma l’orto di fronte dice che non è abbandonata anche se il vecchio proprietario ci racconta che vive altrove. Però vedere il tetto sporgere da sotto la roccia fa un certo effetto!
Poco lontano c’è la frazione di Lenna, dove si può trovare l’Agriturismo Ferdy, un piccolo paradiso: una casa in muratura con una bellissima vite che si arrampica affianca alcuni pony che brucano l’erba e ci accolgono pacifici, mentre più avanti compare l’agriturismo vero e proprio dove è possibile assaggiare i prodotti tipici della tradizione bergamasca. Il proprietario spiega con molto orgoglio che ha voluto conservare e tramandare la cultura contadina di una volta, proteggendo la biodiversità e i capi di bestiame come la vacca e la capra orobica a rischio estinzione perché negli ultimi decenni gli sono stati preferiti animali che producono più latte; così facendo quasi ovunque è sparita la specificità territoriale che al contrario è un tesoro! Anche nella produzione dei formaggi ci spiega che si rifiuta di utilizzare enzimi comprati (come fanno molti) per lasciar fare solo alla Natura e avere i prodotti come una volta; un processo prezioso, sia perché richiede più tempo sia perché produce meno, ma certamente con qualità più alta. E assaggiando i tre tipi di formaggio che ci fa degustare, tutti con acidità differente, si sente eccome: lo strachì (stracchino), la robiöla (robiola) e la formaggella sono ottimi, così come i salumi.
Oltre alla scuderia di cavalli dove si possono prendere lezioni, fiore all’occhiello dell’agriturismo è la SPA: una chicca in stile rustico ma curato in tutti i particolari e pronta a rilassare e coccolare i suoi ospiti, specialmente le coppie. Persino le pietre usate per costruirle non sono casuali, ma tutte dei dintorni: insomma in questo posto, visitatissimo da stranieri, tutto è orgogliosamente a chilometro 0!

Una delle gemme della Valle Brembana vicino a Bergamo è l'Agriturismo Ferdy
L’edificio principale dell’Agriturismo Ferdy, con il suo stile rustico ma curatissimo

Stare seduti a degustare è bello, ma bisogna tornare a pedalare! Prossima tappa il borgo di Cornello dei Tasso, uno dei borghi più belli d’Italia, raggiungibile dopo una salita e qualche tornante: per fortuna ho la bicicletta elettrica! Al bivio le macchine rimangono nel parcheggio, ma io continuo con la bicicletta lungo il sentiero che porta fin dentro al borgo, passando sotto l’arco. Immediatamente si fa un salto nel tempo, indietro alla fine del Medioevo, quando qui passava l’antica via mercatorum che portava ai Grigioni in Svizzera e Cornello era il primo posto dove era possibile fare mercato dopo Bergamo; per questo le viuzze coperte ora deserte vanno immaginate caoticamente piene di mercanti e merci. Il borgo si chiama così perché era costruito su un colle (Corno) e vi ci abitavano i Tasso, una famiglia divenuta celebre non solo per lo scrittore Torquato (che però probabilmente non visse mai qui), ma perché inventò il moderno sistema postale con staffette poste lungo le strade che permettevano di cambiare il cavallo e averlo sempre fresco e non fermare la comunicazione. La famiglia divenne specialista nella posta e fu al servizio prima della Repubblica di Venezia, poi pure Milano, il papa, Napoli e persino l’imperatore, che per i loro preziosi servigi concesse l’utilizzo dell’aquila imperiale nello stemma della famiglia, così come si può vedere disegnato ancora su un muro del borgo. Altra particolarità del paese era la costruzione su tre livelli: su quello più basso, come detto, si faceva mercato, in quello intermedio c’erano le abitazioni e in cima la chiesa. Per questo è meglio girarlo a piedi, addentrandosi tra i vicoli in pietra e ammirando ogni angolo. Purtroppo l’imponente palazzo dei Tasso, pericolante, fu abbattuto tempo fa, ma si può conoscere tutta la storia della famiglia e della posta nel museo, dove è conservato anche un corno che annunciava l’arrivo del corriere per cambiare il cavallo: il corno è ancora il simbolo delle poste! Ad ogni modo ogni pietra, ogni arco, ogni casa ben tenuta disegnano un piccolo mondo antico che sembra uscito da una fiaba: mancano solo l’oste, i cavalieri ed il drago che minaccia tutti…

Visitare Cornello dei Tasso, borgo più bello d'Italia della Valle Brembana
Il gruppo appena attraversato l’arco di Cornello dei Tasso, sul lastricato dove c’erano tutte le botteghe del mercato

Proseguiamo. Le discese in bici sono sempre come le feste di compleanno da bambino: molto divertenti, ma finiscono presto. Si torna lungo il corso del fiume, anche se in una posizione più rialzata. Superata Oneta, frazione dove c’è il Museo di Arlecchino (maschera bergamasca!), si arriva a San Giovanni Bianco costeggiando la statale; essendo chiusa la galleria ciclopedonale, dobbiamo passare per il paese, di fronte alla chiesa e per il ponte di un affluente del Brembo. La vista è splendida, ma non è il posto per fermarsi visto che siamo sulla strada normale; imboccando subito dopo via Roma andiamo a riprendere la ciclovia che rimane ai piedi delle montagne, tranquilla in mezzo al verde fino a che non passa sopra alla strada statale e si porta sull’altra sponda del fiume, continuando nel verde. È forse il tratto più tranquillo di questa ciclabile: qualche chilometro praticamente piatto in mezzo al bosco con qualche affascinante galleria da attraversare, che ci porta dritti a San Pellegrino Terme: il Grand Hotel è proprio di fronte a noi! Dopo ci torniamo, ma ora lo stomaco borbotta: attraversiamo il ponte e passiamo sul lungofiume in stile parigino e ci fermiamo all’Albergo Ristorante Il Bigio, facendo slalom tra i ragazzi che escono dalla scuola. Qui puoi ordinare a occhi chiusi: qualsiasi portata arrivi è la fine del mondo! Risotto zafferano e liquirizia, poi brasato di carne e polenta, chiusura con macedonia e gelato allo zucchero filato….. Ci siamo capiti? Io vengo a mangiare tutti i giorni qui!!
Con ancora il sapore del gelato nel palato, inforco di nuovo la bici. Scendiamo un po’ più a valle per prendere la strada sulla destra: è una bella salita di almeno 20 minuti, a tratti impegnativa con tornanti e strappetti, ma che regala viste favolose su tutta San Pellegrino e le montagne che la coronano da ambo i lati e sale fino alle Grotte del Sogno. All’altezza di un paio di villette in stile liberty lasciamo la bici e ci avviamo a piedi, scendendo sulla destra dei gradini (con vista) e poi prendendo il sentiero che ci conduce all’ingresso delle grotte. Sono state scoperte da un coraggioso (o un pazzo?!) che, quando trovò un buco nel terreno, decise di entrarci e poi le esplorò tutte, con le loro stalagmiti e stalattiti create dall’acqua che ha scavato la roccia nei millenni e continua a gocciolare. Il clima è quindi umido, ma si sta bene: il caschetto protegge dalle gocce che cadono sulla testa mentre si osservano i laghetti sotterranei o le pieghe prese dalla roccia che sembrano le lenzuola al mattino, circondati dall’eco che si forma ad ogni passo.
Il clou del pomeriggio ci aspetta però a valle, in paese: scendiamo veloci sulle strade praticamente deserte con il sole che comincia a scendere dietro le montagne e creare giochi di luci, arrivando in fretta. Attraversiamo il ponte vecchio sul Brembo e torniamo ai piedi del Grand Hotel: è imperioso! L’insegna un po’ sgangherata e il colore sbiadito però dimostrano tristemente che questo esempio di liberty ai massimi livelli ora è chiuso, ma sono cominciati i lavori per una riapertura futura. Chissà come era interiormente! È dura capirlo, ma possiamo averne un’idea visitando l’altro gioiello del paese: il meraviglioso Casinò di San Pellegrino! Capolavoro del milanese Romolo Squadrelli, è dall’altra parte su una collina rialzata, come a tenere sempre sott’occhio il Grand Hotel; la facciata riccamente decorata però non inganni: fu costruito in soli 20 mesi (!), poco prima della Prima Guerra Mondiale. Ha avuto però un destino sfortunato, perché rimase in funzione solo per pochi anni: con l’autarchia fascista e le prediche accalorate dei preti circa i peccati che vi si compivano, venne presto chiuso per poi essere aperto successivamente per spettacoli e altri intrattenimenti.

Il monumentale Casinò di San Pellegrino, mirabile esempio di stile liberty da non perdere
Il meraviglioso e monumentale scalone del Casinò di San Pellegrino

Ora si può visitare grazie all’ottimo lavoro dell’Associazione Oter, un gruppo di ragazzi che accompagna i visitatori tra le sue bellezze, dall’atrio d’ingresso al monumentale e meraviglioso scalone (all’altezza di tutti i migliori teatri coevi!) e le sale superiori, ricche di dettagli fantastici… li fotograferei tutti, sono pazzo dello stile liberty! Quello che mi piace di più è anche la commistione di materiali (legno, marmi, ferro battuto e vetro) che si fondono in maniera pregevole, spesso aiutati da economici e malleabili stucchi che sostituiscono un materiale prezioso e hanno consentito la veloce realizzazione.
L’estasi artistica suprema è ovviamente nel grande scalone, che deve aver lasciato tutti gli ospiti senza parole! Con i suoi sontuosi tappeti rossi trascina lo sguardo verso l’alto, a partire dalle statue di donne ebbre che sorreggono i lampioni della balaustra, alle colonne e agli stucchi delle pareti, fino agli affreschi di Malerba del soffitto che raffigurano i mesi dell’anno impersonificati dai segni zodiacali e la vetrata centrale con il ferro che raffigura due farfalle. Tutto l’edificio è un’allusione unica all’erotismo e all’ebbrezza: le sensuali statue, i simboli fiori di calla del pavimento, i satiri che rappresentano la tentazione,  i putti e le figure svestite degli affreschi per l’erotismo… perfino le due torrette con le strutture in ferro che gli conferiscono una forma fallica. Del resto chissà cosa facevano i membri del club per rilassarsi e divertirsi nelle salette del primo piano… Nessuno lo sa, perché non è rimasta alcuna documentazione scritta, ma tutto lascia credere che le prediche dei preti fossero fondate e gli eccessi non rimassero raffigurati solamente sulle pareti! Di certo c’è che è rimasto a noi l’edificio, una meravigliosa donna della Belle Époque di 110 anni (portati benissimo) che non smetterei mai di ammirare!
Vengo trascinato fuori a forza perché comincia a imbrunire. Ultima tappa il birrificio Via Priula per una fantastica degustazione: dopo tante fatiche ci sta! Una dopo l’altra le birre scivolano giù con le loro note di rosa e erbe selvatiche… non per nulla sono arrivate sul podio in una competizione in Giappone!
Non poteva chiudersi meglio questo fantastico weekend all’insegna dello sport, della natura, della cucina tipica e della tanta bellezza che ci circonda (ma che spesso sottovalutiamo).

Spero che il mio articolo ti possa essere utile e anche a te sia venuta voglia di scoprire le valli bergamasche in bicicletta. Fammi sapere che ne pensi lasciando un commento e seguimi sui miei canali social 🙂

Cosa vedere a Bergamo e dintorni

Ecco altre foto di quel fantastico weekend:

Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
La fantastica vista dalla basilica di Santa Maria Assunta a Clusone
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
Una scalinata che scende verso il centro di Clusone
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
L’aperitivo a base di formaggi, salumi e miele al Ristorante Della Torre
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
La preparazione del secondo all’Hotel Ambra di Clusone
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Il fantastico dessert dell’Hotel Ambra di Clusone: salame al cioccolato davvero delizioso!
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
Una meravigliosa casa-fattoria tra le colline di Clusone
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La vista dal ponte di Ponte Nossa con i pescatori nel fiume Serio
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Il fiume Serio presso il Coston Beach
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Veronica di LifeinTravel nella parte finale della ciclovia della val Seriana
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La bella vista dalla cima della funivia Selvino-Albino
Selvino-Bergamo-case-balconi-legno
Le belle case curate di Selvino
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Il celestiale e sofficissimo tiramisù del ristorante Il Giardino di Selvino
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La fantastica discesa sulla tirolese del Selvino Adventure Park
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La vista scendendo dalla seggiovia di Selvino
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La stanza della cromoterapia della SPA dell’Hotel T’Ami
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La graziosa camera del B&B Il Ghiro con la maglia InLombardia
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Le affascinanti gallerie della ciclovia della Val Brembana
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In azione sulla ciclabile immersa nella natura
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Il fiume Brembo in alta val Brembana
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La casa costruita sotto l’immensa parete di roccia
Agriturismo-Ferdy-Lenna-Valle-Brembana-pony-natura
I pony che ti accolgono all’Agriturismo Ferdy
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I prodotti tipici della degustazione all’Agriturismo Ferdy
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Uno scorcio del bellissimo borgo di Cornello dei Tasso
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Uno dei palazzi del borgo di Cornello dei Tasso con lo stemma affrescato
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La squisita macedonia con gelato allo zucchero filato al Ristorante Il Bigio
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
Il bellissimo panorama su San Pellegrino salendo verso le Grotte del Sogno
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La meraviglia all’interno delle Grotte del Sogno sopra San Pellegrino
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La facciata liberty del Grand Hotel di San Pellegrino
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La meravigliosa facciata del Casinò che si alza nel verde
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La vetrata favolosa della sala superiore del Casinò di San Pellegrino
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Gli stucchi con i putti e gli affreschi di Malerba del soffitto del Casinò
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Uno dei fantastici lampadari del Casinò
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Un gran finale di uno splendido weekend. Brindisi al Birrificio Via Priula

 

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La meravigliosa Piazza della Loggia, salotto e simbolo di Brescia

Cosa vedere a Brescia in un giorno: una città piena d’arte e storia

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Le città della Lombardia sono spesso sottovalutate come destinazioni turistiche, a differenza delle vicine città del Veneto (peraltro splendide), ma invece hanno una storia importante e grandi bellezze tutte da scoprire e scovare. Oggi ti porto tra le vie e le piazze di Brescia, che è po’ Milano, un po’ Bergamo e un po’ Verona: seguimi per capire il perché e scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!

  1. Un po’ di storia
  2. Brescia e… le sue piazze
  3. Brescia e… le vestigia romane
  4. Brescia e… i Longobardi
  5. Brescia e… il suo castello
  6. Brescia e… le sue chiese

Cosa vedere a Brescia in un giorno 

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Il Lago di Iseo è una destinazione perfetta per un weekend sportivo in Lombardia

Un weekend sportivo sul Lago d’Iseo

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Amo molto visitare le città e i borghi d’Italia, scoprendo chiesette o fotografando piazze, ma ogni tanto mi piace cambiare e…. perché no? trascorrere un weekend all’insegna dello sport e del movimento a contatto della natura. Recentemente ho scoperto che il Lago d’Iseo è un posto perfetto per tutto questo!

Itinerario:

  • Giorno 1: biciclettata e degustazione in Franciacorta
  • Giorno 2: sport acquatici sul Lago
  • Giorno 3: escursione a Monte Isola

Giorno 1 – Biciclettata e degustazione in Franciacorta

Le vigne e le cantine della Franciacorta sono una delle mete preferite della Lombardia
Scorcio tra i filari delle vigne della Franciacorta

Dopo mezza giornata di lavoro, mi avvio sul lago d’Iseo: è a poco più di un’ora da Milano e molto vicino all’autostrada A4, quindi facilmente raggiungibile. La mia base sarà il sud del Lago, al Costa Verde Natura, un nuovissimo villaggio a Clusane d’Iseo con tutti i comfort e a zero impatto ambientale che fornisce tutti i mezzi necessari per le escursioni, biciclette comprese. Ne prendo una e usciamo per la prima avventura, una biciclettata tra le vigne della Franciacorta, a due passi (o meglio: due pedalate) dal Lago d’Iseo. La zona è prevalentemente pianeggiante quindi adatta a tutti, anche a quelli fuori allenamento: la cosa più difficile è scegliere la cantina dove riposarsi e degustare il famoso prosecco tra le tantissime e prestigiose della zona. Il percorso ciclabile non è invece dei migliori, passando spesso su marciapiedi condivisi coi pedoni e nemmeno di nuova pavimentazione, per poi spingersi su sentieri sterrati tra le vigne. Dopo 30-40 minuti di pedalata molto tranquilla arriviamo a destinazione: cantina Bersi Serlini. Una brillante spiegazione ci illustra i vari processi con cui si ottiene il vino, la differenza tra vino millesimato (di un’annata precisa) e riserva (miscelando più vendemmie) e che il Franciacorta è perfetto per tutte le portate, basta non scontrare i gusti: quindi niente più Brut con le torte, il dolce chiama il dolce!! La cosa che più mi ha colpito è la cura maniacale per tutti i dettagli e i tanti anni necessari per avere una bottiglia, minimo 4-5. Dopo questa fatica, degustazione: 2-3 bicchieri di prosecco accompagnati da parmigiano e salame è quel che ci vuole!
Ritornato al villaggio un bel tuffo in piscina mi rinfresca e mi dà le energie per la serata, una romantica cena con vista lungolago al Belleville di Paratico: peccato che io non sia in dolce compagnia! Però un maestoso tramonto color rosa mi lascia senza parole (ma pieno di foto). Un ottimo hamburger e una birra chiudono alla grande la giornata; ora riposo, domani sarà una lunga giornata!

Giorno 2 – Sport acquatici sul Lago d’Iseo

Il miglior posto per fare sport acquatici in Lombardia è il lago d'Iseo
I kayak pronti all’azione al Costa Verde Natura sul Lago d’Iseo

Sveglia presto, oggi giornata intensa! Ci infiliamo subito nei kayak del villaggio Costa Verde Natura e costeggiamo il lago d’Iseo in direzione ovest, fino al Caffè Bohèm, dove gustare un’ottima colazione per fare il pieno di energie. Poi riprendiamo le canoe lasciate sul lungolago di Paratico e proseguiamo a pagaiare lungo la costa bergamasca, da Sarnico in su. Motoscafi e cigni, barche a vela e anatre ci fanno compagnia per un’ora e più di piacevole sforzo sotto al sole. Non ci sono le ville del Lago di Como, ma è altrettanto splendido. Per fortuna è quasi mezzogiorno e il lago d’Iseo è piatto: è il momento in cui cambia il vento da quello mattutino che spira da nord a quello pomeridiano che va al contrario; solo le barche increspano il lago aumentando la difficoltà della pagaiata, ma oramai siamo arrivati al Cocca Hotel, dove lasciamo i kayak e iniziamo la seconda parte dell’avventura: dal pontile saliamo su un motoscafo che solca rapido le acque del lago. Dopo poco ci porta a destinazione: una splendida barca a vela di 9 metri con la quale risalire verso nord ammirando i panorami e le bellezza del Lago d’Iseo dal suo cuore, con la leggera brezza che ci accarezza e non fa sentire il caldo. Sulla destra appare Montisola in tutta la sua maestosità e Tavernola con il cementificio (orrendo) sulla sinistra, poi Zone con le sue piramidi di roccia e il Trentapassi con le sue scanalature; una leggenda dice siano nate quando l’Angelo, che viveva sul versante bergamasco, trascinò il Diavolo giù dal monte, che cercò invano di opporsi aggrappandosi con le sue unghie. Infine sotto il sole a picco superiamo Riva di Solto con il suo orrido e la punta delle croci bergamasche, dove il lago d’Iseo si restringe. Poco dopo arriviamo al quartier generale di SportAction: un tuffo dalla loro barca è quel che ci vuole per raggiungere la riva, mentre cellulare e zaino vengono portati a terra con un gommone. È giunto il momento di mangiare e dopo un prosecco come aperitivo (d’obbligo), un pranzo fresco e a base di pesce del lago è tutto quello che ci vuole; l’ottima macedonia con gelato è la ciliegina sulla torta.
Torniamo velocemente al villaggio, la giornata non è ancora finita. Doccia rapida e via, direzione Sulzano: andiamo a ricordare The Floating Piers! Il paese è in fermento, ma non è nulla a che vedere con l’anno scorso, quando c’era un caos incredibile; nonostante qualche bancarella sul lungolago, tutto sommato è tranquillo. Ci aggiriamo per le vie e i cartelloni e le reti arancioni appese ricordano il grande evento del 2016. Celebriamo la giornata con un buon mojito in piazza al bar L’imbarcadero: ci voleva! Intanto il lago d’Iseo si dipinge di colori magici con il sole che tramonta dietro le montagne e tramuta tutto in oro, come fosse Re Mida. Con una breve passeggiata ammiriamo le persone che camminano tra i vicoli come uscite da un quadro di Klimt. Peccato solo che il tranquillo pontile che ho visto in tante foto abbia due barche ormeggiate che rovinano i miei piani, ma qualche buono scatto riesco a farlo. Alla fine risaliamo le vie del paese per raggiungere la Trattoria Cacciatore: un tavolo all’aperto, ottime specialità locali e una vista favolosa dall’alto accompagnano la nostra cena, con le tenebre che vengono ad abbracciarci e le luci che si accendono e disegnano i profili delle coste del lago d’Iseo e Monte Isola di fronte a noi. Che spettacolo!

Giorno 3 – Escursione a Monte Isola

Monte Isola è uno dei borghi più belli da visitare in Lombardia
Barche attraccate a Monte Isola

Ultimo giorno, ultime fatiche. Siamo stanchi ma oggi ci aspetta un’altra meraviglia: Monte Isola, l’isola lacustre più grande d’Europa e uno dei Borghi più belli d’Italia! Dopo cornetto e cappuccino torniamo a Sulzano dove partono i traghetti per l’isola. Attraversata in barca veloce e piacevole, con il profilo di Peschiera Maraglio che si avvicina sempre più: una foto è d’obbligo!
Appena sbarcati le nostre alternative sono 3: la camminata in salita fino al monastero in cima al monte, una passeggiata per raggiungere la spiaggia dall’altra parte dell’isola (la più bella) oppure la visita del borgo di Peschiera; visto che sono stanco ma soprattutto adoro i borghi, non c’è gara: ultima alternativa! Il lungolago è grazioso e con il sole di oggi il Sebino è di un eccezionale azzurro cristallino che mi fa impazzire. Paperelle e cigni riposano tranquilli mentre ogni tanto si sente un motorino o un’ape di un abitante che passa. La mente va al Floating Piers e al suo caos, anche perché anche qui ci sono molte reti arancioni che ricordano l’evento, ma adesso l’isola di San Paolo è lontana al largo, solitaria. I fiori dei ristoranti e sulle case sono i protagonisti e non mi stanco di fotografarli, prima di infilarmi in una vietta per raggiungere la chiesa principale, in un apprezzabile stile barocco ben conservato. Dopo aver riposato un po’ sotto l’ombra di un albero e aver visto dove costruiscono/riparano le barche e creano le reti da pesca, andiamo a mangiare: il prosecco con salame di Monte Isola e formaggio per aperitivo è ovviamente scontato, poi la polenta con le migole (le “briciole”, perché carne per fare il salame scartata e cotta deliziosamente in piccoli pezzi) e il pesce essiccato del Lago, altra specialità locale che il ristorante Isola dei sapori ci porta con orgoglio; il pesce essiccato è troppo duro per i miei gusti, ma il resto è tutto eccellente!
Un gelato suggella meravigliosamente il pasto, prima di riprendere la barca e tornare sulla terra ferma. È ora di prendere le valigie e tornare a casa, ho fatto il pieno di verde e blu!!

 

Ecco altre foto del weekend:

Iseo è uno dei paesi da visitare sul Lago d'Iseo
Iseo è uno dei paesi più belli del Lago
Visitare una cantina è una ottima idea visitando la Franciacorta
Le famose bollicine del prosecco Franciacorta
Il Lago d'Iseo è una destinazione perfetta per gli amanti della natura
Il favoloso tramonto rosa ammirato a Paratico
Colazione al Caffè Bohèm a Paratico
L’ottima colazione del Caffè Bohèm
Il Lago di Iseo è perfetto per un weekend sportivo in Lombardia
In azione con il kayak vicino alla costa del Lago
La Barca a vela è da provare sul Lago d'Iseo
Il meraviglioso panorama che si ammira navigando in barca a vela sul Lago
Il Lago di Iseo è una destinazione molto romantica al tramonto
Il tramonto dorato ammirato sul lungolago di Sulzano
Il lago di Iseo ha panorami bellissimi da vedere
Il favoloso panorama all’imbrunire dalla Trattoria Cacciatore di Sulzano
Monte Isola è uno dei borghi più belli della Lombardia
Il borgo di Peschiera Maraglio visto raggiungendo Monte Isola
Il Lago di Iseo è una destinazione perfetta per un weekend in Lombardia
I bellissimi balconi fioriti di Monte Isola

 

 

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Una giornata sul lago di Lecco

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Cosa vedere in un giorno sul lago di Lecco
La magnifica vista del Lago di Lecco da Villa Monastero a Varenna

Adesso che è arrivata la primavera, con i suoi colori e i suoi profumi, è bello trascorrere i fine settimana all’aperto, magari scoprendo un posto nuovo oppure rilassarsi in qualche angolo incantato. Oggi ti racconto come trascorrere una fantastica giornata nella parte bassa del lago di Lecco (quella alta la trovi qui).

Itinerario:

  1. Mandello del Lario
  2. Lierna
  3. Fiumelatte
  4. Varenna

Cosa visitare sul lago di Lecco

1. Lago di Lecco – Mandello del Lario

Cosa visitare sul lago di Lecco
Mandello del Lario e il suo splendido porticciolo

Superata Lecco con la statale SS36 e prendendo l’uscita per “Abbadia Lariana – Varenna”, si imbocca la strada provinciale 72: passata proprio Abbadia Lariana eccoci a Mandello del Lario. Conosciuta per la Moto Guzzi – che qui è nata e ha il suo museo – è un paese suggestivo da visitare: cerchiamo quindi un parcheggio (che non è cosa semplice sul lago di Como) e fermiamoci. All’entrata del paese c’è una salita ripida sulla destra che porta alla romanica chiesetta di San Giorgio: pur non essendo sempre aperta, ha affreschi bellissimi da poco restaurati e una vista sul paese e sul lago che ripaga comunque la fatica! Ritornando in centro paese, ci si può godere le vie colorate che costeggiano il lago, in un’atmosfera tranquilla come le acque del Lario. Stradine pulite, case color pastello con i cortili privati verdeggianti, l’eco della risacca… insomma, un luogo perfetto per staccare la spina dal caos, riposarsi e scattare qualche bella foto del Lago di Lecco. Più avanti c’è anche un giardino e il porticciolo turistico, se si vuole fare un giro al largo. Mandello sa sorprendere!

Gita di un giorno sul Lago di Lecco

2. Lago di Lecco – Lierna

Riva Bianca a Lierna è un posto imperdibile
L’atmosfera placida di Riva Bianca a Lierna

Riprendiamo la strada provinciale 72 in direzione nord e dopo non molto ecco Lierna, un diamante nascosto del Lario. È un piccolo borgo conosciuto per le sue spiagge sassose, Punta Grumo e Riva Bianca, che con la bella stagione sono prese d’assalto per la tintarella. In mezzo c’è il “Castello”, un pittoresco nucleo di case addossate l’una alle altre e a picco sul lago che si dice siano state la residenza della regina longobarda Teodolinda; adesso sono case private chiuse al pubblico, ma si può curiosare tra androni, portici e piazzette e osservare la splendida chiesetta di SS. Maurizio e Lazzaro (che però ho trovato chiusa). Ad ogni modo Riva Bianca con il castello sul fondo è perfetta per scattare meravigliose foto e ideale per un picnic; anche io ho pranzato qui: ci sono pure un paio di ristorantini molto interessanti! Lierna inoltre è conosciuta per le sue bellissime ville, soprattutto in stile eclettico con elementi liberty, ma di difficile accesso perché private.

cosa vedere sul lago di Como

3. Lago di Lecco – Fiumelatte

Torniamo ancora sulla strada principale in direzione nord e ammiriamo il lago di Lecco che compare e scompare, come giocasse a nascondino, sulla sinistra. Dopo 10 minuti raggiungiamo Fiumelatte, una frazione piccolissima ma deliziosa che prende il nome dal fiume che scende dalle montagne alle sue spalle solamente nella bella stagione, talmente ripido che le sue acque spumeggianti sembrano assumere il color bianco. Quest’anno è in ritardo e io non l’ho visto. Con i suoi 250 metri è il secondo fiume più breve d’Italia. Peccato solo che a Fiumelatte è difficile trovare parcheggio: nel caso non lo troviate, tirate dritto, il meglio deve ancora venire!

cosa vedere sul lago di Lecco

Visitare Varenna, Mandello del Lario e Lierna 

4. Lago di Lecco – Varenna

Incontestabilmente la gemma del versante lecchese del Lago di Como: qui ci sono le migliori ville, qui c’è la vista migliore, qui potrai rimanere a bocca aperta e innamorarti del borgo. É la meta finale del nostro itinerario seguendo la provinciale 72 In direzione nord: appena prima di una galleria dobbiamo svoltare a sinistra per entrare in paese. Qui trovare parcheggio è un po’ più complicato e se non si vuole pagare consiglio di fermarsi sulla strada di accesso al paese lungo il filare di ombrosi cipressi.
Cosa vedere a Varenna? C’è l’imbarazzo della scelta. Se abbiamo le gambe fresche, saliamo lungo i sentieri e godiamoci il panorama arrivando al Castello di Vezio: l’ascesa a piedi è di una ventina di minuti, ma il belvedere e la vista meravigliosa dalla torre del castello ripagheranno i nostri sforzi. Con una buona visibilità i tre rami del lago, Bellagio al centro e la penisola di Lenno più avanti sembrano a pochi passi! Quando ci sono andato io c’era foschia ma la vista come puoi vedere era comunque splendida!

Cosa visitare sul Lago di Lecco
Il magnifico panorama del Lago di Lecco (quel giorno con foschia) dal Castello di Vezio

Scendiamo di nuovo in paese, c’è ancora molto da vedere. A cominciare da due delle ville più belle del lago, villa Cipressi e soprattutto villa Monastero. La prima ora è un hotel, ma sono visitabili i suoi giardini terrazzati che arrivano fino al lago: non sono incantati, ma offrono certamente belle viste sul lago (anche se di pomeriggio avevo il sole contro, meglio la mattina); di tutt’altro tenore Villa Monastero, uno dei posti imperdibili del lago di Lecco! Era un antico monastero (da qui il nome) trasformato nel ‘500 dal cardinale Federico Borromeo in una elegantissima residenza sul Lario con un magnifico è lunghissimo giardino che abbraccia romanticamente il lago. È ricco di piante esotiche con statue, tempietti e balaustre che garantiscono scatti fantastici, specialmente durante le fioriture primaverili, anche se lo stile è austero e non esuberante come le ville dell’altro ramo del Lario. Ad ogni modo, se cerchi un posto romantico o che rilassi la mente, è perfetta! Da non sottovalutare pure la villa, piccola e su due piani, un gioiellino ben curato.

Cosa-Visitare-a-Varenna:-Villa-Monastero-è-da-non-perdere
Uno scorcio dei bellissimi giardini di Villa Monastero con vista lago

Terminati gli scatti nella villa, ci rimane da visitare il borgo che è altrettanto splendido. Partiamo dalla piazza principale: è tranquilla e coronata dalla chiesa di San Giorgio e dal suo campanile che svetta su Varenna, sia guardando dall’alto del Castello di Vezio sia navigando sul lago; la chiesa merita certamente una visita per i suoi affreschi di profeti e santi datati tra il XIII e XIV secolo. Dall’altro lato della piazza – ma un po’ isolata – c’è anche la chiesa di San Giovanni Battista con altri interessanti affreschi antichi. Entrambe le chiese sono piccole e visitabili velocemente.
Essendo nato come borgo di pescatori, il cuore del paese però è più in basso, a ridosso del lago di Lecco: per questo scendiamo una delle tante scalinate inseguendo il sapore del lago e ci addentriamo tra i vicoli, androni e sottopassi brulicanti di persone come fosse un formicaio. Qui troviamo tanti negozietti colorati e suggestivi (forse troppo turistici) e ci possiamo finalmente riposare, prendendo un gelato o un drink nella piazzetta sul porticciolo che sembra un set cinematografico: arrotondata quasi per non disperdere la sua bellezza e circondata dalle case variopinte che si intonano ai violette delle fioriere, non ha nulla da invidiare all’esclusività di Bellagio. Sembra una bomboniera.
Terminato il riposo, è giunta l’ora di terminare la nostra “scoperta” di Varenna: oltrepassiamo la postazione dei taxi boat e imbocchiamo la passeggiata lungolago per 5 minuti di camminata “sulle acque”; circondati dalle ringhiere rosse possiamo ammirare la bellezza dell’altra riva e delle ville di Varenna col profumo di glicine e dirigerci verso l’imbarcadero, che ogni 20 minuti imbarca e sbarca i turisti: qui potremmo partire verso un’altra destinazione; ma per noi si è fatto tardi, meglio tornare alla piazzetta sul molo: ci attende un meraviglioso tramonto da ammirare godendoci la tranquillità ed il nostro aperitivo seduti al tavolino del bar. Non vorremmo muoverci più da qui!

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E’ meraviglioso rilassarsi con la vista del lago dal molo di Varenna

P.S: ci sono anche altri modi di godersi questo itinerario: ad esempio si può percorrere, a piedi o in bicicletta, l’antico Itinerario del Viandante oppure ammirare i panorami direttamente dal lago di Lecco, noleggiando una barca o prendendo il battello. Ve ne parlerò nei miei articoli futuri 🙂

 

Ecco altre foto scattate durante la giornata:

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La suggestiva passeggiata lungolago di Varenna
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Le case colorate di Varenna, intonate coi colori delle violette sul lungo lago di Lecco
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Altro scatto dei magnifici giardini di Villa Monastero
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Una bellissima vista dai giardini dell’Hotel Villa Cipressi
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Una veduta di Fiumelatte
Castello-di-Lierna-visitare-il-lago-di-Lecco
Uno scorcio del “castello” di Lierna
Visitare-il-lago-di-Lecco-Mandello-del-Lario
Una casa colorata di Mandello del Lario
Visitare-Mandello-del-Lario-chiesa-di-san-Giorgio
I magnifici affreschi medievali della chiesa di San Giorgio a Mandello del Lario

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Il quartiere dei Navigli è perfetto per un aperitivo a Milano

L’ aperitivo a Milano

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Milano è una città iper-veloce, piena da bellezze da fotografare e che guarda sempre avanti: business-man, imprenditori, studenti universitari o startupper la vivono a mille all’ora, seguendo rituali ben precisi. Il più importante di tutti? Certamente l’aperitivo, che qui è un’istituzione, ben più importante dei pasti. Ti spiego il perché: ti porto a fare un aperitivo a Milano!

L’aperitivo alla Milanese
Vita notturna sulla Terrazza Aperol, perfetta per un aperitivo a Milano

Come sono i Milanesi:

Gli abitanti di Milano sono persone sfuggenti, sempre di corsa. Sempre impegnati, continuamente al telefono, anche per strada. Capitale della moda e della finanza, Milano è difatti una città attivissima, con uno sguardo decisamente rivolto all’Europa e al futuro. Molto recettiva, tutte le mode internazionali passano da Milano prima di essere sdoganate in Italia: prima i jeans a vita bassa e i leggins, poi facebook, infine il car-sharing.
Quint’essenza dell’essere milanesi sono i neologismi con cui si esprimono: non è italiano né tanto meno il dialetto (che è ormai introvabile in centro città), bensì un mix di inglese e termini vezzeggiativi o abbreviati, perché i milanesi non hanno mai tempo da perdere, nemmeno a parole: vanno al “brunch”, devono andare a fare “benza”, fanno le cose “al volo” perché “non hanno sbatti” o “sono presi male”.
In più per i Milanesi il passato non conta, il loro interesse è rivolto solo verso il futuro: il weekend fuori porta da fare ogni maledetta settimana durante la bella stagione (magari a “Curma” o a “Forte”), la vacanza per staccare dall’ufficio ad agosto, le serate da organizzare in settimana. L’importante è uscire di casa: il Milanese – per dirla come Aristotele – è l’animale sociale per eccellenza, non può mancare a nessun evento (o “happening” come li chiama lui) !

 

Il quartiere dei Navigli è perfetto per un aperitivo a Milano
MILANO, scende la sera sul Naviglio Grande

Dove trovare i Milanesi:

Durante il giorno è pressoché impossibile scambiare chiacchiere con qualcuno: sono troppo impegnati in ufficio “a lavurà” e – quando si concedono un “break” – non vogliono essere disturbati (“devi mollarmi!”). Tutt’al più li trovi in pausa pranzo a mangiare una pizza da Spontini oppure un panzerotto da Luini all’ombra del Duomo. E’ la sera, come detto, che il Milanese fa la parte del leone: non c’è festività o evento, di qualsiasi religione sia, a cui possa mancare, anche la notte delle lanterne dei buddisti “è un must!”.
I suoi posti preferiti devono essere esclusivi: un ristorantino “pettinato” per mangiare sushi (il top del top, come direbbero loro), una festa per sorseggiare “champagnino” o a bere un drink sulla Terrazza Aperol presso il Duomo, alle colonne di San Lorenzo oppure all’Arco della pace. Ma certamente il posto più caratteristico di Milano, la “location top” che ogni Milanese deve frequentare, sono i Navigli: è tra queste vie che brulicano di gente che si può assaporare la Movida milanese (ancor di più dopo la riqualificazione della Darsena), dal tramonto fino a notte inoltrata. Posto inconfondibile e unico, impersonifica perfettamente la mondanità dei Milanesi e il loro carattere. Chi si vuol sentire milanese, anche solo per una sera, deve venire qui.

L’aperitivo a Milano:

Il Milanese si scatena appena esce dall’ufficio e di conseguenza il rito per eccellenza è l’aperitivo, momento topico della giornata. Per festeggiare la “liberazione quotidiana” si ritrova con gli amici o colleghi al solito bar, che per tutti è notoriamente “il migliore in giro”.  Visto però che il Milanese è esagerato per natura, succede spesso che l’aperitivo si prolunghi per ore, sostituendosi del tutto alla cena anziché introdurla. Anche per questo un aperitivo a Milano non si usa il termine happy hour – ormai troppo banale e superato – bensì il più pomposo aperi-cena, un neologismo coniato ad hoc ma che calza perfettamente. Difatti ogni Milanese che si rispetti non esita a scatenarsi tra le 18 e le 21. Fa il brillante” di fronte all’ampia gamma di cibi che trova sul bancone del bar, assaggiando le pizzette e i sandwich, i salumi e formaggi, la pasta e i panini (solitamente tutto a buffet), sempre con un fido cocktail in mano, Negroni o Spritz che sia. Soprattutto per un turista, è la forma più genuina e pratica per scoprire una (piccola) parte della cucina italiana
Cosa fondamentale visto che il Milanese è sempre attento al portafoglio in una città cara come Milano, l’aperi-cena è pure decisamente economico rispetto ad una cena in un ristorante. Infatti il cibo è gratuito e il prezzo viene calcolato per drink bevuto, che si aggira sui 10€ e non è affatto male!

Insomma il rinomato “aperitivo a Milano” è certamente il modo migliore per provare la vita di Milano e diventare per qualche giorno un abitante della città della moda.

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