Andalusia on the road in 7 giorni tra Cadice e Malaga

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Lo dico subito: da tempo sognavo di fare un viaggio on the road in Andalusia, nel Sud della Spagna. Sono passati tantissimi anni da quando finito il liceo avevo cominciato ad organizzare un tour con un caro amico. Era ambiziosissimo e non si è mai concretizzato, anche perché in piena estate non si può fare: fa troppo caldo. Ma grazie alla proposta di Roadsurfer ho realizzato il mio sogno: ho fatto un viaggio in Andalusia di 7 giorni tra le province di Malaga e Cadice. Del resto l’Andalusia è una regione immensa e pure montuosa; quindi per evitare di passare ore ed ore in auto ho scelto una zona delimitata. Così ho potuto vedere più cose! Noi ci siamo concentrati sulla visita dei Pueblos Blancos e la Costa de la Luz, per un totale di 1100km! È stato un viaggio indimenticabile e pieno di bellezze: te lo racconto. 

  1. Introduzione
  2. Il van di Roadsurfer
  3. Primo giorno
  4. Secondo giorno
  5. Terzo giorno
  6. Quarto giorno
  7. Cadice
  8. Sesto giorno
  9. Ultimo giorno in Andalusia on the road
  10. Conclusioni

1. Introduzione

Viaggio in Andalusia on the road tra Malaga e Cadice
Paesaggio tipico dell’Andalusia coi tori

Io amo l’Andalusia ed il suo mix culturale e di stili artistici, con le forme arabe che permeano edifici, che siano originali o realizzati recentemente (stile mudejar). E poi che colori! Perciò ho già fatto molti viaggi in Andalusia, visitando tutte le sue città principali: Siviglia, Cordoba, Granada e Malaga. Tutto luoghi meravigliosi. Però mi sono sempre mosso tra città e città, mai visitando le province. Invece questo è stato il mio primo tour on the road in Andalusia, con l’obiettivo primario di godermi borghi, paesaggi e panorami. Anche solo percorrendo le province di Cadice e Malaga, i paesaggi andalusi sono sorprendentemente vari: vanno dalle montagne della Sierra fino al mare. Ma incontri soprattutto le colline brulle dell’Andalusia, coperte di coltivazioni che contrastano coi paesi con le case bianche che spuntano qua e là. Tutti questi svariati paesaggi ti sorprendono: è ciò rimane indelebile nella memoria.

 

2. Il van di Roadsurfer

Tour on the road in Andalusia? Noi abbiamo preso un van di Roadsurfer
Il nostro van di Roadsurfer

Per compiere un viaggio on the road in Andalusia è necessario noleggiare un’auto: arrivare in macchina dall’Italia è lunghissimo; è una follia anche abitando a Ventimiglia. Però io ho fatto di più: ho deciso di fare un super viaggio on the road in van, in modo da essere totalmente liberi di dormire dove vuoi; così non abbiamo dovuto rispettare tappe fisse, che magari per un inconveniente diventa problematico raggiungere; oppure vuoi stare di più/meno in un certo luogo. Perciò il van/camper ti dà totale libertà! Mi sono rivolto a Roadsurfer, società specialista in Europa per il noleggio di van. Ha tante sedi in Italia ed in Europa da dove partire all’avventura: l’importante è che torni da dove sei partito; la nostra base è Malaga. Abbiamo scelto un van modello Road House, che è grande ma non enorme, con 4 posti letto e bagno con WC e doccia calda.

2.1 Pregi e difetti del van

Cucinare è uno dei pregi del viaggiare in van
Cucinare è uno dei pregi del viaggiare in van

Viaggiare on the road con un van ha pregi e difetti. Come detto, puoi fermarti a dormire dove vuoi; idem mangiare (se fai la spesa). Inoltre avere un bagno ti rende indipendente; però periodicamente devi svuotare il contenitore degli escrementi (in gergo chiamati acque nere). Allo stesso tempo, oltre a controllare il carburante devi tenere sott’occhio anche altri due parametri “vitali” del van: livello dell’acqua per lavarsi e batteria per luce e corrente. Quest’ultima se viaggi tanto si carica da sola, mentre l’acqua si riempie in appositi angoli dei distributori di benzina. Poi devi imparare velocemente le funzionalità del van: accendere/spegnere la pompa dell’acqua, il gas, avere gli attrezzi e stoviglie per cucinare e lavare e le cose che rendono confortevole l’esperienza come sedie e tavoli per mangiare all’esterno. Infine c’è la convivenza con gli altri viaggiatori, in spazi limitati e stretti; ma per quella basta organizzazione e buon senso.

 

3. Primo giorno

Angolo della sede di Roadsurfer a Malaga
Sede di Roadsurfer a Malaga

La sede Roadsurfer a Malaga si trova nella periferia ovest della città, raggiungibile con un bus dal centro. Il personale è gentilissimo e ci spiega bene e con calma tutte le funzionalità del camper e come attivarle. In più abbiamo visto a casa un video tutorial su Youtube, specifico del nostro Road House. L’ultima cosa da fare è depositare 800€ come caparra e stipulare l’assicurazione; ci sono 3 livelli con 1500€ di franchigia, 800€ oppure 0 con l’assicurazione completa. Essendo il primo tour on the road decidiamo di fare quest’ultima in modo da poter viaggiare tranquilli. Poi firmiamo il contratto e ci danno le chiavi del van. Siamo quasi pronti a partire. Infatti dobbiamo fare subito sosta in un distributore di benzina per riempire il serbatoio d’acqua del camper. Così sarà da riconsegnare alla fine: carburante pieno, serbatoio d’acqua vuoto. Adesso comincia il nostro viaggio in Andalusia di 7 giorni.

3.1 Castillo de Colomares

Il Castillo de Colomares vicino Malaga celebra la scoperta dell'America
Il Castillo de Colomares celebra il viaggio di Colombo

Il van è un Fiat Ducato, adattato perfettamente. Il computer di bordo indica i valori del van e soprattutto si guida facilissimamente. Così prendiamo l’autostrada e lasciamo velocemente Malaga, viaggiando lungo la Costa del Sol. Presto usciamo a Benalmadena, bel paese turistico con villette bianche e alcuni edifici di ispirazione moresca; stupenda atmosfera vacanziera. Qui sorge un luogo sorprendente dell’Andalusia, divenuto celebre grazie a Instagram: il Castillo de Colomares. È una sorta di castello costruito e disegnato da Esteban Martin Martin tra 1987-1994; non pensavo che fosse così recente! Lo scopo è un omaggio a Cristoforo Colombo e alla scoperta dell’America. Sembra avere uno stile univoco, ma in realtà mischia stile bizantino, romanico, arabo/mudejar e gotico; si uniscono e si sommano, dando vita a questo posto unico e pittoresco, con dettagli da ammirare con attenzione. Una sorta di edificio alla Gaudí, ma anche simile alla Rocchetta Mattei fuori Bologna.

Visita del Castillo de Colomares

Cosa vedere in Andalusia vicino Malaga? Il Castillo de Colomares
Il Castillo de Colomares regala foto super!

Il Castillo de Colomares è appena fuori Benalmadena; lo vedi scendendo alcuni tornanti, con le cuspidi che svettano nel cielo ed il mare lontano sullo sfondo. Su Google Maps lo trovi come “Castillo Monumento Colomares”. Ha parcheggio fuori e l’ingresso costa 3€. Attento agli orari: d’estate c’è la siesta nelle ore più calde!
Entrando ti danno un foglio stampato con l’elenco dei 16 punti del percorso di visita, dalla Fontana della Serpe alla Poppa della nave Santa Maria. Però subito ho adorato le siepi potate perfettamente, i fiori gialli e rossi e la vegetazione esotica attorno che esalta la costruzione, dando buoni scorci. Invece il castello dal vivo è un po’ kitsch, non eccezionale: non me lo aspettavo. Ma il Castillo de Colomares è molto instagrammabile, visto che ha angoli che revocano parti di navi, stemmi, colonne ed arcate; in particolare imperdibile la foto dalla poppa della nave. Poi lo scrosciare delle fontane è rilassante, così come la vista dall’alto sul mare. Si visita in 30 minuti e merita una sosta. 

3.2 Pranzo al Venetiis Restaurant

Tostapinsa del Venetiis Restaurant a Benalmadena
La tostapinsa del Venetiis Restaurant

Visto che il ritiro del van e la partenza ha portato via del tempo, è già ora di pranzo. Perciò saliamo a piedi a Benalmadena, il cui centro si trova sopra al Castillo de Colomares. Il paese è molto curato, con aiuole di piante e fiori e belle vie pulite. Però c’è poca vita: forse perché è fine settembre. Così ci sono pure poche alternative per mangiare; noi ci fermiamo al Venetiis Restaurant, con splendido spazio esterno ombreggiato e pieno di piante. Casualmente, è un ristorante italiano/spagnolo d’ispirazione gourmet; il cuoco è veneto: perciò si chiama così. Per pranzo scelgo tostapinsa con provola affumicata, zucchine, pomodoro e menta; poi una deliziosa crocchetta di parmigiano reggiano e prosciutto di Parma. Tutto eccellente: la pinsa ha un sapore delicato ed interessante, grazie alla menta. Però le porzioni sono minute; ho ancora fame, ma è tempo di proseguire il viaggio.

3.3 La Carretera de Ronda

Strada tra i monti della Serrania di Ronda in Andalusia
Strada tra i monti della Serrania di Ronda

Colline bruciate dal sole lungo l’Autopista del Mediterraneo, l’autostrada costiera. Un pedaggio imprevisto di 8,15€ e traffico transitando da Marbella. Poco dopo a San Pedro de Alcantara usciamo e svoltiamo verso l’interno: direzione Ronda e le montagne. Il paesaggio cambia rapidamente: dalle case bianche e i campi da golf di Marbella alle rocce coperte da pini marittimi con viste sul mare blu. La strada si chiama Carretera de Ronda e sale con curve dolci (ma alcune meno); poi all’improvviso finiscono gli alberi: le rocce nude ti circondano. Siamo nella Serrania di Ronda, quasi sulla cresta di una montagna. In tutto questo lungo percorso non abbiamo incontrato deviazioni o altre strade finora… e solo un punto per fare una sosta/mangiare qualcosa! Scolliniamo a 1065m e poi il tragitto sale e scende; poco dopo svoltiamo a sinistra, su una stupenda strada panoramica, ancora più curvilinea e nervosa; ma che viste sulle montagne!

3.4 Juzcar, il paese blu dei Puffi

Juzcar, il paese dei Puffi da vedere in Andalusia
Juzcar, il paese dei Puffi dell’Andalusia

Sfiorando il paese bianco di Pujerra e percorrendo 10km, dopo 1.30h di viaggio raggiungiamo Juzcar, il paese dei Puffi (pueblo pitufo in spagnolo)! Infatti questo piccolo paese a 623 metri sul livello del mare con 221 abitanti ha tutte le case dipinte di azzurro. Era un classico pueblo blanco, ma nel 2011 fu scelto per la prima visione mondiale del film dei Puffi; per l’occasione fu pitturato d’azzurro, con 10.000 litri di vernice! È piaciuto agli abitanti, sono arrivati i primi turisti, perciò hanno deciso di mantenere il colore: Juzcar è il paese azzurro dell’Andalusia! Ora è diventato un’attrazione turistica, con mappe preziose e cartelloni che segnalano i luoghi interessanti, anche dove comprare souvenir o mangiare; in particolare annovera 3 mirador (punti panoramici). Il primo è insulso, verso il bosco; il terzo è nella parte bassa, dove non siamo andati; il secondo invece ha una buona vista sui tetti inferiori del paese, ma la vista migliore è dalla strada che prosegue (Avenida Havaral), dove hai una splendida vista su Juzcar davanti a te, con le piccole case disposte lungo il pendio del monte, una sopra l’altra. Poi da vedere e fotografare ci sono i murales dei Puffi, di Gargamella (ma non solo) ed alcuni puffi giganti con casetta-fungo, dove farsi foto ricordo. Luogo particolare e pittoresco: l’unicità lo rende interessante.

3.5 Ronda

Statua del Toro nella Plaza de Toros di Ronda
Statua del Toro a Ronda

Altra mezz’ora di strada per raggiungere Ronda. È una cittadina di 36.000 abitanti, con grandi palazzi moderni in periferia, non belli (anche se tutti bianchi). Invece il centro ha strade perpendicolari attorno alla stazione, poco curate. Con grande fortuna troviamo un posteggio libero: non è facile parcheggiare un van lungo in città! Sono le 18:40 e tra poco le strisce gialle diventano per tutti: rischiamo, ma ci sta.
Per visitare Ronda scendiamo; troviamo in un angolo la chiesa di Nuestra Señora de la Merced, affiancata da un grande parco alberato (Alameda del Tajo) con viale lastricato al centro; mi ricorda Siviglia. I raggi solari già bassi filtrano nel fogliame; in fondo un lungo balcone si affaccia sulla campagna montuosa attorno, ai tuoi piedi: gran panorama! Infatti Ronda è costruita su una roccia che svetta 200m! C’è pure un percorso sul crinale per continuare ad ammirare la vista. Poi arrivi nella piazza della Plaza de Toros di Ronda, uno dei luoghi turistici della città; è la plaza de toros più antica di Spagna. Ora sta chiudendo, così ammiro la statua di un toro, circondata dai fiori; qui la corrida è quasi una religione!

La Ciudad

Palazzo del Marqués de Salvatierra, da vedere a Ronda
Dettaglio di un palazzo storico di Ronda

Sempre sul crinale trovi un altro parco col Mirador de Ronda; ma in realtà ogni punto è panoramico. Un ultimo passaggio pedonale e raggiungiamo il simbolo di Ronda: il Puente Nuevo (Ponte Nuovo). È trafficato: sia di turisti, sia di auto; infatti collega la zona moderna di Ronda (quartiere El Mercadillo) alla parte antica di Ronda (la Ciudad), quella opposta; qui è nata Ronda, perciò qui trovi conventi, chiese e palazzi storici. Per girare nella Ciudad seguo il percorso consigliato dalla mia guida, che conduce prima al Mirador El Campillo, altro parco con panorama; vicino c’è Palazzo Mondragón con decorazioni moresche e stupendo portale (ma ora è chiuso). Così visito la chiesa di Santa Maria la Mayor e raggiungo la piazza del Municipio, anche questa con alberi; ma quanto verde sorprendente c’è a Ronda! Immergendomi tra scorci andalusi con case bianche e vie tortuose, nella parte finale la strada scende per poi risalire; qui i palazzi nascondono magnifici giardini interni, come la Casa del Rey Moro che è visitabile (deve essere interessante); vedi pure alcuni pavoni appollaiati su un muro! Alcuni di essi sono diventati ristoranti. Inoltre trovi il Palazzo del Marqués de Salvatierra con bizzarre figure nude sulla facciata.

Il tramonto sul Puente Nuevo

Il Puente Nuevo di Ronda al tramonto: che meraviglia!
Il Puente Nuevo al tramonto

Su un muro, azulejos illustrano la Ronda ottocentesca e citazioni dei viaggiatori romantici che la visitarono. Assieme all’Alhambra di Granada, divenne un posto idealizzato, aprendo la via al turismo moderno.
Pochi passi e siamo ancora al Puente Nuevo che sovrasta il Tajo, ovvero la gola calcarea che taglia in due Ronda; profonda 160m, è davvero impressionante! Il progetto di fine ‘700 per costruirlo fu un’impresa ingegneristica. Il ponte col sole basso e dorato è affascinante; poi al tramonto gli ultimi raggi solari tingono di rosa le punte dei monti sullo sfondo: momento fantastico! Mi scateno nelle foto! Hai due zone panoramiche per fotografarlo, da entrambi i lati; io pensavo che l’iconica vista fosse unica. Splendide anche le viste verso le altre parti della città, con case in cima alle rocce. Ci sono anche sentieri che scendono per ammirare il ponte frontalmente, dal basso; ma sono lunghi e uno era chiuso. Secondo me non conviene scendere. Qui quando si accendono le luci delle case e dei lampioni l’atmosfera diventa incantata! Ero senza parole.

Cena a Ronda

Puente Nuevo di Ronda illuminato di notte
Il fascino del Puente Nuevo di notte

Il fascino contraddistingue Ronda. Passando da Plaza del Socorro con l’omonima chiesa l’ora blu e le luci gialle dei lampioni creano un’atmosfera fantastica! Noi torniamo nella parte moderna per fare una spesa veloce per la colazione domani mattina; in seguito andiamo a cena al Bar Restaurante La Estrella, in una delle strade pedonali rumorose con tavoli all’aperto. Senti la gente che parla a voce alta: anche questo è tipico dell’Andalusia. Prendo un serranito cerdo (panino di carne) e calamari con patate fritte e birra media. Gustoso ed economico: totale 13,80€.
Per digerire, passeggiata notturna per il centro di Ronda fino al Puente Nuevo: nell’oscurità illuminato dai fasci di luce è suggestivo e romantico. Ora ci sono meno turisti, per cui l’atmosfera è piacevole. Stupendi i lampioni retro del ponte, mentre la natura attorno invece è sparita nel buio. 
Siamo stati troppo poco, ma capisco perché Ronda colpisce tutti i visitatori.

3.6 La prima notte in van

Notte in van durante in viaggio in Andalusia on the road
La prima notte in van della mia vita

Il primo giorno del viaggio on the road in Andalusia si conclude con la prima notte in camper della mia vita. In città non possiamo dormire: c’è troppo rumore e non è sicuro. Così usiamo l’app “Park4night”, perfetta per trovare aree tranquille dove dormire in camper o van, già recensite da altri camperisti. Noi abbiamo scelto una strada laterale di sassi poco fuori Ronda, ma già nella natura. Nessuno attorno, nessuna luce: prima notte all’avventura! Dormo pure sopra al tettuccio, nel tetto a soffietto che è da aprire e chiudere ogni volta; perciò il letto è rigido. Quindi ero praticamente all’esterno: ho pure sentito alcuni passi! Ma soprattutto la mattina fa fresco: per fortuna Roadsurfer fornisce anche un piumone caldo. Ho solo faticato un po’ a fare il letto per gli spazi angusti. Comunque è stato meglio di quanto pensassi! Mi sono svegliato spesso, ma è normale per me.

 

4. Secondo giorno on the road in Andalusia

Andalusia on the road? Visita i fantastici Pueblos Blancos
Jimena de la Frontera circondata dal paesaggio

Ronda rientra nell’ampio territorio dei Pueblos Blancos dell’Andalusia; qui gli uomini costruirono i paesi sulle alture per difendersi meglio; spesso infatti hanno un castello nel punto più alto. Secondo la tradizione moresca, i muri delle case sono dipinti di bianco per proteggersi meglio dal calore estivo. Erano centri rurali, ora diventate attrazioni turistiche. La mia guida cartacea suggerisce un giro circolare per visitare i più interessanti, tra strade panoramiche e paesaggi mutevoli; noi lo abbiamo adattato per raggiungerli tutti e terminare ad Arcos de la Frontera, l’altra importante cittadina bianca da non perdere.
Così da Ronda prendiamo la strada A-369 tra paesaggi rocciosi, boschi e curve tonde. Scavalliamo a 780m e scendiamo, con lo strapiombo a sinistra. A differenza di ieri, oggi passiamo da altri piccoli paesi (sempre bianchi); inoltre sulla strada sono segnalati alcuni “mirador”, ma la vista non ci sembra granché per cui tiriamo dritto.

4.1 Gaucín

Scorcio di Gaucín, paese bianco dell'Andalusia in Spagna
Scorcio di Gaucín

Infine appare Gaucín, pueblo blanco col castello in pietra con torre quadrata sullo sperone roccioso sopra l’abitato. Con le prime case trovi i parcheggi. Una sola via entra in paese, tutto ovviamente bianco. Poi le strade diventano un tridente: le due a destra conducono nella parte moderna, l’altra nel centro storico. Lunghissime e tranquille, Calle los Tinajones e Calle Nueva coincidono con la parte alta di Gaucín. Qui ammiri diverse case con una moltitudine di piante, vasi e fiori, ma quasi tutte spartane, sorprendentemente poco curate; diverse sono in ricostruzione/lavori in corso. Tenendo la sinistra raggiungi il Mirador con vista sulla natura attorno e sul borgo, dove svetta la chiesa di San Sebastiano; accanto l’affascinante cimitero con esuberanti piante esotiche. Sopra lo sperone roccioso svetta il Castello dell‘Aquila, con proprio un’aquila che volteggia attorno. Non saliamo, ma da lì dovrebbe esserci una vista sul mare e le coste africane! 

4.2 Jimena de la Frontera

Jimena de la Frontera, paese bianco da vedere in Andalusia
Tra le case bianche di Jimena de la Frontera

Boschi di nespoli e sugheri (con tronco spogliato) ti accolgono a Jimena de la Frontera, che appare sdraiata sulla collina di fronte. Tutte le case bianche davanti a te ed il castello con torre cilindrica in cima. Ci fermiamo per fotografare ed un tenero cavallo bianco solitario viene verso di noi. Accanto a Plaza de la Constitución c’è un parcheggio, dove lasciamo il van. La piazza è in piano, poi le vie salgono (anche ripidamente) verso il castello, che vedi in alto. Ti incammini per vie con case bianche con aiuole, fiori, vasi che decorano facciate e finestre: effetto scenografico magnifico! In particolare, meravigliose le vie Calle San Sebastián e Calle Consuelo, con la chiesa di San Francisco a metà. Però la salita dritta e ripida ti fa venire il fiatone. Dall’alto è stupenda la vista guardando indietro tra le case bianche e basse e la campagna davanti.

Il Castello di Jimena de la Frontera

Il Castello di Jimena de la Frontera in Andalusia
Il Castello di Jimena de la Frontera

In cima spicca il Castello di Jimena de la Frontera, dove arriviamo col fiatone. Fu costruito dagli Arabi nel 750 d.C., pochi decenni dopo l’invasione della Spagna; solo nel 1456 fu riconquistato dagli Spagnoli e poi abbandonato. Perciò l’ingresso è libero, attraverso la Puerta del Reloj (Porta dell’Orologio); uso questo arco in pietra per incorniciare la torre. Le mura sono solo verso Jimena: dall’altra parte c’è uno strapiombo naturale. Dentro al castello trovi uno spazio vasto con pietre sparse, alcuni lavori in corso (senza operai), ringhiere moderne, ma muri crollati… insomma bellissimo e brutto allo stesso tempo: è tutto molto mediterraneo. C’è persino il cimitero! Ci sono anche cartelli informativi che spiegano le varie aree del castello; ti fanno notare i resti delle mura romano-bizantine: probabilmente fu costruito su una città romana. La parte meglio conservata e più interessante è l’Alcazar, con la cilindrica Torre del Homenaje; in pietra, è alta 13 metri, ma inaccessibile. Dal basso ti godi panorami su Jimena sotto e la natura attorno; però purtroppo non si vede il mare. Ma 5-6 aquile volteggiano sulla mia testa, alte e fiere; anche questo rende affascinante il castello di Jimena: merita la fatica per salire.

Pranzo al Bar Restaurante Pastor 2

Piatto del Bar Restaurante Pastor 2, a Jimena de la Frontera
Piatto del Bar Restaurante Pastor 2

Sarà la fatica per salire e scendere, sarà che sono le 13:30, ma abbiamo grande fame. Perciò cerchiamo posto in tre ristoranti ravvicinati di Jimena de la Frontera. Incredibilmente i primi due ci dicono che sono pieni, ma non c’era nessuno! Fortunatamente il Bar Restaurante Pastor 2 ha un tavolo per noi, in Plaza de la Constitución. Ordino jabalì (cinghiale) en salsa ed il cameriere mi consiglia di abbinarci un piatto di funghi con uova. Tutto molto gustoso e abbondante, ma i funghi si sentivano poco e in realtà penso di aver mangiato uno spezzatino di manzo al pomodoro (non in salsa). Inoltre i piatti si sono fatti attendere. Insomma, hanno fatto un po’ di casino, però la cocina casera (cucina casalinga) è così! Ma 15€ per il piatto di funghi è troppo.
Comunque Jimena è un borgo magnifico: sia da fuori, sia da dentro e per il castello: voto 9. Unico difetto le troppe merde di cane sparse per le vie. P.S.: poi gli altri ristoranti si sono riempiti: in Spagna si mangia tardissimo!

4.3 Ubrique

Ubrique, uno dei paesi bianchi dell'Andalusia
Vista di Ubrique

Dopo percorriamo una strada panoramica ondulata che attraversa tanti boschi di sugheri. Deve essere secondaria perché non c’è nessuno; pure il cellulare non prende mai! Poi ecco Ubrique, paese bianco cresciuto troppo: la grande periferia moderna è brutta. Inoltre nel centro le strade sono strette e trafficate; trovare parcheggio è un’impresa! La particolarità di Ubrique è essere circondato dai monti, che lo abbracciano e fanno da sfondo. Perciò le strade più esterne offrono belle viste; noi ci fermiamo a fotografare in Avenida Juan de la Rosa. Poi vogliamo raggiungere il “Mirador Ubrique Alto”: fortunatamente una persona ci dice di tornare indietro: in van ci saremmo bloccati! Stanchi di girare, andiamo via; peccato perché deve essere bello il centro storico con le stradine pittoresche e la chiesa che spunta (esaltata dai profili rossi). Comunque fermandoci sulla strada che sale sul monte, ammiriamo un panorama sulla distesa delle case bianche di Ubrique.

4.4 I paesaggi vari dell’Andalusia

Paesaggio dell'Andalusia con colline dolci e ulivi
Paesaggio collinare con olivi dell’Andalusia

Procediamo inizialmente verso nord, poi svoltiamo verso est attraversando il Parque Natural Sierra de Grazalema. Qui imponenti rocce e maestose montagne ci accompagnano, a destra e a sinistra; è un punto spettacolare, anche se le strade sono serpeggianti: bisogna stare attenti alla guida. Va detto che anche attorno a Jimena de la Frontera abbiamo attraversato un parco naturale: perciò qui la natura è regina, seppur controllata dall’uomo, come dimostrano i sughereti. Ne incontriamo altri più avanti, quando torniamo a guidare in un bosco: questi sugheri sembrano sculture contorte come statue di Michelangelo. Poi un bivio: a destra torni a Ronda, noi giriamo a sinistra. Qui il paesaggio cambia di nuovo, diventa simile alla Toscana con colline dolci dorate e ulivi. Adorabili le casette contadine isolate – che ispirano fotografie – e le colline curvilinee. Le distese di ulivi sono tipici dell’interno dell’Andalusia; perciò sono candidati a diventare Patrimonio Unesco dell’Umanità.

4.5 Setenil de Las Bodegas

Vista di Setenil de las Bodegas, borgo dell'Andalusia
Vista di Setenil de las Bodegas dal Mirador del Carmen

Prossima fermata Setenil de las Bodegas, uno dei “Pueblos mas bonitos de España (borghi più belli di Spagna). Sicuramente è un pueblo blanco unico ed eccezionale: infatti si trova incredibilmente in una gola scavata dal Rio Trejo. La roccia calcarea erosa nei millenni fa da sfondo a case, bar e negozi letteralmente incastrati sotto le enormi pareti rocciose. Probabilmente l’occupazione delle grotte risale alla Preistoria; il nome invece significa che Setenil ha resistito a 7 assedi cristiani, prima di essere finalmente liberata dai Mori nel 1484; la vicina Ronda cadde l’anno dopo: entrambe avevano imponenti difese naturali. Vedi ancora i resti del castello distrutto dall’artiglieria spagnola. Invece “bodegas” si riferisce alle cantine di vino e olio che costituirono per secoli l’economia locale: le grotte mantengono il fresco d’estate e miti temperature d’inverno: perciò sono ancora abitate. Purtroppo l’infestazione ottocentesca di filossera ha distrutto per sempre la produzione di vino.

Giro e cena a Setenil

Setenil de las Bodegas, uno dei borghi più belli di Spagna
Valentina sotto la roccia della Cuevas de la Sombra

Noi arriviamo tardi: il sole è tramontato. Anzi, fermandoci in Calle San Sebastian per ammirare il panorama notiamo che illumina solo gli edifici più alti; così vengono brutte foto. Possiamo parcheggiare qui, ma decidiamo di scendere più vicino. Così invece parcheggiamo molto più lontano!
Poi a piedi raggiungiamo Setenil; subito trovi le Cuevas del Sol e Cuevas de la Sombra, due caratteristiche vie parallele con case e taverne ricavate sotto la roccia; sono quelle più fotografate! Le percorriamo, col torrente in mezzo che sembra fermo; poi saliamo al Mirador del Carmen per un’ottima vista. Tornati giù, facciamo un giro tra le vie, ormai buie e con poche luci.
Così andiamo a cenare al Bar La Tasca nella Cuevas del Sol. Dentro vedi la roccia! Ho ordinato birra e polpette con salsa boletus (ancora funghi), davvero buone. Totale 11,4€: poco! Poi passiamo la notte in camper con vista su Setenil.

 

5. Terzo giorno del viaggio in Andalusia

Andalusia on the road? Visita Setenil de las Bodegas
La Cuevas del Sol di Setenil al mattino

Abbiamo dormito vicino perché dopo la colazione in van torniamo a Setenil de las Bodegas. Col sole è decisamente più bello! La luce fa risplendere il bianco delle case che contrasta con la pietra; nelle Cuevas la roccia ti sovrasta: è impressionante! I negozi di souvenir devono ancora aprire, ma nelle taverne la gente fa colazione e chiacchiera tranquilla. Il borgo è tutto da scoprire, girando a piedi tra le vie bianche, con la luce che filtra dall’alto. Calle Jabonería e Calle Herrería sono altrettanto splendide, così come il ponte sul torrente e le viste dal Mirador del Carmen (con omonima chiesa poco sopra); ci sono anche luoghi instagrammabili come “Baciami in questo angolo”, decorato da fiori. Ma tutta Setenil de las Bodegas sembra un luogo irreale: pare incantato! Va girato tutto: dal basso fino alla cima, alla chiesa della Nuestra Señora de la Encarnación vicino ai resti del Castello.

5.1 Olvera

Olvera è un pueblo blanco da vedere in Andalusia on the road
Vista di Olvera dallo sperone roccioso

Vicino c’è un altro pueblo blanco meraviglioso: Olvera. Appare da lontano, con chiesa e castello che svettano sulle case bianche ed attorno la natura con distese di ulivi. Trovi tanti parcheggi nella zona pianeggiante ai piedi del borgo. Poi le strade salgono lunghe in salita. Prima fermata Plaza Andalucia, con la Chiesa della Vittoria e una grande fontana. Lì prendendo i gradini scali uno sperone roccioso con tante piante, segnalate da cartelli; un piccolo parco botanico. In cima hai una vista su tutta Olvera: davanti chiesa e castello, attorno una distesa di case bianche e qualche bruttura evitabile. Qui noti che Olvera ha diversi speroni rocciosi; sul più alto c’è il castello. Scendiamo e riprendiamo Calle Llana in salita tra le case bianche, finiture gialle e inferriate nere lucenti alle finestre; tipico stile andaluso! Dentro hanno pure meravigliose piastrelle con azulejos arabeggianti. I lampioni retrò aggiungono fascino: Olvera è fantastica!

La parte alta di Olvera

Casa con piante del Barrio de la Villa di Olvera in Andalusia
Casa del Barrio de la Villa di Olvera

La strada è dritta e la chiesa spunta sul fondo con due torri campanarie. Peccato che troviamo lavori in corso; ci obbligano ad un labirintico giro attraversando il Barrio de la Villa. Questo quartiere faceva parte della medina araba e segue il livello del terreno, con sali e scendi, vie tortuose e vicoli. Ma regala viste sul paese sotto, il castello in cima e le case decorate con tantissime piante e fiori; alcune hanno vinto il titolo di facciata più bella. Vedi due torri, ma gli Arabi lasciarono soprattutto il castello moresco e le mura, che ancora ammiri imponenti dalla Plaza de la Iglesia; qui con la scritta “Olvera” scatti foto verso il castello. C’è pure una fontanella: è la prima che troviamo aperta in questi giorni (e fa molto caldo). Il castello si visita con 2€, ma per questioni di tempo soprassediamo; faccio però un giro rapido nel cimitero ai suoi piedi. Vorrei entrare nella chiesa della Nuestra Señora de la Encarnación, ma è chiusa. Così ammiro solo la facciata dal basso: è in stile neoclassico ed il colore giallo e rosso contrasta col pueblo blanco. Da lì hai un panorama fantastico su Olvera
Scesi di nuovo in piano, pranziamo velocemente al Bar Bocanegra con un bocadillo con formaggio e prosciutto e una coca, con ottimo olio per insaporirlo. Del resto lo dice il nome: Olvera è il paese delle olive!

5.2 Zahara de la Sierra

Zahara de la Sierra, uno dei borghi più belli di Spagna
Capilla de San Juan de Letran a Zahara de la Sierra

Riprendiamo il tour ed attraversando colline aspre ed assolate arriviamo a Zahara de la Sierra; da lontano somiglia ad Arco di Trento: una torre su un monte imponente domina il borgo bianco. Vicino ha un grande lago allungato, ora un po’ in secca. Nominato monumento nazionale, anche questo è uno dei “Pueblos mas bonitos de España. E lo è davvero! I muri bianchi risplendono, così come le inferriate nere. Un passaggio ha archi moreschi a ferro di cavallo e ti porta nella parte alta, dove c’è il centro storico. È piccolo: si visita facilmente. Prima la Capilla de San Juan de Letran con Torre dell’Orologio, esaltata dai festoni colorati nella piazza ed i tavolini all’aperto che rendono tutto pittoresco. Proseguendo la piazza principale (Plaza del Rey) con un balcone affacciato sul lago; ma Zahara ha diversi mirador sparsi. In piazza spicca la chiesa di Santa Maria de la Mesa; è curiosamente arancio con profili rossi, in stile mudejar; mi ricorda la chiesa de Santa Ana di Siviglia. Peccato sia chiusa, forse perché è domenica; idem per il castello ed il villaggio medievale di Zahara sulla vetta del monte; è uno dei meglio conservati dell’Andalusia e visitabile a pagamento. 

5.3 Arcos de la Frontera

Andalusia on the road? Visita Arcos de la Frontera
Panorama di Arcos de la Frontera

Splendidi paesaggi leggermente ondulati portano ad Arcos de la Frontera, il pueblo blanco per eccellenza; è da vedere in un tour on the road in Andalusia. Anch’esso si erge su uno sperone roccioso, abitato fin dalla Preistoria; i due campanili ed il castello moresco che spiccano sulle case da lontano. Però Arcos si è espanso molto, sia in pianura sia sul rilievo di fronte; proprio da lì, accanto al cimitero, hai una vista panoramica fantastica di Arcos! Però le strade sono strette, con tanti sensi unici… non è facile girare e trovare un parcheggio; specialmente in van. Noi troviamo pure una “feira”, festa locale che occupa i tre parcheggi alla base; perciò abbiamo girato e rigirato tanto! Trovato finalmente posto, salgo sulla strada in salita verso il centro storico. È tutta dritta, ma ti viene il fiatone! Quando si stringono le strade dai muri bianchi inizia il nucleo antico.

Visita di Arcos de la Frontera

Basilica Menor de Santa Maria ad Arcos de la Frontera
La Basilica Menor de Santa Maria tra le case di Arcos

Il centro di Arcos de la Frontera è di stampo moresco, con vie tortuose e strette; un dedalo di case bianche in cima al monte. Tra queste spiccano alcuni edifici in pietra, come la Basilica Menor de Santa Maria, con sontuosa facciata gotica che appare improvvisa; questi bassorilievi scolpiti lasciano senza parole! I gradini aggiungono slancio e imponenza. Sul lato l’ampia Plaza del Cabildo e la seconda facciata rinascimentale della basilica. Svetta il campanile barocco incompiuto. Gradini portano al Castello di Arcos, privato, mentre il Mirador offre una vista sulla campagna. Poi torni nel labirinto di vie contorte, dove è difficile orientarsi. Non so come, trovo pure la chiesa di San Pedro, anch’essa con alto campanile quadrato e possente; di fronte lo stupendo Palacio del Mayorazgo. Ma Arcos è piena di palazzi storici, con frontoni in pietra, stemmi nobiliari, oppure santini in azulejos colorati o colonne agli angoli; perciò stupisce!

La vista attorno ad Arcos

La chiesa di San Pedro, da vedere a Arcos in Andalusia
La chiesa di San Pedro con l’alto campanile

Arcos è inaspettatamente grande e non è conservata benissimo, ma questo decadenza aggiunge fascino. Poi improvvisamente si stringe sul crinale del monte: ha solo due vie parallele tra le case. Lo vedi bene dal Mirador de Abades, che inquadra dall’alto il pendio che scende ed il borgo che lo segue; spunta la chiesa di San Agustín sopra i tetti e poi scende ancora, quasi in pianura; lì c’è la Puerta de Matrera che sanciva l’inizio di Arcos. Ma il tuo sguardo spazia anche sulla natura verde attorno con campi coltivati ed un fiume che abbraccia il borgo e si getta nel vicino lago di Arcos; intanto uno stormo di uccelli danza nel cielo e sono da solo ad ammirare questo spettacolo nel silenzio. Torno indietro pensando che non deve essere facile abitare qui, ma è molto affascinante. Arcos mi ha colpito molto! 

5.4 Tramonto e notte al Camping Lago de Arcos

Dove dormire in van in Andalusia? Al Camping Lago de Arcos
Il Camping Lago de Arcos

Stasera decidiamo di dormire in un campeggio organizzato: il Camping Lago de Arcos. Così possiamo caricare i dispositivi elettronici, aggiungere l’acqua, svuotare le acque nere… e fare la doccia comodi! 
Vedendo che il sole è basso, prima corro al lago di Arcos de la Frontera ad ammirare il tramonto dietro al borgo; dalla sponda è un momento incantato e romantico. 
Tornato al campeggio, prima ceno nel ristorante. Prendo una pizza al prosciutto, che arriva sommersa di origano. Non so perché, ma all’estero la pizza è cara: costo 10€; le bibite invece sono economiche. Avendo tanta fame, va bene così: è buona. Ma la cosa migliore della serata è la doccia nel campeggio, larghi e comodi. Stanotte dormo rilassato. 
Il Camping è nuovo; ha spazi per camper e auto, oltre una bellissima area glamping con enormi tende in legno e ombrelloni con foglie di palma. Sembra di stare ad altre latitudini.

5.5 Paragoni sullo stile dei Pueblos Blancos

Viaggio on the road in Andalusia? Visita Jimena de la Frontera
Scorcio di Jimena de la Frontera

A cosa somigliano i Pueblos Blancos? Essendo totalmente bianchi, il subito pensi alle Isole Cicladi della Grecia, come Mykonos. Ma là al bianco vengono accostati i colori (anche vivaci) di imposte e tavoli all’aperto, entrambi di legno; invece in Andalusia porte e finestre sono decorate da inferriate in metallo, quasi sempre dipinte di nero (che infonde eleganza); le trovi soprattutto nei borghi più grandi e nelle città, visto che sono sistemi antifurto; nei piccoli paesi non ci sono, ma spesso ammiri case esaltate da vasi di piante e fiori che regalano scorci pittoreschi e meravigliosi. Quindi piuttosto che la Grecia, ho avvertito somiglianze coi borghi bianchi della Puglia: anche Ostuni, Locorotondo, Martina Franca e Cisternino hanno case bianche spesso decorate da piante e fiori; in più le chiese barocche con portali in pietra chiara dell’Andalusia sono comparabili a quelle pugliesi, anche se in questo caso quelle del barocco leccese. 

 

6. Quarto giorno on the road in Andalusia

Viaggio in Andalusia di 7 giorni? Vai a El Puerto de Santa Maria
Chiesa Mayor Prioral di El Puerto de Santa Maria

Svegliati con calma, approfittiamo del campeggio per fare una colazione normale. O per lo meno tentiamo! Infatti assieme al cappuccino al posto delle brioche ci portano pane da tagliare in due e marmellata da spalmare (un po’ come a Salisburgo). Oltre al gusto pesca vedo “marmellate locali”: al jamon, paté e formaggio locale… Ma che mangiano in Spagna per colazione?! Mai vista una cosa simile prima! Peraltro siamo praticamente gli unici a fare colazione: gli altri probabilmente sono abituati ad essere indipendenti.
Comunque svuotiamo le acque nere nell’apposito luogo, riempiamo l’acqua del van e partiamo. È già tardi!

6.1 Jerez de la Frontera

Edificio El Gallo Azul, da vedere a Jerez in Andalusia
L’Edificio El Gallo Azul a Jerez

Direzione Jerez de la Frontera, che inizialmente pensavamo di non visitare. Per fortuna ci siamo andati: è una classica città andalusa, quindi merita una visita. Ha 210.000 abitanti, quasi il doppio della capitale provinciale Cadice. Inoltre è famosa per ospitare il circuito dove corre il Motomondiale ed essere la capitale dello sherry; infatti vedi tante cantine (bodegas) addentrandoti in città; sono un’attrazione turistica. Inoltre impossibile non vedere pure la grande Plaza de toros. Altro motivo di vanto è la Real Escuela Andaluza de Arte Ecuestre: qui l’allevamento dei cavalli ha fama mondiale.
Cerchiamo parcheggio vicino, ma perdiamo tempo; alla fine ci arrendiamo e paghiamo il parchimetro (nemmeno molto). Poi ci incamminiamo verso il centro storico; la distanza però è grande. Jerez ha il classico fascino andaluso, ma non ricco ed esuberante; anzi un po’ decadente e malinconico. Una Porto andalusa: questo mi è piaciuto!

Visita di Jerez

Andalusia on the road? Visita la Cattedrale di Jerez
Facciata della Cattedrale di Jerez

Plaza del Arenal apre il centro: ha una grande fontana in mezzo con statua equestre, palme ed un orologio antico. Sulla destra un’altra pittoresca piazzetta chiusa dal tondeggiante palazzo El Gallo Azul; anche qui un orologio; ne vedi tanti perché a Jerez c’è un Museo dell’Orologio. Procedendo dritto su Calle Consistorio tra angoli pittoreschi incontri Plaza de la Asunción con l’antico Municipio rinascimentale, la statua della Vergine al centro e i portali gotici scolpiti della chiesa di San Dionisio; dietro l’angolo la Torre de la Atalaya, anch’essa quattrocentesca. Noi però andiamo dalla parte opposta per vedere la Cattedrale di Jerez. Incredibilmente attraversi un’anonima zona moderna, prima di ammirare questa imponente Cattedrale con grandiosa facciata scolpita e vistosi contrafforti laterali. In sacrestia ha un dipinto di Zurbarán e puoi salire sul campanile (staccato) per la vista al costo di 7€. Costeggiando il fianco ammiri meglio i contrafforti (mi ricordano la cattedrale di Palma di Maiorca) e scenografiche figure animalesche di gargoyle per scaricare l’acqua. Alle spalle trovi invece l’Alcazar, l’ex fortezza araba dell’XI secolo. Rimaneggiato nei secoli, ora sembra un palazzo con grande parco. Le mura esterne e alte hanno spuntoni moreschi uguali all’Alcazar di Cordoba. Pare chiuso: peccato perché deve essere interessante da visitare.

Pranzo a Jerez

Dove mangiare a Jerez? Vai da Tabanco Plateros
Il pittoresco angolo con Tabanco Plateros

Visto che è ora di pranzo, torniamo indietro. La zona tra Plaza Plateros, Plaza del Progreso e Plaza de la Yerba è ricca di locali e ristoranti dove mangiare. Proprio in un angolo di quest’ultima c’è Tabanco Plateros, un tapas bar e ristorante con in menù tantissimi vini di Jerez. All’esterno ha botti di vino usate come tavoli: scorcio pittoresco e tipicamente andaluso. Ci sediamo. Ordino due tapas: cozze ripiene e mini bruschette con tonno affumicato, accompagnate da un bicchiere di sangria. Il tonno super gustoso: una delle cose più buone mangiate in vita mia. Ma erano 6 assaggi ed ho ancora fame! Avrei dovuto prenderne minimo altre 2. Il prezzo di 8,70€ è comunque buono.
Ci sarebbe molto altro da vedere a Jerez, tra chiese e palazzi; Jerez ha fascino! Noi però torniamo al van per proseguire il nostro tour in Andalusia on the road di 7 giorni.

6.2 Sanlucar de Barrameda

Viaggio in Andalusia sulla spiaggia di Sanlucar de Barrameda
La spiaggia di Sanlucar de Barrameda

Prossima fermata il mare (finalmente)! Con la strada A-480 in mezz’ora arriviamo a Sanlucar de Barrameda, paese sulla costa, alla foce del fiume Guadalquivir. Pensavo fosse un vecchio borgo di pescatori, invece è molto grande; il centro storico ha vie strette e caotiche con un castello e una splendida chiesa. L’altra zona importante è la lunga e larga spiaggia sabbiosa. Ai primi di ottobre la troviamo praticamente deserta; sarà il vento, ma pochissime persone sono in spiaggia, tra conchiglie e torrette per i bagnini. Sanlucar de Barrameda è famosa perché da qui partirono Magellano e Cristoforo Colombo per il suo terzo viaggio; il navigatore portoghese morì durante la circumnavigazione del globo. Sul lungomare con le palme un monumento con maioliche colorate ricorda quella spedizione. La sponda opposta del fiume è un parco naturale; invece in fondo, dove la spiaggia si stringe, avvengono le famose corse dei cavalli sulla sabbia. Lì facciamo una piccola camminata fino a riva, dove vediamo malinconiche barche rovesciate vicino al mare. Qui i tramonti devono essere fantastici.
Sanlucar è famosa per i piatti di frutti di mare e gamberi e le cantine di Barbadillo, il vino bianco principale del sud della Spagna. Peccato aver già mangiato!

6.3 El Puerto de Santa Maria

Il Castello de San Marcos a El Puerto de Santa Maria
Il castello di El Puerto de Santa Maria

Prossima destinazione, sempre dritto. Sul cammino mi sorprende una distesa bianca, come neve; sono campi di cotone! Wow, non ne avevo mai visti! Continuano, per chilometri. Un altro paesaggio sorprendente dell’Andalusia! 
Poi raggiungiamo El Puerto de Santa Maria, cittadina dalle stesse caratteristiche: alla foce di un fiume e ricca di cantine di sherry come Osborne. Ha un passato marinaresco importante: il primo viaggio di Colombo passò anche da qui; una lastra lo ricorda. Fiorì coi commerci con le colonie americane, perciò trovi numerosi palazzi con meravigliosi portali e stemmi di ricche famiglie. Però generalmente El Puerto non è molto curato (anzi); vedi case con finestre sbarrate e vetri rotti, inferriate scrostate e poca gente in giro. Fulcro di tutto è il duecentesco Castillo de San Marcos con tante torri medievali verso il cielo; vicino un busto di re Alfonso X che liberò la città dai Mori nel 1260 e lo costruì. Inoltre da non perdere c’è la chiesa Mayor Prioral in Plaza de España, con sontuoso portale scolpito: la Puerta del Sol! Mi godo il mix gotico-barocco prendendo una bibita al bar all’angolo. 

Cena e notte a El Puerto

Croquetas di Taperia Destino a El Puerto de Santa Maria
Le croquetas di Taperia Destino

Anche qui c’è una grande Plaza de Toros (ovviamente). Noi però giriamo a caso tra le vie moderne; non abbiamo visto altro, ma troviamo un bar dove cenare: Taperia Destino. Mangio una tapas tipica di carne di toro e porzione di “croquetas cocido” (anche se avevo ordinato tapas), con due birre, visto che oggi c’erano 35°! Non è la qualità di Jerez, ma sono sazio.
Un amico mi aveva consigliato la zona del lungofiume, dove trovi locali per mangiare cucina di pesce; un paio interessanti li ho visti, ma in questo periodo l’atmosfera è triste. Invece il posto scelto per dormire è sul mare; la località si chiama Puerto Sherry. La strada arriva ad una piccola spiaggia con dune ed accanto locali commerciali; di fronte le luci della baia di Cadice nella notte. Ci sono altri camper: non siamo isolati come i giorni scorsi (questo è un buon segno).

 

7. Cadice 

La Cattedrale di Cadice, da vedere in viaggio in Andalusia di 7 giorni
Scorcio con la Cattedrale di Cadice

Nuovo giorno, nuova destinazione. Oggi andiamo a Cadice, che è ovviamente la grande attrazione della zona (oltre che capoluogo di provincia). Cadice è antichissima, una delle città più antiche d’Europa: fu infatti fondata dai Fenici. Ha una posizione incredibile: è su un istmo proiettato nell’Oceano Atlantico, allungatissimo e stretto; guarda su Google Maps che forma stranissima! Perciò è proiettata verso l’America: non sorprende che nel Settecento sostituì Siviglia nei traffici con le colonie del Nuovo Mondo. Perciò Cadice è una città bellissima, anche se sottovalutata. Beh… la concorrenza di Granada, Cordoba e della stessa Siviglia è spietata. Io l’ho già conosciuta in un indimenticabile viaggio nel 2011 e mi aveva fatto sognare; quindi non vedevo l’ora di tornarci! Ho dedicato un intero giorno a Cadice e sinceramente avrei voluto starci di più. È uno dei miei luoghi preferiti al mondo!

7.1 Le bellezze imperdibili di Cadice

Il tramonto di Cadice, da vedere in viaggio in Andalusia
Il tramonto mozzafiato di Cadice

Un grande ponte con due imponenti arcate sul mare conduce a Cadice. Attraversarlo emoziona. Poi ti trovi nel traffico di Cadice, che contraddistingue il perimetro cittadino; infatti essendo antica, il centro storico ha vie medievali strette e tortuose, totalmente chiuse al traffico. Per questo Cadice è piacevolissima da visitare: devi solo stare attento alla gente. In una giornata a Cadice puoi vedere tante cose ed io ho girato instancabilmente. Quindi voglio dedicargli un apposito articolo, che scriverò presto. Ma dico subito che le bellezze imperdibili di Cadice sono 2: la Catedral che appare improvvisa in una piazza con le palme – dove puoi salire per ammirare il panorama da una torre campanaria – ed il magnifico tramonto dalla Playa de la Caleta, spiaggia sulla punta di Cadice circondata da due forti militari. Qui senti ancora l’eco di galeoni e corsari; ho ammirato uno dei tramonti più belli della mia vita!

7.2 Cena e notte vicino Cadice

Controfiletto in salsa jabuguitos al Ristorante la Mirilla a Cadice
Controfiletto al Ristorante la Mirilla

Dopo il tramonto riprendiamo il van e scendiamo lungo la costa atlantica. C’è un pista ciclabile (dove sfrecciano tanti monopattini) e diversi locali per cenare. Alla fine troviamo un posto dove parcheggiare e scegliamo il Ristorante la Mirilla, con vista sul mare ormai blu scuro e la Catedral in lontananza. Ho ordinato 2 tapas: “stufato segreto con birra nera” e “controfiletto in salsa jabuguitos”; quest’ultimo in realtà è arrivato come piatto grande: i camerieri andalusi sbagliano frequentemente! Comunque la salsa è gustosissima e visto le grande camminata di oggi avevo molta fame. Entrambi i piatti erano deliziosi.
Terminata la cena siamo andati a dormire in un “parking gratuito” accanto alla Playa de Camposoto, a sud di Cadice; si trova al fondo alla penisola, a fianco del Parque Natural Bahia de Cadiz. Abbiamo pure visto un piccolo coniglio che passava! Perciò questa grande area è tranquillissima e scelta da altri camperisti per pernottare. Però di notte si è alzato il vento: gli ululati non mi hanno più fatto dormire!

 

8. Sesto giorno in Andalusia on the road

Cavalli passeggiano sulla spiaggia di Capo Trafalgar in Spagna
Cavalli passeggiano sulla spiaggia di Capo Trafalgar

Risveglio difficile stamattina: aver dormito poco si sente. Facciamo colazione e torna il buonumore: oggi visitiamo la Costa de la Luz, ovvero la costa che da Cadice scende verso Tarifa, fronteggiando l’Oceano Atlantico. Oltre alla luce (come dice il nome), è famosa per il vento: ma questo l’abbiamo già capito. Perciò vedi paesaggi con pale eoliche giganti, ai cui piedi pascolano i tori. Ma noi siamo qui per le spiagge dorate e mare fantastico: sono molto curioso di ammirare la costa gaditana!

8.1 Conil de la Frontera

Bellissima spiaggia di Conil de la Frontera in Andalusia
Vista della spiaggia di Conil de la Frontera

Prima destinazione Conil de La Frontera, cittadina turistica con case bianche vicino alla costa. Il nucleo è arroccato compatto su una piccola collina ed i vicoli ospitano tanti locali. Tutto molto popolare: qui vengono gli spagnoli al mare. Ha diverse spiagge di sabbia dorata. Noi ci fermiamo accanto ad una bella pineta presso il mare: il Parque Publico Atalaya, circondato da villette a schiera e locali modaioli. La strada inferiore offre una super vista panoramica sulla spiaggia bianca e larga, davanti all’oceano azzurrissimo, oggi sferzato dal vento. Però c’è una specie di fossato naturale per arrivarci. Perciò noi torniamo al van: abbiamo tante bellezze della Costa de la Luz da vedere oggi. 

8.2 El Palmar de Vejer

El Palmar de Vejer, spiaggia naturale dell'Andalusia
Andiamo in spiaggia a El Palmar de Vejer!

La fermata successiva è El Palmar de Vejer, frazione dello stupendo borgo bianco di Vejer de la Frontera, più all’interno. Per questioni di tempo non lo possiamo visitare, ma raggiungiamo la frazione sulla costa dopo un’area naturale con una torre antica. Per arrivare sul lungomare passi su strade sterrate; mi ricordano i viaggi in Brasile, anche perché anche qui trovi case rustiche con animali nel recinto: tacchini, cavalli e altri. Inaspettatamente, vedo poche palme, ma ammiro lo splendido lungomare naturale con piccole dune di sabbia coperte da vegetazione mediterranea come canne, piccoli fiori e ampie distese di carpobrotus; li avevo visti anche sulle spiagge della Penisola Calcidica. Davanti il mare blu e la spiaggia finissima e selvaggia, a cui accedi attraverso alcune passerelle per non rovinare la natura. Qualche casa, qualche negozio/ristorante e poco altro; pochi servizi: questa è una zona molto naturale. Ma i surfisti la adorano.

8.3 Capo Trafalgar

Kitesurf in azione sulla spiaggia di Capo Trafalgar in Andalusia
Kitesurf in azione sulla spiaggia di Capo Trafalgar

La costa di Vejer è lunga 7km e comprende anche il Capo di Trafalgar, luogo della famosa battaglia di Nelson contro Napoleone. C’è un faro sul capo, che ti attira da lontano. Quando arrivi rimani senza parole: sembra il paradiso! La piccola strada sulla spiaggia è invasa dalla sabbia finissima, con un locale con ombrelloni dai tetti di palma sulla destra; lo sguardo va poi sulle dune e i tantissimi kitesurf che volano nel cielo. Sono funambolici! Ma vedi pure alcune persone a cavallo che passeggiano tranquille sulla riva, davanti all‘Oceano: sembra di sognare! Ti riporta alla realtà il vento fortissimo che soffia dal mare e trascina i granelli di sabbia con folate che ti graffiano, come i fiocchi di neve sull’Etna ad aprile; cambia solo la temperatura, ma infastidiscono uguale. Solo i windsurfer sono felici. Comunque la sabbia è finissima, come nei sogni. Ci affondi per raggiungere la riva.

Il faro di Trafalgar

Strada verso il Faro di Capo Trafalgar in Andalusia
Strada verso il Faro di Capo Trafalgar

La strada si interrompe subito, ben lontano dal faro che appare alto dietro le dune; per raggiungerlo devi fare una piccola camminata. Così vediamo meglio la vegetazione che cresce sulle dune, lottando contro caldo e sabbia. È un’oasi naturalistica, perché alcuni punti sono recintati per far nidificare gli uccelli. Dove non ci sono le alte dune, la strada in salita verso il faro è invasa dalla sabbia. Invece da vicino il faro è alto, ma non bello. Ma non c’è neppure un cartello che ricorda la battaglia! Segnalano solo il sentiero sulla spiaggia fino a Conil. Invece un pontile in legno porta giù alla Playa del Faro, dove alcune persone prendono il sole. Le invidio… noi invece ritorniamo indietro.
Dune e vento ci hanno messo fame. Prima di ripartire, velocemente mangiamo nel Ristorante Minigolf di fronte. Ho preso un semplice hamburger, senza lode e senza infamia. 

8.4 Barbate

Barbate è un borgo di pescatori della Costa de la Luz in Spagna
Vista su Barbate

Ripartiamo e attraversiamo un grande parco naturale caratterizzato dai pini marittimi. Anche per questo per raggiungere l’affascinante Torre del Tajo sul mare devi fare una camminata di 45 minuti. Noi perciò proseguiamo ed in breve arriviamo a Barbate, vecchio paese di pescatori; difatti trovi tanti ristoranti di pesce. La specialità qui è il tonno rosso: tartare, “mojama de atun” e “semi-mojama” sono i piatti tipici da prendere. Oramai Barbate è dedito al turismo balneare: ha un grande porto, poi si stende il paese. Facciamo solo una sosta rapida per fotografare la spiaggia candida, sferzata dal vento forte. Infatti non c’è nessuno, ma il colore del mare è fantastico! 
Lasciando il paese notiamo che è costeggiato fiume; attraversando il ponte hai una bella vista su Barbate.

8.5 Zahara de los Atunes

Bellissima spiaggia di Zahara de los Atunes in Andalusia
Spiaggia di Zahara de los Atunes

La strada poi torna sulla costa dal mare azzurro intenso: è la lunghissima spiaggia di Zahara. Sfiori anche una zona militare, poi arriva l’abitato di Zahara de los Atunes, frazione di Barbate. Il nome conferma che la pesca del tonno (atun) è la specialità locale, fin dai tempi dei Romani; anche questo era un borgo di pescatori, anche se ha al centro il Castello di Zahara per proteggersi dai pirati barbareschi. Ora invece Zahara d’estate è caratterizzata dalla musica live suonata nei tanti chiringuitos e bar sulla spiaggia. Ha 6km di costa. Noi ci fermiamo poco prima del paese: c’è uno spiazzo dove lasciare il van accanto ad una piccola spiaggia di sabbia bianca attraversata da un torrente. C’è solo una famiglia che passeggia; lo capisco: qui il vento soffia ancora più forte! Alle folate devi chiudere gli occhi.

8.6 Playa Los Alemanes

Playa Los Alemanes, una spiaggia da sogno dell'Andalusia
Meraviglioso panorama su Playa Los Alemanes

Noi non entriamo in Zahara, ma proseguiamo. Dopo pochi chilometro comincia la frazione di Atlaterra, con incredibili alberghi e ville modernissime e lussuose, soprattutto quando la strada si alza; infatti qui un promontorio roccioso raggiunge il mare. Tra natura mediterranea e rocce spuntano queste meravigliose ville. Chissà quanto costano! In un punto la strada fa una curva a gomito; ci fermiamo nei pochi posteggi per ammirare la fantastica vista panoramica dall’alto: sotto di te c’è il Cabo de Plata con un bunker, residuo della guerra; sulla destra la lunghissima spiaggia di Atlanterra, dove alcune coppie prendono il sole riparati dalle rocce; a sinistra si stende la Playa Los Alemanes chiusa sul fondo da un altro promontorio con faro. Questa vista dall’alto sul mare cristallino nella natura mi ricorda la Penisola Calcidica. La strada poi è a fondo chiuso: perciò questa spiaggia è una chicca poco conosciuta dell’Andalusia, con tramonti fantastici.

8.7 Playa de Bolonia

Barca sulla Playa de Bolonia, spiaggia con grande duna di sabbia
Barca sulla Playa de Bolonia

Riprendiamo il nostro tour on the road in Andalusia; siamo verso la fine della Costa de la Luz: comincia il territorio di Tarifa. La sua spiaggia più famosa è la Playa de Bolonia, grande attrazione della zona. Perché? Perché ha una grande duna di sabbia bianca da scalare per ammirare il panorama sul mare dall’alto. Peccato che ti fanno parcheggiare lontano; per raggiungerla devi camminare 30 minuti a piedi! In questo caso la sabbia morbida è uno svantaggio: i piedi affondano e fai più fatica. Però camminare sulla riva, fotografare barche abbandonate sulla spiaggia, scattare foto alle impronte sulla sabbia… è un’esperienza da fare in Andalusia! Rimango però deluso dalla vista dall’alto: è modesta. E non mi aspettavo una camminata così lunga e che ci fossero resti romani vicini.
Peraltro per camper e van posteggiare è un’impresa: i parcheggi sono ostruiti (probabilmente per non far accampare); noi abbiamo “fatto gli italiani” posteggiando sulla strada. Al ritorno un’amara sorpresa: abbiamo forato! Così interrompiamo il tour di oggi, ma ammiriamo il sontuoso tramonto sulla spiaggia di Bolonia (che non era in programma).

8.8 La serata particolare

Viaggiare in van puoi dormire dove vuoi!
La notte in van

Dopo la fatica di cambiare la ruota del van, abbiamo fame. Ci fermiamo al primo posto che troviamo: la Pizzeria Zero Nueve, un bar sport tutto giallo e nero. Ovunque ci sono magliette e sciarpe di squadre di calcio, in particolare del Borussia Dortmund. Anche i manichini le indossano… ed in bagno vedi cartelli di supporto; insomma la padrona è fan sfegatata del Dortmund. E proprio stasera gioca contro il mio Milan!! Sono in “territorio nemico”! Così prendo una weissbier tedesca ed una pizza Hawaii con l’ananas (non chiedermi perché, ma era buonissima) e guardo la partita. Purtroppo è finita 0-0. Trovare 15 tifosi tedeschi in Andalusia e vedere una partita con loro è un’esperienza che non pensavo di vivere!
Infine passiamo la notte in un posteggio libero lì vicino. Il vento ha scosso tutta la notte le tende del mio letto, facendo gran rumore; anche il van ondeggiava!

 

9. Ultimo giorno in Andalusia 

Tarifa è la capitale europea del windsurf e kitesurf
Kitesurf in azione a Tarifa

Il parcheggio con erba è un posto perfetto per fare colazione all’aria aperta, con sedie e tavolino pieghevole. Una volta ricaricate le energie, ripartiamo; oggi è l’ultimo giorno del tour in Andalusia on the road. Oggi non faremo il pieno di spiagge (come ieri), ma visiteremo 3 bellezze diverse. Andremo anche all’estero! Quindi abbiamo il tempo per godercele di più. Devo dire che col vento forte, ieri era impossibile stare in spiaggia a prendere il sole; così il costume da bagno è rimasto in valigia. Ma il vento è tipico della Costa de la Luz, lo troveremo certamente anche oggi. Adesso partiamo; pronti… via!

9.1 Playa de Valdevaqueros

Playa di Valdevaqueros, una delle spiagge più belle di Spagna
Sembra un sogno, ma è la Playa de Valdevaqueros

Casualmente siamo già vicini alla prima destinazione; prendiamo l’uscita per Punta Paloma, anche se il nostro obiettivo non è l’omonimo faro. Infatti sul tragitto arrivi alla Playa di Valdevaqueros, con la strada che viaggia tra dune di sabbia finissima modellata dal vento. Che spettacolo incredibile! Uno dei posti più belli che abbia mai visto. Le dune sono montagne di sabbia dove affondano i piedi. Fotografo la mia amica Valentina: impronte nella sabbia dorata, capelli al vento, il cielo azzurro… sembra di sognare o di essere nel deserto! Invece siamo in Europa. Salgo anche io sulla duna più alta e si spalanca il panorama sulla costa curvilinea ed il mare, più in basso.
Qui sono spettacolari i video coi droni, ma c’è sempre vento: rischi che non decollino. Una ruspa è sempre all’opera per spalare la sabbia e rendere la strada percorribile. Noi la percorriamo tutta 2-3 volte per riprenderla bene.

9.2 Tarifa

Il ponte di Tarifa che divide Mediterraneo e Oceano Atlantico
Il ponte di Tarifa che divide Mediterraneo e Oceano Atlantico

La Costa de la Luz termina a Tarifa, piccola cittadina nel punto più meridionale dell’Europa continentale; siamo nello stretto di Gibilterra, col Marocco davanti. Il nome stesso deriva dal guerriero moro Tarif ben Maluk. La posizione l’ha resa strategica nei secoli; ora al contrario impera una rilassata atmosfera turistica. Sfruttando i venti che si incrociano nello stretto e soffiano per 300 giorni l’anno, Tarifa è la capitale europea del windsurf e kitesurf. Anche molti negozi hanno svariati souvenir a tema. Scendendo verso il porto notiamo il Castello di Santa Catalina sul rilievo, in stile gotico-rinascimentale; più avanti un ponte di 30 metri porta all’isola di Tarifa, che sembra una piccola fortezza. Il ponte praticamente divide il Mare Mediterraneo e l’Oceano Atlantico, come dicono i pannelli in ferro. Qui il vento fortissimo quasi ti sposta e solleva sabbia tagliente della spiaggia. Ma fa felici i kitesurfer che letteralmente volano in cielo!

Visita di Tarifa

Scorcio di Tarifa con la chiesa di San Matteo
Scorcio di Tarifa con la chiesa di San Matteo

Anche il centro di Tarifa merita una visita. È dominato dal possente Castillo de Guzman el Bueno; lo vedi bene dal ponte, poi avvicinandosi si perde tra le case. Costruito nel 960, fu riadattato dopo la riconquista cattolica; è visitabile a pagamento con 4€. Proseguendo tra i vicoli del centro arrivi al Municipio nella splendida Plaza de Santa Maria con giardini: ha pure una fontana con rane, come a Siviglia! Poi trovi vie piene di negozi e bar/ristoranti, soprattutto davanti alla chiesa di San Matteo Apostolo; fu costruita nel ‘500 in stile gotico sopra una moschea; dentro è severa, con volte elaborate. Però la facciata barocca è lo sfondo degli scorci della vivace Calle Sancho el Bravo. Uscendo attraversiamo la Puerta de Jerez in forme moresche, unici resti delle mura che avvolgevano Tarifa. Mi aspettavo una grande comunità marocchina, invece ho trovato tanti italiani che vivono qui.

9.3 Gibilterra

La penisola di Gibilterra vista dalla Spagna
La penisola di Gibilterra vista dalla Spagna

Dopo aver cucinato e pranzato, ripartiamo. Tarifa e Gibilterra sembrano vicine, ma c’è un’ora di strada. Ancora pascoli nei campi e pale eoliche, poi la strada sale fino al Mirador del Estrecho, con vista proprio sullo stretto! Ma oggi c’è foschia: l’Africa sembra non esistere. Proseguiamo sfiorando Algeciras, città industriale con case colorate e squadrate; sembra una favela del Sud America. Infine scendiamo verso Gibilterra, l’enorme sperone di roccia che svetta. Praticamente lasciata la strada a scorrimento veloce, è sempre dritto. La Linea de la Concepcion è l’ultimo paese spagnolo: ha un lungomare con muri celesti, palme e case colorate; alcune ricordano lo stile coloniale. Ancora dritto, oltre il porto. Da qui l’alto e tondo sperone roccioso di Gibilterra ricorda Rio de Janeiro. Ecco la doppia dogana; Gibilterra fa parte del Regno Unito: bisogna avere il passaporto per entrare. Dopo siamo intrappolati nel traffico di Gibilterra.

Visita di Gibilterra

Scimmia di Gibilterra con la città come sfondo
Una scimmia di Gibilterra con la città come sfondo

Gibilterra è un microcosmo a parte, molto diverso dall’Andalusia. È una lunga e stretta penisola che circonda il promontorio, altrettanto allungato. A est trovi solo spiagge; a ovest si stende la città col grande porto davanti. Tantissimo traffico e caos per le strade. Grandi palazzi modernissimi in stile Montecarlo si alternano ad angoli storici con monumenti e chiese, come la statua di Horatio Nelson, eroe di Trafalgar; in particolare l’aspetto militare è preponderante: bastioni e fortificazioni ne ricordano l’importanza strategica, contesa per secoli (anche ora!). I vecchi cannoni sono ovunque, usati come decorazione. Per raccontarla bene, ho dedicato un apposito articolo a Gibilterra. Descriverò il nostro giro nella città bassa e poi la faticosa salita sulla Rocca di Gibilterra, il promontorio roccioso; qui abbiamo raggiunto l’Ape’s Den per vedere le famose scimmie di Gibilterra! Docili e numerose, sono il simbolo della penisola e facili da avvistare e fotografare.

9.4 Cena a Benalmadena

Paella mixta del Ristorante Lucena a Benalmadena
La paella al Ristorante Lucena a Benalmadena

Da Malaga è cominciato il nostro tour on the road in Andalusia e a Malaga deve terminare; infatti una regola di Roadsurfer è riconsegnare il van dove l’hai ritirato. Quindi ci rimettiamo in viaggio: infatti Gibilterra dista quasi due ore di auto da Malaga. Comunque la strada lungo la Costa del Sol è facile, visto che subito imbocchi l’autovia del Mediterraneo; ampia e poco trafficata, si percorre facilmente. Ci sono solo alcuni caselli con pedaggio inaspettati.
Comunque oggi abbiamo camminato molto, per cui abbiamo pure molta fame. Perciò usciamo a Benalmadena, lo stesso paese dove abbiamo cominciato il tour; è un posto prezioso per scaricare gratuitamente le acque nere in un luogo attrezzato. Però prima ci fermiamo a mangiare al Ristorante Lucena a Benalmadena. Come ultima cena in Spagna vogliamo assaggiare una paella mixta. Forse un po’ troppo salata, ma super abbondante; quindi 13€ è un prezzo ottimo. 

9.5 Serata a Malaga

Malaga di notte in tour in Andalusia on the road di 7 giorni
L’atmosfera magica di Malaga di notte

Così raggiungiamo la capitale della Costa del Sol per vivere la frizzante atmosfera serale malagueña. Io ci sono già stato in un precedente viaggio a Malaga e Granada, per cui la conosco bene. Quindi senza nemmeno guardare una mappa mi aggiro tra le vie del centro a partire da Calle Larios e l’attigua Plaza de la Constitución; qui la fontana con dietro le palme e i palazzi è più bella di come dimenticavo. Poi giro tra le vie piene di vita e tavolini all’aperto dove la gente mangia fino a tarda ora ed arrivo davanti la Cattedrale, col suo campanile incompleto; perciò la chiamano la Manquita! Il giardino sul retro è pieno di piante esotiche e ti avvia verso i due rilievi di Malaga, su cui sono costruiti il Castillo di Gibralfaro e l’Alcazaba. Ai piedi di quest’ultima il Teatro Romano, meravigliosamente illuminato di notte e visibile dalla balaustra. Qui accanto El Pimpi, il ristorante da non perdere a Malaga, mentre più avanti la grande Plaza de la Merced con la statua di Picasso, nativo di Malaga. Ma ora è tardi e sono molto stanco: torno al van per l’ultima notte.

 

10. Conclusioni

Ronda, da vedere in viaggio in Andalusia on the road
Case di Ronda al tramonto

Il nostro viaggio è finito dopo 1100km per 30 ore di guida. Come detto, in un tour in van oltre a programmare le mete del viaggio devi programmare le soste per scaricare/ricaricare il mezzo. Ma presto le azioni della vita da van diventano un’abitudine: accendi la pompa, vai in bagno, esci e spegni la pompa. Ti abitui anche alle testate frequenti per gli spazi angusti! Solo al materasso finissimo che ti fa dormire male non ti abitui. Perciò non mi trasformerò mai in camperista. Però sono felicissimo di aver fatto questa esperienza: un viaggio on the road in van è indimenticabile! Poi è l’unico modo per visitare alcuni luoghi come l’Andalusia: le sue tante meraviglie valgono qualche scomodità. Dopo questo tour amo l’Andalusia ancora di più! Viaggio super consigliato a tutti, ma non in piena estate; io ho viaggiato tra settembre e ottobre, con temperature ancora calde, ma sopportabili.

 

Spero che questo articolo possa ispirare anche a te un viaggio on the road in Andalusia e Gibilterra.
Se avessi domande lascia un commento oppure dimmi che ne pensi. Mi segui già sui social 😉 ? 

 

Ringrazio i miei due compagni di viaggio, Lapo e Valentina, e Carlos per i preziosi consigli. 

Supplied by Roadsurfer

 

Altri video:

Il Castillo de Colomares

In viaggio sulla Carretera de Ronda (hyperlapse)

Atmosfera mattutina a Setenil de las Bodegas

La pittoresca Zahara de la Sierra

Tramonto sul lago di Arcos 

Musicisti di strada a Cadice

Fantastico guidare tra le dune della Playa de Valdevaqueros!

Che evoluzioni i kitesurfer di Tarifa!

Le scimmie di Gibilterra

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3 pensieri su “Andalusia on the road in 7 giorni tra Cadice e Malaga

  1. Felicia

    È veramente meraviglioso questo viaggio. Anche io ho visitato solo le città principali, splendide anche quelle.
    L’ unica cosa che non amo è il camper.
    Ho fatto questa esperienza anni fa, è stato bello, ma adesso non ce la farei.
    Preferirei in macchina e poi magari fermarsi in qualche B&B, mi piacerebbe molto.
    Questi posti sono splendidi, sarei curiosa di vedere la città dei Puffi.
    Come sempre, complimenti Simone e grazie ancora per averceli mostrati😊

    1. Srake

      Grazie Felicia, sempre gentilissima! Beh… il camper/van non è semplicissimo; penso di averlo fatto capire. Ma puoi prendere un’auto e farti un bel giro, con tappe prefissate da rispettare. Il paesino dei puffi è curioso, ma i pueblos più belli sono Setenil, Jimena e Zahara de la Sierra; Arcos de la Frontera è una cittadina affascinante. Poi le spiagge della Costa de la Luz sono una più meravigliosa dell’altra: quella è stata la parte più bella del viaggio!
      Se avessi bisogno di consigli, chiedi pure 🙂

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