La festa di Sant Jordi, il periodo migliore per visitare Barcellona

Barcellona e la festa di Sant Jordi: un weekend indimenticabile

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La festa di Sant Jordi, il periodo migliore per visitare Barcellona
La Casa Battló di Gaudí, emblema architettonico della leggenda di Sant Jordi

Io credo che ogni luogo del mondo abbia qualche fascino che ti attrae come una calamita, che sia un posto esotico, che sia una “vecchia” capitale europea, che sia una città lontana in Oriente o in America.  Ci sono poi dei momenti dell’anno in cui questi posti celebrano la loro festa più importante, quando tutta la città è colorata e agghindata e la gente si riversa nelle strade gioiosa a festeggiare. Io ho avuto la fortuna di essere in una delle città più belle del mondo – Barcellona – per poter assistere da protagonista alla festa principale della Catalogna, la festa di Sant Jordi. Ti racconto quel weekend indimenticabile.
Barcellona – La festa di Sant Jordi

Sant Jordi, orgoglio catalano

La festa di Sant Jordi (San Giorgio) è la festa più importante della Catalogna. Secondo la leggenda, un drago infestava il villaggio di Montblanc vicino a Tarragona, mangiando ogni giorno un abitante estratto a sorte. Quando venne estratta la principessa apparve Sant Jordi, un impavido cavaliere che si scagliò contro il drago in combattimento e lo uccise infilzandolo con la sua lunga lancia, salvando la principessa ed il villaggio. Dal sangue versato dal drago crebbero immediatamente cespugli di rose rosse, diventate per questo il simbolo della festa, rivendicazione dell’orgoglio e dei valori nazionali della Catalogna contro il governo e la cultura castigliana di Madrid.
Visitare Barcellona

L’invito della Casa Batlló

Se si vuole visitare Barcellona, non si può perdere la Casa Batllo di Antoni Gaudi
La festa si celebra ogni 23 aprile, giorno di San Giorgio. Giusto un mesetto prima sono stato contattato dal profilo Instagram della casa Batlló (@casabatllo) che mi chiedeva se mi sarebbe piaciuto partecipare alla festività invitato e ospitato come influencer: giuro che ho letto e riletto più volte il messaggio perché non credevo ai miei occhi! Ho accettato senza dubbi e quel weekend ho vissuto una delle esperienze più belle della mia vita: passeggiare per Barcellona sapendo di esservi stato invitato è una delle sensazioni più belle che abbia mai provato!
Il programma di quei 2 giorni prevedeva:

Ciliegina sulla torta, la presenza di altri 9 influencer di Instagram da mezza Europa,  alcuni davvero eccezionali, ma soprattutto tutti simpatici e alla mano. Una cosa non da poco se hai più di 100.000 seguaci!
Casa Batlló Barcellona

Un sabato pieno di sorprese, colori e sapori

L’accoglienza è stata eccezionale: il pranzo a El Nacional è stato ottimo, con specialità spagnole a profusione: bombitas, jamon serrano, tortillas, pa amb tomaquet tipico di Barcellona… È una delle location più alla moda della città: c’è chi ci passa solo per scattare foto, ma i camerieri stessi sono un’attrazione nell’attrazione!  Poi è partita l’avventura vera e propria: la Casa Amattler, quella accanto alla Casa Batlló, è stata una sorpresa deliziosa (in tutti i sensi, considerando che Amattler vende cioccolato), con vetro, marmo e ferro combinati mirabilmente per creare un gioiello modernista dai mille colori: un posto che consiglio a tutti!

La Casa Amatller, capolavoro modernista di Barcellona
Il meraviglioso salone principale della Casa Amatller (foto @srake)

A seguire, il Palau de la Musica Catalana mi ha lasciato senza parole: erano anni che sognavo di vedere la grande cupola con vetrata istoriata multicolore, una meraviglia difficile da descrivere. L’ho ammirata e rimirata in silenzio per lunghi minuti, seduto su una sedia della sala da concerto, aperta solo per noi. Ma anche tutto il resto è notevole: le colonne decorate con mosaici floreali, le rose sul soffitto, le statue dei grandi compositori, le scalinate imponenti, le vetrate con i fiori e gli emblemi catalani… Insomma, è davvero un capolavoro da non perdere quando si passa da Barcellona! E pensare che tutto questo tripudio di dettagli (che ho fotografato a ripetizione) è stato costruito in soli 3 anni! Più tardi, assistere ad un concerto in quella sala è stata davvero un’esperienza unica: l’orchestra Simfònica Del Vallès e il coro ti avvolgevano nella loro musica da pelle d’oca! Un’emozione esaltante, le note di rimbombavano dentro! Finale alla grande con le specialità di carne del Solomillo Restaurant, sicuramente uno dei migliori della città.

La festa di Sant Jordi: un tripudio di rose e libri

La domenica Barcellona era brulicante fin dalle prime ore del mattino; tante persone allestivano le bancarelle già alle 8:00, mentre ci recavamo alla visita esclusiva alla Casa Batlló. “Siete liberi di andare e fotografare quello che volete”: non avrei mai pensato che poche parole mi avrebbero reso così contento! Ci ero già venuto, ma è un posto magico che ogni volta ti conquista e riempie di gioia; sono andato dritto nella grande vetrata e poi sul tetto per scattare foto a ripetizione: era incredibile avere il terrazzo tutto per me! Per finire alla grande, ho preso l’audioguida per la visita interattiva: una cosa davvero di alto livello, muovendo lo smartphone consentiva di vedere come era la casa con tutti gli arredamenti e come era stata pensata dal genio di Antoni Gaudí, mentre si ascoltano le parole dell’audioguida. Consigliatissima!
Prima di tornare all’aeroporto, ho avuto tutto il tempo per godermi Barcellona. L’aria della città era elettrica, con bandiere catalane ovunque e rose disseminate sulle bancarelle assieme ai libri; del resto è il “giorno di San Valentino” della Catalogna e le ragazze, in cambio di una rosa, regalano per tradizione un libro al proprio innamorato. Per questo le Ramblas erano stracolme di gente festante, febbrile, senza sosta. Io ero stato coinvolto in tutto questo e mi sono spostato in un angolo a godermi quei sorrisi, quegli sguardi felici. Stavo osservando l’orgoglio catalano nel suo giorno più importante e mi sono sentito al centro del mondo. Assolutamente indimenticabile.
Se vuoi vivere anche tu le celebrazioni della festa di Sant Jordi, non devi fare altro che segnare la data sul calendario: tornerà puntuale il prossimo 23 aprile!
Cosa vedere a Barcellona

Ecco altre foto di questo fantastico viaggio:

Palau de la musica catalana di Domenech i Montaner, un edificio da visitare a Barcellona
Spettacolare dettaglio della vetrata istoriata del Palau de la Musica Catalana
Il ristorante El Nacional, bellissimo e ottimo posto dove mangiare a Barcellona
Il fornitissimo e chic bar all’interno del ristorante El Nacional
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La coloratissima galleria del primo piano del Palau de la Musica Catalana
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I fotografatissimi bagni del ristorante El Nacional
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Sant Jordi uccide il drago, scultura all’entrata della Casa Amatller
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I regali ricevuti per aver partecipato trovati sul letto dell’Hotel Alexandra Double Tree Hilton
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Il dolce al Solomillo Restaurante
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La fantastica vista del tetto della Casa Battló
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2. Croissant and cappuccino

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cappuccio e brioche
A classic croissant and cappuccino at the bar

The breakfast in Italy:

In Italy you can joke about everything with the exception of three things: the mother, the favorite sport team and cooking. The Italian cuisine is loved and envied around the world, but considering pasta and pizza many people underestimate an essential and distinctive Italian meal that distinguishes them: the breakfast. It’s a crucial moment because it’s the first food intake following an overnight fast and then has to provide quick energy to face the new day. In contrast to the breakfast of northern Europe (so called “international“) which presents very high calorie and salty foods like eggs, cheese, ham and butter accompanied by tea or a fruit juice, in Italy (and France) the “continentalsweet breakfast dominates: croissants, bread and jam / chocolate, biscuits, pastries and cakes, together with coffee, white coffee or tea are the protagonists of laid tables of houses throughout Italy. However if you want to enjoy breakfast at its highest level there are exceptional places where to go: bars.

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SICILY, showcase full of pastries in a pastry-bar

The ritual of breakfast at the bar:

The bar is the heart of every Italian town: there is no place where – besides the church and the main square -there is no bar.  Here every day from 6:00 am to 10:00 am people of all ages begin a whirling dance in and out of its doors to have breakfast. In fact, if someone allows himself to eat breakfast at the bar only in days off, there are many people that every single day are at the lunch counter. It’s a kind of daily ritual: same time, same identical order, exactly the same table; it often happens that’s a meeting place with partner or friends: “See you at the bar” is the beginning of every nice day. The absolute protagonist is the frothy cappuccino, sometimes decorated like a work of milk art, probably invented in Vienna but that during the twentieth century has become an emblem of Italianity; to accompany it can not miss a croissant (in Italy also called “cornetto” or brioche depending by latitude) with distinctive crescent-shape, or even better pastries (or “paste” as they are called in Southern Italy). Colorful and delicious, hand-made in a thousand of different forms, the pastries are a pleasure for the palate and specialties and tastes change depending on the Italian regions: sometimes cream and chocolate prevail, sometimes ricotta or mascarpone… However, their sweetness is overwhelming!

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ROMA, an open air bar in Trastevere

The best way to feel Italian:

Sitting at a table of a bar or simply leaning on the counter, you can appreciate and experience the real Italian life, especially in a small town. You can attend what looks like a movie scene: hearing small talk of the people coming in and out, their problems and their joys, shrill voices of children or slow proverbial words of the elderly, interspersed by moments of silence when they relish a cappuccino or taste a croissant. Replicating all this personally – with the greatest calm – is the best way to feel Italian, even better if at the bar Giolitti in Rome,  at the historic Caffé Florian or at Harry’s Bar in Venice, at Camparino in the Galleria Vittorio Emanuele in Milan, or in a small town of Tuscany or Southern Italy. Spending time talking to a waitress – if possible – to ask questions, any must-see destinations or restaurants, will make it even more pleasant.

In short, breakfast of your hotel may be more comfortable and plentiful, but there is no better way to feel like Italian and breathe the life of a town or an Italian city than getting in touch with their citizens. Undoubtedly having breakfast at the bar is the easiest way to do this.

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1. The famous happy hour of Milan

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MILAN, nightlife at Aperol Terrace

How Milanese people are:

The people of Milan are elusive and pragmatic, always rushing, always busy, always on the phone. Capital of fashion and finance, indeed Milan is a very active city, with a look definitely turned to Europe and to the future. All international trends and fashions pass from Milan before being reached in Italy: first music, low-rise jeans and leggings, then facebook, finally car-sharing… The Milanese express themselves with a mixed Italian and English language:  it’s not the old dialect,  but neologisms or international words as “brunch“, “training“, “call“;  even a new quarter of the city is called “CityLife” in English! For the people of Milan past doesn’t matter, their interest is only focused on the future: weekend out-of-town to spend every damn week during the warm season (perhaps at Curmayeur or Forte dei Marmi), the holiday to get away from office in August, the evenings to arrange during the week. The most important thing is to get out of house: the Milanese – quoting Aristotle – are the social animal par excellence, they can not miss any event (or “happening” as they call them) !

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MILAN, Naviglio Zone: Naviglio Grande at dusk.

Where to find Milanese people:

During the day it’s almost impossible to talk to anyone, they are too busy “a lavurà” (to work) and – when they take a break – don’t want to be disturbed. At most, you can find them on their lunch break to eat a pizza at Spontini or a “panzerotto” at Luini next to the Duomo.  In the evening, as mentioned, that the Milanese people do the lion’s share: there is no festivity or event, of any religion may be, to which they can be missing, even the Buddhist night of the lanterns “is a must” !  Their favorite places have to be exclusive: a restaurant to eat sushi (“the top of the top”, as they would say), a party to sip champagne or a drink on the Aperol Terrace at the Duomo, the columns of San Lorenzo or nearby the Arco della Pace. But certainly the peculiar and unique place that every Milanese has to hang out are the Navigli zone: it’s between these crowdy streets that you can enjoy the Movida of Milan (even more so after the Darsena requalification), from dusk till late night. This distinctive place perfectly embodies the worldliness of the Milanese people and their temperament. Who want to feel Milanese, even just for one night, must come here.

 

The happy hour of Milan:

Just out of the office, the Milanese are unleashed and consequently the ritual par excellence is the aperitif, pivotal point in the day. To celebrate the “daily liberation” they meet friends or colleagues at the usual bar, which everyone considers the best one around. Given that Milanese people are exaggerated by nature, it often happens that the aperitif is prolonged for hours, replacing the dinner completely instead of introducing it. For this they don’t use the term “happy hour” – too banal and passed – but the most pompous “aperi-cena” (aperi-dinner), a neologism coined ad hoc but that fits perfectly. In fact, every perfect Milanese doesn’t hesitate to let loose between 18:00 and 21:00 in front of the wide selection of food located on the bar, tasting pizzas and sandwiches, salami and cheeses, pasta and panini (usually all buffet service), always with a faithful cocktail in hand, Negroni or Spritz that it is. Especially for a tourist, it is the most genuine and practical way to discover a (small) part of Italian cuisine. As the Milanese are always careful to the wallet in an expensive city like Milan, the aperitif is also definitely cheap compared to a dinner in a restaurant: the food is free and the bill is calculated per drink, that usually costs around 10€ and that’s not bad !

In short, the famous “Milanese happy hour” is certainly the best way to experience the life of Milan and for a few days become an inhabitant of the city of fashion.

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