Marrakech: cosa vedere nella Città-Giardino del Marocco

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Una sarabanda di colori, profumi e sapori; un intricato labirinto di negozi artigianali e palazzi da mille e una notte con giardini lussureggianti; una metropoli cosmopolita dove oriente e occidente convivono. Tutto questo è Marrakech, una città da visitare almeno una volta nella vita!

Cosa vedere a Marrakech? Di certo la Koutoubia, capolavoro arabo-moresco
I giardini che circondano la Koutoubia, simbolo di Marrakech

Tutte le sfumature di ocra del deserto finché non compaiono le macchie verdi: ecco Marrakech, la Città Giardino; dall’aereo si riconoscono bene i tantissimi ulivi, disposti su linee geometriche. Poi arriva la città: le case sono basse e squadrate, come fossero dei mattoncini di lego; un’enorme distesa a perdita d’occhio di edifici rossi, alti uguali, con le torri dei minareti che svettano sopra ai tetti. Lo si nota bene atterrando.
Prendo l’autobus e passa accanto a lussureggianti hotel, poi in un vialone con tanti semafori; ad ogni incrocio dromedari pronti per un giro! In fondo spunta il minareto della moschea Koutoubia – simbolo di Marrakech – che si erge tra le palme, nel verde. Scendo lì vicino, all’ombra di un giardinetto con persone sulle panchine, mentre altre si avvicinano per venderti qualcosa, seguendoti tra le carrozze di cavalli in attesa (non profumatissimi). Siamo in Piazza Jamaa El Fna: un’enorme distesa irregolare colma di gente, bancarelle, insegne e profumi, con palazzi a delimitarla; all’inizio questa moltitudine ti disorienta!
Chiedo indicazioni e un uomo gentilmente si offre di accompagnarmi, ma continuando a camminare nel Souk affollato ho capito che non era un favore… infatti mi ha chiesto 100 dirham! Contrariato, gliene ho dati 50 per tagliare corto. Però mi ha fatto risparmiare tempo: il Souk infatti è un dedalo di strade in cui è facile perdersi.
Ma anche questo è il fascino di Marrakech in Marocco!

  1. Indicazioni utili
  2. Cenni di storia
  3. 1° Giorno
  4. 2° Giorno
  5. 3° Giorno
  6. Conclusioni

Marrakech cosa vedere

  1. Indicazioni utili

    Marrakech in Marocco, la città dei colori, dei profumi e delle sensazioni forti
    A Marrakech cosa vedere? Di certo i vivaci colori del Souk

    Marrakech è la città dei colori, dei profumi e delle sensazioni forti, sicuramente una città da visitare almeno una volta nella vita. Tuttavia è una baraonda, per cui ti do qualche indicazione per facilitarti le cose.
    – Innanzitutto in aeroporto: porta pazienza per la coda per il visto, poi cambia i soldi e soprattutto fai la scheda sim con 5€ per avere internet; ti servirà. Al ritorno arriva almeno 2:30h prima del volo: i controlli son scrupolosi e lenti!
    – Il cambio è comodo: 10 dirham valgono 1€; peraltro molti negozi accettano pure l’euro.
    – In Marocco si parla arabo e francese, ma con l’inglese se la cavano bene. Con mia grande sorpresa, la pronuncia araba non prevede l’accento finale tipico del francese (perciò non mi capivano!).
    – Sebbene sia caotica e non accessibile alle auto di giorno, per conoscere la vera Marrakech bisogna alloggiare nella Medina. Io ho scelto il Riad Ecila accanto a Piazza delle Spezie e facile da raggiungere da Piazza Jamaa El Fna: camere grandi e affascinanti, colazione all’europea, terrazza… che volere di più?
    L’unico modo per esplorare la Medina è a piedi, mentre si possono prendere i mezzi o i taxi per vedere il resto, come il Giardino Majorelle nel quartiere francese o La Menara appena fuori.
    Consiglio di prendere una guida: non solo ti fornisce le informazioni sulla storia della città e sui monumenti, ma ti aiuta a girare in modo sicuro, a non perderti nel Souk e a conoscerne i suoi angoli più belli. Costano 50€ al giorno.
    – Se vuoi un’organizzazione perfetta fatti aiutare da un tour operator specializzato: io ho scelto l’italianissimo Sahara Desert Travel che mi ha aiutato per trovare il Riad e mi ha dato consigli preziosissimi. Insomma, ha cucito il tour sulle mie esigenze. Te lo consiglio!
    riad Marrakech medina

  2. Cenni di storia

    Cosa vedere a Marrakech? Di certo la moschea Koutoubia, il simbolo della città
    Tre donne chiacchierano davanti alla porta della Koutoubia
    Dall’arrivo degli Arabi il Marocco è stato indipendente e ha seguito le varie dinastie. Gli Almoravidi fondarono nel 1062 Marrakech, ponendola come capitale di un impero che giungeva fino a Barcellona. Il tentativo di conquista portoghese nel 1578 aprì un’era di ricchezza per la città, che si replicherà nell’800.
    I francesi arrivarono solamente nel 1912, lasciando il re alawita al suo posto; a loro si deve il nome Marocco (che in un primo tempo era Marrakechìa, così come da Algeri Algeria) e la diffusione del francese come seconda lingua. Nel 1956 tornò indipendente e si aprì al turismo: oggi il re stesso è il suo primo sostenitore.
    Per questo il Marocco è sicuro per i turisti: è una delle fonti di ricchezza del paese e chi trasgredisce non fa una bella fine (non siamo in democrazia).
    Marrakech è attualmente una città cosmopolita, dove agli arabi e ai berberi si aggiungono neri provenienti da tutta l’Africa e tanti europei che l’hanno eletta come dimora. Perciò è una città vibrante, in cui puoi vedere donne coperte dal velo camminare accanto a ragazze vestite all’europea, senza problemi né estremismi, alla moda e dalla vivace vita notturna. Per questo affascina ogni turista!
    cosa vedere a Marrakech
  3. Marrakech: cosa vedere il 1° giorno

    3.1 Piazza Jamaa El Fna

    Piazza Jamaa El Fna, il cuore pulsante di Marrakech
    Il crogiolo di persone che affolla Piazza Jamaa El Fna, a tutte le ore

    Lasciate le cose nel riad, comincia il mio tour di Marrakech.
    Partenza obbligata da Piazza Jamaa El Fna. Sono le 17:30: ora ho tutto il tempo per osservarla bene. Ci sono una miriade di bancarelle, venditori ambulanti, banchi e gente sparsa a perdita d’occhio. Nei negozi le merci coloratissime sono esposte in maniera scenografica; mi soffermo ad esempio davanti a un negozio di babbucce, con cesti che le contengono impilate come fossero dei ricci; scatto una foto e l’anziano proprietario si alza e impreca! Poi fotografo dei suonatori e si avvicinano… Qui è così: chi fotografi ti chiede i soldi o si arrabbia se non chiedi il permesso! Davvero incredibile!
    Quindi continuo a camminare stando ben attento a chi scattare e parlare. Del resto, guardandomi molto in giro con la faccia stralunata, si capisce subito che sono un turista appena arrivato!
    In questo slalom di bancarelle, mi imbatto senza volerlo nei serpenti: una decina di rettili tra cui 3 cobra neri liberi di muoversi sono a 2-3 metri da me! Mi ritraggo e un uomo nota il mio comportamento e al volo me ne mette uno al collo! Lo sento morbido sulle spalle, ma chiedo di togliermelo subito, dandogli qualche soldo per allontanarlo.
    Ci sono pure scimmie al guinzaglio, aquile con cui farsi fotografare, uomini in costume che suonano, bancarelle che vendono dai succhi di frutta ai souvenir, donne che fanno tatuaggi all’hennè, dentisti ambulanti…. in piazza Jamaa El Fna c’è davvero di tutto!
    Piazza Marrakech

    3.2 La Koutoubia

    Il minareto della Koutoubia, Patrimonio Unesco, è il simbolo di Marrakech
    Il favoloso cielo al tramonto incornicia il minareto della Koutoubia

    La mia attenzione viene rapita dal magnifico tramonto, col sole rosso che sta scendendo dietro alla Koutoubia; seguo la luce, passando accanto a un hotel in restauro e attraversando la strada, dove le auto passano anarchiche assieme a carretti e motorini.
    Il minareto della Koutoubia è altissimo coi suoi 77 metri; è il monumento più antico della città (XII secolo), Patrimonio Unesco e ha influenzato la Giralda di Siviglia e quello di Rabat. È quadrato, come tipico nell’occidente islamico; in cima un pezzo di ferro indica la direzione della Mecca, mentre 3 sfere sovrapposte sono in bronzo, dopo che i francesi presero quelle dorate originarie. Il nome Koutoubia significa “moschea dei libri”, probabilmente per i librai che lavoravano nei dintorni.
    Non è però facile da ritrarre: da qui è in controluce. Così faccio il giro, passando accanto alle 4 porte del lato est e giungendo ad un maestoso portone: accanto ci sono due buganvillee, bianca e arancio. Proseguendo iniziano i Giardini della Koutoubia, con agrumi profumati delimitati da siepi e un viale centrale che porta ad una fontana; è vietato alle moto, ma passano lo stesso. Con le altissime palme lo scorcio del minareto è fantastico!
    Ritorno verso la moschea e il cielo si accende di colori favolosi, con la luna che brilla: mi scateno nelle foto. I tanti spuntoni a terra sono i resti della prima moschea, subito distrutta dal sultano Ali Ibn Yusuf perché non correttamente orientata verso la Mecca. Visto che manca poco alla preghiera, si spalancano le porte della moschea: è l’unico momento per i turisti per guardare dentro; tre donne velate discutono sui gradini, mentre le arcate interne si susseguono geometricamente: che spettacolo! Dentro è grandissima: può ospitare ben 20.000 persone.


    Faccio qualche passo indietro. Qualche minuto e inizia la preghiera dei muezzin, coi canti “lamentosi” al calar del sole che richiamano i fedeli alla preghiera. Che momento indimenticabile!
    viaggio Marrakech

    3.3 La serata

    Il cous cous è una delle specialità del Marocco. Io l'ho mangiato a Marrakech
    Il cous cous di Chez Maazouz

    Dopo la doccia nel riad, esco per cenare in Piazza delle Spezie da Chez Maazouz. Cena tipica marocchina: il primo cous cous della mia vita me lo aspettavo più buono! Dalla terrazza del ristorante si gode una bella vista, anche se all’aperto fa freschino. Un gatto all’improvviso sbuca e mi fa compagnia… ma come ha fatto ad arrivare al 3°piano?
    Scendo e stanno smontando le bancarelle, mentre tanti negozi hanno già chiuso e spento le luci; il colpo d’occhio del Souk cambia totalmente e si faticano a riconoscere le strade! Alcuni passaggi sono paurosamente al buio, ma per fortuna il riad è vicino.
    Marrakech cosa vedere

  4.  Marrakech: cosa vedere il 2° giorno

    Il Riad Ecila è il posto perfetto per alloggiare a Marrakech!
    Il patio colorato del Riad Ecila, dove si fa colazione al mattino

    Marmellate e succhi di agrumi a colazione nel patio con le piastrelle colorate rientra nel fascino del Marocco; al Riad Ecila a questo puoi aggiungere un cappuccino italiano… quindi ti alzi col buonumore!
    Così sono pronto per girare Marrakech con la guida.
    Marrakech cosa vedere

    4.1 Il Souk di Marrakech

    Sono a Marrakech: cosa vedere? Certamente il Souk con i suoi 8.000 negozi!
    Uno scorcio del quartiere dei tintori nel Souk, con la lana che asciuga appesa tra le case

    A Marrakech cosa vedere? Partiamo ovviamente dal Souk: un labirinto di 8.000 negozi suddivisi per tipo, come succedeva nelle città medievali. Alle 10:00 la città è sonnacchiosa: l’unico momento per trovare le strade deserte. In questo dedalo, tra qualche asino che funge da furgoncino per trasportare materiale e qualche turista si esplora un mondo antico. Ho visitato prima la zona dei fabbri che lavoravano seduti per la strada: con precisione e velocità eccezionali scolpivano il ferro dei braccialetti o il bronzo delle lampade; sono rimasto ipnotizzato dalla loro bravura, cullato dal tintinnio dei colpi!
    Dopo conciatori di pelle e filatori, siamo arrivati dai tintori, dove mi hanno fatto provare un turbante… mi sta pure bene! Sotto la lana appesa ad asciugare tra le case mi mostrano una magia: immergendo un pezzo di carta nel colorante nero in polvere si colora… di verde! Così il viola diventa celeste… incredibile!
    Ovviamente se ti soffermi a guardare un negozio cercano di venderti qualsiasi cosa, come se stessi facendo l’affare della vita. L’importante nel Souk è trattare sempre: i prezzi che ti dicono sono gonfiati del 30%, ma soprattutto amano mercanteggiare! L’ho notato con l’intagliatore del legno e le sue casse magiche di ogni dimensione… davvero eccezionali: trovare la chiave nel cassetto segreto e poi la serratura era un’impresa! Per una m’ha chiesto 35€, scendendo poi a 20€ dopo il mio rifiuto; una bella differenza, vero?
    Poi altri negozi, maioliche colorate e olive (di tutti i tipi). C’è sempre l’impressione che ti vogliano fregare coi prezzi e che devi stare attento a chi/cosa fotografare, ma il Souk di Marrakech ha un fascino eccezionale, come si viaggiasse indietro nel tempo a scoprire i lavori artigianali di un tempo. Vale la pena perdersi tra i suoi negozi, accarezzato dai profumi e i colori variopinti!
    Marrakech cosa vedere

    4.2 La Kasbah e le Tombe Saadiane

    Cosa vedere a Marrakech? Di certo le Tombe Saadiane, gioiello della dinastia che governò il Marocco nel '500
    Un dettaglio del coloratissimo mausoleo delle Tombe Saadiane

    Oltrepassando la Koutoubia raggiungiamo il quartiere della Kasbah, ovvero l’antico quartiere militare: qui c’erano le caserme che presidiavano Marrakech. Lo apre la monumentale Porta di Bab Agnaou, antica entrata cittadina dove ora nidificano le cicogne; porta dritta alla moschea della Kasbah: è molto antica ma non particolarmente bella, al contrario del vicino gioiello: le Tombe Saadiane.
    La dinastia Saadiana governò il Marocco nel ‘500 e ebbe come protagonista il re Ahmed El-Mansour detto “il Vittorioso dorato” perché sconfisse i portoghesi sbarcati in Africa e commercialmente scambiava il sale con l’oro di Timbuktu (chilo per chilo!) e lo zucchero col marmo di Carrara. Ciò si nota bene dalle Tombe Saadiane: accanto alle coloratissime maioliche marocchine vede il bianco protagonista, specialmente nella Sala delle 12 colonne, capolavoro d’arte arabo-andalusa. La somiglianza con l’Alhambra di Granada è evidente. Inizialmente era una sala di preghiera, tramutata in mausoleo per celebrare la dinastia; idem per la necropoli dei principi e delle mogli dei re.
    I funzionari e servitori invece sono sepolti nel tranquillo giardino: adagiati sul fianco col viso verso la Mecca, avvolti da un lenzuolo bianco. Più la tomba è lunga, più era importante; qui domina il colore delle tessere smaltate sotto cui riposano e delle piante che dovevano rievocare il Paradiso.
    Il Vittorioso dorato però si dimenticò di nominare un erede, per cui i figli si combatterono e si indebolirono; salì al potere la dinastia alawita, discendenti di Alì (genero di Maometto) tuttora in carica.
    foto Marrakech

    4.3 Palazzo Bahia

    Palazzo Bahia a Marrakech, gioiello d'arte moresca da non perdere!
    Il cortile principale di Palazzo Bahia, con l’elegante porticato che lo circonda
    Attraversando vie strette con bancarelle affollate passiamo nell’antico quartiere ebraico (Mellah), dove c’è la vecchia sinagoga in disuso; si possono vedere ancora le stelle di David sulla facciata gialla, ma sotto ci han fatto un negozio di spezie. Tanti ebrei ormai abitano nel quartiere francese.
    Dopo una piazza giungiamo al Palazzo Bahia (si dice Behia), realizzato 130 anni fa dal gran visir Ba Ahmed su un quartiere preesistente che rase al suolo. Ci vollero 6 anni per costruirlo, facendo lavorare giorno e notte gruppi da 1000 operai. È di 8 ettari, di cui sono visitabili solo i 2/3. L’architettura predominante è arabo-andalusa (o moresca): i Mori espulsi dalla Spagna si rifugiarono in Marocco portando il loro stile. Superato un vialetto nel verde, si giunge ad una misteriosa porta e si spalanca un mondo! Un enorme labirinto di stanze stupendamente decorate, con tetti in legno intagliato e dipinto, mentre coloratissimi mosaici geometrici di maiolica caratterizzano pavimenti e muri.
    Si chiama Bahia perché il Visir era sposato con 4 mogli, una per ogni razza che c’era in Marocco: berbera, araba, aracini e ebraica; la sua preferita si chiamava proprio Bahia.
    L’enorme palazzo è articolato attorno a 3 cortili: il primo è il “piccolo riad” con giardino tropicale, per il fresco e l’ombra; grandi porte in legno di cedro e stucchi meravigliosi con scritte coraniche decorano le arcate che portano alle stanze attorno. Oltre c’è il “grande riad”: un altro giardino con alte palme, banani, piante esotiche e tre basse fontane; i 4 appartamenti attorno componevano l’harem, dove vivevano le 4 mogli: solo donne o eunuchi potevano venire qui (oltre al primo ministro). Nel palazzo vivevano anche 25 concubine, una per ogni provincia del Marocco: il primo ministro le usava anche come consigliere. 24 vivevano attorno al terzo ampio cortile rettangolare, quello principale: è coperto di maioliche geometriche in zellige e marmi azzurri e bianchi e delimitato dal vivace porticato in legno. La 25a – la sua preferita – viveva altrove, imprigionata in una bellissima stanza (tant’è che morì presto).
    Purtroppo i tantissimi turisti non mi han lasciato apprezzare come si deve la bellezza del palazzo: consiglio di venirci la mattina presto!
    Cose da vedere a Marrakech

    4.4 La Mamounia

    A Marrakech cosa vedere? Un salto a La Mamounia va fatto: un hotel da sogno!
    @frappicci mi fa da modella nel cortile delle colonne de La Mamounia
    Il miglior hotel d’Africa (e uno dei 15 nel globo!), miglior hotel al mondo nel 2018… insomma il massimo! Super lusso che unisce Art Decò e stile arabo, salottini con quadri (tra cui quelli del pittore Majorelle), numerose boutique, spa e tante suite. Un sogno!
    Un sogno visitabile gratuitamente ogni giorno, ma non nel weekend (anche se facendo gli occhi dolci e insistendo m’hanno lasciato entrare). Altrimenti se ti avanzano moltissimi euro puoi sempre venire qui per un aperitivo o una cena fiabesca come fanno i VIP: oltre 20€ a cocktail e via dicendo.
    Nasce come dimora del Principe Al Mamoun, di cui resta il giardino, altrettanto fantastico: 32 acri di agrumeti, ulivi, piscina enorme, un orto, 5.000 rose in fiore e uno splendido bar in un padiglione moresco del ‘500 con tavolini all’aperto.
    Su un lato un cortile con una fontana bassa e un patio decorato: non è però il cortile delle colonne che cercavo. Quello è dentro all’hotel: se a destra c’è uno splendido cortile che porta all’area della spa, sulla sinistra – aperta una pesante porta – ecco spalancarsi queste colonne bianche e nere inondate di luce; una galleria meravigliosa che sta rendendo celebre l’hotel su Instagram… ultimamente ci è passata pure la Ferragni! Che dici: ho scattato una migliore foto io?
    Marrakech cosa vedere

    4.5 Il te al tramonto

    Il più bel tramonto di Marrakech si vede dalla terrazza del Café de France
    Uno scatto del tramonto ammirato dal Café de France
    Giornata finita? No, il meglio deve ancora arrivare!
    Entro al Café de France, uno dei tanti che circondano Piazza Jamaa El Fna e che ha una splendida terrazza al terzo piano. Voglio ammirare il tramonto da lì, per cui ci salgo un’ora prima perché è difficile trovare un tavolino che si affaccia sulla piazza. Infatti sono tutti già presi; pazientando e facendo un balzo felino ne ho occupato uno appena liberato.
    Ordino un tè alla menta e lo sorseggio scattando foto a ripetizione, con la piazza che cambia colori e le nuvole vivaci che si muovono nel cielo; sull’altro lato invece, oltre i minareti, le bianche e imperiose vette delle montagne dell’Atlante.


    Sebbene non fosse magico come ieri per via delle nuvole basse, lo ricorderò sempre come uno dei più bei tramonti della mia vita: dall’alto gli uomini sembravano formiche che si muovevano rapide, mentre si accendevano le luci della piazza e cominciavano a levarsi i fumi e i sapori delle cucine a cielo aperto. Atmosfera unica!
    vacanza a Marrakech

    4.6 Cenare in piazza Jamaa El Fna

    Cenare in Piazza Jamaa El Fna a Marrakech è uno spettacolo!
    La foto coi ragazzi del chiosco 22 dopo la cena (ma prima del conto) 😉

    Torno in piazza e faccio un altro giretto. Col buio cambia volto: palazzi e ristoranti attorno hanno luci come se fosse Natale tutto l’anno! La gente imperterrita cerca di venderti qualsiasi cosa: piante, souvenir, piatti, frutta da bere, olio d’argan…. fino ai motorini! Un carnevale gigante…che si ripete tutti i giorni!
    Il caos è dato anche dai tantissimi turisti che ci vengono a cenare. Sebbene me l’abbiano sconsigliato, non riesco resistere: mi fermo. I chioschi sono tantissimi e numerati (ma siamo in Marocco: il 110 è vicino al 22). Può essere che il cibo sia del giorno prima (come dicono), ma mi è piaciuto. Ammetto che mi son fatto fregare come un pollo perché ordinando un piatto di pesce mi han chiesto se volevo anche cous cous e verdure (pensando fossero incluse) e invece… Così han portato da mangiare per 3 e ho speso 165 dirham, che è tantissimo.
    Però cenare qui è uno spettacolo: i camerieri invitano i passanti a sedersi, a volte spingendoli un po’, a volte litigandoseli coi chioschi vicini come fanno i pesci per un tozzo di pane, poi intrattengono e cantano (Waka Waka…o Ha ha I like You, indicando i passanti!), hanno offerto il tè a tutti… e infine scattato una foto insieme sul bancone; il tutto circondato dal fumo a volontà delle grigliate che si alza nel cielo nero, molto scenografico. Alla fine non mi son pentito: avrei dovuto stare attento io! Ma è uno show caratteristico… l’ho preferita alla cena di ieri.
    Il bello è che passando la mattina come per magia non si trova più nulla: sbaraccano tutto ogni giorno!
    Marrakech cosa mangiare

  5.  Marrakech: cosa vedere il 3° giorno

    La pioggia ha risvegliato Marrakech oggi, lasciando fango a terra, ma a nessuno importa. I carri con gli asini e la gente sono ovunque, come al solito.
    Marrakech cosa vedere

    5.1 I Fondouk di Rue Mouassine

    A Marrakech cosa vedere? I fondouk di Rue Mouassine, negozi affascinanti
    Uno scorcio di Rue Mouassine col minareto della moschea omonima

    A Marrakech cosa vedere d’altro? Mi dirigo verso la parte nord della Medina, quella dei Fondouk di Rue Mouassine, passando per le ormai consuete strade contorte tappezzate di negozi. La chicca della zona è la Medersa Ben Youssef, però chiusa per restauri fino al 2020; da fuori non si coglie nulla della favolosa scuola coranica, un capolavoro. L’annessa moschea ha solo un bel portale, vicino a cui sono stese le pelli ad asciugare.
    Fondouk (o funduq) invece vuol dire “fondaco”, grossi negozi con ampio cortile dove venivano stipate le merci e ospitavano i mercanti in transito; è una struttura nota in tutto il Mediterraneo, basti pensare a Venezia che li conserva tuttora. Qualche arco ogni tanto dà un tocco di fascino alle vie; ci son anche qui merci di tutti i tipi, dalle babbucce ai pouf alle cinture, stoffe, lavori in legno, souvenir, terracotta… La differenza col Souk è che hanno più di classe, mentre l’atmosfera è più tranquilla e non si fanno problemi se scatti una foto; anche il cielo aperto normalizza. Solo i motorini che sfrecciano ovunque son fastidiosi; tra l’altro più è stretta la via e più van forte!
    Cosa fare a Marrakech

    5.2 Il Giardino Segreto di Marrakech

    Il Giardino Segreto, una delle bellezze da scoprire a Marrakech
    La vista del giardino islamico dall’alto

    Sulla via dei fondouk si aprono diversi cortili. In uno di questi c’è un gioiello: il Giardino Segreto di Marrakech! È merito di due italiani, che hanno comprato questo terreno abbandonato con due grandi giardini dove erano accampate alcune famiglie e lo hanno riportato al suo splendore originario; in un cortile hanno creato un giardino esotico, nell’altro hanno trovato le strutture originarie e ripristinato il tradizionale cortile mediorientale, diviso in 4 quadranti con siepi di rosmarini a delimitare agrumi e fiori mediterranei, dove passeggiare e riposarsi come nel Paradiso coranico. In mezzo un grande padiglione in legno simile a una tenda del deserto, ma tutto decorato e colorato. 
    La protagonista però è l’acqua, che viene pescata direttamente dall’antico acquedotto di Marrakech che da 700 anni porta l’acqua dell’Atlante e che ha permesso di creare la Città Giardino; nel Giardino Segreto sgorga in un angolo, per poi essere diffusa in tutte le fontane e case da condutture e canali, in parte a vista. Tutto ciò e tutte le operazioni di restauro sono ben spiegate negli edifici ai lati. Non si può uscire per senza salire sulla terrazza (e pagando, pure sulla torre), da dove ammirare i minareti e il giardino dall’alto.
    Certamente è stato un fantastico recupero, ma col tempo grigio non l’ho apprezzato al meglio.
    Cosa visitare a Marrakech

    5.3 Quartiere francese di Gueliz

    Il quartiere francese di Marrakech mostra le due facce della città!
    I contrasti del quartiere di Gueliz

    La parte francese di Marrakech si estende al di fuori delle mura della Medina e si può raggiungere con una passeggiata di 20 minuti oppure coi mezzi. Non passando l’autobus 12, abbiamo deciso di prendere il taxi: è arrivato il “taxi grande” – in realtà un taxi normale – ma usato come pullman ambulante: c’era già a bordo una signora, poi ha caricato noi, poi un altro scaricandone uno… E via così! Il Marocco è anche questo! Però è costato solo 10 dirham.
    Lungo il tragitto si vedono le alte mura di Marrakech in terra battuta con i buchi per la ventilazione. Son antichissime e circondano tutta la Medina per 19 km e in base all’intensità del sole cambiano colore, sfogliando varie sfumature di ocra.
    Dopo uno dei monumentali portali si vede la stazione e si entra nella Città Nuova, quella francese costruita durante il protettorato. Il suo quartiere più bello è certamente Gueliz. Pare di essere tornati di colpo in Europa: viali larghi, edifici “normali” e condomini, rotonde per il traffico, banche, tanti negozi alla moda… Se vuoi darti allo shopping chic è proprio qui che devi venire! C’è pure un McDonald’s in Piazza 16 Novembre, cuore del quartiere! È splendida e colorata, costruita in bello stile e con una grande fontana a delimitare un giardino e ad aprirsi a ventaglio. Sbuca un raggio di sole e tra gli edifici si vede il minareto della Moschea de Turquie: il contrasto tra le due anime di Marrakech è evidente! Si vede che è stata ben pianificata: è un piacere passeggiarci.
    Marrakech cosa vedere

    5.4 Il Giardino Majorelle

    Cosa vedere a Marrakech? Di certo il Giardino Majorelle... ti incanterà!
    L’inconfondibile colore dello studio/museo di Majorelle all’interno del Giardino

    Lo conosci? Il Giardino Majorelle è il luogo più famoso di Marrakech: le sue foto sono celebri! Nasce nel 1923 quando re Mohamed V volle ringraziare il pittore francese Majorelle per un quadro e gli regalò 4 ettari di terreno vuoto fuori dalla Medina. Il pittore viaggiava molto e cominciò a portare alberi e semi da ogni continente e così creò il lussureggiante giardino. Queste piante si possono ammirare ancora, con la targa che ne indica la provenienza.
    Dato il caldo del Marocco, ci sono tantissime piante grasse di ogni forma e dimensione, come si vede bene all’ingresso; ma non mancano vasche, un bosco di bambù e tantissime palme. L’edificio all’interno era lo studio del pittore ed è ricoperto di un blu particolare, sgargiante, chiamato proprio “blu Majorelle”; ora è un piccolo museo. Poi il giardino fu comprato dallo stilista Yves Saint Laurent che amava tantissimo Marrakech: le sue ceneri sono state sparse nel giardino e c’è una colonna che lo ricorda. Risiedeva nella parte attigua del giardino, superato un grosso cancello; il verde si sostituisce al blu come colore dominante: quello delle finiture della casa o delle piastrelle delle fontane. Questa parte è più europea: è divisa in quattro sezioni quadrate, con agrumi, fiori e alcune vasche con ninfee. La differenza col giardino “dantesco” dell’altra parte è evidente.
    Ci son tanti giardinieri e controllori, ma il giardino è tenuto benissimo: i 70 dirham ci stanno, molto più che per le Tombe Saadiane.
    Giardino Majorelle

    5.5 Hammam tradizionale e cena

    Che bontà il tajine di carne del Marocco!
    Il piatto di tajine del Café des Epices

    Torno nella Medina e visto che non voglio perdermi nulla, decido di andare all’hammam. Ce ne sono di due tipi: quelli tradizionali e quelli per turisti, spa attrezzate come si trovano in Europa. Ovviamente voglio essere marocchino al 100%: hammam tradizionale!
    Senza nemmeno saper cosa aspettarmi, mi fanno accedere a una saletta; un ragazzotto mi dice di spogliarmi totalmente e indossare delle mutande di tela. Entro nella sala riscaldata, tutta bianca: il vapore vela la vista e rende l’atmosfera ovattata. Il ragazzo mi bagna coi secchi, poi comincia a spalmare sapone nero; dopo un risciacquo sauna per 5-10 minuti; una volta uscito mi aspetta uno scrub energico e ruvido (ho pensato che me lo stesse facendo una tigre!), per sciacquarmi di nuovo e spalmarmi ovunque l’argilla e fare un’altra sauna. Per terminare un festival di secchiate e lavaggio finale, con uno spruzzo di acqua di rose. A chiudere, un immancabile tè alla menta.
    In Marocco c’è una rigida divisione dei sessi, per cui gli hammam hanno orari diversi per uomo e donna. Sapevo che mi sarebbe spettato un uomo e c’è di meglio nella vita, soprattutto se a toccarti è un ventenne con la pancia. Quindi capisco chi preferisce trattamenti più europei. Però è stata un’esperienza rilassante e particolare… di quelle da raccontare (anche senza foto)!
    Esco per l’ultimo giretto, in Piazza delle spezie, dove le bancarelle espongono ovviamente di tutto: qui però sono più tranquilli e ti lasciano fotografare le spezie e le essenze profumate, i camaleonti nelle gabbiette (poverini), le mani di Fatima (che servono contro il malocchio)… Visto che è ora di cena mi fermo al Café Des Epices per un’altra specialità marocchina: il tajine. Questa carne stufata con molte verdure e spezie che prende nome dal contenitore in cui è cotta. Che delizia! E mangiarla da una terrazza sulla piazza gli dà ancora più gusto! A saperlo lo ordinavo sempre…
    Marrakech cosa vedere

  6. Conclusioni

    Piazza Jamaa El Fna a Marrakech, il cuore vibrante della città
    Il fascino notturno di Piazza Jamaa El Fna

    Ci vogliono almeno un paio di giorni per comprendere Marrakech. Conoscerne i ritmi, capire cosa puoi fare e in cosa devi essere cauto, che devi chiedere per scattare le foto, come attraversare le strade (il rosso è solo un suggerimento), ecc… Inizialmente può sembrare un caos terribile, ma ha le sue regole che loro padroneggiano e osservandoli con attenzione puoi imparare alla svelta. Ad esempio in Piazza Jamaa El Fna facendo finta di non sentire o negando deciso e smettendo di guardare puoi evitare l’assalto dei vari venditori. Ma con queste attenzioni potrai goderti Marrakech: i suoi colori, la vitalità e le architetture ti meraviglieranno. 
    Poi bisogna stare attenti, perché cercano sempre di fare i furbi: ad esempio il tassista per l’aeroporto mi ha chiesto 150 dirham su una tratta a prezzo fisso (di 100).
    Ultimo suggerimento: non venire d’estate, è troppo calda! Le restanti stagioni però sono perfette per una “fuga” in Marocco: temperature miti anche d’inverno. Vedrai… questo cuore verde pulsante nel deserto ti lascerà ricordi indelebili!
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Ci sarebbero altri posti a Marrakech che meriterebbero una visita, come Palazzo Badii o la Qoubba degli Almoravidi o l’incantevole Giardino della Menara fuori dal centro. In pochi giorni è difficile vedere tutto, ma spero che il mio articolo ti invogli a visitare questa città straordinaria.
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Marrakech cosa vedere

Ecco altre foto di quel viaggio:



Articolo in collaborazione con Sahara Desert Travel

 

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