Cosa vedere ad Ascoli Piceno e dintorni in 3 giorni

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In Italia ci sono luoghi fortunati per posizione ed altri meno. Infatti alcuni sono di passaggio, con conseguente traffico e visibilità, che porta curiosità su cosa visitare in quella zona e quindi flusso turistico. Quelli invece più defilati o nascosti rimangono ai margini: devi scegliere di visitarli per andarci. È triste, ma è così. Faccio un esempio con le Marche: visitare Gradara è facile, perché l’autostrada scorre a fianco. Invece una città come Ascoli Piceno rimane ai margini, ma è una meraviglia da vedere nelle Marche. Così ti racconto io cosa vedere a Ascoli Piceno e dintorni. Al fascino medievale della città – dove il travertino regala torri e scorci pittoreschi – si contrappone il territorio del Piceno con borghi storici in mattoni e meraviglie della natura da contemplare in silenzio e con rispetto; poi ci sono persone autentiche e ottima cucina da gustare. Il Piceno mi ha sorpreso tantissimo: lo consiglio!

  1. Come arrivare a Ascoli Piceno
  2. Ascoli Piceno di notte
  3. Visita di Ascoli Piceno
  4. Cosa vedere nei dintorni di Ascoli Piceno
  5. 2° giorno di visita dei dintorni di Ascoli
  6. 3° giorno nei dintorni di Ascoli
  7. Conclusioni

Ascoli Piceno e dintorni

1. Come arrivare ad Ascoli Piceno

Barche nel porto di San Benedetto del Tronto
Barche nel porto di San Benedetto del Tronto

Il Piceno è la zona meridionale delle Marche, estesa dagli Appennini alla costa. Sebbene sia al centro dell’Italia, non è così veloce da raggiungere dal nord Italia. Infatti da Milano in auto sono necessarie circa 6 ore (traffico permettendo). Perciò secondo me la soluzione migliore è arrivare ad Ascoli Piceno in treno; nonostante il tempo sia simile e devi fare alcuni cambi di treno, sei seduto comodo sfrecciando sul treno ad alta velocità. Peraltro dopo Pesaro la ferrovia scorre parallela e vicinissima al mare azzurro; sembra di poterlo toccare. Sulla destra morbide colline verdi punteggiate da piccole case; che paesaggi idilliaci! Più complicato però il tratto finale: il cambio da San Benedetto del Tronto ad Ascoli a volte fa perdere del tempo.
Da Roma invece in treno ci vuole lo stesso tempo; in questo caso è decisamente preferibile l’auto: con la SS Via Salaria in 2-3 ore sei a destinazione.

 

2. Ascoli Piceno di notte

Il fascino di Ascoli Piceno di notte: che città meravigliosa!
Il fascino di Ascoli Piceno di notte

La provincia di Ascoli Piceno ha stranamente due punti focali: la tranquilla Ascoli all’interno, la vivace San Benedetto del Tronto sulla costa, frizzante e rumorosa nella bella stagione con le spiagge piene di turisti. Io prediligo gli storici centri dell’entroterra marchigiano.
Arrivo in treno ad Ascoli Piceno che è già buio e notte. Supero il ponte dove un tempo c’era la Porta Maggiore e percorrendo il lungo Corso Vittorio Emanuele raggiungo Piazza Arringo, dove c’è la Cattedrale di Ascoli tra altri palazzi splendidi come il Palazzo Comunale; l’attenzione cade sulle due fontane gemelle con cavallucci marini in bronzo, di fine ‘800. La piazza prende nome dalle arringhe degli oratori delle assemblee popolari che si tenevano qui nel Medio Evo, ma ora regna il silenzio e la tranquillità. Di notte Ascoli risplende come una stella: l’illuminazione studiata dei monumenti esalta le forme ed il bianco del travertino, aumentandone il fascino.

2.1 Piazza del Popolo di notte

Piazza del Popolo di Ascoli Piceno di notte: che bellezza!
La meravigliosa Piazza del Popolo di notte

Sarà aprile, ma c’è poca gente in giro. Perciò Ascoli di notte sembra un enorme set cinematografico fatto di angolini pittoreschi con bar e tavolini o colonnati e campanili che spuntano uno dietro l’altro, piazza dopo piazza. Lascia senza parole. Ovviamente per bellezza spicca Piazza del Popolo, considerata una delle piazze più belle d’Italia; direi meritatamente. Compare all’improvviso da una via stretta ed ha 4 lati tutti da ammirare con magnifici palazzi storici: a sinistra il Palazzo dei Capitani del Popolo, sul fondo la chiesa di San Francesco, a destra il porticato cinquecentesco con 62 colonne, tutte diverse; ovviamente anche qui domina il travertino, a partire dal lastricato. Che bellezza sorprendente! Sono stanco dal viaggio ed è tardi, ma curioso nei dintorni, tra insegne luminose nella notte e fascino antico; viene voglia di girarne già ogni angolo! Ascoli è una di quelle città che ti fanno amare i viaggi

 

3. Visita di Ascoli Piceno

Colazione al Caffè Invidia di Ascoli Piceno con disegno di Piazza del Popolo
Colazione al Caffè Invidia

La giornata parte bene con la colazione al Caffè Invidia su Corso Vittorio Emanuele; degusto il cappuccino con brioche osservando lo splendido murales di Piazza del Popolo all’interno. Poi esco e ripeto la camminata di ieri sera… e non solo! Voglio girare tutta Ascoli alla ricerca dei suoi angoli più belli. Prima fermata il Duomo, che chiude la via con il suo abside. Fuori ha ancora transenne per restauri dopo il terremoto del 2016; ieri sera col buio non li avevo notati.

3.1 Il Duomo di Ascoli

Polittico di Carlo Crivelli nel Duomo di Ascoli
Il prezioso polittico di Carlo Crivelli nel Duomo di Ascoli

Trovo la porta laterale aperta ed entro subito. Il Duomo o Cattedrale di Ascoli è intitolato a Sant’Emidio, primo vescovo di Ascoli. Le sue reliquie sono conservate in un sarcofago romano nella cripta sotterranea, la parte più antica (XI secolo); è un labirinto di colonne e sorprendentemente affrescata. Che meraviglia! Affreschi medievali, dipinti barocchi al centro dove spicca l’altare con statua berniniana (da come si muovono le vesti) di Giosafatti; alle spalle un mosaico novecentesco di Pietro Gaudenzi con raffigurazione di Ascoli. 
La Cattedrale ha tre navate, ora con ponteggi a proteggerle e celare le volte. Anche la cupola della cappella del SS. Sacramento è velata, ma ammiri il maestoso polittico di Carlo Crivelli (1473) sopra al paliotto d’argento trecentesco; a fianco il Tabernacolo del Vasari: è un museo questa cappella! Stupendi gli affreschi di fine ‘800 dell’abside, dietro al sontuoso ciborio; un cielo azzurro con santi al centro e nella lunetta un mosaico bizantineggiante: in campo dorato dodici pecore celebrano l’agnello di dio al centro, con dietro una grande croce e spirali di acanto; ricorda Sant’Apollinare in Classe a Ravenna. Nell’abside di sinistra un mosaico recente celebra il mio compaesano Papa Giovanni XXIII.

3.2 Il Battistero e Piazza Arringo

Scorcio di Piazza Arringo, da vedere ad Ascoli Piceno
Scorcio di Piazza Arringo con fontana

Esco dalla porta principale e il candore del travertino che diffonde la luce mi abbaglia. A fianco della Cattedrale – piccolo e isolato – sorge il Battistero, in travertino anche lui; di forma ottagonale su base quadrata, esternamente la parte alta con trifore ricorda quello di Cremona. Si visita gratuitamente per ammirare la grande vasca in pietra del XII secolo. Dalla lunga Piazza Arringo ammiro la facciata piuttosto semplice e spoglia del Duomo con campanile. Al contrario del Palazzo Comunale o dell’Arengo, con facciata barocca con 5 arcate e cariatidi e telamoni accanto le finestre; è opera sempre dell’architetto Giosafatti, che unì i due palazzi medievali originari. Ospita la preziosa Pinacoteca Civica, così come di fronte il Palazzo Panichi dietro la facciata seicentesca custodisce il Museo Archeologico. Purtroppo per questioni di tempo non posso visitarli, ma devono essere splendidi (specialmente la pinacoteca con opere di Tiziano, Carlo Crivelli e Guido Reni).

3.3 Piazza del Popolo

Piazza del Popolo di Ascoli: una delle piazze più belle d'Italia
Tutto il fascino medievale di Piazza del Popolo

Arrivo in Piazza Roma; poi taglio destra e ritrovo la meravigliosa Piazza del Popolo, ancora più bella col sole che esalta il travertino ed i tavolini dei bar all’aperto. Simmetrie ed arcate rivelano che è un gioiello del Rinascimento, pur integrando edifici medievali. Purtroppo non sono fortunato: lavori in fondo rovinano la vista; peccato perché proprio dall’angolo della chiesa hai lo scorcio migliore sulla piazza. Inoltre essendo lunedì il Caffè Meletti è chiuso: è un bar storico in stile liberty del 1907; mi avevano consigliato di assaggiare i dolci e caffè all’anisetta. Ciò nonostante, la bellezza della piazza è abbacinante, da ogni punto di vista; gli sguardi convergono verso il Palazzo dei Capitani del Popolo, con esile torretta decentrata e grande orologio sulla facciata; da sempre centro del potere politico cittadino, come dimostra il nome e la statua di papa Paolo III Farnese. Ha un’area archeologica visitabile. Comunque pietra, edifici medievali ed orologi mi ricordano l’angolo della Porta Ferrea a Spalato. Nella piazza si svolge la Quintana, il palio di Ascoli; è difficile da immaginare, con questi spazi stretti, non ampi e lunghi come Piazza del Campo a Siena!

3.4 La chiesa di San Francesco

Abside della chiesa di San Francesco di Ascoli
L’abside della chiesa di San Francesco

Il secolare governo temporale dei papi ha lasciato altri segni; lo dimostra il monumento a papa Giulio II in fondo alla piazza, sulla parete esterna della chiesa di San Francesco. Sempre sul lato trovi piccole absidi ed il campanile slanciato e la rinascimentale Loggia dei Mercanti con cinque arcate eleganti; una lastra porta le unità di misura fissate nel 1568. Invece sorprendentemente la chiesa non ha la facciata sulla piazza, ma su via del Trivio. Iniziata nel 1260, è semplice in puro stile francescano; però ammira i portali di ingresso, con pietra decorata come fosse merletto. L’interno è sorprendentemente spoglio; spiccano le vetrate istoriate e coloratissime che devono essere recenti: una raffigura i nazisti! Oltre la chiesa c’è il chiostro maggiore, ora aperto a tutti; qui si svolge un mercato quotidiano di frutta e verdura; un altro cancello porta al piccolo e trecentesco chiostro minore, dove dominano silenzio e piante.

3.5 Chiese minori di Ascoli

Chiesa romanica dei Santi Vincenzo e Anastasio ad Ascoli Piceno
La facciata della chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio

Di fronte al chiostro maggiore spiccano le colonne neoclassiche della facciata del Teatro Ventidio Basso; deve essere splendido, ma non ho tempo per visitarlo. Perciò proseguo girovagando nel centro storico di Ascoli in cerca di bellezza. Così raggiungo la chiesa romanica di Santa Maria inter Vineas, semplice e con bel campanile duecentesco. Seguendo la via esterna arrivo all’Auditorium Emidio Neroni che unisce due antiche chiese (una bellissima e neoclassica). Lo circonda un quartiere popolare tra vie antiche. Camminando trovo un gruppo di tre chiese attigue: quella semplice delle monache benedettine di S. Onofrio (con impalcature), poi la chiesa romanica dei Santi Vincenzo e Anastasio con 64 particolari formelle sulla facciata, un tempo affrescate; comunque pregevole il portale in bassorilievo. La terza è la chiesa di San Pietro Martire del 1280, in stile gotico. Purtroppo ho trovato tutte queste piccole chiese di Ascoli chiuse: alcune per restauri, altre forse per sfortuna.

3.6 Gli scorci pittoreschi di Ascoli

Cosa vedere ad Ascoli Piceno? Gli scorci con la Torre Ercolani
Scorcio di Ascoli con la Torre Ercolani

Non mi scoraggio: continuo a girovagare tra i vicoli, qui chiamati “rua”. Il quartiere attorno ha tante torri e scorci pittoreschi tra le case e vie in pietra; infatti Ascoli nel medioevo aveva ben 200 torri gentilizie! Poi Federico II ne distrusse 90. Ora ne rimangono 50, che regalano fascino antico. Una delle più belle è la Torre dei Grisanti, che svetta sopra la Porta Solestà ed il Ponte Augusteo di epoca romana, originariamente percorribile all’interno. Qui capisci che il centro storico è circondato da due fiumi e si erge su una rupe con strapiombo attorno; questo mi ricorda Tivoli. Però la più famosa è la Torre Ercolani, con annesso l’aggraziato Palazzetto Longobardo; appare percorrendo la stretta via Soderini, dove trovi altre due chiese in restauro: quella di San Giacomo ora è bianco lucente. Qui ammiri scorci stupendi tra palazzi antichi e case in pietra, colmi di dettagli da cogliere.

3.7 Giudizio su Ascoli

Visitare Ascoli Piceno è una cosa da fare nelle Marche
Via vivace del centro di Ascoli

Ascoli è una delle chicche d’Italia; la paragonerei a Siena: piena d’arte di pittori locali, ma di eccelso livello. Ho fatto un giro rapido senza musei, ma la bellezza di Ascoli mi ha conquistato. Cosa regala questo fascino? Il travertino ed il mix di stili degli edifici, di tutte le epoche. Come il Teatro Romano, oramai soltanto resti di fondamenta visibili nell’erba, ma con la classica forma ad emiciclo. Si trova vicino alla Porta Gemina, ingresso cittadino dell’antica Via Salaria. Lascio questa zona poco bella prendendo Corso Mazzini, dove osservi sul fondo una torre (somigliante alla Torre delle Ore di Lucca), che poi sparisce lasciando spazio al campanile della chiesa di San Francesco. Per questi scorci interessanti, Ascoli è quel tipo di città che ti vien voglia di visitare tutta, sbirciando in ogni vicolo o via. Sebbene ferita dal terremoto, rimane meravigliosa; ma stanno lavorando per farla risplendere come prima.

 

4. Cosa vedere nei dintorni di Ascoli Piceno

Cosa vedere nei dintorni di Ascoli Piceno? Borghi e paesaggi
Paesaggio del Piceno nell’entroterra

In poche ore ovviamente puoi vedere poco: anche Forte Malatesta ed i musei della Cartiera Papale devono essere interessanti.
Lasciamo Ascoli ed i suoi 6 sestieri che partecipano alla Quintana ammirando i meravigliosi paesaggi dell’entroterra delle Marche, con colline ondulate e verdi; perciò anche le strade sono spesso curvilinee o salgono e scendono. Però nella valle del Tronto puoi percorrere la Strada Statale 4 (Via Salaria) a scorrimento veloce, che dalla costa arriva fino a Roma; quindi è perfetta per incunearsi nella provincia di Ascoli Piceno. Ma il trasferimento è breve: ad una ventina di minuti di auto c’è il fantastico alloggio del nostro viaggio, che sarà la nostra base per questo tour alla scoperta delle bellezze di Ascoli e dintorni nel Piceno, tra meraviglie naturali, borghi e castelli. Un viaggio all’aria aperta a contatto della natura, di persone autentiche e luoghi tranquilli, lontani dal turismo di massa.

4.1 Castel di Luco

Castel di Luco, dimora storica dove dormire nelle Marche
Castel di Luco, possente sullo sperone di roccia

Una fortificazione medievale circolare in cima ad uno sperone roccioso; un borgo ai suoi piedi ed uno nei paraggi; attorno la natura verdissima delle Marche che sale sui rilievi. Questo è Castel di Luco, che ammiri bene arrivando: alloggiamo qui! Dal basso è possente, costruito in roccia sulla roccia viva. Fatichi a salire con la valigia attraversando le sparute case in pietra del borgo di Luco, addossate anche loro al monte. Varcato il portone, ammiri il piccolo cortile centrale tondeggiante con tanti vasi di piante, ma devi salire ancora al primo piano per le stanze. La mia camera “Ilaria” ha uno stupendo soffitto affrescato: rappresenta l’arte, visto che raffigura un uomo che sfrutta l’ombra solare per dipingere un profilo femminile; poi c’è un volto maschile, ancora più antico. Arredamento minimo in pietra o antico come un vecchio baule, che contrasta col bagno nuovissimo e di alto livello; direi lussuoso.

Storia di Castel di Luco

Dormire in un castello delle Marche? A Castel di Luco
La camera affrescata di Castel di Luco

Castel di Luco era in una posizione strategica: l’antica Via Salaria scorreva sotto dirigendosi verso i Monti Sibillini e l’Abruzzo è vicino, ovvero era sul confine dello Stato della Chiesa; perciò fu costruito nell’XI secolo ed era importante. Però attorno al Quattrocento divenne una residenza; infatti non poteva resistere alla polvere da sparo: così invece di essere trasformato, ha mantenuto l’aspetto medievale circolare ed alto. Questa dimora storica ha appena riaperto dopo i danni del terremoto del 2016; il pregevole e sapiente restauro ha conservato con rispetto dettagli ed alcuni ambienti antichi, come la vecchia cucina con grande fuoco o la splendida sala coi ritratti della famiglia Ciucci che ha governato il castello fino all’Ottocento; poi il trisavolo del proprietario Francesco lo ereditò per matrimonio. Inoltre è rimasta la prigione, mentre la cantina era l’inizio del tunnel di fuga scavato nella roccia. Insomma è un luogo pieno di fascino!

Pranzo a Castel di Luco

Olive ascolane del pranzo a Castel di Luco
Olive ascolane nel pranzo a Castel di Luco

È bello che all’interno le sale hanno forma irregolare, seguendo la circolarità del castello. Alcuni di questi ambienti compongono la sala da pranzo; infatti il castello dà anche la possibilità di mangiare tra le antiche mura, in una stupenda sala affrescata; per le coppie l’atmosfera è molto romantica. Ovviamente assaggiamo piatti della tradizione culinaria marchigiana. Partiamo con un antipasto con salumi e formaggi dei Monti Sibillini; manca però il ciauscolo, il tipico salame spalmabile delle Marche. Poco dopo arriva un’ottima frittata con radicchio ed olive ascolane: non potevano mancare! Sono di due tipi: classica o con crema fritta e anice; che bontà! Poi primo piatto di tortelli con burro e salvia (che mi ricordano casa) ed “la dama e il cavaliere” dolce con panna cotta e un biscotto locale durissimo da mordere, ma gustoso. Anche da bere abbiamo assaggiato vini locali ed il tipico vin cotto. Un ottimo pranzo.

4.2 Sorgenti Lu Vurghe

Ad Ascoli Piceno e dintorni cosa vedere? Le sorgenti Lu Vurghe
L’angolo idilliaco delle sorgenti Lu Vurghe

Tutta questa zona è ricca di acque solfuree; anche nel castello c’era un geyser e perciò hanno ritrovato un altare pagano d’epoca romana. Non sorprende quindi che un paese vicino si chiami Acquasanta Terme, con stabilimenti termali usati anch’essi fin dai legionari romani. Le terme naturali di Acquasanta Terme in paese hanno libero accesso, ma noi con la guida turistica e ambientale Massimo visitiamo un luogo più nascosto e bucolico: le sorgenti sulfuree “Lu Vurghe”. Perciò raggiungiamo la frazione di Santa Maria; dove un percorso in sicurezza di 400m con ciclamini viola spontanei scende fino al fiume Tronto, tra roccia e natura. Accanto trovi una vasca d’acqua cristallina sulfurea creata con bastoni e sassi; la riconosci dal tipico odore simile a uova marce, che mi ricorda le terme dove andavo da bambino. Un’altra sorgente pochi passi più su, sotto un masso; difatti il letto è grigio. Queste acque bromo-iodiche sgorgano a 30° e sono ideali per curare le malattie respiratorie. Il posto è idilliaco, ma nei weekend e d’estate è preso d’assalto; del resto chi non si farebbe le terme gratis con pure un ruscello a fianco per rinfrescarsi?!

4.3 Gole del Rio Garrafo

Cosa vedere ad Ascoli Piceno e dintorni? Le Gole del Garrafo
Le Gole del Garrafo: che meraviglia della natura!

Altra meraviglia della natura nel comune di Acquasanta Terme sono le Gole del Garrafo, poco lontane. Il rio Garrafo è un torrente che nasce dai Monti della Laga e nei millenni ha scavato la roccia calcarea; in alcuni punti attraversa altissime pareti di roccia. Le gole si raggiungono con un sentiero nel bosco; all’inizio è facile, su e giù; passi pure un ponte con vista sul rio e tra tanti fiori gialli di ginestra di bosco. La seconda parte è più impegnativa: il sentiero scende ripido, quindi può essere scivoloso, ma soprattutto devi calarti due volte aggrappandoti a due funi; sono due tratti brevi, quindi niente di impossibile, ma certamente da evitare con bambini.
Così arrivi nel letto del rio Garrafo, che scroscia gorgogliando tra grosse rocce. Qui l’aspetto è selvaggio, non bucolico: anche i colori sono intensi; però pure questo è un posto incantevole dove godersi la natura. Il vapore acquo prodotto rende la temperatura notevolmente più fresca. Per gli amanti del trekking il sentiero prosegue per oltre un km nel corso del torrente tra pareti di roccia alte e spettacolari, passando aggrappandosi alle corde ed attraversando le acque del torrente 3-4 volte; deve essere fantastico, ma noi non abbiamo le scarpe adatte e risaliamo. Comunque per gli amanti delle escursioni nella natura è un luogo imperdibile da vedere nei dintorni di Ascoli.

4.4 Forca di Presta

Cosa vedere nel Piceno? Il passo di Forca di Presta
Il sentiero per Forca di Presta

La terza tappa giornaliera nella natura delle Marche è un passo dei Monti Sibillini con vista sensazionale: Forca di Presta. Per arrivarci attraversiamo Arquata del Tronto ed i luoghi terremotati del 2016, tra le case prefabbricate tutte allineate e pochissime case ricostruite o riparate; ma soprattutto tra tanti edifici distrutti e abbandonati, molti rimasti come erano, con crepacci e macerie ancora da portare via. Fa impressione. Soprattutto le frazioni lontane sembrano luoghi di guerra, con case che paiono bombardate dove passando puoi scorgere l’interno delle case, rimaste ferme al 2016.
Poi la strada sale tra montagne dei Monti Sibillini con l’ultima neve in vetta, ammirando fantastici paesaggi montuosi ondulati e super viste sulla valle. In un punto noti una precisa linea scura lunghissima: è lo spostamento dovuto al terremoto. 

La sensazionale vista panoramica di Forca di Presta

Ad Ascoli Piceno, cosa vedere nei dintorni? Il passo di Forca di Presta
Il sensazionale tramonto da Forca di Presta sulla vallata

Alla fine lasciamo l’auto non lontano da un rifugio, col Monte Vettore che domina imponente sopra di noi; è la vetta più alta dei Sibillini (2476m). C’è un sentiero di trekking impegnativo ma stupendo per raggiungerlo (oltre al meraviglioso Lago di Pilato, unico lago naturale delle Marche); per i meno allenati come noi meglio arrivare al un passo di Forca di Presta salendo il piccolo rilievo rimanente, camminando per 20 minuti. Siamo al confine tra Lazio, Abruzzo e Marche. Essendo monti calcarei, c’è pochissima vegetazione a parte l’erba e fiori di campo. Il sentiero poi sparisce, ma noi continuiamo diritto. Arriviamo in vetta e si spalanca un panorama eccezionale sulla piana di Castelluccio di Norcia distesa sotto di noi. Il sole è basso e frontale; controluce fatico a vedere il borgo di Castelluccio (distrutto anch’esso) e gli alberi che creano la sagoma dell’Italia; che luogo iconico! Pochi minuti ad ammiriamo un sontuoso tramonto davanti a noi: tempismo perfetto! Poi il Monte Vettore imperioso a destra, mentre una corona di monti viene esaltata dai raggi bassi e dai colori fantastici del cielo. Che spettacolo! Mi ricorda l’alba sulle Dolomiti (ma in tono minore). Comunque qui è il paradiso di chi ama il trekking nella natura: Arquata del Tronto è l’unico comune in Europa tra due parchi nazionali!

4.5 Cena ad Arquata del Tronto

Case prefabbricate di Arquata del Tronto di notte
Le malinconiche case prefabbricate di Arquata del Tronto

Successivamente scendiamo a cenare all’Agriarquata Terra Divina di Arquata del Tronto, in una piccola località con case prefabbricate edificate dopo il terremoto dove c’erano vigneti di vino pecorino. Il proprietario Giacomo (o Giacomino) ha una delle poche attività rimaste in zona; è arquatano, con straordinaria dignità e altruismo: potrebbe andarsene per avere una vita migliore, ma non vuole tradire la gente che si fida di lui e che conosce da sempre; ed il territorio che ama! Però dalle sue parole emerge rassegnazione, perché qui il governo italiano non ha stanziato soldi per la ricostruzione (a differenza di Ascoli e Fermo). Si sentono dimenticati ingiustamente. Questa situazione immobile è molto triste: i borghi si sono spopolati e senza ricostruzione le persone non torneranno. Di conseguenza non tornerà nemmeno il turismo che caratterizzava la zona.
Giacomino peraltro ha ripreso la produzione di pecorino nel 2013, che un tempo rese celebre la zona. Ce lo fa assaggiare durante la cena, che parte con le immancabili olive ascolane: sia normali, sia nere al tartufo. Segue un supplì accompagnato da patatine fritte. Gran finale con la pizza. Forse ho mangiato troppo!

4.6 Notte a Castel di Luco

Vista notturna da Castel di Luco, castello dove dormire nelle Marche
Vista notturna da Castel di Luco

Rientriamo percorrendo le strade buie nel silenzio. Alla fine ecco spuntare Castel di Luco, illuminato nella notte da potenti fasci di luce. Come detto, l’unico inconveniente sono i tanti gradini per arrivare in camera, soprattutto dopo una giornata stancante; ma per dormire in un castello questo ed altro! Peraltro ora il castello ha una fantastica atmosfera misteriosa. Passiamo davanti alla vecchia cucina, ora uno spazio comune per gli ospiti dove bere qualcosa di sera. Essendo tardi vado dritto in camera, dove osservo il borgo tranquillo davanti che spicca illuminato nel buio. La camera è proprio ben fatta: un muro di cartongesso crea lo spazio per il bagno dietro. Faccio una meritata doccia calda e mi infilo nel letto: è la prima volta che mi capita di dormire in un castello. Che meravigliosa esperienza che mi regala questo tour ad Ascoli Piceno e dintorni!

 

5. 2º giorno di visita dei dintorni di Ascoli

Castel di Luco è tra le cose da visitare ad Ascoli Piceno e dintorni
La colazione a Castel di Luco

Mi sveglio ed osservo l’affresco sulla volta della mia camera. Poi apro la finestra e la natura verdissima della Marche mi dà il buongiorno. Scendo nella corte interna che è piena di vasi con piante e fiori per raggiungere la sala della colazione. Francesco mi accoglie col sorriso e gli ordino un cappuccino; poi sul tavolo del buffet prendo da mangiare. Non trovo i miei amati cornetti, ma mi consolo con molte torte fatte in casa; poi trovi succhi centrifugati di frutta fatti da loro e un po’ di salumi. Due pezzi di torta, un cappuccino e un succo d’arancia e sono pronto per il secondo giorno di visita dei dintorni di Ascoli, tra bellezze naturali e borghi.

5.1 Il Lago di Gerosa

Il Lago di Gerosa, da vedere nei dintorni di Ascoli Piceno
La calma del Lago di Gerosa

Riprese le energie, partiamo in direzione Montemonaco addentrandoci nell’entroterra, verso gli Appennini. Sulla strada facciamo una sosta al Lago di Gerosa, bacino artificiale dalle acque verdi che appare sulla sinistra: sembra un angolo incantato della natura! La sponda è totalmente naturale, con un monte alle spalle. Arrivati al parcheggio sull’altro versante non è così incantato: hai davanti proprio la strada (impattante, con arcate sospese nel lago) e la diga in fondo. Però a sinistra la vista spazia fino alla vetta del Monte Sibilla, ancora leggermente innevato, che dà il nome ai Sibillini; lassù c’era la famosa grotta della Sibilla Appenninica che alimentò il mito nel Medioevo. Comunque il Lago di Gerosa è uno posto splendido: sei circondato da un bosco di conifere, regna il silenzio e troviamo due pescatori in azione. D’estate molti vengono qui per fare il bagno, più fresco rispetto alla costa. Ci sono anche giochi per bambini.

5.2 Montemonaco

Montemonaco, borgo dei Sibillini nei dintorni di Ascoli Piceno
Un angolo di Montemonaco… con un abitante

Poco lontano, su un’altura a 1000m sorge Montemonaco, uno dei borghi più caratteristici degli anti-Sibillini. Si chiama così perché fu fondato dai monaci benedettini attorno all’800. Adesso è sconosciuto, ma nel Medioevo la leggenda della Sibilla richiamava qui molte persone (soprattutto cavalieri erranti) per andare nella grotta. Perciò il borgo crebbe e nel XIII secolo fu fortificato: sono ancora evidenti tratti delle mura. Ma dal XVII secolo perse importanza come snodo viario: il borgo divenne secondario, come dimenticato. Questo ha conservato il tranquillo fascino antico, accresciuto come conseguenza del terremoto; l’epicentro fu qui vicino.
I danni del terremoto si vedono subito: all’inizio del paese c’è un bar provvisorio in legno, proprio davanti all’edificio in restauro dove era. Però la vita è ripartita, come dimostrano anche le norcinerie accanto; la gastronomia è importantissima a Montemonaco: producono salumi (come il caratteristico ciauscolo), formaggi, funghi, tartufi, legumi e in autunno il marrone.

Visita di Montemonaco

Cosa vedere nel Piceno? Montemonaco, borgo dei Sibillini
Altro affascinante scorcio di Montemonaco

Montemonaco si trova in un punto rialzato, con strade che salgono; quindi fatichi un po’ a visitarlo. Subito colpiscono le graziose case in pietra grigia abbellite da fiori, decorazioni e porte scure; in alcuni scorci ripenso a Civita di Bagnoregio (ma in tono decisamente minore). Due dettagli: in una toppa vediamo un mazzo di chiavi, sintomo che si sentono al sicuro; la pietra è arenaria: sfiorandola ti sporchi e si sgretola! Tre arcate in mattoni caratterizzano il Palazzo dei Priori (ora palazzo comunale) eretto nel ‘300, poi ristrutturato da Alessandro Farnese nel ‘500; però non sembra così antico.
Salendo ancora il rilievo spiana e trovi la Chiesa parrocchiale di San Benedetto e San Giovanni, col simbolo di Montemonaco sul portale. Anch’essa in arenaria, dentro custodisce un crocifisso del ‘400 e una reliquia sottratta ai Norcini, grandi nemici nel Medioevo. Splendido l’affresco della Crocifissione nell’angolo, della scuola del Crivelli. Sulla destra raggiungi il più alto del borgo; qui il castello è scomparso, lasciando spazio ad un parco verde con giochi per bambini ed alcuni resti. Dall’altra parte uno spazio che regala un super panorama, ma lo stanno sistemando. Comunque è Montemonaco è un borgo modesto: di storico è rimasto poco; nondimeno è piacevole girare nella tranquillità totale.

5.3 Pranzo all’Agrimusicismo

Un luogo speciale dove mangiare nel Piceno? Il Ristorante Agrimusicismo
Il pittoresco interno del Ristorante Agrimusicismo

Stupendi paesaggi tra montagne e bosco con qualche albero bianco in fiore lungo mezz’ora di strada. Poi ecco il Ristorante Agrimusicismo, ai piedi del Monte Vettore nel territorio di Montegallo. Che luogo pittoresco! Fuori molto colorato, dentro ha appeso di tutto: foto, borse, cappelli, strumenti musicali… persino una katana ed un paio di sci! Poi vedi le scritte degli ospiti. Esprime perfettamente la personalità esuberante di Mario, allegro oste romano trapiantato nelle Marche per la moglie; purtroppo scomparsa, ma era musicista: questo luogo è dedicato a lei. Qui si mangia con menù fisso: non scegli, vieni travolto dalle portate! Antipasti come verza ripassata in padella (un po’ piccante), finocchi con arancia e olive, fagioli con patate, salumi, bruschette con olio e funghi, farro coi funghi: tutto cucina romana! Ma anche un fritto pachistano. A seguire il piatto caratteristico di Mario: pappardelle al ragù su spianatura, come faceva sua mamma; entra trionfalmente con un tagliere enorme da cui mangiare direttamente tutti insieme. Molto scenografico. Nel mentre canta pure una canzone di De André: lo fa sempre, perciò il locale si chiama così. Segue il secondo piatto di carne con patate, rucola, pomodorini ed infine abbondante tiramisù ripieno di panna montata. Non mi alzo più: che pranzo esagerato ma delizioso! Per un pranzo simile 28€ sono pochi.

5.4 Parco dei calanchi e del Monte Ascensione

Il Monte Ascensione, tra le 10 cose da vedere a Ascoli Piceno
Il sentiero con Monte Ascensione di fronte

L’abbuffata è durata a lungo: è già pomeriggio inoltrato. Dopo ci vorrebbe una camminata; invece ci rimettiamo in auto per almeno un’ora. Infatti dal profondo entroterra marchigiano ci avviciniamo alla costa, sfiorando Ascoli che appare con le tante torri che spuntano. Poi la strada dissestata risale decisa. Alto di fronte, il profilo del Monte Ascensione sembra un volto umano; alcuni dicono che sia Dante! Ad un certo punto scolliniamo e appaiono meravigliosi calanchi sulla destra; il terreno argilloso nei millenni frana, formando grandi creste o lame. Sembra un paesaggio lunare: che luogo scenografico! La nostra destinazione è il Parco dei Calanchi e del Monte Ascensione, che visitiamo fermandoci nella frazione di Porchiano, formata da poche case su un rilievo; parcheggiamo accanto alla casa disabitata prima del cimitero. Siamo in alto: che vista mozzafiato!

Camminata sui calanchi del Monte Ascensione

Il Parco dei Calanchi e del Monte Ascensione, da vedere ad Ascoli Piceno
Passeggiata tra i calanchi del Monte Ascensione

Sulla destra osservi la distesa di calanchi; in alto a sinistra il monte Ascensione; un sentiero nella natura sembra condurti a lui. Ci incamminiamo tra tamerici bianche in fiore; la passeggiata è semplice e sale e scende nella natura. L’erba dorata attorno mi ricorda la val d’Orcia, così come i calanchi le Crete Senesi. Ma questo luogo è molto meno famoso. Sulla destra in lontananza spuntano i borghi di Ripaberarda e Castignano coi loro campanili. All’improvviso ti ritrovi su una cresta dei calanchi, col passaggio largo un metro (quindi senza senso di vuoto) e il terreno argilloso che scende verticalmente a destra e sinistra. Posto spettacolare, soprattutto se fai riprese col drone. Il sentiero chiaro guida la vista verso l’infinito. Poi il sole è basso, quindi ottima luce; mi sembra un sogno! Mi godo il momento. Questa è una meraviglia della natura da vedere nei dintorni di Ascoli.

5.5 Offida

Offida è uno dei borghi più belli d'Italia delle Marche
Grazioso angolo di Offida

La giornata non è terminata, anzi manca il meglio. Infatti andiamo a Offida, uno dei borghi più belli d’Italia delle Marche. Sorge su uno sperone roccioso irregolare ed un tempo era circondato da mura in mattoni; ne vedi ancora un tratto con possente torrione cilindrico della rocca dal Piazzale delle Merlettaie, all’inizio del centro storico. Percorrendo in auto Viale Enrico Berlinguer noti che le case sono state edificate al di sopra, integrando le mura. Domina il colore rosso del mattone, che contraddistingue tutta Offida: sia gli edifici storici, sia quelli recenti. Poi scendiamo e percorriamo a piedi le affascinanti vie del borgo, col sole che è già basso; sono già le 18:30. Passiamo davanti al Museo del Merletto a Tombolo, attività artigianale popolare tipica di Offida; anche il Museo Civico Archeologico deve essere interessante, ma noi abbiamo poco tempo. Perciò concentriamo l’attenzione sulle tre meraviglie imperdibili di Offida.

Chiesa di Santa Maria della Rocca

Offida: chiesa di Santa Maria della Rocca al tramonto
La Chiesa di Santa Maria della Rocca al tramonto

Gli edifici storici terminano, le case si diradano. In un punto isolato e rialzato a ovest del borgo sorge imponente la chiesa di Santa Maria della Rocca; è in stile romanico-gotico di transizione, uno dei migliori esempi delle Marche. Stranamente mostra l’abside; la semplice facciata è sull’altro lato. Attorno i dirupi offrono pregevoli viste panoramiche sulla campagna, leggermente punteggiata di case. Ci arriviamo al tramonto e passeggiando attorno alla chiesa ammiriamo il sole calare dritto davanti. L’architettura è particolare: ha l’apertura nell’abside, nella parte posteriore! In realtà era la grande cripta sotterranea con colonne, dove venivano sepolte le persone; 30-40 anni fa vedevi ossa sparse: era un posto macabro! La piccola chiesa dell’anno 1000 fu ingrandita dai benedettini attorno al 1330, poi decorata da magnifici affreschi trecenteschi del Maestro di Offida (rimasti solo in parte); magnifici quelli delle due absidiole. Scale interne portano alla chiesa superiore a navata unica; anch’essa un tempo totalmente affrescata, ora ne rimangono solo tracce, in particolare nel catino absidale. Un secolo di abbandono ha pesato. Peraltro durante la guerra i tedeschi usarono la chiesa come base; scappando la minarono; per fortuna non esplose nulla: per gli offidani questo fu un miracolo!

Piazza del Popolo

Cosa vedere a Offida? Piazza del Popolo nell'ora blu
Piazza del Popolo nell’ora blu: semplicemente magica!

Attraversiamo di nuovo Offida nell’ora blu, coi lampioni accesi che esaltano la bellezza dei vicoli laterali; l’atmosfera sembra incantata! Inoltre la brezza porta profumo di gelsomino dalla campagna. La seconda meraviglia di Offida è il cuore del borgo: Piazza del Popolo a forma triangolare, con la chiesa della Collegiata di fine Settecento sulla sinistra; internamente è in splendido stile neoclassico. Però anche le linee del selciato portano lo sguardo verso il Palazzo Comunale sul fondo, risalente ai secoli XI e XII; ha ampio porticato, loggia con affreschi, merlature e graziosa torretta trecentesca; tutto è in mattoni, come tipico del borgo.
Avevo ammirato la piazza in molte foto, ma dal vivo Piazza del Popolo è splendida; nell’ora blu il fascino è irresistibile! Peccato solo le luci sulla facciata del Palazzo Municipale che ricordano il 500° del carnevale di Offida; sono fuori luogo ad aprile, ma gli offidani ne vanno orgogliosissimi.

Il teatro Serpente Aureo

Il magnifico Teatro Serpente Aureo, da vedere a Offida (AP) nelle Marche
Il magnifico Teatro Serpente Aureo

Il Palazzo Comunale conserva un tesoro: contiene incredibilmente il piccolo Teatro Serpente Aureo, terza meraviglia di Offida. Ha avuto una storia travagliata. Infatti il teatro settecentesco in legno fu vietato dalle leggi napoleoniche; pensa che erano illuminati dalle candele! Perciò l’architetto ticinese Pietro Maggi (che edificò la Collegiata) disegnò un progetto nel 1820; la raccolta di fondi privati portò alla realizzazione del teatro nel 1862.
Non ha facciata, ma accedi dal porticato. Varcato l’ingresso trovi il piccolo atrio neoclassico: colori chiari, finto marmo decorativo, soffitto a cassettoni e le 4 muse dell’arte nelle nicchie: Commedia con maschera, Tragedia con volto inquietante, Musica e Danza. I colori freddi diventano colori caldi nella sala: oltre al rosso delle poltrone della platea e del sipario, domina il verde acqua dei palchi decorati da stucchi ed intagli dorati con leone che rappresenta Offida. Magnifico il soffitto affrescato con Apollo e le Muse. Il teatro è all’italiana, a ferro di cavallo: ha 50 palchi su 3 ordini più il loggione; quindi può contenere 250 persone totali (ma in piedi di più). L’acustica è buona: insomma è una gemma! È uno dei 70 teatri storici delle Marche.

Cena a La Botte

Dove mangiare a Offida? Al Ristorante La Botte
Un antipasto del Ristorante La Botte

Usciamo con la notte ha avvolto Offida. Gironzoliamo per le vie e piazze attorno, tra le case in mattoni; sono affascinanti le luci e le insegne nel buio, con un’auto che passa e qualche persona seduta ai tavolini sotto i portici. Su corso Serpente Aureo vediamo ancora appese insegne luminose con la canzone del carnevale.
Tra i vicoli pittoreschi, ci fermiamo a mangiare al Ristorante La Botte con cucina tipica marchigiana. Anche qui antipasti numerosi ma gustosi, con porzioni adeguate: polenta con salsiccia, pomodori e zucchine, poi zucchine fritte e pane fritto, tortino di zucchina e pasta fillo essiccata ed infine sfornatino di carciofi con crema di asparagi. Il primo piatto è pasta campofilone al ragù (spaghetti fini tipici della zona), mentre per secondo piatto coniglio in cip & ciop (ovvero con tutto, come dicono qui). Infine gelato all’anisetta Meletti e vin cotto. Abbiamo mangiato bene.

 

6. 3° giorno nei dintorni di Ascoli

Cosa vedere nei dintorni di Ascoli Piceno? I paesaggi naturali magnifici
Incantevole paesaggio naturale del Piceno

L’ultimo risveglio a Castel di Luco è triste: anche il cielo è grigio. Facciamo colazione e check-out, poi partiamo per visitare altre bellezze nei dintorni di Ascoli in questo nuova giornata nel territorio Piceno. Continuiamo ad esplorare la zona collinare verso il mare, attraversando in auto magnifici paesaggi collinari con prati verdi, fiori primaverili, coltivazioni e case che punteggiano il panorama qua e là. Queste viste su colline dolci e verdi sono incantevoli: sembrano sfondi di Windows! Ma non finisce qui: in seguito avvistiamo di nuovo dei calanchi; del resto questa zona del Piceno è caratterizzata da terreni argillosi. Ma abbiamo già superato il Monte Ascensione, dirigendoci ancora più a nord e ancora più vicino alla costa.

6.1 Ripatransone

Pittoresco scorcio di RIpatransone, borgo da vedere vicino Ascoli Piceno
Pittoresco scorcio di Ripatransone

La nostra destinazione è Ripatransone (detta Ripa), splendido borgo murato che sorge a 500m s.l.m., spiccando tantissimo sulla campagna dei dintorni; perciò è soprannominato il “Belvedere del Piceno“. Infatti per raggiungerlo ammiri super panorami, specialmente ora in primavera con alberi in fiore ed il verde intenso della natura rigenerata. Ripatransone nasce nel 1096 dall’unificazione di 4 castelli di 4 dimore nobiliari. Secondo la leggenda, chi prese il comando diede il nome al borgo: Ripatransone, ripa (ovvero rupe) di Transone. Data l’origine, il centro sorge allungato su due colli, con una strada principale (Corso Vittorio Emanuele) di 1 km a collegarli. Come Offida, è caratterizzato da edifici in mattoni rossi; questo colore regala grande fascino al borgo, assieme ad arcate ed alle cerchia di mura esterne di 2,4km, una delle più articolate delle Marche. È splendido entrare nel borgo da una delle 3 porte antiche rimaste.

Il Duomo e dintorni

Il Duomo di Ripatransone, da vedere nei dintorni di Ascoli
La cupola del Duomo di Ripatransone

Dove i due colli si incontrano, la strada scende e risale regalando stupendi scorci. È uno dei punti topici di Ripatransone. Qui sorge il Duomo di Ripatransone, costruito tra 1597 e 1623 dopo che papa Pio V elevò la città a sede vescovile; ora è concattedrale con Montalto e San Benedetto del Tronto. I lavori proseguirono nel tempo: la facciata è ottocentesca e l’alto campanile del 1902. All’interno gli affreschi antichi dell’abside furono ridipinti negli anni ’50, ma la cappella a destra costudisce una pala d’altare di Ascanio Gentileschi (padre di Artemisia). A sinistra la cappella dedicata alla Sacra Casa di Loreto con Madonna col bambino, importantissima nelle Marche. Comunque nel complesso il Duomo è semplice e modesto.
Esternamente c’è il Palazzo Vescovile, ieratico e imponente. Ma è interessante l’attigua casa di Ascanio Condivi, allievo di Michelangelo; non essendo abbastanza talentuoso, divenne il suo primo biografo e si ritirò qui.

Piazza XX Settembre e il Teatro Mercantini

Il Teatro Luigi Mercantini, da vedere a Ripatransone
Il magnifico Teatro Luigi Mercantini

Risaliamo Corso Vittorio Emanuele tra le belle case in mattoni, che regalano angoli pittoreschi con le vie laterali, archi e portali antichi. Alla fine gli spazi si aprono: siamo in Piazza XX Settembre; una linea per terra indica il passaggio del 43° parallelo (come Jindrichuv Hradec); poi sulla destra hai una vista sulla magnifica scalinata nel borgo. Davanti invece il nuovo Palazzo Municipale; sempre in mattoni, ha una meridiana sulla facciata e bella scalinata; ospita il Museo Archeologico C. Cellini. Il Palazzo del Podestà del 1304 con arcate era il vecchio edificio comunale. Sulla facciata una lapide ricorda Luigi Mercantini, poeta risorgimentale nato qui (autore della Spigolatrice di Sapri); a lui è intitolato anche il Teatro Luigi Mercantini, anche questo nascosto nel palazzo, al primo piano! Prima chiamato Teatro del Leone, fu uno dei primi lavori dell’architetto ticinese Pietro Maggi, ma terminato nel 1824. È a forma di U, lungo e stretto e col palcoscenico molto in pendenza. Qui spicca il rosso delle decorazioni geometriche e simmetriche del soffitto, che circondano 6 volti di famosi drammaturghi: Goldoni, Verdi, Bellini, Metastasio, Alfieri e ovviamente il marchigiano Rossini. Le sedie scure della platea invece non tolgono l’attenzione dal sipario storico del 1811. Anche qui i tre ordini di palchi ospitano 250 persone. Insomma le Marche sono la terra dei teatri storici: anche questo è una meraviglia.

Tra le vie di Ripatransone

La scalinata di via Margherita a Ripatransone nelle Marche
La stupenda scalinata di via Margherita

Ripatransone è nota anche per gli affascinanti scorci medievali del borgo. Infatti le case ravvicinate ed i vicoli formano un labirinto in mattoni, da visitare con curiosità. In particolare è imperdibile la zona sottostante Piazza XX Settembre per cercare il vicolo più stretto d’Italia; è segnalato dai cartelli (oppure usa Google Maps). Largo 43cm, si stringe fino a 32 all’altezza delle spalle. Io l’ho attraversato! A fianco trovi la magnifica scalinata di via Margherita decorata da piante e fiori, un po’ come Corinaldo; per i ripani è un luogo importante come la scalinata di Trinità dei Monti a Roma. A me sono piaciuti tantissimo i pittoreschi vicoli sui lati, ancora più pieni di piante davanti alle case; alcuni archi mi ricordano la Liguria (Noli ad esempio). Poi scendiamo a vedere la decoratissima facciata quattrocentesca del Complesso dei Grifoni ed infine risaliamo una scalinata per tornare al Duomo. 

Parco avventura RIPAdventure

Cosa fare a Ripatransone? Andare al Parco Avventura RIPAdventure
Il percorso sospeso del Parco Avventura RIPAdventure

Lasciamo il borgo ammirando di nuovo il panorama esterno, ma ci fermiamo poco dopo; appena fuori le mura storiche di Ripatransone trovi la Selva dei Frati, un bosco di querce secolari. Proprio qui puoi fare turismo sportivo all’aria aperta grazie al Parco Avventura RIPAdventure. Sei totalmente immerso nella natura, ma con vista sul borgo in alto: questo è fantastico; solitamente sei solo nel bosco (come l’anno scorso in Sicilia). I 9 percorsi rinnovati da poco hanno vari livelli di difficoltà, dai bambini di 3 anni fino agli adulti. Il sistema di linea vita continuo garantisce la massima sicurezza: una volta fatto passare il moschettone all’inizio, non lo puoi togliere fino al termine del percorso. Perciò è un luogo perfetto per divertirsi con la famiglia, anche d’estate, staccando dall’afa della costa. Io soffro di vertigini, ma ho adorato la doppia zip line dove scendere veloce con la carrucola: adrenalina pura!

6.2 Cupra Marittima

Cupra Alta, da vedere nei dintorni di Ascoli Piceno
Graziosa casa con giardino con vista di Cupra Alta

Torniamo in auto per raggiungere la costa della Riviera delle Palme. Che bello rivedere il mare, seppur nel traffico e nell’urbanizzazione diffusa; non mi erano mancati nella pace dell’entroterra piceno. Però lo sviluppo turistico ha trasformato la costa di Cupra Marittima in una località vacanziera moderna, poco caratteristica; hotel, ristoranti negozi sono sparsi ovunque, mentre ad aprile ancora non si vedono gli ombrelloni degli stabilimenti balneari. Per trovare qualcosa di speciale prendiamo la strada che si inerpica su un rilievo presso la costa, salendo qualche tornante. In un attimo cambia totalmente l’atmosfera: qui siamo da soli, circondati dal silenzio. Abbiamo raggiunto Cupra Alta , dove lasciamo l’auto nel primo parcheggio; poi ci avviciniamo al parapetto: da qui hai una stupenda vista sulla costa, sulla spiaggia sabbiosa e sul mare celeste sottostante.

Visita di Cupra Alta

Cupra Alta, tra i borghi delle Marche da vedere
Tra le vie pittoresche di Cupra Alta

Cupra Alta è il borgo antico di Cupra Marittima. Si visita velocemente, perché è minuscola: sono poche strade, ma in salita; la fatica si fa sentire. Però queste sparute case in mattoni tra vie strette regalano scorci diversi ad ogni passo. Incontriamo subito Palazzo Sforza, ma pare chiuso da molto; del resto metà delle case qui sono abbandonate, l’altra meta sono case graziosamente vissute: semplici e popolari, a volte nascondono incantevoli giardini pieni di fiori. Che bellezza! Il campanile di una chiesa, l’arco che segnava l’ingresso del borgo, le vie ciottolate ed agavi cresciute qua e là chissà come… Tutte queste cose rendono gli scorci pittoreschi e ti incuriosiscono a proseguire la visita. Poi sussulti quando il panorama raggiunge il mare azzurro. Ma è difficile incontrare le persone: senti alcune voci alle finestre, vedi panni stesi o ingressi decorati, ma fisicamente sono invisibili. Perciò Cupra Alta è tranquillità pura.

 

7. Conclusioni

Maccheroncini di Campofilone allo scoglio, da mangiare nelle Marche
I gustosi maccheroncini di Campofilone allo scoglio

Camminare ci ha messo molto appetito. Perciò una volta raggiunta San Benedetto del Tronto cerchiamo subito un ristorante dove pranzare. Ci fermiamo all’Acquapazza dove fanno cucina tipica marchigiana. Scegliamo i maccheroncini di Campofilone IGP allo scoglio. Non mi aspettavo però che il cuoco venisse al tavolo con un grande tegame a mescolare i finissimi spaghetti con gamberi, cozze e frutti di mare, servendoceli direttamente lui. Bella sorpresa! Così prendo il treno per Milano felice.
Comunque sulla bellezza di Ascoli Piceno non avevo dubbi: è una delle meraviglie d’Italia, da conoscere assolutamente. Invece sono sorprendenti le bellezze naturali, paesaggistiche, l’arte e la cultura di questi borghi del Piceno, tra mare e montagne e ottima cucina. E dire che in questa zona c’è turismo proveniente dal centro Italia (laziale soprattutto), meno dal nord e dal sud e pochissimi dall’estero. Questa ruralità, la cordialità delle persone e questi paesaggi meritano di essere conosciuti.

 

Spero di averti fatto capire cosa vedere ad Ascoli Piceno e dintorni. Fammi sapere che ne pensi lasciando un commento e seguimi sui miei canali social 😉

Viaggio realizzato in collaborazione con ViralPassport, PIC ON, Gal Piceno e Istao Ancona.

 

Altri video:

La bellezza di Piazza del Popolo ad Ascoli

Le bucoliche Sorgenti Lu Vurghe

La natura nelle Gole del Garrafo

Il tramonto mozzafiato da Forca di Presta

Entrata trionfale di Mario con pappardelle al ragù su spianatura

Gli spettacolari calanchi del Monte Ascensione

Il magnifico tramonto da Offida

Affreschi della chiesa di Santa Maria della Rocca a Offida

La bellezza del Teatro Serpente Aureo di Offida

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