Cornello dei Tasso, uno dei borghi più belli d’Italia in Lombardia

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Questa è una storia di mercanti e di medioevo; allo stesso tempo è la storia della posta e dell’ingegno italiano che si impone nel mondo. Il tutto in un piccolo borgo a metà tra il fiume Brembo e le montagne il mezzo alla Valle Brembana, 30 km a nord di Bergamo. Come è possibile? Basta andare a visitare Cornello dei Tasso per capirlo.
Questo borgo inserito tra i Borghi più belli d’Italia della Lombardia è la perfetta meta per una gita fuori porta in Lombardia dal sapore storico nelle valli Bergamasche. Aggiungiamo l’affascinante borgo di Oneta per scoprire la storia di Arlecchino e la buona cucina tipica bergamasca; puoi capire che sono tra i posti da visitare vicino Milano per trascorrere una giornata circondati dalla natura: perciò sono tra i borghi da visitare in Lombardia!

  1. Come arrivare
  2. Storia di Cornello dei Tasso
  3. La famiglia Tasso
  4. Il borgo di Cornello dei Tasso
  5. Museo dei Tasso e della Storia Postale
  6. Pranzo alla Trattoria Camozzi
  7. Nei dintorni: il borgo di Oneta
  8. Conclusioni

1. Come arrivare

Per arrivare a Cornello dei Tasso prendi la Statale 470 della Valle Brembana
La vista dalla porta di Cornello dei Tasso

Cornello dei Tasso si trova su uno sperone roccioso (“corno”) della Valle Brembana, più o meno metà. Per arrivarci bisogna raggiungere Bergamo e poi imboccare la Strada Statale 470 che percorre tutta la valle.
Una volta superata la famosa San Pellegrino, si entra nel territorio di Camerata Cornello; subito una svolta a sinistra in via Roma per risalire il monte e raggiungere Cornello dei Tasso, una delle frazioni del comune. Presa a sinistra la strada per il borgo, si arriva presto al parcheggio dove lasciare l’auto. Poi bisogna procedere a piedi.

 

2. Storia di Cornello dei Tasso

Cornello dei Tasso è tra i borghi da visitare in Lombardia
Uno scorcio di Cornello dei Tasso

Per capire la storia di Cornello dei Tasso bisogna parlare della Via Mercatorum, antica strada medievale che congiungeva Bergamo alla Valtellina e alla Svizzera. La percorrevano mercanti, merci e viandanti che si scambiavano prodotti artigianali a cavallo delle Alpi; era l’autostrada del tempo, seppur piccola. Cornello dei Tasso era un autogrill: un centro di commercio e di sosta per mercanti e cavalli lungo la strada. Qui fin dal Duecento viveva la famiglia Tasso che aveva un palazzo e – essendo i vassalli del feudatario – ne garantiva l’ordine.
Lungo la strada viaggiavano pure le notizie e le lettere; proprio la famiglia Tasso creò il moderno servizio di posta che li portò al servizio delle corti di mezza Europa: i papi, la Repubblica di Venezia, ducato di Milano e perfino l’imperatore. Così fecero di Bergamo la loro base, con splendidi palazzi (tuttora c’è via Tassis).
Ma mentre succedeva tutto ciò, nel 1592 venne costruita la nuova Strada Priula a fondovalle, lungo il fiume Brembo. Questo rese Cornello dei Tasso improvvisamente priva di importanza (come accadde anche a San Gimignano), consegnandola all’oblio che l’ha conservata fino a noi. Perciò visitare Cornello ti fa fare un salto indietro al Cinquecento!

borghi più belli della lombardia

3. La famiglia Tasso

Lo stemma della famiglia Tasso è dipinto sul Palazzo moderno della famiglia Tasso a Cornello dei Tasso
Lo stemma della famiglia Tasso dipinto

Tasso? Sì, come Torquato Tasso, che difatti appartiene alla famiglia, anche se lui nacque a Sorrento, perché il padre era un poeta alla corte del Regno di Napoli; probabilmente non venne mai a Cornello (ma visitò i palazzi della famiglia a Bergamo).
La famiglia Tasso emerse nel Duecento proprio a Cornello e si mise in luce per l’attività di correria tra Bergamo e Venezia; a metà del Quattrocento fondarono a Venezia la Compagnia dei Corrieri della Serenissima Signoria curando i collegamenti Milano-Venezia e Venezia-Roma.
Durante il Rinascimento un ramo della famiglia cominciò a prestare servizio presso lo Stato Pontificio, ricevendo in cambio prestigio, denaro e onori; un esponente divenne presto vescovo! I proventi furono investiti a Bergamo, dove sorsero diversi palazzi tra cui quelli di via Pignolo e di via Tassis; inoltre diedero impulso alla vita culturale di Bergamo: ad esempio commissionarono due quadri a Lorenzo Lotto!
La collaudata ed efficace organizzazione li portò nel 1489 al servizio dell’imperatore Massimiliano I: fu talmente soddisfatto che prima rese Francesco Tasso “capitano e mastro delle poste” e nel 1512 concesse l’aquila asburgica nello stemma familiare. Così con Carlo V i Tasso curarono la posta in tutti gli angoli dell’immenso impero: dalle Fiandre alla Spagna, da Napoli al Tirolo. Questo monopolio portò titoli nobiliari e durò tre secoli, fino a quando Napoleone non nazionalizzò i servizi postali degli stati europei.
Continuarono a operare in Germania fino al 1867, con l’uso di propri francobolli. Poi i principi Thurn und Taxis (come si fanno chiamare in Germania) si dedicano ad altro; ma ancora oggi sono una casata nobiliare prestigiosa come dimostra il grande palazzo di Ratisbona.

cornello del tasso

4. Il borgo di Cornello dei Tasso

Per arrivare a Cornello dei Tasso devi percorrere un sentiero a piedi nel bosco
Il sentiero per arrivare al borgo

L’atmosfera è fuori dal tempo. Si respira già solo prendendo il sentiero ondulato nel bosco con a fianco le pecore che brucano l’erba fino a che vedi sbucare davanti la torre in pietra che pare un piccolo castello; qui c’è la porta d’ingresso al borgo.

4.1 Il primo livello: la via Mercatorum

La strada porticata è il simbolo di Cornello dei Tasso, uno dei borghi più belli d'Italia
La strada porticata simbolo del borgo

L’impressione è confermata varcando l’ingresso: c’è una lunga strada porticata e ciottolata; questi archi affascinanti e case in pietra che li sovrastano sono il simbolo del borgo. Ora la strada è praticamente vuota, ma devi immaginarla nel medioevo piena di caotici banchi di merci e mercanti! Bravissimi però gli abitanti: le case sono decorate con delicatezza e gusto; trovi ingressi pieni di fiori come uno splendido gelsomino cileno rosso o strumenti di legno e un tavolo sulla sinistra oppure ancora i fiori azzurri che pendono dalle arcate accanto ai gerani e alla vite che cresce sul muro.
Terminata la via coperta si sente lo scrosciare del fiume Brembo che scorre poco più sotto e continuando ecco i ruderi dell’antico Palazzo Tasso, con grosse pietre a terra tra la vegetazione e solo un arco in piedi. Tutto decadente: i romantici dell’Ottocento sarebbero impazziti qui! C’è un delizioso profumo di gelsomino finto, che viene dalla casa dal giardino terrazzato e curatissimo visibile appena termina la strada porticata.

4.2 La zona residenziale

Cornello dei Tasso è uno dei borghi più belli d'Italia della Lombardia
Il Palazzo moderno della famiglia Tasso al livello residenziale

Il borgo di Cornello dei Tasso si è costituito su 3 livelli; se il primo era riservato al commercio, quello superiore alle dimore degli abitanti. C’è difatti una via parallela più elegante e ariosa dove si trovano i palazzi residenziali; tra essi Palazzo Bordogna e il palazzo moderno della famiglia Tasso, sorto nel Quattrocento; è facile da individuare perché ha belle piante che crescono sulla facciata e soprattutto ha dipinto lo stemma della famiglia Tasso con il tasso (animale), il corno postale e l’aquila imperiale. Purtroppo non si può si visitare, ma non ci deve essere dentro molto; trovi però un altro stemma sulla parete al termine della via porticata. Verso sud belle case in pietra si sviluppano attorno alla strada che scende verso dove un tempo c’erano il mulino e il torchio; interessante questo scorcio da fotografare!
Ciò che ruba gli occhi però è il grande glicine che domina la casa della Trattoria Camozzi; come un serpente si divide sui due piani esaltando le finestre; chissà che meraviglia e che profumo quando è in fiore! La signora mi ha detto che ne dovranno tagliarne una parte perché sta diventando ingombrante e pesante… che peccato!

4.3 La zona religiosa

La Chiesa dei santi Cornelio e Cipriano di Cornello dei Tasso ha il campanile storto
Il campanile storto, una delle attrazioni del borgo

Salendo ci sono altre rose rosse e ortensie che ti portano verso la Chiesa dei santi Cornelio e Cipriano; è il terzo livello del borgo, quello religioso. Anche la chiesa purtroppo è chiusa da anni perché è crollato un pezzo d’intonaco internamente; gli affreschi quattro-cinquecenteschi sono quindi impossibili da vedere. Puoi però ammirare il campanile romanico decisamente storto, come fosse una piccola torre di Pisa: è una particolarità del borgo. Il terreno ha ceduto fin dalla costruzione, ma per preservarlo al momento sono in corso lavori di consolidamento. Ne avrebbe bisogno anche la chiesa, ma qui nessun lavoro è in opera.
Il rumore delle acque del Brembo arriva fin qui e ti riconcilia con la natura. Tutt’intorno del resto ci sono solo boschi: qualche casa dei paesi vicini si intravvede, ma il verde e i pendii regalano belle viste, soprattutto se si risale la collina sopra al borgo per un gran panorama su Cornello dei Tasso con il campanile e la chiesa che svettano in primo piano.

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5. Museo dei Tasso e della Storia Postale

La Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso originale è nel Museo dei Tasso di Cornello dei Tasso
La Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso

Puoi conoscere bene la storia di Cornello e della famiglia Tasso nel Museo dei Tasso e della Storia Postale che si trova in due edifici storici del borgo, proprio accanto al palazzo moderno dei Tasso. Secondo me fa parte integrante della visita al borgo: va visto assolutamente.
Le sale sono 3 piccole sale, ma ben fatte. La prima è contrassegnata dall’albero genealogico della famiglia Tasso ed è la mia preferita: ci sono teche con reperti legati alla posta come i corni postali, una guida per i viaggiatori del Settecento o una lettera con il primo francobollo del mondo, il Penny Black inglese. La seconda è dedicata al servizio postale nel 1700-800; invece la terza sala è dedicata a Torquato Tasso con sue affascinanti opere originali stampate quando era in vita (una anche del padre). La parte superiore illustra come è cambiata la comunicazione nei secoli, dalla pergamena fino ai giorni nostri; c’è uno strumento utilizzato da Guglielmo Marconi, uno dei primi computer portatili della Olivetti, un telegrafo…
Poi il gruppo giovane capeggiato da Michela è pronto a spiegarti tutto in modo chiaro.

5.1 Come avveniva la posta

I corni simbolo della posta sono stati introdotti dalla famiglia Tasso
I corni, simbolo della posta

Il sistema di trasmissione delle informazioni esiste dai tempi dei Persiani e Romani. Con la caduta dell’impero i corrieri percorrevano ancora le strade consolari, muovendosi a piedi o a cavallo; i tempi di consegna erano molto lunghi perché corriere e cavallo dovevano percorrere lunghe distanze.
La staffetta si cominciò a usare quando si consolidano gli stati nazionali e le signorie come i Visconti; la famiglia Tasso ottimizzò e sviluppò il sistema della staffetta, velocizzando tantissimo la trasmissione. Da una stazione di posta dove si raccoglievano le lettere partiva il corriere e l’apripista e mediamente ogni 20 km cambiavano cavallo per averlo sempre fresco (eventualmente poteva essere cambiato anche il corriere); quando si avvicinavano alla stazione successiva si annunciavano suonando il corno postale (introdotto proprio dai Tasso: perciò è nello stemma) in modo che il mastro di posta preparasse il cavallo e non si perdesse tempo. Così i Tasso connettevano Bruxelles e Parigi in 36 ore nel 1516! (con una frontiera da attraversare).
Il corriere era intoccabile, non poteva essere fermato! Una sacralità però teorica, perché spie e politica fecero fermare molte lettere; perciò per le comunicazioni importanti partivano 3 corrieri con percorsi diversi.
Per fare il corriere era necessaria organizzazione: le strade erano ancora sentieri e serviva una persona coraggiosa e prestante fisicamente; poi non doveva avere il vizio delle donne e dell’alcol, per non parlare troppo.
C’erano diverse qualità di servizio e di costi: la staffetta, la cavalcata ecc… Sulle lettere venivano indicate le tariffe che il destinatario poi pagava. Quando nel 1840 arriva il francobollo è una rivoluzione: si paga prima e si uniformano le tariffe. Anche i Tasso emisero propri francobolli per la Germania, che sono esposti. Ma siamo già alle porte del mondo di massa, quando gli stati accentrarono il servizio.

 

6. Pranzo alla Trattoria Camozzi

La Trattoria Camozzi è il posto dove mangiare a Cornello dei Tasso
I casoncelli della Trattoria Camozzi

Una delle cose da fare in questo borgo più bello d’Italia della Lombardia è fermarsi a mangiare alla Trattoria Camozzi. È nel cuore di Cornello dei Tasso e si tratta di un’attività tramandata da generazioni, dai nonni ai nipoti; per cui vai sul sicuro! È sempre aperta e ovviamente bisogna ordinare i casoncelli, piatto della tradizione culinaria bergamasca. Sono rigorosamente fatti in casa (e se glielo chiedi un po’ si arrabbiano); pasta ripiena a forma di mezzaluna dal ripieno dal sapore dolciastro e irresistibile, conditi con burro fuso e salvia. Poi come secondo consiglio polenta e brasato.
Insomma a Bergamo e provincia a tavola ci si tratta bene!

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7. Nei dintorni: il borgo di Oneta

Oneta è un piccolo borgo della Valle Brembana, conservato come nel medioevo
La vista arrivando a Oneta

La via Mercatorum era una serie di sentieri in quota e toccava i centri più importanti della Valle Brembana come Dossena e San Giovanni Bianco fino al passo di Morbegno. Alcuni tratti sono ancora percorribili. Uno di questi, con una camminata di circa 30 minuti, conduce da Cornello dei Tasso a Oneta, altro meraviglioso borgo della Valle Brembana.
Come Cornello, è rimasto tagliato fuori dalla Strada Priula e quindi il piccolo borgo medievale si è conservato. Tuttora è abitato da pochissime persone. Arrivandoci sia a piedi sia in auto, si vede il gruppo di case in pietra racchiuse come in un abbraccio e circondate dal verde e dai monti col campanile che svetta nella piccola valle. Qui è stato creato il museo di uno dei grandi personaggi bergamaschi: Arlecchino.

7.1 Il piccolo borgo

Il borgo di Oneta in Valle Brembana è perfetto per una gita fuori porta da Bergamo
Scorcio del borgo

Galline corrono attorno a una cascina; atmosfera tranquilla e placida. Il pensiero va alla vita rurale di un tempo che puoi immaginare. Però rispetto a Cornello è meno incantato: le case in pietra sono vissute, vedi auto parcheggiate e persone girare. Poi i giardini sono curatissimi: uno sembrava un campo da golf per come l’erba era tagliata perfettamente! C’è pure uno stagno con dentro 3 tartarughe (non piccole)!
Ha bellissimi scorci, dati dai terrazzi in legno delle case che sporgono, spesso decorati con fiori oppure la chiesa con la figura di San Cristoforo – protettore dei viandanti – dipinta esternamente; non è l’unica in Valle Brembana. Questo mix di pietra e legno, circondato dai grandi prati verdi, trasmette una fantastica sensazione di montagna; lo stile del campanile ti fa capire che sei in un borgo della Lombardia.

7.2 La Casa Museo di Arlecchino

Tra tutte le case del borgo di Oneta, una spicca. Si trova davanti a uno spiazzo e svetta per lo stile slanciato; è Palazzo Grataroli della fine del ‘400 e infatti all’inizio era una torre di avvistamento a fine difensivo. La famiglia Grataroli ci ha costruito attorno il proprio palazzo e qui è stata ricavata la Casa Museo di Arlecchino; un’ottima idea per godersi il palazzo visitando il museo.

Palazzo Grataroli

Palazzo Grataroli a Oneta in Valle Brembana ha una Camera Picta con affreschi del Quattrocento
Un affresco con Cristo sul sepolcro della Camera Picta

I Grataroli fecero fortuna commerciando a Venezia; il palazzo ne è la prova: hanno importato il gusto veneziano, visibile nelle finestre trilobata e ad arco acuto sulla facciata. Sono in pietra grezza, rozze per Venezia (anche se sopra una c’è l’affresco di angelo); ma è l’unico esempio di architettura veneta in tutta la Valle Brembana.
La ricchezza della famiglia si nota anche all’interno: trovi un forno e il camino (realizzato nel 1600), perché prima vivevano nelle stalle per scaldarsi con gli animali nei lunghi inverni freddi. Soprattutto c’è una meravigliosa Camera Picta, piena di affreschi della seconda metà del XV secolo; sono stati strappati per conservarli e hanno gusto sia sacro che profano: alcuni rappresentano santi della devozione popolare, altri un torneo cavalleresco in cui la famiglia Grataroli si impone sulle altre famiglie della valle (anche i Tasso). Nell’ultima stanza la cucina, dove si trova il grande camino.

L’Uomo Selvatico

L'affresco dell'Uomo Selvatico a Palazzo Grataroli a Oneta in Valle Brembana
L’affresco dell’Uomo Selvatico

Sempre nell’ultima stanza c’è l’affresco dell’Uomo Selvatico, simbolo del palazzo. Era una figura diffusissima in tutta Europa (e non solo): si pensi allo Yeti e ai Fauni romani. Ma dal Medioevo divenne un archetipo in tutta la zona alpina; simboleggiava il custode della cultura popolare: intelligente perché conosceva cosa fare per sopravvivere sulle montagne, ma anche molto burbero… difatti spesso era ricoperto di pelo! È rappresentato pure sul Duomo di Milano e a Sacco in Valgerola trovi il museo dell’Uomo Selvatico.
Qui a Oneta è un uomo è raffigurato come un uomo col bastone in mano con sopra scritto: “Chi no è de chortesia, non intrighi in casa mia. Se ge venes un poltron, ghe darò del mio baston” (Chi non è del posto e non rispetta le regole – non entri in casa mia. Se venisse uno scansafatiche gliele darò col mio bastone). Era la figura ben augurante dell’uomo attaccato alla propria terra e che riusciva a vivere e superare bene l’inverno. Infatti era difficile vivere in Valle Brembana durante il Medioevo e la prima età moderna; i freddi inverni erano accompagnati dal poco cibo. Ma pochi erano così; al contrario molti emigravano. Dopo la conquista del 1428, Venezia era la meta principale: spesso diventavano servitori dei ricchi veneziani.

Come nacque la maschera di Arlecchino

A Oneta in Valle Brembana trovi la Casa Museo di Arlecchino
Statua di Arlecchino con poesia di Gianni Rodari

Altri invece andavano nelle piazze; attiravano l’attenzione della folla e gesticolavano molto perché verbalmente non si capivano visti i differenti dialetti; lo scopo era rivendere qualcosa. Ma la cosa prese piede e cominciarono a campare con la commedia chiedendo i soldi per lo spettacolo, impersonificando proprio la figura del servo che aveva dispute col padrone (Pantalone). Così nacque lo Zanni (o Zani, derivante da Gianni o Giovanni) che aveva ispirazione proprio dall’Uomo Selvatico.
Questi artisti poi si organizzarono in compagnie teatrali e nel ‘500 viaggiarono in Italia e in tutta Europa; con l’evoluzione e la fortuna del personaggio non solo i bergamaschi facevano gli Zanni: l’importante è che parlassero bergamasco).
Uno di questi Zanni (mantovano) volle colpire la regina di Francia e rivoluzionò la figura: si fece cucire addosso un vestito stretto e aderente; stravolse pure la parlata inventandosi lingua e nome: Arlequin! Nella tradizione nordica era un dannato che vagava nelle notti buie; anche Dante ne parla. La gente temeva di parlare della morte, ma era un tema che attirava l’attenzione. Gli Zanni e poi Arlecchino la portano in scena e sdrammatizzano.
Quindi Arlecchino ricalca le caratteristiche del diavolo d’oltralpe come si vede dal bitorzolo della maschera, ma Arlecchino è pur sempre uno Zanni; infatti aveva il batoccio (bastone) dell’Uomo Selvatico. Ce n’erano di 2 tipi: gli arlecchini tonti e gli arlecchini astuti e forti; quest’ultimi avevano una maschera simile ad un gatto, come si vede dalle maschere esposte nella Casa Museo di Arlecchino. Era tipico che accentuassero espressioni e avessero caratteristiche comuni con gli animali (pensa a Pulcinella che sembra un uccello).
Dario Fo lo ha riportato in auge ed ora Arlecchino è uno dei simboli di Bergamo: è rappresentato pure sulla rotonda di Villa d’Almè, all’ingresso della Valle Brembana.

 

8. Conclusioni

Cornello dei Tasso è con merito uno dei borghi più belli d'Italia
La Trattoria Camozzi e il suo glicine, emblemi di Cornello dei Tasso

Cornello dei Tasso è affascinante: sia per l’atmosfera antica, sia per l’interessante storia della posta. L’opera di recupero dell’aspetto medievale e la cura delle case gli ha permesso di entrare nell’Associazione de “I Borghi più belli d’Italia”; devo dire che è meritatissimo! È la perfetta meta per una gita fuori porta da Milano o in Lombardia per una giornata da ricordare.
Ovviamente il ciottolato è sconnesso quindi non è indicato per chi ha problemi a camminare (lo sconsiglio per quelli in sedie a rotelle); ma per tutti gli altri sarà un piacere percorrere i gradini di Cornello.
Visto che il borgo è piccolo, bisogna trovare altre bellezze da vedere. I ragazzi dell’Associazione Oter organizzano tour in Valle Brembana non solo nella Casa Museo di Arlecchino, ma anche alle Grotte del Sogno e al Casinò di San Pellegrino. Io li ho già visitati: sono meravigliosi (soprattutto il Casinò)! Magari riesci a vederne un paio 😉

 

Spero che Cornello dei Tasso e Oneta ti abbiano affascinato e tu voglia andare a vederle. Ti stupiranno! Se ti è piaciuto l’articolo condividilo, mentre se hai qualche domanda lascia un commento. Mi segui già sui canali social?

 

Ecco altre foto:

Il borgo di Cornello dei Tasso si raggiunge solo a piedi tramite un sentiero
Il sentiero nel bosco che conduce a Cornello
Cornello dei Tasso è tra i borghi più belli della Lombardia a nord di Bergamo
Gli affascinanti archi della via porticata
La strada porticata della Via Mercatorum è il simbolo di Cornello dei Tasso
Regalano scorci bellissimi!
Le case di Cornello dei Tasso decorate con gusto rendo il borgo uno dei più belli d'Italia
Bravissimi gli abitanti
Cornello dei Tasso è uno dei borghi più belli d'Italia per le case decorate e l'atmosfera medievale
…le case sono decorate con gusto!
A Cornello dei Tasso ci sono i ruderi dell'antico Palazzo Tasso
Ecco i ruderi dell’antico Palazzo Tasso
Il moderno palazzo dei Tasso a Cornello dei Tasso ha lo stemma della famiglia sulla facciata
Le scale conducono al secondo livello del borgo
Un grande glicine decora la facciata della Trattoria Camozzi a Cornello dei Tasso
Qui c’è la Trattoria Camozzi col magnifico glicine
Cornello dei Tasso è uno dei borghi più belli d'Italia
Una splendida casa del borgo
La chiesa dei santi Cornelio e Cipriano è il simbolo di Cornello dei Tasso
Il terzo livello con la chiesa e il campanile
Cornello dei Tasso è uno dei borghi più belli d'Italia della Lombardia
Insomma… Cornello dei Tasso è da visitare!
La via Mercatorum congiungeva nel medioevo Cornello dei Tasso e Oneta
Le poche case del borgo di Oneta
Oneta è un piccolo borgo da vedere nella provincia di Bergamo
Il fascino rurale è splendido!
Il borgo di Oneta in Valle Brembana ha un fascino rustico dato da pietra e legno
Guarda che bel ristorante!
Palazzo Grataroli e la Camera Picta sono il simbolo del borgo di Oneta
La magnifica Camera Picta di Palazzo Grataroli
La Casa Museo di Arlecchino è da vedere in Valle Brembana a Bergamo
Ed ecco Arlecchino!
Scopri la maschera di Arlecchino nella Casa Museo di Arlecchino a Oneta
Queste sono le maschere della Commedia dell’Arte

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