Giro del Lago Maggiore tra Angera, Villa Taranto e Arona

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Se la Pianura Padana ha tante bellezze, ma le manca il mare, certamente i grandi laghi possono essere una grande attrattiva. Con le montagne vicine a proteggerli, sulle loro sponde nei secoli sono stati creati affascinanti borghi, splendide città e meravigliose ville con giardino. Lasciando in pace per una volta il mio amato Lago di Como, sono andato alla scoperta delle principali meraviglie incastonate sul Lago Maggiore, tra Lombardia e Piemonte; le Isole Borromee e Stresa sono certamente le perle del Lago, una delle destinazioni più affascinanti d’Italia – come ho avuto modo di scoprire l’anno scorso – ma ci sono tanti altri posti fantastici che meritano di essere visitati. Ti racconto il bellissimo tour che ho fatto: ecco il mio giro del Lago Maggiore!

  1. Introduzione
  2. Rocca di Angera
  3. Eremo di Santa Caterina del Sasso
  4. Laveno
  5. Villa Taranto
  6. Pallanza
  7. Giardino botanico Alpinia
  8. Arona

Giro del Lago Maggiore

  1. Introduzione

    Il giro del Lago Maggiore è un'ottima destinazione per trascorrere una gita fuori porta all'insegna della bellezza e della storia
    Il Lago Maggiore visto dalla Torre di Giovanni Visconti della Rocca di Angera

    Le Isole Borromee sono piene di bellezza e meritano un intero giorno per la loro visita, come ho fatto io nel mio itinerario descritto qui. Lasciando stare la parte alta del Lago che sconfina in Svizzera, ho ideato un fantastico itinerario per trascorrere un’altra giornata sul Verbano; un vero e proprio giro nel cuore del Lago Maggiore.
    Per farlo è necessaria un’auto, per percorrere l’Autostrada dei Laghi A8/A26  fino a Sesto Calende e poi prendere la Statale 629. La destinazione è Angera, con la sua Rocca Borromea che svetta sull’abitato. Allacciati le cinture, partiamo!

    Rocca di Angera Lago Maggiore

  2. Rocca di Angera

    La Rocca di Angera, con le sue sale storiche piene di affreschi, è da visitare in un giro del Lago Maggiore
    La meravigliosa Sala della Giustizia con gli affreschi trecenteschi nella Rocca di Angera

    Angera è una cittadina della parte lombarda del Lago Maggiore, cresciuta confusamente sulle sue sponde e accanto alla verde oasi della Bruschera, con uno sviluppo urbano figlio del boom economico che non ha guardato a conservare la bellezza. Per fortuna ci pensa la Rocca Borromea di Angera a compensare, che svetta da sopra una roccia sulla cittadina e si vede da ogni suo punto, come l’Acropoli di Atene.
    Siamo in perfetto orario: sono le 9 e siamo davanti ai suoi cancelli per l’apertura. Ad agosto non è molto visitata, ma oggi le tempistiche sono fondamentali; poi con le sale praticamente vuote si gode un posto ancora di più! La Rocca è suddivisa in 5 diversi ambienti, che un occhio esperto può notare; ad esempio in alcune sale campeggiano i biscioni viscontei (quelli di Milano e dell’Alfa Romeo per intenderci), perché è stata costruita proprio dai Visconti prima di essere acquistata nel 1449 dai Borromeo. Le parti storiche del castello sono bellissime e decorate da affreschi: su tutte, la Sala della Giustizia è quella che lascia senza parole visto che è molto grande e i dipinti trecenteschi sulle pareti si intonano alle decorazioni geometriche delle volte; da qui una rampa di scale porta alla torre Visconti, dove si ha un panorama privilegiato sui dintorni; dall’altro lato del lago c’è Arona e si vede bene il SanCarlone, mentre Angera è ai piedi e si nota qualche villa con bei giardini: allora c’è bellezza anche ad Angera!

    La Rocca di Angera è il punto di partenza perfetto per un giro del Lago Maggiore
    Alcune delle antiche bambole del Museo della Bambola e del Giocattolo

    La Rocca però è conosciuta soprattutto per il Museo della Bambola e del Giocattolo, voluto dalla principessa Bona Borromeo Arese, che conserva oltre mille pezzi dal Settecento fino ad oggi. Le bambole sono un modo originale di osservare le mode ed il costume dei tempi e leggere i comportamenti sociali ed educativi; anche per questo c’è un’evoluzione dei materiali e dello sviluppo, come si può vedere nelle sale del museo. Tra bambole, pupazzi, giochi e carillon, la parte che ho preferito di più è l’esposizione dei giocattoli provenienti da tutte le parti del mondo: cambiano i lineamenti, ma resta la centralità nella cultura umana.
    Da poco è stata aperta dopo un restauro l’ala Scaligera, che espone la mostra Contiuum: l’arte contemporanea non mi fa impazzire, ma sicuramente gli ambienti con qualche affresco sulle pareti sono belli.
    Tempo di un cappuccino nella caffetteria della Rocca e di un giro nello splendido Giardino Medievale e bisogna ripartire. Siamo solo all’inizio del Giro del Lago Maggiore.

    Eremo di Santa Caterina del Sasso

  3. Eremo di Santa Caterina del Sasso

    In un giro del Lago Maggiore non può mancare l'Eremo di Santa Caterina del Sasso!
    La splendida vista della chiesa dell’Eremo di Santa Caterina, una foto classica da scattare sul Lago Maggiore

    Una trentina di minuti sulla strada interna e eccoci a Leggiuno, dove seguendo le indicazioni si arriva ad un parcheggio circondato dal verde. Oltre un casale adibito a ristorante e al centro informazioni, c’è la scalinata in pietra che scende ripida nella natura, guardando in faccia il Lago. Il sole comincia a farsi sentire, ma la discesa è breve: passato un cancello siamo all’Eremo di Santa Caterina del Sasso, che si apre con un colonnato sinuoso a picco sul blu del Verbano; sporgendosi si può vedere l’attracco del battello, altro modo di giungere qui. Un cortile acciottolato con un enorme torchio e uno splendido oleandro sono il contorno della vista più fotografata del Lago Maggiore, quella del campanile della chiesa di Santa Caterina del Sasso che svetta sulle rocce a picco sulle acque. Aperta da uno splendido loggiato con affreschi del figlio di Bernardino Luini consunti dal tempo, è un gioiello. Se l’esterno è bello, l’interno è meraviglioso: diversi cicli pittorici di varie epoche e stili decorano tutte le pareti e tutte le volte! I più antichi sono quelli trecenteschi della cappella a sinistra accanto all’altare e quelli rinascimentali che decorano il sacello in fondo alla chiesa; ma tutta la chiesa è una chicca, pure da fotografare. Mi ha davvero sorpreso, è molto più bella di quanto pensassi! Forse si è perso un po’ il clima religioso a dispetto di quello turistico, ma è una meraviglia. Comunque tempismo perfetto: alle 12 chiude e noi abbiamo finito di visitare l’Eremo!

    laveno mombello cosa vedere

  4. Laveno

    Laveno è la terza tappa del mio giro del Lago Maggiore
    Il lungolago di Laveno, con le sue due chiese che spuntano tra le case

    Pochi chilometri di auto e si scende verso Laveno, situato sulle sponde del Lago in uno dei suoi punti più stretti; per questo da qui ogni 20 minuti partono i traghetti che conducono a Intra attraversando rapidamente a metà il Verbano. Però Laveno sembra un bel paese da visitare, decidiamo di fermarci: tanto i biglietti per il traghetto non hanno un’ora precisa da rispettare, una traversata vale l’altra. La prima cosa che colpisce è il bel lungolago, pieno di alberi e panchine dove poter riposare e ammirare il panorama; c’è un bel pergolato semicircolare e un porticciolo con la sponda che ricorda molto Lecco.
    Verso l’interno invece spiccano le due chiese del paese;  la prima è la Chiesa di Sant’Ambrogio e si raggiunge con un’inattesa salita ripida tra le case: non pareva così in alto! Ma dal sagrato si gode una bella vista, sui tetti rossi e sul lago. La chiesa con i rilievi esterni di color mattone e le pareti spoglie rivela subito l’architettura novecentesca: è un cubo con la cupola, come si può vedere benissimo anche dentro; ciò che sorprende è la luce gialla che si sprigiona dalle vetrate, anche per l’insolito colore verde delle pareti che la diffondono. Il culmine è nella cupola, gialla, sulle cui vele sono dipinti i 4 evangelisti con uno stile colorato che mi ricorda Arcabas visto da ragazzo. Per il resto è poco decorata: solo due statue di angeli sull’abside, il marmo verde e qualche altro dipinto. Lo è molto di più la barocca chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, di origini più antiche, che si fa notare col suo campanile altissimo che spunta tra le vie; questo barocco di provincia, in una chiesa abbastanza buia, non colpisce molto.
    Sulla collina qui a fianco si può visitare Parco Forte Castello o la villa De Angeli Frua. Del resto il paese, come il gemello Mombello in collina, è conosciuto per i palazzi in stile liberty che si vedono anche su viale De Angeli. Da come me l’avevano presentato mi aspettavo molto di più. Non è irresistibile Laveno: un giro rapido sul lungolago poteva bastare! Dai… andiamo a prendere il traghetto.

    Villa Taranto lago maggiore

  5. Villa Taranto

    Il meraviglioso Giardino botanico di Villa Taranto, un gioiello da visitare facendo un giro del Lago Maggiore
    Le distese di nuova guinea decorano le aiuole antistanti Villa Taranto

    La traversata passa veloce e permette di ammirare meglio Laveno, vedendo pure il percorso della funivia che porta sul Sasso del Ferro a 1000m. Come detto, qui il Lago Maggiore è stretto e Verbania arriva subito, con la basilica di San Vittore e la strana forma del Teatro Maggiore che spiccano a Intra; peccato che in questa giornata con visibilità non eccezionale non si vedano le Alpi svizzere a nord. Dopo esser sbarcati, alla rotonda si gira a sinistra verso Pallanza, un’altra delle frazioni che formano Verbania. La sua più grande attrazione è Villa Taranto, un meraviglioso giardino botanico che appare sulla destra dopo pochi minuti; ha un parcheggio interno, ma eventualmente si può raggiungere pure in battello avendo un attracco di fronte.
    Questo dice la sua importanza: è una delle cose assolutamente da visitare sul Lago Maggiore e fa parte delle rete dei Grandi Giardini Italiani.
    Il giardino nasce dalla volontà del capitano scozzese Neil Mc Eacharn che, tornando a casa da un viaggio, lesse un’inserzione sul Times scoprendo che era in vendita la villa; seguendo l’impulso si recò subito a vederla e si innamorò del posto, formato da giardini all’italiana e grandi boschi di castagni. Lo comprò e cominciò a dar vita al suo sogno: la creazione di un grandioso giardino botanico formato da piante provenienti da tutti i continenti; in prima persona girò il mondo più volte per acquistare semi e piante, dedicandoci gran parte della sua vita. Il suo intento era chiaro: unire il godimento estetico alla soddisfazione della curiosità scientifica; così importò per la prima volta alcune specie in Europa e trasformò il bosco in un percorso ricco di attrattive lungo i 7 km di vialetti. Per il suo amore verso il parco e la volontà di renderlo fruibile, lo donò allo Stato Italiano quando era ancora in vita; il suo busto, meritatissimo, si trova nel parco. Ora con i suoi 16 ettari, il giardino è un’opera d’arte della natura che merita da sola il viaggio.

    Villa Taranto è un giardino botanico che da solo merita il viaggio al Lago Maggiore!
    Una vasca con ninfee decorata da tanti fiori posta all’inizio del percorso

    Il percorso di 2-3 km è meraviglioso e facile da seguire con le indicazioni numerate. In ogni stagione ha qualcosa che merita: dagli 80.000 tulipani alle azalee e rododendri in primavera, alle petunie e alle tinte degli aceri del foliage autunnale. Io ci sono stato ad inizio agosto e anche in piena estate ci sono tantissimi fiori; in primis le dalie: coi loro svariati colori disegnano una lunga e fantastica serpentina con oltre 1700 piante di 350 varietà! Non pensavo potessero essere così alte e con alcuni fiori di almeno 25 cm! Un’altra fioritura favolosa è quella delle piante acquatiche, con tantissime ninfee colorate e il fior di Loto, dai grandi petali rosa e lo stelo che emerge di oltre un metro; nella Serra Victoria si può trovare invece la Victoria Cruziana, originaria dell’America meridionale: le grandi foglie galleggianti possono raggiungere il diametro di 2 metri e sostenere il peso di 10kg!
    Il cuore del parco però sono i grandi giardini terrazzati, dove le cascatelle sono intervallate da distese di fiori di tutti i colori che danno un colpo d’occhio eccezionale! La vista da sopra, accanto alla statua del pescatore, regala una foto da cartolina! È l’emblema del parco e vederla dal vivo è indescrivibile. Il resto del percorso scorre piacevolmente accanto a boschetti, ponti, pergolati, viali ombrosi e alla villa (che non è visitabile, ma regala un ottimo scorcio), tutti ben tenuti e splendidi; manca forse quel tocco di vita dato dai pavoni come nelle vicine Isole Borromee… Ma visitare Villa Taranto è certamente un’esperienza memorabile!

    Pallanza cosa vedere

  6. Pallanza

    Pallanza è un gioiellino da vedere facendo un giro del Lago Maggiore
    La splendida fontana con le ninfee davanti alle case colorate del lungolago di Pallanza

    Pallanza però non è solo Villa Taranto. Ci sono tante altre bellezze da scoprire, pur lasciando stare Intra. Infatti ci sono altre due ville – Villa Giulia e Villa San Remigio – che meriterebbero una visita. Ma il tempo è tiranno: sono già le 16:00; perciò ci fermiamo solo sullo splendido lungolago di Pallanza, dove ci sono diverse strisce blu per parcheggiare. Il campanile spicca dietro a case color pastello guardando il lago e sono lo sfondo per passeggiare, magari passando sotto i portici del Palazzo di Città dove c’è il Comune, oppure fermandosi su una panchina accanto ad una fontana con le ninfee e le anatre; scorcio davvero bellissimo! Un ottimo gelato gigante preso da Fior di Gelato e due passi guardando il panorama sul lago: all’ombra del Mausoleo Cadorna con le enormi statue dei Militi si vede poco più in là l’Isolino di San Giovanni di proprietà dei Borromeo (ma chiuso al pubblico), dove Toscanini soggiornò per oltre 25 anni. Di fronte invece c’è l’Isola Madre con i suoi giardini. Insomma, questo posto tranquillo e colorato è davvero splendido! Avrebbe meritato una visita più approfondita.

    giardino botanico alpinia stresa

  7. Giardino botanico Alpinia

    Uno dei punti segreti del Lago Maggiore è il Giardino botanico Alpinia
    Il meraviglioso belvedere del Giardino Botanico Alpinia

    Lasciata Pallanza, continuiamo il giro del Lago Maggiore. Ci aspetta una mezz’oretta di tragitto superando la foce del fiume Toce e la sua riserva naturale per poi sfiorare Baveno, un borgo sul lago che meriterebbe una sosta (se ci fosse tempo). La destinazione è il Giardino Botanico Alpinia, posto sul Mottarone, la montagna che domina Stresa, passando in un bosco e superando qualche tornante. Quando si arriva si nota subito la differenza: saranno gli 800m sul livello del mare e gli alti alberi, ma l’afa qui è un ricordo! 25º, clima perfetto!
    Il giardino botanico non è molto grande: siamo arrivati 40 minuti prima della chiusura ed il tempo è bastato. Raccoglie tutte le specie botaniche presenti sulle Alpi, ma in modo molto naturale: a parte l’ingresso, non ci sono aiuole tematiche, ma le piante sono sparse come vengono, senza un interesse estetico; concettualmente lo ritengo corretto, ma avendo negli occhi la bellezza e ricchezza naturalistica di Villa Taranto, i prati collinari con eriche, cespugli bassi e qualche fiore isolato mi hanno deluso. Così pure l’organizzazione, che non fornisce nemmeno una mappa e non mette indicazioni nel parco. Mi è piaciuto moltissimo invece il sistema di diffusione acustica che trasmette una musica rilassante che riconcilia con la natura! Il punto di forza del giardino però è il suo Belvedere spalancato sul Lago Maggiore, con Stresa ai piedi e le tre Isole Borromee davanti; con un occhio attento posso ricostruire la giornata di oggi: si vede l’Eremo di Santa Caterina e Laveno sulla destra, mentre Pallanza e Verbania sono di fronte. Peccato solo che ci sia foschia, non permette foto indimenticabili!
    Sapendolo probabilmente non ci sarei venuto: senza un tempo perfetto è consigliato ai veri appassionati di botanica e fotografi che vogliono cimentarsi nelle macro e chi vuole farsi una passeggiata nel bosco; però quando uno scoiattolo rosso ha attraversato il sentiero saltellando per poi salire su un albero è stato bellissimo!

    Arona cosa vedere

  8. Arona

    L'enorme statua del SanCarlone ad Arona è una delle attrazioni del Lago Maggiore
    L’enorme statua del SanCarlone che svetta in sul piazzale Borromeo a nord di Arona

    L’ultimo tratto di strada, in discesa, è per concludere il giro del Lago Maggiore e raggiungere Arona. Si passa attraverso un paio di paesini splendidi e poi seguiamo le indicazioni per raggiungere Piazzale S. Carlo; qui sulla destra si erge il SanCarlone. Che cos’è?! È una statua enorme di 35 metri che rappresenta San Carlo Borromeo, emblema della chiesa post-tridentina milanese e subito canonizzato per le sue opere in vita. Lui nacque proprio ad Arona e per questo nel 1698 gli è stato tributato questo omaggio. Per le dimensioni, la statua è un prodigio: per secoli è stata la più grande al mondo e perciò i francesi che realizzarono la Statua della Libertà (per poi regalarla agli USA) vennero qui a studiarla. Si può perfino salirci per ammirare il panorama dai fori della testa, ma siamo arrivati un filo tardi.

    Piazza del Popolo è il cuore storico di Arona, da vedere facendo un giro del Lago Maggiore
    La bellissima Piazza del Popolo di Arona, coi tavolini dei bar e gli antichi palazzi

    Niente male, proseguiamo in auto per raggiungere il paese sul Lago; c’è qualche lavoro in corso e qui Arona mi sorprende (in negativo): non si può entrare in paese perché c’è la ZTL, e dietro un angolo c’è un minuscolo parcheggio a pagamento con posteggi stretti tra erbacce e edifici abbandonati. Sembra di stare ad altre latitudini! Per fortuna c’è un posto libero.
    Passati i bastioni, siamo già sul lungolago in Piazza del Popolo: ovunque splendidi palazzi e tavolini all’aperto che guardano il Lago e la Rocca di Angera, bellissima di fronte. Che contrasto in pochi metri! La piazza è lunga e splendida e dopo l’antico broletto si staglia la facciata bianca della chiesa di Santa Maria di Loreto, voluta da Carlo Borromeo; l’interno è strano: l’altare è molto vicino l’entrata, mentre dietro i muri decorati creano un secondo spazio con altare buio che ospita una copia della casa di Loreto. Tornati fuori, prendiamo via Cavour sulla destra che procede parallela al Lago; sembra di stare in un paese della Bassa pianura, con palazzi colorati con negozi che si susseguono e creano ottimi scorci e la gente procede tranquilla. Dura poco: raggiunta una piazza diventa uno stile moderno e anonimo come tanti. Se posso fare un appunto è la mancanza di indicazioni: qui vicino c’è la bellissima Collegiata di Santa Maria Nascente e nemmeno ho trovato cartelli, per cui me la son persa.
    Riprendendo corso Marconi sul lungolago invece si torna in un’atmosfera meravigliosa: gli alberi si alternano a un pergolato di glicine, con la pista ciclabile e il marciapiede che sembrano nuovissimi e consentono di ammirare il Verbano; di tanto in tanto emergono delle mura, i resti dell’antica cerchia che circondava Arona; saranno state distrutte anche loro da Napoleone come il castello che svettava sopra al paese?

    Arona e il suo lungolago sono il luogo perfetto per un romantico aperitivo al tramonto sul Lago Maggiore
    Il cielo si colora di sfumature rosa mentre la gente si sofferma a guardare il Lago

    Chissà… Un angolo meraviglioso riporta in Piazza del Popolo. Sono le 19 passate e i tavolini all’aperto sono quasi tutti pieni; il cielo si colora di sfumature rosa, mentre la gente passeggia e si sofferma a guardare il Lago. Ci sediamo anche noi in mezzo alla piazza: è l’ora dell’aperitivo! Una birra e qualche stuzzichino in un contesto fantastico, guardando dritti la Rocca Borromeo di Angera, che pare vicinissima. Lì è partito il nostro giro del Lago Maggiore stamattina, lì idealmente con lo sguardo termina stasera.
    Un itinerario splendido e che consiglio: che meraviglie regala il Lago Maggiore!

Giro del Lago Maggiore

Spero che il mio itinerario possa esserti utile e – chissà – che tu voglia ripercorrerlo. Se hai domande o ti è piaciuto il mio articolo lascia un commento e condividilo.
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Giro del Lago Maggiore

Ecco altre foto di questa splendida giornata:

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