Non si sa perché, ma ci sono città turisticamente più famose di altre. Nel tempo si sono affermate e hanno lavorato bene col marketing per rimanere note, magari apparendo in film o documentari; oppure è dovuto alla loro bellezza e al passaparola. Peraltro alcune volte non sono nemmeno meritevoli di così tanta fama. Invece mi è capitato di trovare città bellissime, ma meno visitate. Così era la mia Bergamo, prima di crescere tanto negli ultimi anni. Così è pure una delle più belle città della Svizzera, posta al confine con Francia e Germania: è Basilea, definita la capitale dei 3 paesi. Visitandola ne apprezzi l’atmosfera tranquilla, gli scorci pittoreschi e sorprendenti e le tante bellezze. Inoltre culturalmente è effervescente: ha oltre 40 musei; perciò è definita pure la capitale culturale della Svizzera. Insomma, non potevo perdermela. Ecco cosa vedere a Basilea in 3 giorni (con gita inclusa nei dintorni).
Cosa vedere a Basilea in 3 giorni
- Storia di Basilea
- Informazioni utili per visitare Basilea
- Cosa vedere a Basilea il primo giorno
- 2º Giorno a Basilea
- 3° Giorno a… Colmar
- 4° Giorno a Basilea
- Conclusioni
1. Storia di Basilea

Due colline presso il fiume Reno, in posizione strategica. Perciò i Romani ci costruirono un forte, dopo aver fondato nel 44 a.C. Augusta Raurica, a 20km a sud; del resto il fiume Reno era il confine coi barbari. Quel forte nel III secolo fu definito “Basilia” (ovvero di Basilius): così nacque il nome Basilea. Prima conquistato dagli Alemanni, poi dai Franchi, l’abitato sorse attorno all’antico forte e crebbe d’importanza divenendo sede episcopale. Dal 999 Basilea fu governata da un Principe-Vescovo (come Salisburgo) e nel 1019 cominciò la costruzione dell’odierna Cattedrale. Con gli anni divenne sempre più ricca e potente: fu dotata di mura e nel 1225 fu costruito il primo ponte sul Reno. Era uno dei pochi sul fiume, perciò Basilea divenne un transito importante. Nel Trecento alla Peste Nera seguì il terribile terremoto del 1356. La città fu ricostruita con nuove mura, di cui rimangono solo 3 porte.
1.1 Dentro la Confederazione Svizzera

Le prosperità di Basilea nel ‘400 è dimostrata dal Concilio di Basilea (1431-49) e la fondazione dell’Università di Basilea (1460), la più antica della Svizzera. In quel periodo i monaci nel quartiere di St. Alban crearono una cartiera e una stamperia: Basilea divenne un importantissimo centro di stampa in Europa; le opere di Erasmo da Rotterdam furono stampate qui da Frobenius ed è sepolto nella Cattedrale.
Il Cinquecento cambiò totalmente la storia di Basilea. Nel 1501 entrò nella Confederazione Elvetica come 11° cantone, poi nel 1529 divenne protestante (luterana in particolare); così i conventi vennero chiusi, le chiese convertite e si scatenò l’iconoclastia protestante. Perciò per Basilea non vedi statue di esseri umani e la Cattedrale ne ha poche. Soprattutto il vescovo se ne andò e la città fu governata da un’oligarchia. Da lì la storia rimase tranquilla e Basilea ha ospitato personalità di spicco come Paracelso, la famiglia Holbein, Nietzsche… Ora è una delle capitali dell’industria farmaceutica, ma pure una delle città dove si vive meglio al mondo.
2. Informazioni utili per visitare Basilea

Basilea fu fondata sul corso del fiume Reno, dove fa una curva per poi procedere per 800km a nord verso Rotterdam. È il limite nord della Svizzera: infatti il fiume segna prima il confine tra Svizzera e Germania, poi quello tra Francia e Germania. Però Basilea che è estesa sull’altra sponda: lì trovi Basilea Piccola. Oltre ai ponti, 4 pittoreschi traghetti collegano le due sponde. Per tutto ciò e non avendo significative città vicine, Basilea è detta la capitale della Dreiland (la terra dei tre paesi: Svizzera, Francia e Germania); i confini più che invalicabili sono fluidi.
Alcune particolarità: Basilea forma il cantone Basilea Città, separato dal 1833 dal territorio attorno, divenuto il Canton Basilea Campagna. Quindi è una città/stato, proprio come Amburgo e Brema in Germania, ed è il più piccolo dei 26 cantoni svizzeri: solo 37 km².
2.1 Come raggiungere Basilea

Basilea è connessa benissimo con molte parti d’Europa. Ad esempio ha un porto fluviale, che è l’unico collegamento della Svizzera al mare. Inoltre è servita dal vicino Aeroporto di Basilea-Mulhouse-Friburgo: è considerato cittadino, seppur situato in territorio francese. Ci arrivi velocemente con gli efficienti mezzi pubblici di Basilea.
Avendo però limitati voli verso l’Italia, il mezzo di trasporto migliore per raggiungere Basilea è il treno. Infatti non solo le ferrovie svizzere sono precise e funzionano bene, ma per posizione geografica Basilea è un importante snodo ferroviario; ad esempio è collegata con treni veloci e diretti a Parigi, Bruxelles e Berlino. Anche Milano è collegata direttamente con Basilea, oppure devi fare un cambio a Zurigo (come ho fatto io). La tratta non è veloce, ma d’altronde in Svizzera ci sono molte montagne e laghi. Ti assicuro che i paesaggi che vedi non ti fanno pesare il viaggio, anzi è piacevolissimo!
2.2 Il viaggio in treno verso Basilea

Il treno procede tranquillo. Appena superi il confine svizzero e Chiasso si spalanca il verde della natura della Svizzera, come per incanto. Poco dopo appare improvviso e bellissimo il Lago di Lugano, con case che punteggiano le sponde e la montagna boscosa alle spalle. Raggiungi rapidamente Lugano e Bellinzona: intravvedo uno dei suoi castelli. Il viaggio continua in una piana stretta tra monti alti e scoscesi con punte imbiancate ancora dalla neve; questa è la Svizzera all’inizio della primavera. Spettacolare il passaggio accanto al Lago di Lucerna, con viste incredibili intervallate dalle gallerie. Non finisce lì: poi trovi un bucolico laghetto con animali al pascolo come capre e mucche sui rilievi attorno. I paesaggi della Svizzera dal treno lasciano senza parole! Infine arriva il lago di Zurigo, dove nella movimentata stazione di Zurigo cambio treno, ripartendo dopo soli 7 minuti; l’efficienza dei treni svizzeri permette anche questo. L’altro treno riparte, ma ora i paesaggi sono più urbanizzati. Sul finale rispunta la natura, con altri paesaggi verdi e collinari ed un fiume tranquillo. Poi ecco finalmente Basilea.
2.3 La connessione internet

La Svizzera non fa parte dell’Unione Europea, per cui non funziona il sistema di roaming che garantisce la connessione internet come in Italia; insomma, chiamare costa molto e il telefono non prende più. Io ho deciso di visitare Basilea alla vecchia maniera, senza connessione internet come i primi viaggi 20 anni fa. Un po’ speravo che funzionasse per la vicinanza a Germania e Francia; invece no. È stata una scelta coraggiosa, pur essendo sempre in Europa, in una città sicurissima e ben organizzata. Inoltre Google Maps funziona mostrandoti dove sei; non puoi fare ricerche, ma ti aiuta ad orientarti. Peraltro avevo ben chiaro dove andare e cosa visitare. Certo però che nei contrattempi internet rimane utilissimo, tipo quando ho trovato un ristorante chiuso: mi sarebbe servito per cercarne un altro.
Insomma la prossima volta penso che mi doterò di una eSIM per connettermi: oramai biglietti e informazioni sono tutte online.
2.4 La lingua di Basilea

A Basilea si parla il tedesco, visto che fa parte dell’ampia parte della Svizzera tedesca. Io non lo capisco e sinceramente non è una lingua facile da intuire ascoltandolo; al contrario è pressoché incomprensibile. Perciò quando sento parlare tedesco intensamente, a me viene sempre in mente la celebre intervista di Trapattoni che urla: “Strunz!”. Del resto, già il tedesco scritto lo capisci poco, parlato è impossibile da comprendere. Però quando mi è capitato di chiedere aiuto tutti mi hanno risposto in inglese senza problemi.
Però girando per Basilea senti molte lingue: è una città cosmopolita. Come detto il confine con la Francia è a pochi chilometri, quindi ti capita di sentire parlare francese. Inoltre c’è una buona comunità italiana, oltre ai turisti in visita; sarà che lo riconosci a distanza, ma ho sentito tanto parlare italiano a Basilea, più di quanto pensassi. Ma è meglio conoscere l’inglese per visitarla.
1.5 Dove dormire a Basilea

Dove alloggiare a Basilea? Ovviamente le alternative sono numerose e per tutti i gusti. Io alloggio all’Hotel Odelya, un albergo 3 stelle appena fuori dal centro cittadino, vicino alla Spalentor. Lo raggiungo velocemente coi mezzi pubblici; è fantastico che a Basilea se hai una prenotazione viaggi gratis per raggiungere l’hotel.
L’Hotel Odelya mi accoglie con un grande giardino stupendo e un magnifico glicine in fiore che esalta la facciata; profumo super! L’edificio è del 1860 ed ha 73 stanze; la mia riapre oggi, l’hanno appena rinnovata. Si sente ancora l’odore di vernice fresca. La stanza non è grande, ma ordinata e pulitissima: non manca nulla per un soggiorno perfetto. Dalla finestra vedo bene il giardino e l’edificio moderno che fa da ristorante e luogo per la colazione. Punto forte dell’Hotel Odelya è lo staff gentile e premuroso con gli ospiti. È il mio hotel ideale: senza dubbio ci tornerei.
3. Cosa vedere a Basilea il primo giorno

Anche per posizione, l’Hotel Odelya è ottimo per visitare Basilea: in 2 minuti a piedi sono davanti alla Spalentor, una delle 3 porte quattrocentesche rimaste della città; ora è isolata, visto che le mura attorno sono state demolite, lasciando spazio a graziose case. Più che una porta, sembra una fortificazione: è altissima e possente, con due torri merlate e un tetto a punta al centro; senza dubbio è uno dei monumenti simbolo di Basilea. Si può visitare, perché vedo turisti in cima. Io non salgo, ma fotografo lo scorcio magnifico nell’arco: è una delle foto da scattare a Basilea, incorniciando le case della via Spalenvorstadt. Stupendi anche le decorazioni scolpite: sono copie, visto che gli originali sono nei musei.
Attraversata la Spalentor entri nel centro storico: vedi soprattutto edifici storici e lineari, non gli spazi ampi dell’esterno; lo stacco si nota, ma non è clamoroso come a Lecce (ad esempio).
3.1 Il quartiere Spalenberg

Via Spalenvorstadt introduce il quartiere Spalenberg, uno dei più trendy di Basilea. Sui due lati graziosi edifici colorati, che esaltano bene la porta alle spalle; cogli i dettagli: decorazioni o scritte sulle facciate. A destra vedi la Spalenbrunnen, bella fontana antica e decorata. Tutto diventa ancor più pittoresco in via Spalenberg, con edifici squadrati dalle grandi finestre e la strada che scende; le imposte colorate (spesso verdi) rendono l’insieme armonioso e grazioso. La strada si divide: una sale dopo un bar con tavoli all’aperto, io seguo l’altra che scende a sinistra, tra piccoli negozi dalle vetrine curatissime: sono una delizia per gli occhi. Trovi oggetti tipicamente svizzeri da Johann Wanner (celebre per le decorazioni natalizie), i dolci tentatori di Gilgen, ma anche negozi per gli amanti del design (e molto altro). Sulla strada sono celebrate alcune persone importanti: non può mancare la targa di Roger Federer, nativo proprio di Basilea.
3.2 Pranzo al Café Luna

Visto che il viaggio in treno è durato molto, è già ora di pranzo. Nel quartiere Spalenberg hai diverse alternative: io scelgo il ristorante Zur Harmonie che mi hanno consigliato. Però lo trovo chiuso. Qui a Basilea si mangia prestissimo e già alle 14 i ristoranti chiudono dopo pranzo; non essendo abituato, sono arrivato tardi. Visto che ho molta fame, mi rifugio nel bar accanto; si chiama Café Luna ed è gestito da italiani. Infatti le casse acustiche emettono musica italiana vecchissima. Ha tavoli all’esterno, ma dentro è stiloso; molto affascinante: un’atmosfera quasi parigina. Lingue dell’est, francese, tedesco… si sentono idiomi diversissimi! Ordino un panino con mozzarella e pomodoro, molto oleoso ma delizioso. Lo divoro e ne prendo un altro. La cameriera gentile mi porta pure due cannoncini ed il caffè per riprendere energie. Pago e vado: la guida Monique mi attende nella Marktplatz, la piazza del mercato.
3.3 Marktplatz e Rathaus

Il centro nevralgico di Basilea è la Marktplatz (piazza del mercato), ai piedi del quartiere Spalenberg, in piano; è di medie dimensioni, stretta e allungata. In piazza ogni mattina si fa il mercato, domenica esclusa; le bancarelle offrono di tutto (soprattutto frutta e verdura), ma non sono molte; ho preferito i mercati di Zagabria e Graz. Sarà per i lavori in corso su due grossi palazzi, ma in generale la Martkplatz mi incanta. Contrasta col resto di Basilea perché è movimentata, quasi caotica: ci passano biciclette e numerosi tram, oltre che tante persone. Solamente sul lato ovest vedo tavolini all’aperto di ristoranti e bar, dove potersi rilassare.
Invece sull’altro lato domina il Rathaus (il Municipio), con orologio cinquecentesco e alta torre sulla destra. Che bello! Ti colpisce il rosso acceso e i dipinti coloratissimi. Belli pure i tre archi ogivali capeggiati dal simbolo di Basilea: il bastone vescovile nero.
Visita del Rathaus

Il Rathaus di Basilea fu costruito tra 1504-14, poi ampliato nel Seicento; attento però: la parte centrale è originale, mentre l’edificio a sinistra e torre sono in stile neogotico, realizzati ad inizio ‘900. Tuttora ospita il Parlamento cantonale di Basilea Città.
La Camera del Consiglio era decorata da affreschi di Hans Holbein il Giovane, ma ora spiccano i bellissimi dipinti a fresco di Hans Bock il Vecchio, sia sulla facciata, sia nel Cortile d’Onore. Fuori noti tante figure e gli stemmi dei cantoni svizzeri nelle merlature, nel cortile i dipinti raffigurano sopra l’imperatore Enrico II con la cattedrale in mano, sotto la celebrazione degli Svizzeri che accolgono Basilea nella Confederazione Elvetica. Sembrano antichi, ma sono art nouveau; quelli seicenteschi sono sulla restante parte, difficili da scorgere perché scuri. Nel cortile trovi anche la statua del romano Munanzio Planco (del 1580), fondatore di Basilea.
Puoi fare visite guidate nel Rathaus. Io salendo lo scalone raggiungo il balcone, solitamente inaccessibile: da lassù vedi meglio i dipinti, con dei romani rappresentati, oltre a simboli e stemmi delle altre città svizzere ed il tetto con tegole multicolori (come la cattedrale). Inoltre ammiri la guglia in foglia d’oro (di 5,5kg) e l’altissima torre. Senza dubbio, è il Municipio più colorato della Svizzera (e non solo).
3.4 Rheinsprung e Augustinergasse

Via Eisengasse porta dritto al fiume Reno. Non attraverso il Ponte di Mezzo, ma imbocco la piccola via Rheinsprung, in decisa salita. Questo dislivello faticoso regala subito un bello scorcio sul fiume da una terrazza panoramica. Prima ammiro case a graticcio, poi eleganti palazzi come la Blaues Haus sulla destra, con facce scolpite sopra le finestre; anche da lì hai una vista sul fiume, ponte e Basilea Piccola.
La via diventa Augustinergasse e trovi la Fontana del Basilisco, in pietra del ‘500; il mitologico animale abbraccia lo stemma cittadino in cima al porta fontana. Per assonanza col nome, il basilisco è l’animale araldico di Basilea. Dalla via hai uno scorcio stupendo con le guglie della Cattedrale tra le case e sulla destra il Museo di Scienze Naturali (Naturhistorisches Museum Basel) uno dei 40 musei cittadini. Fu il primo costruito in città, in stile neoclassico con magnifico fregio con scene mitologiche/classiche.
3.5 La Münsterplatz

La splendida Augustiner Hof annuncia la Münsterplatz, piazza della Cattedrale (Münster in tedesco significa cattedrale). A differenza dell’altra, qui domina la tranquillità. È spaziosa ed ariosa, circondata da palazzi barocchi… protestanti, quindi lineari e semplici. Sull’altro lato un sorprendente parco di ippocastani, proprio accanto alla Cattedrale ed a bellissime case a graticcio. Aggrappato ad esse un meraviglioso glicine in fiore incornicia le finestre; ne trovi tanti a Basilea, anche in un vaso davanti al Bistro Rollerhof in un angolo della piazza, perfettamente potato ad alberello: sembra finto! Accanto c’è l’arco che porta al Museo delle Culture.
Senza dubbio il punto focale della piazza è la Cattedrale, che svetta con le due guglie gotiche ed è costruita in pietra arenaria rossa. Sembra color mattone, invece è la pietra tipica della valle del Reno. Costeggiandola arrivi ad un magnifico affaccio sul Fiume Reno e la Piccola Basilea spalancata davanti a te.
3.6 La Cattedrale di Basilea

Da lì vedi l’abside della Cattedrale e Portale di San Gallo, in stile romanico, tra i pochi elementi romanici sopravvissuti al terremoto del 1356; pensa che inizialmente aveva 5 torri. Siamo nel punto più alto di Basilea: qui sorgeva il forte romano smantellato nel IX secolo. Però esternamente spicca lo stile gotico della facciata, con due alte torri. Peraltro sono diverse: quella a sinistra è più alta di 2m! L’effetto è straniante. Nel 1019 l’imperatore Enrico II inaugurò la Cattedrale e perciò è omaggiato con una statua assieme alla moglie Cunegonda; sull’altro lato un uomo fa il seduttore: dietro ha serpenti e rospi e rappresenta il diavolo. Sono le poche statue sopravvissute all’iconoclastia protestante, assieme a San Giorgio che uccide il drago, San Martino e una rara Madonna nel timpano. Invece sotto all’ingresso vedi qualcosa mancante, che c’è un vuoto; così come noti basi di statue scappellate via dai protestanti.
L’interno della Cattedrale

Ovviamente anche all’interno la Cattedrale di Basilea è stata ripulita da statue e decorazioni: non ci sono i 60 altari e i dipinti che raggiungevano i soffitti. Ora domina semplicità e purezza della pietra grezza delle alte colonne e matronei. Pure le vetrate sono semplici ed il soffitto di dipinto di bianco. Trovi qualche elemento sorprendente, come la fonte battesimale cattolica; oppure qualche vetrate istoriata con uomini raffigurati, frutto del restauro ottocentesco. Comunque l’impianto a tre navate è romanico. Nella navata sinistra trovi la tomba di Erasmo da Rotterdam, morto e sepolto qui nel 1536 (sebbene cattolico); dimostra quanto fosse stimato. Attorno all’altare le sedie in legno sono tutte diverse.
Uscendo arrivi nel magnifico chiostro tardo gotico, con numerose tombe sontuose sulle pareti e vista sul Palazzo Vescovile. Le decorazioni in pietra delle finestre sono magistrali: sembrano pizzo. Da un portale torni all’affaccio sul fiume (Basler Pfalz).
Salita sulle torri della Cattedrale

Dal chiostro ammiri le tegole colorate della cattedrale che compongono decorazioni a rombi, ispirate all’Hospices de Beaune in Francia (non lontano). Sono molto belle, ma non creano figure come a Vienna o Zagabria. Il modo migliore per ammirare e fotografarle è salire sulle torri della Cattedrale. Costa 6 franchi e non puoi andare da solo, ma bisogna essere almeno in 2.
Il percorso di 246 gradini è stretto e contorto, soprattutto all’inizio: picchio la testa un paio di volte; per fortuna non sono alto! Ma la vista panoramica già dal balcone è ottima: peccato solo per il cielo grigio che trovo. Già da lì domini la piazza, il chiostro e la vista sul Reno e su Basilea Piccola con edifici moderni, oltre a goderti i colori del tetto. Ma puoi salire 3 livelli (volendo di entrambe), al primo piano della torre e fin sotto la cuspide, con scale a chiocciola un po’ vorticose; foto fantastica da lì. Dalla cima col sole la vista deve essere mozzafiato! Esperienza imperdibile a Basilea.
3.7 Martinsgasse e Martinskirche

Torno in Münsterplatz. Da dove sono arrivato la strada a sinistra scende verso la Marktplatz. Ripercorrendo Augustinergasse incroci un’altra via: è Martinsgasse, nascosta nel centro storico di Basilea. Subito a destra sbircio in un cortile, con sorprendente giardino con fiori e tulipani. La strada gira a destra e continua lunga tra scorci di case pittoresche, semplici e belle. Proseguendo trovi la Blaues Haus con magnifico cancello in ferro battuto; il ricco palazzo era di due fratelli che commerciavano nastri di seta per vestiti. L’industria farmaceutica di cui Basilea ora è leader deriva dai coloranti chimici sviluppati nell’Ottocento proprio per i nastri. L’edificio davanti era una fabbrica di nastri di seta, mentre a fianco c’è l’ingresso al Rathaus, che fu costruito appoggiato alla collina.
In fondo nella piccola piazza c’è la Martinskirche: la chiesa era chiusa, ma ha incantevoli angoli intorno con alberi e Sevogel Brunnen, fontana con soldato con alabarda.
3.8 Rittergasse

Altra via che regala foto stupende è Rittergasse (via del cavaliere), oltre la Münsterplatz. Infatti spesso hai scorci fantastici tra palazzi colorati e le torri della Cattedrale come sfondo, voltandoti indietro. Prima passi davanti al Palazzo arcivescovile a sinistra, mentre nel cortile della scuola a destra trovi il Murus Gallicus, resti di mura romane. Appena oltre a sinistra ecco il Zivilstandsamt, affascinante villa dove celebrano matrimoni civili; nel grazioso giardino vedo la statua di un rospo con corona e tulipani in fiore. Essendo più a nord dell’Italia, la primavera arriva più tardi (così come appurato al Parco Keukenhof in Olanda). Però piovendo spesso, i fiori profumano poco. Nel vicolo cieco a sinistra trovi altri eleganti palazzi, ma io procedo dritto tra impeccabili palazzi barocchi con imposte colorate. Il bello è che per le ampie fronde degli alberi sembra di stare in campagna ed invece sei in pieno centro a Basilea.
3.9 Il Kunstmuseum

Il fascino antico della via si interrompe con un edificio contemporaneo squadrato che sbarra la vista. È il nuovo edificio (Neubau) del Kunstmuseum Basel (Museo d’arte), il museo più prestigioso e ricco della Svizzera. La sede centrale è sull’altro lato della strada, in un edificio anni ‘30.
L’origine della collezione risale al 1661, quando i borghesi di Basilea acquistarono una raccolta eterogenea che rischiava di essere venduta ad Amsterdam. Fu la prima raccolta d’arte aperta al pubblico del mondo. Nel 1939 il Kunstmuseum salvò comprando in Germania molte opere di “arte degenerata” (Chagall, Klee…). Similmente nel 1967 la gente di Basilea votò per comprare 2 opere di Picasso del museo locale, a rischio vendita; il pittore li ricompensò donando 3 altre opere. Ora le tre sedi ospitano una collezione di 300.000 opere esposte a rotazione, con molti celebri artisti. Senza dubbio è assolutamente da vedere a Basilea in 3 giorni.
La mostra Verso

Entro nell’edificio Neubau, contemporaneo e spazioso. C’è un bookshop e la biglietteria, ma soprattutto questo nuovo edificio ospita mostre temporanee. Al momento della mia visita è in corso un’importante esibizione su Medardo Rosso, ma io vado a scoprire la mostra “Verso”. L’argomento è il retro delle opere, spesso ignorato perché oscurato o appeso ad una parete; quindi sono parti che solitamente solo gli esperti dei musei conoscono e possono osservare. Vedi 36 opere dal Trecento al Settecento, tutte appartenenti al Kunstmuseum. Si parte dai trittici medievali, che spesso erano dipinti fronte e retro. A volte ci sono iscrizioni, altre volte lo stemma familiare della persona ritratta nel dipinto; quindi ampia pure il significato dell’opera. Mi ha sorpreso, ma mi è piaciuto molto il concetto della mostra.
Anche Picasso dipinse su entrambi i lati della tela, ma quello lo ammiri nella collezione permanente da cui accedi attraverso il tunnel sotterraneo.
La collezione permanente del Kunstmuseum

L’edificio principale (Hauptbau) del Kunstmuseum da fuori è contraddistinto da arcate; dentro ha un cortile ed affascinanti vetrate istoriate. I due piani superiori sono da poco rinnovati con sale dai colori accesi che contrastano con le opere; effetto molto bello.
L’attrazione principale della collezione permanente è la pittura dell’Alto Reno e dei Paesi Bassi tra XV e XVI secolo; ammiri dipinti di Lucas Cranach, dei Brueghel, Konrad Witz, Matthias Grunewald, ma soprattutto la più grande collezione al mondo della famiglia Holbein, attiva a Basilea. In particolare mi colpiscono i ritratti di Hans Holbein il Giovane, come il Ritratto di Erasmo da Rotterdam che scrive o il Cristo Morto nella tomba che ispirò Dostoevskij, sdraiato orizzontale. Trovi anche un ritratto di Tiziano e un San Giovanni Battista leonardesco, oltre che opere di Rubens e Rembrandt. Notevolissima pure la collezione del XIX e XX secolo con Monet, Cezanne, Degas, Gaugain, Van Gogh, il cubismo di Braque, Otto Dix, Klee, Kandinsky, il già nominato Picasso e molti altri.
3.10 Cena da Gifthüttli

Alle 18:00 il museo chiude. In Italia potrei fare molte altre cose, ma a Basilea è ora di cena. Ripercorro la strada fino alla Cattedrale, ma le nuvole grigie non regalano foto interessanti. Da li scendo con la via Schlüsselberg, passando davanti alla casa Zum Venedig (a Venezia) con leone di San Marco rappresentato nella facciata. In due passi sono nella Marktplatz, sempre dinamica.
Nella vicina via Schneidergasse 11 c’è il ristorante Gifthüttli che offre cucina tipica di Basilea. Sono curioso di assaggiarla. Fuori ha affascinanti dipinti e scritte sulle pareti, dentro ha un’atmosfera tradizionale e accogliente con tanto legno e una stufa in ceramica verde. Qui il piatto forte è il cordon bleu: ordino quello svizzero (Schweizer) di vitello con prosciutto Bünder e formaggio raclette in pangrattato con patatine fritte, accompagnato da birra weiss. Non mi ha entusiasmato: era pesante e le patatine spruzzate di paprika stancano.
3.11 Passeggiata serale per Basilea

In Italia siamo abituati sempre all’ottimo cibo, sarà per quello. Comunque sono abbastanza stanco per il viaggio e le visite, ma non sono nemmeno le 20:00; perciò faccio una passeggiata serale per Basilea, che è ancora vivace. Ad esempio davanti al ristorante c’è l’Andreasplatz, un cortile chiuso tra le case con fontana e alberi con tavolini all’aperto di un altro ristorante. Questi cortili stupendi sono un altro elemento tipico di Basilea.
Però in questo primo giorno mi ha colpito tantissimo la natura del centro storico, con alberi, piante e fiori addossati alle case, per decorarle. Un esempio magnifico sono gli ippocastani rosa in fiore accanto alle pittoresche case di via Spalengraben, vicino alla Spalentor. Perciò aprile è il mese migliore per visitare Basilea. Attraverso nuovamente la porta e rientro in hotel per riposare: per stasera la frizzante night life cittadina può attendere.
4. 2º Giorno a Basilea

Come tipico dei paesi alpini, anche all’Hotel Odelya il letto non è fatto; trovi solo il piumino piegato sul materasso. Lo trovo sempre strano, ma ci sono quasi abituato, Comunque ho dormito benissimo. Così scendo a fare colazione nell’edificio ristorante, separato da 20 metri dall’altro. Sono pochi, però se piove prendi l’acqua o comunque ti colpisce lo sbalzo termico.
La colazione dell’Hotel Odelya è essenziale come l’hotel, ma ben organizzata e con personale preciso. Non trovi mille scelte, ma io riesco a prendere il solito cappuccino (della macchinetta), con cornetto, marmellata e succo d’arancia. Pure qui i cornetti sono vuoti: devi riempirli tu come vuoi. Ma con la marmellata molto liquida combino un disastro: sembra la scena di un crimine! Sarà sempre troppo tardi quando oltre le Alpi scopriranno i cornetti farciti già, come in Italia. Con il pieno di energie sono pronto a visitare Basilea il secondo giorno.
4.1 Via Heuberg

Ripasso la Spalentor per rientrare nel centro storico e trovo una Rolls-Royce rossa fiammante parcheggiata: che fortuna, gran foto assicurata! Arrivo nuovamente al bivio del quartiere Spalenberg: stavolta invece che scendere verso la Marktplatz, proseguo dritto in salita in via Heuberg. Questa strada lunga e praticamente diritta è tranquillissima. Le rifiniture grosse e colorate di finestre e porte delle case di Basilea rende tutto pittoresco e splendido da vedere. Stupiscono ancora le tante piante che decorano le case, in vasi ordinati oppure sono in un angolo di terra appoggiate alle pareti, come qualche glicine. Ma in via Heuberg trovi anche murales o oggetti a decorarle… come un rinoceronte! Poi ti imbatti in un luogo che pare incantato: il piccolo parco di Leonhardskirchplatz con la Leonhardskirche nascosta dietro; è la chiesa riformata francese (evangelica). Dagli spalti hai una vista panoramica sui tetti di Basilea e la Cattedrale che spunta; scorcio affascinante.
4.2 Barfüsserplatz

La discesa abbastanza ripida sottostante (Leonhardsberg) regala altri scorci magnifici sulle case pittoresche di Basilea o angoli con ristoranti con tavoli all’aperto.
Ma oramai sono tornato in piano e mi ritrovo nella movimentata Barfüsserplatz, altra piazza cardine del centro storico di Basilea; chiude il centro storico a sud. Peraltro ha un nome curioso: barfüss significa “a piedi nudi”. Sulla strada passano diverse linee dei tram dirette alla Marktplatz ed è coronata dagli edifici sul monte dove stavo prima; gli edifici su due livelli, torri e il campanile creano un bellissimo effetto anfiteatro. Sarà per quello che hanno scelto il grande piazzale per allestire un campo da beach volley! È in corso un torneo. Vedere la partita con lo sfondo dei palazzi storici in collina è fantastico. La guardo un po’, poi mi giro verso la Barfüsserkirche; questa grande chiesa sconsacrata ora ospita uno dei musei più belli di Basilea.
4.3 L’Historisches Museum

La chiesa ospita l’Historisches Museum (Museo storico di Basilea), inaugurato nel 1894 in questo ex monastero originariamente fuori dalle mura. Le tre navate divise da colonne sono ancora ben visibili, così come le vetrate istoriate coloratissime; saranno originali? Gli stemmi sono stupendi.
In realtà questa è una delle 3 sedi del museo: c’è pure uno stupendo palazzo ed il Musikmuseum. Questo luogo racconta la storia della regione dell’Alto Reno e di Basilea. Ti spiazza però che le vicende non sono esposte in modo cronologico; non aiutano le indicazioni scritte solo in tedesco.
Comunque la visita inizia con una breve storia di Basilea, ricostruita nei modellini; poi un magnifico coro barocco intarsiato a sinistra, mentre nella navata colonne originali delle fontane di Basilea. Oltre trovi altre vetrate istoriate di soggetto religioso, tipiche della regione comprendente anche Friburgo e Strasburgo; ovviamente sono del periodo cattolico: i protestanti vietavano la raffigurazione di Cristo.
Visita dell’Historisches Museum

Il museo è su tre livelli. Dal piano terra sali sulla tribuna ad ammirare il ricco Tesoro della Cattedrale di Basilea, salvato dall’iconoclastia protestante; sono tantissimi reliquiari in oro e argento, anche con volto di santi o re David. La collezione di arte religiosa medievale è il pezzo forte del museo: continua nel coro con statue e stupendi trittici dipinti, come l’altare della chiesa di Calanca con le storie della Vergine, ma soprattutto coi resti della Danza Macabra di Basilea dipinta da Konrad Witz attorno al 1340 e fino al 1805 grande attrazione cittadina; il muro fu abbattuto e sono rimasti 19 frammenti delle 37 coppie danzanti di ogni età e estrazione sociale, dal papa al mendicante. Mi ricorda quella di Clusone.
Nel sotterraneo passi alla sezione archeologica: ricostruisce come è nata Basilea, tra modellini e reperti romani e barberi. Gli Alemanni superarono il Reno, probabilmente come federati dell’impero, combattendo altri barbari; sono rimaste tombe e armi sepolte di quell’epoca. Cambia totalmente dopo: trovi il Grande Gabinetto delle Curiosità (Wunderkammer) dove c’è di tutto: fossili, animali impagliati, mobili, antichità archeologiche, armi, dipinti… Accanto la ricostruzione di 3 stube antiche, una grande raccolta di monete e medaglie ed eccezionali arazzi medievali con scene del paradiso e animali.
4.4 La Fontana di Tinguely e dintorni

Sul lato della chiesa trovi la Fontana di Nettuno, con figura barbuta col tridente scolpita; non è la Fontana di Trevi, ma Basilea ha tantissime fontane e tutte potabili. Lì davanti, accanto a resti delle mura medievali, trovi un sottopasso. Con quello arrivo sull’altro lato della strada alla Fontana di Tinguely, meccanizzata e sorprendente (Tinguely-Brunnen in tedesco); è uno dei simboli di Basilea. Spruzza acqua con tanti meccanismi che si muovono incessantemente, creati dall’artista Jean Tinguely nel 1977; lo scultore basilese ha pure un museo dedicato a Basilea Piccola. Invece alle spalle della fontana trovi il moderno Teatro di Basilea (Theater Basel) e l’Elisabethenkirche in stile neogotico, costruita in un punto rialzato; l’alta guglia ora è in restauro, ma osservo i due bar attorno, dalla placida atmosfera.
Infine ridiscendo nella Barfüsserplatz; c’è il punto informazioni per turisti, oltre a luoghi per mangiare e negozi nei palazzi decorati attorno.
4.5 Gerbergasse e Freie Strasse

Dalla piazza partono due vie che poi confluiscono e sfociano nella Marktplatz. Quella a destra (Streitgasse) è percorsa dai tram, perciò imbocco la via Gerbergasse, un po’ caotica ma pedonale. Ha tanti negozi ed attività, oltre a qualche scorcio interessante. Ma va percorsa soprattutto perché in una via laterale a sinistra (Gerbergasslein) trovi l’House of Rock Mural, il murales delle rockstar. Appare quasi improvviso e sono rappresentati tanti cantanti, coi Beatles a sinistra. È l’opera di street art più famosa del centro; tante altre ne trovi fuori nella zona del Porto e del Macello.
L’altra via principale del centro storico che porta dritta alla Marktplatz è Freie Strasse, la via dello shopping e del passeggio. Questa è più larga ed elegante, con monumentali palazzi, soprattutto in stile eclettico. Trovi anche negozi di grandi marchi come Louis Vitton e Apple, ma manca l’esclusività di Lugano; l’atmosfera è popolare.
4.6 Pranzo al Ristorante Zum Harmonie

Alla fine, quasi improvvisamente, sbuchi nella Marktplatz. Da lì risalgo il quartiere Spalenberg per andare a pranzo al Restauration Zum Harmonie, ristorante / brasserie aperta nel lontano 1807. Ho già preso i tempi di Basilea: ci arrivo alle 12:05. Il fascino del Restauration Zum Harmonie è il locale in stile Art Nouveau, con lampadari pendenti in ferro battuto e stupenda vetrata colorata su disegno del pittore francese Auguste Matisse. Anche il bancone in legno è bello, ma mi aspettavo di più; non è particolarmente affascinante o retrò. Comunque l’atmosfera popolare e familiare è molto accogliente.
Il menù prevede piatti stagionali e tradizionali della zona. Mi faccio consigliare dalla cameriera e prendo un piatto tipico: vitello a fette su crema di funghi con rösti e una birra da bere. Il piatto è delizioso: la zuppa cremosa con carne e funghi è saporita, mitigata dalle patate del rösti.
4.7 Il Giardino botanico

Accanto alla Spalentor c’è un tesoro nascosto: il Giardino botanico dell’Università di Basilea fondato nel 1589. Un semplice cancello ti porta (gratuitamente) in un altro mondo con 7500 varietà di piante. Parti dalle serre: un passo e sei tra vegetazione equatoriale con piante e fiori coloratissimi mai visti e una vasca con pesci colorati; crescono pure le banane! Poi è riscaldato: se fuori fa freddo stai bene. Accanto più freddo e umidissimo l’ambiente delle foreste pluviali, con altre piante sorprendenti.
Nel parco all’aperto interessante l’ambiente roccioso alpino dove crescono tantissime piante e fiori; forma un intricato percorso; un bell’edificio come sfondo dà contrasto. Anche qui trovi altre serre con tantissimi cactus e piante grasse. Il luogo speciale è la serra esagonale (Victoriahaus), con piante tropicali nelle vasche d’acqua; dentro è rotonda e l’effetto fantastico!
Incredibile questo giardino botanico quante piante ha che non conoscevo; poi è grande e ben mantenuto.
4.8 La parte nord del centro storico

Fuori dal Giardino botanico vedo il mercatino delle pulci di Petersplatz. Vecchie cianfrusaglie di tutti i tipi e vestiti sono venduti attorno al parco di questa piazza rettangolare, costeggiata a destra dall’edificio bianco dell’Università di Basilea, a sinistra da un elegantissimo palazzo; davanti invece la Peterskirche in stile gotico.
Un volantino preso nel punto informazioni suggerisce 5 itinerari a piedi. Da qui seguo uno di questi facendo una passeggiata nella parte nord del centro storico. Petergasse è un’altra via pittoresca da percorrere. Scende e incrocia una strada grande; a sinistra scorgo il Totentanz, incantevole piccolo giardino coi tulipani in fiore e case pittoresche dietro; accanto un’altra chiesa. Torno indietro e al Grand Hotel Les Trois Rois con bandiere appese giro in Spiegelgasse fino al Fischmarkt, piccola piazza con fontana al centro e maestosi edifici attorno. Proseguendo oltre la Stadthaus sono di nuovo nella Marktplatz, con ancora i banchi del mercato.
4.9 Il Kirschgarten

Ripercorro Freie Strasse – nel pomeriggio molto animata – fino in fondo. Termina il centro storico con un’ampia strada trafficata ed edifici moderni attorno. A destra l’Elisabethenstrasse, che passa davanti la Elisabethenkirche vista stamattina. Dopo c’è pure la Fontana Elisabethen, con tavolini all’aperto attorno.
Sull’altro lato della strada un’altra sede dell’Historisches Museum: la Haus zum Kirschgarten. L’espressione Kirschgarten (letteralmente “il giardino delle ciliegie”) è anche nella via accanto, ma soprattutto esiste ancora e puoi visitarlo gratuitamente. Devi passare dal museo stesso, chiedendo alle addette. È un angolo neoclassico di Basilea, con tempietto ottagonale e piccolo giardino dove senti scrosciare solo una fontana e uccellini che cinguettano sui rami. Ora i ciliegi sono spariti, ma trovi rose sul sentiero e piante di lillà viola profumati in fiore; è un altro fiore tipico di Basilea ad aprile. Comunque che pace: il Kirschgarten è una chicca nascosta della città, conosciuta da pochi.
4.10 Il Quartiere St. Alban

Altro luogo da visitare a Basilea in 3 giorni è il Quartiere St. Alban, a sud-est del centro. Ci arrivi oltrepassando il Kunstmuseum. È stupendo e tranquillo, adagiato sulla sponda del fiume Reno. La strada si addentra tra belle case e qualche palazzo elegante; poi si biforca attorno ad una casa ad angolo con fontana: la via Mühlenberg scende verso il fiume, l’altra procede verso una delle porte cittadine. Io scendo e compare un bosco, con piccola strada che conduce al Convento di St. Alban. Oltre sfioro il Museo d’arte contemporanea e vedo case pittoresche, ma soprattutto sento lo scrosciare di due torrenti; perciò qui sorsero un mulino e le cartiere che resero famosa Basilea; le stamperie attirarono Erasmo da Rotterdam. Tuttora esiste il Papiermühle (Mulino della carta): è un museo interessante dove conosci tutta la storia. Io però osservo solo la grande ruota del mulino che gira sul torrente.
Il lungoreno di St. Alban e i 4 traghetti

Oltre sorge ancora un tratto delle mura di Basilea che difendevano questa attività preziosa; ora attorno ci giocano cani coi padroni. La torre raggiunge il lungofiume, dove vedi uno spalto panoramico con vista sul Reno e Basilea Piccola; davanti hai le due Torri Roche trapezoidali e altissime (205m): sono le costruzioni più alte della Svizzera. Del resto Basilea ha pure un volto contemporaneo fatto di tanti edifici disegnati da varie archistar.
Ma conserva antico e moderno, come i 4 traghetti che attraversano il fiume Reno sfruttando la corrente, senza motore, legati ad un cavo tra le sponde. Esattamente come il traghetto di Leonardo da Vinci ancora attivo nel mio paese! Un attracco è proprio a fianco e ne vedo uno attraversare.
Lascio St. Alban salendo a vedere la porta antica (St. Alban-Tor), in cima alla collina. Comunque questa è una zona con tanto verde: praticamente è un parco cittadino.
4.11 Il Ponte di Mezzo

Con gli efficienti mezzi pubblici di Basilea torno velocemente in hotel per una doccia rilassante e riposare un po’. Esco di nuovo per le 19:30 per raggiungere il Ponte di Mezzo (Mittlere Brücke in tedesco), ricostruito nel 1905 al posto dell’originale datato 1226 che fu uno dei primi attraversamenti del Reno; fu un elemento decisivo della fortuna di Basilea. Il ponte moderno a basse campate compatte non è particolarmente bello, ma a metà trovi la copia della cappella originaria gotica. Rimane comunque un simbolo di Basilea ed è strategico per raggiungere Basilea Piccola: difatti è attraversato da molti tram. Io l’ho apprezzato soprattutto per le belle viste sul fiume Reno, specialmente verso la Cattedrale. Col calare del sole aumentano i riflessi sul fiume ed il fascino delle torri che spiccano sul centro storico.
4.12 Tramonto a Basilea dalla Rheinpromenade

Quello è il momento migliore per raggiungere la Rheinpromenade, la via pedonale sul lungofiume del Reno. Gran parte delle sponde del fiume hanno una via percorribile dove passeggiare o correre. Ovviamente la zona più importante è quella che fronteggia il centro storico, delimitata da due ponti; Google Maps la chiama Oberer Rheinweg. Che luogo stupendo! Una fila di alberi nascondono edifici curati, decorati spesso da piante; anche qui ho visto stupendi glicini in fiore. Ma soprattutto trovi tavolini dei bar e le buvette, chioschi all’aperto per bere qualcosa in compagnia di amici oppure romanticamente col partner. Super pittoresco lo scorcio tra le fronde, col fiume Reno e la Cattedrale come sfondo! Ci sono pure panchine per ammirare questa vista, ma i ragazzi preferiscono scendere sui gradini lungo la sponda. Barche e canoe sono ancorate ed oscillano nella corrente, ma trovi anche un traghetto per attraversare il fiume (costa 1 franco).
4.13 Cena al ristorante dell’Hotel Krafft

Il sole scende esaltando lo skyline del centro storico e di qualche gru, segno che Basilea è viva, sempre in rinnovamento. La Rheinpromenade è il luogo perfetto per ammirare il tramonto: ispira ottime foto.
Quando il crepuscolo avanza vado a mangiare. Parallela al lungofiume scorre la Rheingasse, via costellata di hotel, ristoranti e bar. Io ho prenotato al Ristorante dell’Hotel Krafft. Anche qui non puoi fare troppo tardi. L’hotel sorge sulla riva ed ha tavoli all’aperto, perfetti in estate; ad aprile preferisco l’elegante sala interna. Interessante il “Lorenz’s menu” dello chef : 3-4 portate a sorpresa. Non ho così fame, così ordino branzino al vapore con asparago verde, spugnola e bietola con purè di contorno. Mi portano pure un’amuse bouche come antipasto. Il pesce è delizioso: si scioglie in bocca; buono pure il pure. In pochi attimi sparisce tutto dal piatto. Come dessert pallina di gelato alla fragola (non granché).
4.14 Passeggiata notturna a Basilea

Per digerire faccio una bella passeggiata notturna a Basilea, nonostante la stanchezza. Però la Rheinpromenade col buio è super affascinante e mi ispira tante foto; sono irresistibili le luci riflesse nel Reno e la magnifica vista sugli edifici di Basilea Grande e la Cattedrale totalmente illuminata. Le fronde degli alberi ed i lampioni retrò aggiungono interesse, mentre qualche coppia è seduta ancora ai tavolini all’aperto o si bacia romanticamente sulla sponda.
Poi salgo sul ponte Wettsteinbrücke e lo attraverso, godendomi le viste sempre più belle e le strisce dei riflessi nella notte buia; questa vista ampia mi ha ricordato il panorama da un ponte di Budapest. L’ispirazione mi dà forze inattese: raggiungo la Cattedrale, ancora più bella e imponente di notte con la piazza vuota; sembra sola, ignorata. Passando dal Rathaus – ora tranquillo – risalgo infine fino alla Spalentor, magnifica nella notte. Finalmente ecco l’Hotel Odelya per un meritato riposo.
5. 3° Giorno a… Colmar

In aprile a Basilea il sole gioca a nascondino e ci riesce bene. Anche oggi non si vede, ma all’inizio della primavera ci sta: il meteo può essere molto variabile, specialmente a nord delle Alpi. Peraltro tira anche più vento della Lombardia, per cui ho percepito più freddo. Poi va a fortuna: puoi trovare anche una settimana di sole.
Comunque dopo un’altra colazione piacevole all’Hotel Odelya, mi preparo per una gita fuoriporta. Come detto, Basilea si trova al confine con Francia e Germania e quindi ha diverse destinazioni molto vicine, seppur in altri stati; ad esempio puoi visitare Friburgo e la Foresta Nera in Germania. L’ente del turismo di Basilea organizza ogni venerdì un’escursione di un giorno a Colmar e dintorni in Alsazia al costo di 89 franchi svizzeri. Visto che era tantissimo che volevo visitare Colmar, non me la perdo. Peraltro puoi andarci anche in treno.
5.1 Visita di Colmar e dintorni

Il punto di incontro è alle 9:00 di fronte alla Fontana di Tinguely. Poi il pullman parte e presto attraversa il confine, viaggiando tra gli ampi paesaggi verdi dell’Alsazia, regione stupenda della Francia.
Presto siamo nell’incantevole Colmar, contraddistinta dalle pittoresche e colorate case a graticcio, alcune delle quali affacciate sui canali: quella zona si chiama Petite Venise (Piccola Venezia) ed è meravigliosa e caratteristica! Insomma imperdibile. Però tutta la cittadina è stupenda, interessante e ben tenuta (seppur molto turistica). Ha pure tanti ristoranti dove pranzare e mi fermo in uno di questi. Ci sarebbe tanto altro da dire su Colmar, visto che è grande; preferisco farlo in un articolo apposito, con calma.
Comunque il tour poi prosegue al misterioso Castello di Haut-Koenigsbourg e nel grazioso borgo di Ribeauvillé. Ritorno alle 19:00 a Basilea super soddisfatto e ancora più curioso di visitare il resto dell’Alsazia.
5.2 Cena al ristorante Besenstiel

Torno in città per la cena. Scelgo il ristorante Besenstiel, dietro al Teatro di Basilea. Propone cucina francese e mediterranea in un locale di classe e stiloso. Atmosfera fantastica e personale gentilissimo. Prendo un antipasto di merluzzo marinato e schiuma leggera di yogurt, gel ponzu e ravanelli agrodolci; gusto molto francese. Segue il piatto principale: petto d’anatra con salsa al vino di Porto e semi di senape con contorno gratin di patate. Un tripudio di colori stupendi, ma mi aspettavo di meglio: è simile all’anatra mangiata in Slovenia, ma quella di Budapest rimane imbattibile. Inoltre la porzione è limitata, così prendo pure un dessert; mi affido alla creazione del giorno dello chef pasticciere: “pietra nel giardino” con pistacchi e lamponi. Meno bello da vedere, ma che capolavoro: il piatto migliore della serata. Solo questo costa 16 franchi; sembrano tanti, ma qui tutto ha un costo differente, non è paragonabile all’Italia.
5.3 La nightlife di Basilea

La nightlife è un’altra attrattiva di Basilea. Per chi è ancora in cerca di cultura, ci sono teatri e locali dedicati alla musica come il The bird’s eye jazz club o Atlantis Basel, uno dei più antichi locali per concerti d’Europa. C’è pure lo Stadcasino, che attira tanti artisti internazionali.
Chi cerca semplicemente divertimento trova in tutta la città bar e club per ballare; in particolare oltre la già citata Rheingasse, c’è la popolare Steinenvorstadt vicino alla Barfüsserplatz o il quartiere alla moda di Klybeck, a nord. I locali da consigliare sono il winebar Consum, l’Amber Bar in stile anni ’70 con terrazza panoramica, il vicino KaBAR trendy e vivace ed il famoso Angel’s Share, dove prendere un cocktail. Per l’aperitivo invece mi hanno consigliato l’Holzpark Klybeck con una nave-faro! Basilea è una delle capitali della musica elettronica: i fan possono scatenarsi sulle piste da ballo fino al mattino.
6. 4° Giorno a Basilea

Finalmente il sole a Basilea! Esalta anche il bellissimo giardino dell’Hotel Odelya, che è grande ed ha diverse piante. Sembra quasi un giardino botanico. Lo guardo prima dai vetri durante della colazione, poi ci faccio una passeggiata. Carico per il cielo azzurro, sono pronto per il 4° giorno a Basilea. So che ho sto parlando di cosa vedere a Basilea in 3 giorni, ma visto che il primo giorno è stato di mezza giornata, con la mezza giornata di oggi fanno 3 giorni interi.
Ci sarebbero tante altre attrazioni da visitare, ma il tempo è stretto. Parto da uno dei 40 musei di Basilea interessanti che ci sono, poi farò una passeggiata per vedere Basilea col sole.
La Spalentor di mattina è controluce. Invece nella Marktplatz c’è sempre qualche evento: oggi una gara di corsa. Impossibile fare foto pulite, la gente è troppa. Così salgo diritto al museo, nella Münsterplatz.
6.1 Museum der Kulturen

Il Museum der Kulturen (Museo delle culture) è il più grande museo etnologico della Svizzera ed uno dei più importanti d’Europa. Ti accoglie con un cortile ed edificio sorprendente con tetto contemporaneo a zigzag degli architetti Herzog & de Meuron.
Nei 4 piani interni il design è moderno. Le indicazioni sono presenti, ma scritte in tedesco; però c’è un qrcode per la spiegazione in altre lingue. Ma le vecchie generazioni o chi come me non ha internet non può leggere nulla; l’ideale sarebbe che ci fosse accanto almeno l’inglese, visto che in tedesco capisci a mala pena di che stato appartengano questi oggetti che raccontano la vita quotidiana di popolazioni sparse per il mondo.
La visita si apre al primo piano con una magnifica casa cerimoniale della Papua Nuova Guinea, altissima e decorata con figure umane. Poi alcuni manufatti africani che stanno per restituire al Benin, come zanne d’avorio intagliate.
Visita del Museum der Kulturen

La collezione ha 340.000 oggetti: vedi statue dell’Indonesia, tappeti del sud del Messico, disegni della Tanzania, kimoni di Okinawa… Il bello è che alcune cose sono recenti, anche degli ultimi 15 anni. Poi l’esposizione è curata benissimo: ampi spazi esaltano tutte le opere; inoltre la musica dolce che proviene da qualche video negli schermi con canti di uccelli infonde un senso di pace.
Al piano superiore ancora l’Africa: scudi di legno decorati, una scultura femminile, bonghi, animali stilizzati e dipinti. Colpisce anche una strana rete rossa che somiglia ad un enorme albero; chissà cos’è. Il terzo piano ti accoglie con tantissimi souvenir: anche la torre di Pisa, la gondola di Venezia o la madonnina con l’acqua santa di Lourdes che ho a casa. In questo piano spiccano le opere dall’India, come un enorme telo dipinto con tantissime figure e cavalieri. Ultimo piano nel tetto contemporaneo del museo: la copertura della grande sala è a zigzag, toccando sorprendentemente terra su un lato. Qui in un angolo spicca un grande Buddha dorato, ma trovi reperti disparati: anche una pelliccia di cacciatori e un teschio dipinto. Insomma in poche sale fai il giro del mondo: che museo affascinante!
6.2 Il souvenir perfetto di Basilea

Una passeggiata col sole e cielo blu mostra la città ancora più incantevole: i colori delle case risplendono e gli scorci sono ancora più belli.
Ci sarebbero altri musei interessanti oppure luoghi simbolo da vedere come Padiglione circolare della Fiera di Basilea, sempre degli architetti Herzog e de Meuron. Però mi concentro su un’altra tipicità di Basilea: i biscotti. In particolare è rinomata per due tipi: il Basler Läckerli (o solo Lackerli), fatto con miele e farina e gustato tutto l’anno; il Basler Brunsli fatto di mandorle e gustato principalmente a Natale in tutta la Svizzera. I negozi che li vendono sono sparsi, ma non c’è modo migliore di conoscerli che visitare la fabbrica di Jakob’s Basler Leckerly, la più antica manifattura di biscotti della Svizzera. Aperta da 270 anni, puoi scoprire come vengono creati e degustarli. Una scatola di questi biscotti speziati è il souvenir perfetto di Basilea.
6.3 Pranzo al Zum Kuss

Il tempo scorre veloce. Riprendo la valigia e mi avvicino alla stazione. Prima però vado al Zum Kuss a mangiare. Questo bar/ristorante si trova in una ex cappella totalmente restaurata accanto al piccolo De-Wette Park, ombroso e tranquillo; contrasta con gli edifici moderni attorno. Della chiesa è rimasta solo la forma esterna: dentro ha una sala stilosa e moderna, con con qualche tavolino fuori sotto alcuni ombrelloni. Stupenda l’atmosfera giovanile e informale, anche per i ragazzi che compongono il personale. È decisamente più un bar che ristorante. Però soprattutto nel weekend non hanno molto da mangiare: prendo una pizza e birra panache. La pizza non grande, ma decisamente gustosa.
6.4 La Markthalle

L’altra alternativa era praticamente dall’altra parte della strada, da raggiungere con un ponte che attraversa il grande incrocio. È la Markthalle, storico mercato coperto di Basilea con edificio a cupola; da fuori sembra un palazzetto dello sport. Al piano inferiore trovi anche una palestra, sopra tanti stand alimentari e bar per mangiare, con cucine molto differenti. Di domenica è pieno di famiglie con bambini, che si divertono scendendo lo scivolo per risalire con le scale mobili. L’atmosfera è decisamente rumorosa e caotica: sono contento della mia scelta. Però alcuni stand con luci appese sono affascinanti.
Altri due passi ed ecco la bella stazione di Basilea (Basel SBB). Prendo il treno per rientrare in Italia in tempismo perfetto; sarà l’aria svizzera che ti contagia? Comunque con la precisione e frequenza dei mezzi pubblici di Basilea puoi concentrarti solo a goderti le bellezze della città.
7. Conclusioni

Io mi sono concentrato sulla visita del centro storico, con gli edifici antichi che ho descritto; questo fascino tranquillo mi ha conquistato. Però come accennato, Basilea ha varie facce; è anche tante architetture contemporanee di archistar come Mario Botta, Zaha Hadid, Renzo Piano… Chi è interessato a quelle – anche fotograficamente – ha tantissimo materiale. Per esempio dell’architetto italiano trovi nei dintorni la Fondazione Beyeler con molti dipinti di artisti come Van Gogh e Picasso. Pure il Museo Tinguely deve essere interessante. Del resto Basilea è davvero la capitale culturale della Svizzera: ne trovi tantissima. Ad esempio a giugno ospita Art Basel, la più grande fiera internazionale dell’arte contemporanea.
Altra cosa che mi ha colpito è il tantissimo verde, sia vicino a case e palazzi del centro, sia attorno. Sarà quello, sarà la bellezza, saranno i mezzi pubblici efficienti, ma vedi tanta gente sorridente: sembra un posto fantastico dove vivere!
7.1 Perché Basilea si vede poco sui social?

Basilea è incantevole da visitare e da fotografare; mi ha dato grandissima ispirazione. Però se ne sente parlare poco sui social network (ed in generale), specialmente in Italia; il nome è conosciuto, ma la sua bellezza non è così nota e girano pochi post con le sue immagini. Non capisco il motivo. Forse succede perché non ha un monumento iconico che ti fa immediatamente pensare a Basilea (al contrario dei trulli per la Puglia); la Cattedrale non è celebre.
Questo è l’unico difetto, perché per il resto ha tutto per essere considerata tra le città più belle d’Europa. Credo che paghi la concorrenza con le altre città svizzere molto belle (e più pittoresche, come ad esempio Lucerna); inoltre sicuramente paga il fatto di essere cara da visitare: in Svizzera costa tutto di più. Ma essendo molto interessante e meno visitata, mi ha ricordato Graz in Austria. Merita di essere conosciuta.
Spero che anche tu voglia visitare Basilea in 3 giorni, con tutte le sue bellezze. Se avessi domande o ti è piaciuto il mio articolo lascia un commento e condividilo. Qui trovi la mia escursione a Colmar.
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Articolo in collaborazione con Basel Tourismus
Altre foto e video:
La camera dell’Hotel Odelya
Vista panoramica dalle torri della Cattedrale di Basilea
La wunderkammer dell’Historisches Museum
La sorprendente Fontana di Tinguely
La serra equatoriale del Giardino Botanico di Basilea