Cosa vedere a Bolzano in 2 giorni: che città pittoresca

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In Italia si parla italiano, si sa. Ma trovi luoghi dove la popolazione parla un’altra lingua; però in una sola zona la maggior parte delle persone parla tedesco: è l’Alto Adige, conosciuto anche come Sudtirol. Sorprendentemente (per me), nel capoluogo provinciale prevale la lingua di Dante. Infatti se ci fai caso, nei cartelli cittadini di Bolzano la prima lingua è l’italiano. Il motivo è celato nella sua storia. Per scoprirlo ho passato un weekend a Bolzano, girovagando attentamente nelle vie pittoresche del centro storico tra i palazzi coi tradizionali erker e facciate affrescate o colorate, i portici della via principale o la grande Piazza Walther col Duomo. Ma cosa vedere a Bolzano in 2 giorni? Te lo racconto, illustrando gli splendidi musei, le chiese storiche, il quartiere fascista ed i castelli nei dintorni dove la natura è protagonista. Non sembra, ma le cose da vedere a Bolzano sono molte!

  1. Introduzione
  2. Dove dormire a Bolzano
  3. Cosa vedere a Bolzano: 1° Giorno
  4. Cosa vedere a Bolzano il 2° giorno
  5. Conclusioni

Cosa vedere a Bolzano in 2 giorni

1. Introduzione

Il Duomo di Bolzano, da vedere in un weekend in Alto Adige
Il Duomo, simbolo di Bolzano

Bolzano si trova alla confluenza di 3 fiumi: il centro storico è protetto dal fiume Isarco ed il torrente Talvera, mentre a sud della moderna Bolzano scende il fiume Adige. È al centro di una zona pianeggiante chiamata conca bolzanina, dal diametro di 70km; pochi sanno che è un enorme vulcano estinto! In estate picchia il sole e le montagne attorno non fanno girare l’aria; perciò le temperature sono altissime! Parlando sempre di clima, Bolzano ha 300 giorni di sole all’anno; infatti le Alpi a nord bloccano le perturbazioni. Quindi è un clima continentale con temperature mediterranee (che i turisti tedeschi e austriaci amano tanto). Altra particolarità: a Bolzano il 70% della popolazione è di lingua italiana, al contrario di tutto il Sudtirol. Però è bello sentire chiacchierare gente bilingue: prima parla in tedesco e poi continua in italiano, come nulla fosse. Questo rende unico l’Alto Adige!

1.1 Come raggiungere Bolzano

Il castello di Avio visto dal treno Milano-Bolzano
Il castello di Avio visto dal treno

Bolzano è una destinazione green tra le montagne e la natura. Perciò è ideale raggiungere la città in treno. Da Milano il tragitto col treno Frecciarossa prevede il cambio a Verona, per poi raggiungere il Sudtirol passando da Rovereto e Trento; questa tratta però non è ad alta velocità, per cui è lunga. Ad esempio mezz’ora separa Trento da Bolzano. Ma procedendo piano ti permette di osservare le possenti ed alte montagne che proteggono la valle dell’Adige, col castello di Avio che spunta subito sulla sinistra. Il percorso risale tra piccoli paesi e le grandi distese di vitigni che caratterizzano la piana. Coi due treni Frecciarossa sei a destinazione in 3 ore (ed un cambio); ma in giornata puoi trovare qualche raro treno diretto.
Essendo la città piccola, la stazione di Bolzano è nel centro storico. Quindi raggiungi facilmente a piedi l’hotel che ti ospita.

 

2. Dove alloggiare a Bolzano

Dove dormire a Bolzano? Nell'elegante Parkhotel Laurin
L’eleganza del Parkhotel Laurin di Bolzano

L’albergo perfetto per alloggiare a Bolzano arrivando in treno è il WorldHotels Parkhotel Laurin, che si trova a 200m dalla stazione nell’omonima via Laurin. È un hotel 4 stelle che fa parte del gruppo BWH Hotels Italia & Malta. Aperto nel 1910, il Laurin è il Grand Hotel storico di Bolzano: infatti da fuori è magnifico ed imponente. Fin dalla fondazione è un “parkhotel: infatti il fondatore Franz Staffler creò il parcheggio di fronte ed aprì una pompa di rifornimento benzina a Bolzano; era la terza dell’Impero Austroungarico dopo Vienna e Praga. Che lungimiranza! Però il Laurin è soprattutto un art hotel: infatti custodisce 350 opere d’arte contemporanea che si uniscono al fascino Jugendstil originale dell’edificio. Praticamente anch’esso è tra le cose da vedere a Bolzano! Tutto ciò lo rende un albergo unico, con un’anima ben percepibile. Poi ha tutti i comfort moderni per un perfetto soggiorno. La mia camera dal fascino retrò è super luminosa e candida, con due dipinti appesi; il bagno è fantastico, tutto coperto di marmo bianco con venature nere. 

2.1 Pranzo al Laurin Bar

Il magnifico bar in stile liberty dell'Hotel Laurin a Bolzano
Il magnifico bar dell’Hotel Laurin

Dopo il check-in, raggiungo il magnifico bar dell’hotel: il Laurin Bar. Colpiscono subito l’affascinante bancone in stile liberty e particolari affreschi grotteschi e fumettistici che corrono sotto il soffitto eseguiti dall’artista tedesco Bruno Goldschmitt nel 1911; raccontano la saga di Re Laurino, leggendario capo dei Ladini, molto popolare in Alto Adige; perciò l’hotel si chiama così. Che bellezza sorprendente! Accanto trovi la Sala delle Dame in stile classico, contigua a quella dei Signori (la sala fumatori); stupendo questo verde acqua!
Torniamo nel bar camminando sul parquet gracidante e noto alcuni particolari: la scritta “on stage” ed il tappeto con note musicali. Poi le bottiglie a vista del bancone ed il vecchio camino muto, con davanti comode poltrone sparse. Ci sediamo: pranziamo qui. Ordino due stuzzichini con salame e salmone, più una focaccia abbondante e birra non filtrata. Un pranzo sostanzioso, chiacchierando amabilmente in un posto stupendo: che volere di più?

2.2 Visita dell’Hotel Laurin

Il giardino dell'Hotel Laurin di Bolzano in versione invernale
Il giardino dell’Hotel Laurin in versione invernale

Come detto, l’Hotel Laurin è talmente bello che merita di essere visitato. Ha dettagli da scovare, come la placca vicino alla reception che ricorda l’apertura dell’albergo il 15 agosto 1910. Salendo lo scalone Jugendstil trovi al primo piano i disegni originali di Goldschmitt, quelli dipinti nel bar. A fianco 4 sale business, usate per congressi ed eventi. Ciò che colpisce è lo stile del Grand Hotel: è stato conservato il più possibile dell’edificio Jugendstil ideato dai fratelli Ludwig (allievi del grande Otto Wagner) e voluto dal fondatore Franz Staffler. Ma il discendente omonimo Franz Staffler attorno al 1990 affidò all’architetto Boris Podrecca la ristrutturazione totale del Laurin; fu lui a scegliere le opere d’arte contemporanee dell’hotel (camere comprese). Nel check-in ti danno la card per entrare in camera e la spiegazione delle opere della stanza! Insomma coniuga benissimo antico e moderno, regalando un fascino unico.
Altro punto forte del Laurin è il giardino all’inglese, costellato di piante particolari come una rosa di Merano alta svariati metri; poi qui trovi anche statue; in particolare tanti elefanti, l’animale preferito di Franz Staffler. Poi c’è una piscina con sauna, che allieta dall’afa estiva.

 

3. Cosa vedere a Bolzano: 1° Giorno

Case di Bolzano coi tipici erker e facciate affrescate
Case di Bolzano coi tipici erker

Dopo aver conosciuto bene il posto dove dormiamo, usciamo per vedere Bolzano. Essendo una piccola città ed in piano, è perfettamente visitabile a piedi. Pensa che un secolo fa era minuscola, ancora circondata da vigneti! Lo sviluppo fascista negli anni ’30 e poi quello industriale l’hanno resa una città con 105.000 abitanti. Ma tra il fiume Isarco ed il torrente Talvera il centro storico si è conservato caratteristico ed intatto (nonostante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale). Ora è chiuso al traffico, per cui è sempre vivacemente animato da abitanti o turisti che passeggiano; tra queste poche vie pittoresche l’atmosfera che percepisci è tranquilla, come la gente del Sudtirol. È la parte più interessante turisticamente, assieme a quella oltre il torrente Talvera (la Città Nuova). Queste due sono le zone da vedere a Bolzano in un weekend.

3.1 Piazza Walther 

Piazza Walther a Bolzano in primavera con magnolie in fiore
Scorcio di Piazza Walther con magnolie in fiore

Il cuore di Bolzano è Piazza Walther, la piazza principale creata nell’Ottocento. In fondo ammiri il retro del Duomo, attorno caratteristici edifici colorati, lampioni retrò e magnolie bianche; ora che è inizio primavera sono meravigliosamente in fiore! Invece al centro spicca il monumento a Walther von der Vogelweide (1889), il più famoso poeta medievale tedesco che dà nome alla piazza. Non originario del Sudtirol, ma è il simbolo della cultura tedesca: Walther guarda verso sud e difende il territorio linguistico tedesco; in risposta il sindaco di Trento mise Dante che guarda verso nord. La statua neoromanica è in marmo chiaro di Lasa (in val Venosta), lo stesso della stazione della metro di Ground Zero a New York. Il pavimento in sanpietrini è quarzo porfiriaco, quello che forma la conca bolzanina. Piazza Walther è caratterizzata da bar, ristoranti, hotel e negozi che la rendono sempre viva: è il salotto di Bolzano.

3.2 Il Duomo di Bolzano

L'interno del Duomo di Bolzano in stile gotico
L’interno del Duomo di Bolzano

L’edificio simbolo di Bolzano è il Duomo in stile gotico. Da Piazza Walther scatta la classica foto al campanile che svetta sul tetto e l’abside; ha tegole policrome a losanghe come la Cattedrale di Vienna. Però diversamente da altre piazze, il Duomo si affaccia altrove, sulla piccola Piazza della Parrocchia. Qui ammiri il portale romanico con leoni stilofori rossi che ricordano Modena o la mia Bergamo. Faceva parte della precedente chiesa medievale; nel Quattrocento partirono i lavori per la grande basilica gotica a tre navate, terminata nel 1517. È ciò che ammiri oggi, seppur gravemente colpita dalla guerra. Però i restauri che seguirono hanno fatto riscoprire le fondamenta della chiesa paleocristiana del IV secolo. All’interno i danni sono evidenti: i muri sono perlopiù spogli. Tra i pochi affreschi originari salvati, alcuni trecenteschi sul lato sud. Pregevole il pulpito di Hans Lutz (1514) e la settecentesca cappella delle Grazie sul fondo, dietro l’altare. È splendido che visitando il Duomo di Bolzano hai come sottofondo la musica dell’organo, forte e sontuosa.

3.3 Chiesa dei Domenicani

Affresco giottesco da vedere nella chiesa dei Domenicani di Bolzano
Affresco giottesco nella Cappella di San Giovanni della chiesa dei Domenicani

A fianco un’altra chiesa importantissima di Bolzano: la Chiesa dei Domenicani. Nel Duecento la città divenne importante ed arrivarono i tre grandi ordini monastici: Domenicani e Cappuccini a sud, Francescani a nord. Questa chiesa fu costruita attorno al 1270, in stile gotico: fu la prima simile in Sudtirol. Anch’essa danneggiata dalla guerra, perciò ha muri bianchi che profondono serenità. Però trovi alcuni affreschi del ‘300-‘400 e nella cappella a sinistra un dipinto del Guercino. Per fortuna si è salvata la meravigliosa cappella di San Giovanni, interamente affrescata da discepoli di Giotto a metà Trecento; sembra di stare nella cappella degli Scrovegni di Padova per certi affreschi! Il Trionfo della Morte è il più famoso. Così portarono qui le 3 novità giottesche: l’espressione dei sentimenti nei volti, bidimensionalità (come Giuseppe dietro l’asino) e stupendi paesaggi italiani.
La chiesa dei Domenicani ha un bellissimo chiostro con affreschi… ma non ho trovato l’ingresso!

3.5 Passeggiata per le vie di Bolzano

Scorcio di Bolzano: via dei Bottai col Municipio Nuovo in fondo
Scorcio di via dei Bottai col Municipio Nuovo in fondo

La cosa più bella da fare visitando Bolzano è girare tra le vie del centro storico. Così ammiri i tipici palazzi tirolesi con facciate colorate o decorate da affreschi o decorazioni; qui spiccano gli erker, peculiari finestre esposte per poter osservare tutta la via e illuminare la stanza. L’elegante magnificenza di Piazza Walther continua nei nobili palazzi settecenteschi dal fascino asburgico di via della Mostra; la parallela via Argentieri è più caratteristica ed antica, con tanti locali e tavoli all’aperto. Sul fondo si apre uno spiazzo: Piazza del Grano. Su una casa vedi lo stemma con l’aquila rossa dei conti del Tirolo, degli Asburgo (rosso bianco rosso, come l’Austria) e sotto quello di Bolzano; racconta la storia cittadina, dopo che nel 1276 Mainardo II conte del Tirolo conquistò Bolzano sottraendola ai principi vescovi di Trento. Un vicolo conduce in Piazza del Municipio, col Municipio Nuovo in forme neobarocche germaniche e dettagli Jugendstil; questa zona è novecentesca, ma porta a via dei Bottai, con le case più belle di Bolzano: alcune hanno insegne in ferro battuto (anche se non tante come in Getreidegasse a Salisburgo); la più bella rappresenta un pavone.

3.5 Via dei Portici

La caratteristica Via dei Portici, da vedere a Bolzano in 2 giorni
La caratteristica Via dei Portici

Torniamo in Piazza del Municipio per raggiungere la strada più caratteristica di Bolzano: via dei Portici. Voluta anticamente dai vescovi di Trento, ha portici lunghi 300m a destra e a sinistra, tipici delle cittadine delle Alpi. Orientata da est ad ovest, la strada non è esposta all’afa estiva ed ai gelidi venti invernali. Ammiri magnifiche case colorate costruite dal Cinquecento in poi; incendi e inondazioni hanno distrutto quelle più antiche. Puoi conoscerne l’età dagli erker: nelle più vecchie è al primo piano (nella stube); dopo l’apertura ai traffici, dovettero spostare gli erker al secondo piano. Una delle 8 beatitudini bolzanine era avere la casa qui. Queste case un tempo pagavano le tasse per la metratura sulla strada: perciò mediamente la facciata è di 7m, ma sono profonde 70! Spesso avevano cortili interni per fare entrare la luce. Sotto ai portici lunghi passaggi servivano per tagliare il fuoco e prevenire incendi.

3.6 Piazza delle Erbe

Piazza delle Erbe di Bolzano coi banchi del mercato
La pittoresca Piazza delle Erbe coi banchi del mercato

Dopo la conquista, Mainardo II distrusse il castello e le mura di Bolzano, riempiendo il fossato. Dove sorgevano le mura nacque Piazza delle Erbe, la più vivace zona del centro. Nonostante il nome, è una lunga via ricurva dove trovi sempre le bancarelle del mercato (tranne la domenica); i locali comprano qui pane tipico, frutta, verdura o altre specialità alimentari. Per colori e vitalità, Piazza delle Erbe è più mediterranea che tirolese! Ci sono anche negozi, come la macelleria Feinkost Egger, dal profumo delizioso e inebriante; vende lo speck, tipico prodotto altoatesino che unisce l’arte italiana dei prosciutti all’arte austriaca di trattare la carne. Sull’angolo con via dei Portici dove c’era la gogna trovi la settecentesca Fontana del Nettuno: la magra statua in bronzo rappresenta il torrente Talvera (o l’Adige) che portò la ricchezza. Di fronte sorgeva l’albergo Al Sole dove soggiornarono Lutero, Goethe e l’imperatore Giuseppe II, distrutto nell’Ottocento.

3.7 Il Monumento alla Vittoria

Il Monumento alla Vittoria di Bolzano in stile fascista
Il Monumento alla Vittoria in stile fascista

Una traversa della piazza è via Museo, con altre belle case con erker e affreschi. Conduce al torrente Talvera, ma la via prima del ponte ha palazzi neogotici e neobarocchi: ricostruisce Norimberga, sempre per conservare la cultura tedesca. All’angolo l’alta torre del Museo Civico. 
Attraversando il placido torrente osservo il paesaggio verde tra i monti: la natura si affaccia ancora su Bolzano. Dall’altro lato spicca il bianchissimo ed imponente Monumento alla Vittoria, che celebra la vittoria sull’Austria nella Prima Guerra Mondiale. Inaugurato nel 1928, è in puro stile fascista con colonne a fascio littorio. Ci lavorarono scultori importanti come Pietro Canonica e Adolfo Wildt. Nel frontone la Vittoria Sagittaria ha la freccia puntata verso nord, mentre l’iscrizione latina ancora visibile dice che “qui sono i confini della Patria e portammo lingua, diritto ed arti”.
L’affrescata cripta sottostante ospita una mostra che approfondisce le vicende del Sudtirolo durante il Ventennio fascista, per sensibilizzare sulla questione della coesistenza linguistica e culturale. Il problema ora sembra fortunatamente risolto. Comunque questo contestato monumento è il simbolo della Città Nuova.

3.8 La Città Nuova

Casa del quartiere italiano di Bolzano di epoca fascista
Casa del quartiere italiano di Bolzano

Come detto, qui 100 anni fa era aperta campagna. Con l’annessione all’Italia e l’ascesa del fascismo Mussolini volle ammodernare ed espandere Bolzano (trasformandola nella “Grande Bolzano”): perciò creò la provincia di Bolzano e nacque la Città Nuova. Questa zona fu disegnata da Marcello Piacentini, massimo urbanista del fascismo; lavorò anche a Bergamo e Brescia. Al centro storico medievale coi portici contrappose i portici razionalisti di Corso della Libertà, simbolo del suo intervento assieme al Monumento alla Vittoria. Tutta questa sponda fu colonizzata da decine di migliaia di immigrati italiani: infatti ora il 70% dei bolzanini parla italiano (al contrario del Sudtirol). Inoltre il fascismo vietò la lingua tedesca ed impose toponomastica e maestri italiani. Ovviamente ciò comportò tensioni con la popolazione di lingua tedesca.
Attraversando il quartiere italiano lungo il torrente vedi strade e case tranquille e semplici, simili a Venezia; furono realizzate per far sentire gli italiani a casa.

3.9 Il Museion e una Bolzano insolita

L'architettura contemporanea del Museion, da vedere a Bolzano
L’architettura contemporanea del Museion

La Passeggiata Lungotalvera S. Quirino è un piccolo parco con alberi e prati che costeggia il torrente, dove la gente passeggia, va in bici o corre. Qui un doppio ponte curvo in vetro collega al Museion dall’altra parte, con facciata a cubo; queste due belle architetture contemporanee si sposano bene. Il Museion è il prestigioso museo d’arte moderna e contemporanea di Bolzano. Ospita 4200 opere, oltre che eventi culturali e didattici. Purtroppo non lo visitiamo, ma osserviamo i giovani che chiacchierano placidamente al bar al piano terra. Con l’università fondata 25 anni fa, questa zona è rinata! Lo dimostra una casa decorata da opere di street art poco più avanti. Alle spalle un alto pino affianca una piccola casa di pietra scura e tetti spioventi; sembra trasportata dal nord Europa! Che strani e curiosi questi angoli: Bolzano è una città che sa stupire. Poi via Giosuè Carducci riporta al Duomo.

3.10 Aperitivo in hotel

Gin tonic del Bar Laurin con gin ideato dall'hotel
Il gin tonic del Bar Laurin

Torniamo in hotel. Rapido riposo e doccia, poi scendo di nuovo al Laurin bar per l’aperitivo. Le luci soffuse regalano ancora più fascino. Peccato che sia inizio settimana, perché dal giovedì alla domenica suonano musicisti jazz o un dj: deve essere fantastico! D’estate tutto si trasferisce nel giardino: la Summer Lounge dell’Hotel Laurin diventa un posto speciale ed imperdibile: ci vengono anche gli abitanti di Bolzano. Infatti è aperto anche ai clienti esterni (come i ristoranti). Deve essere stupendo in estate: natura e musica dal vivo.
La cosa che apprezzo di più è la continua creatività: sfornano sempre nuove idee. Il capo bar Christian ha creato il gin dell’hotel (chiamato King Laurin); hanno provato varie produzioni per poi scegliere quella con fiori di hibiscus e ginepro, che crescono nel giardino dell’hotel: questa è stata l’ispirazione! Perciò per aperitivo scelgo un gin tonic. Mangio qualche stuzzichino, ma tengo spazio per la cena.

3.11 Cena in hotel al ristorante ConTanima

Piatto GAME del Ristorante ConTanima di Bolzano (chef D. Tornatore)
Il piatto GAME del Ristorante ConTanima

L’Hotel Laurin ha due ristoranti. Oltre il giardino, nella vecchia serra c’è il Ristorante ConTanima dello chef Dario Tornatore. L’ambiente è eccezionalmente affascinante: sia la sala con vetrata, sia l’altra col soffitto decorato da oggetti antichi incollati; un orologio, quadri, un tappeto, dischi… Tutto capovolto, sembra di stare in Alice nel paese delle meraviglie! Noi assaggiamo il menù degustazione, con ogni piatto abbinato ad un vino diverso. Si apre con uno shot analcolico, poi succo di mela rossa con bollicine. L’antipasto è d’ispirazione romana: mini panino con porchetta all’asiatica, un vasetto con supplì, le puntarelle e… un uovo alla carbonara! Pure una vasca con acqua per lavarsi le mani: lo chef è un giocherellone! A seguire un boccone di kimtchi piccante per pulire il palato e cominciare la cena.
Il piatto più sorprendente è GAME (che in inglese significa gioco, ma anche selvaggina): nuvola d’infusione di pino mugo, mousse di selvaggina e funghi, spugne di erbe aromatiche e spinaci. Dopo carciofo con maionese al tartufo e tartufo grattugiato fresco; qua torna la romanità dello chef. Poi genovese in versione vegetariana e candele (pasta abruzzese) ripiene di cipolla e formaggio. Poi un raviolo d’agnello blasfemo: non direi nemmeno sia agnello. Ho preferito il gyutan (lingua) tagliato fine e gyoza con dentro altra lingua: grassa, ma molto gustosa. Foglie delle Dolomiti di pre-dessert e infine come dolce gelato di mozzarella di bufala e pastiera rivisitata, velata con mozzarella di bufala come il Cristo Velato di Napoli.
Per i miei gusti, lo chef è esageratamente creativo: sono tutti piatti molto concettuali ed artistici, ma da mangiare c’è poco. Inoltre avrei gradito gusti locali, non un cucina romana-campana con influenze orientali. Però è stata una bella esperienza.

 

4. Cosa vedere a Bolzano il 2° giorno

L'affascinante sala ristorante dell'hotel Laurin a Bolzano
L’affascinante sala ristorante dell’hotel Laurin

Apro le pesanti tende della camera dell’Hotel Laurin e faccio entrare un po’ di sole. Poi scendo a fare colazione nell’area ristorante, vicino alla reception. La stupenda sala coniuga antico e moderno: dipinti contemporanei colorati incorniciati da stucchi bianchi dal fascino retrò; mi ricorda una sezione del Palazzo Ducale di Sassuolo che faceva lo stesso contrasto. La colazione a buffet rappresenta molto bene l’Alto Adige: c’è ordine e precisione, senza l’offerta eccessiva dei banchi faraonici dei grandi hotel che ho visto da poco in Egitto (ad esempio). I clienti tedeschi apprezzano soprattutto la colazione continentale salata, io scelgo la colazione dolce con cornetto e cappuccino che richiedo al cameriere. Poi un bicchiere di succo d’arancia che non deve mancare mai.
Con la caffeina in corpo sono pronto a uscire. Cosa vedere a Bolzano il 2° giorno? Ci sono musei, castelli, attività artigianali e chicche nascoste. 

4.1 Tre chicche nascoste di Bolzano

Cosa vedere a Bolzano? Il negozio COS con magnifici affreschi
Il negozio COS con magnifici e sorprendenti affreschi

Come ogni città, anche Bolzano ha chicche nascoste da scoprire. Sono 3 posti del centro storico che solo i locali conoscono e possono consigliarti. Il primo è il negozio COS nell’elegante via della Mostra. Vende vestiti ed accessori femminili ed il piano terra è come tanti. Però al primo piano ammiri soffitti stuccati, al secondo due magnifiche sale affrescate con lampadari pendenti; quella grande ha scene di carnevale e architetture trompe l’oeil, quella piccola cineserie. I prodotti in vendita contrastano con l’arte: che meraviglia nascosta di Bolzano!
Gli altri sono due palazzi attigui in via dei Portici. Il negozio sportivo Sportler Alpin è multipiano; all’ultimo trovi un ristorante… con terrazza con vista panoramica sui tetti di Bolzano. Esistono 2-3 luoghi simili in città, come Thaler e Goldenstern. Tornato in strada, a fianco c’è il negozio di Artigiani Atesini nel magnifico Palazzo Mercantile; senti il profumo di legno di questi prodotti!

4.2 Lo scultore Manuel Tschager

Lo scultore Manuel Tschager nel suo atelier di Bolzano
Lo scultore Manuel Tschager nel suo atelier

In via dei Portici 2 trovi pure l’attività artistica dello scultore Manuel Tschager. Il negozio vende oggetti d’arte molto particolari: piacerebbero a mia zia Stefania. In fondo c’è il suo atelier con attrezzi ovunque: è il classico caos apparente dell’artista, già conosciuto dai liutai di Cremona. Statue ovunque: alcune alte, alcune piccole, altre medie; poi di differenti materiali: bozzetti d’argilla che riesce a creare in 4-5 ore (se ispirato), poi sculture in legno, da cui fa il calco per fonderle in bronzo. Fusione a parte, fa tutto qui: infatti vedi argilla e trucioli di legno per terra. Dalle parole di Manuel emerge chiaramente che è entusiasta del suo essere un libero artista, senza dover più dipendere dalle commissioni. Crea ciò che vuole, spesso realizzando varie opere in contemporanea, a seconda dell’ispirazione del momento; lo capisco bene. Conta l’armonia e la bellezza dell’opera, non le logiche di vendita. Davvero ammirevole.

Le opere di Manuel Tschager

L’atelier dello scultore Manuel Tschager è da vedere a Bolzano in 2 giorni dello scultore Manuel Tschager
Statua di Manuel Tschager: che stile unico!

Manuel Tschager ha cominciato a scolpire a 4-5 anni; scuola di scultura in Valle Aurina, poi Val Gardena, infine dal maestro dove ha scolpito santi per 7 anni. Aprendo la sua attività, ha lavorato per anni su commissione; stile gotico/romanico/barocco (anche per il papa) o opere moderne; ne è rimasta traccia nella grande Madonna in legno, in un angolo dell’atelier. Ma improvvisamente 15 anni fa ha deciso di cambiare per scolpire e comunicare ciò che vuole. Facendoci caso, i soggetti sono spesso femminili; infatti la sua fonte d’ispirazione sono 3 donne, tra cui la madre. Il segno distintivo è scolpire persone senza occhi ed orecchie! Stile particolare, somiglia ai disegni del Piccolo Principe.
Per Manuel i sogni sono importantissimi: tutto comincia da lì. Inoltre rappresenta con passione i sentimenti, magari sotto forma di simboli come la farfalla che è la felicità che può fuggire o la mela. Stupenda la Libertà, che si dondola sull’altalena, o  l’Anima Gemella, scolpita dalla stessa radice: una mano libera, l’altra protegge l’amante. I valori dell’amore, dell’amicizia e della famiglia sono fondamentali: emergono dalle sue opere. La donna rappresentando inconsciamente la fragilità esprime meglio il suo messaggio.

4.3 Ötzi, la star di Bolzano

Il Museo Archeologico di Bolzano custodisce Ötzi, la mummia di uomo primitivo
Ricostruzione di Ötzi, l’uomo primitivo

Il museo da vedere a Bolzano è il Museo Archeologico dell’Alto Adige in via Museo. Che ha di speciale? Custodisce la star di Bolzano: Ötzi, la mummia di uomo primitivo di 5300 anni. È stato ritrovato per caso nel 1991 da una coppia tedesca sul ghiacciaio di Similaun, al confine con l’Austria (perciò fu inizialmente conteso). Lo stato di conservazione lo rende unico: solitamente trovi solo ossa dell’epoca, invece grazie alla neve Ötzi ha conservato pelle, unghie, capelli e vestiti ed armi che indossava. Perciò è importantissimo! Tutto è esposto: berretto, graticcio di erbe intrecciate come parapioggia, sopraveste di pelle, perizoma, gambali e scarpe con suole di cuoio d’orso: era ben equipaggiato! Poi le armi: arco di 182 cm (lui era 160), faretra e 14 frecce, un pugnale di selce e ascia in rame; ciò ha fatto retrodatare l’inizio dell’Età del Rame in Europa! Aveva circa 45 anni, quindi anziano.

Visitando il Museo Archeologico

Display multimediale per conoscere Ötzi al Museo Archeologico di Bolzano
Display multimediale per conoscere Ötzi al Museo Archeologico

Secondo la mia guida cartacea nel Museo Archeologico trovi pure reperti fino all’età romana e medievale; forse un tempo. È invece un museo tematico su Otzi, che racconta a 360° e fatto molto bene. Punto imperdibile la cella frigorifera sulla destra vedi la mummia “umida” raggrinzita; attento a non saltarla!
In base alle multiple analisi scientifiche, Ötzi ha fornito dati in molti campi; ad esempio aveva 61 tatuaggi, occhi castani e l’ultimo pasto fu carne di stambecco e pane. Fu probabilmente un combattente. Non viveva in quota, ma nella valle dell’Adige; questo dimostra che già allora il Sudtirol era zona di transito tra Germania e Italia. Inoltre il rame dell’ascia proviene dalla Toscana: già allora c’erano ampi commerci. Ötzi fu assassinato, colpito da una freccia nella spalla sinistra, da dietro. Morì probabilmente dissanguato: ha pure tempia fratturata e mano ferita. Dopo la visita dell’Egitto, questo è l’anno delle mummie.

4.4 Aperitivo con vista al META

Piazza Walther a Bolzano dal balcone del META skybar
Piazza Walther dal balcone del META

Dopo questa visita è giusto rilassarsi un po’. Visto che è quasi ora di pranzo, andiamo a fare un aperitivo. Accanto a Piazza Walther ed al Duomo c’è un cortile con locali stilosi; in mezzo svetta un grande ginkgo biloba. Però la giraffa-lampadario me la sarei aspettata a Milano, non qui! Uno di questi locali stilosi è il META Skybar, con terrazza panoramica con vista sulla piazza e la torre del Duomo; da qui Piazza Walther è ancora più bella. Peccato solo che a quest’ora il Duomo è controluce; comunque si vede bene che la torre è cinquecentesca, scampata ai bombardamenti. Anche dentro il locale è tutto di design: dal bancone ai bagni. Noi approfittando del timido sole sulla terrazza facciamo una piccola degustazione di spumante locale: brut normale e rosé. Stupenda atmosfera rilassata, design di classe dentro e vista super: che posto fantastico! 

4.5 Pranzo al Restaurant 37

Restaurant 37 di Bolzano: tagliatelle al ragù d’agnello e ricotta
Tagliatelle al ragù d’agnello e ricotta del Restaurant 37

Poco più tardi mi portano in un ristorante particolare di Bolzano; anzi devo dire mi riportano: è il Restaurant 37, al terzo piano del negozio sportivo Sportler Alpin in via dei Portici. Seduta retrò su una grande panca di legno, tavolini essenziali e lampadario pendente moderno; un mix particolare, ma funziona. Ordino tagliatelle al ragù d’agnello e ricotta. Lo stile giovane si vede anche in cucina: piatti tradizionali, ma con tocco contemporaneo. Noto questo dei ristoranti di Bolzano: amano mischiare ingredienti esotici (soprattutto orientali) a quelli locali e tradizionali. Questo mi ha sorpreso!
Per concludere il pasto saltiamo il dolce, ma raggiungiamo la vicina Pasticceria Caffè Lintner; la vetrina è super invitante: vorrei prendere tutto! Alla fine scelgo un krapfen alla crema: per me i classici vincono sempre. Peraltro qui i dolci costano poco!

4.6 Museo Mercantile

Cortile interno con statue del Palazzo Mercantile di Bolzano
Cortile interno del Palazzo Mercantile

Bolzano diventò ricca dal Duecento grazie ai commerci. Non solo dei prodotti locali (vino soprattutto), ma perché divenne punto di incontro e scambio di mercanti tedeschi e mercanti italiani (millenni dopo Otzi). Così il mercato annuale di Bolzano (iniziato nel 1202) divenne importantissimo. Per risolvere le controversie, presto vennero stilati regolamenti cittadini; ad esempio nel 1488 fu concesso l’acquisto di 10 case sui Portici a mercanti bergamaschi di Lovere, Gandino e Verona. Tutto fu sancito ufficialmente dall’arciduchessa d’Austria Claudia de’ Medici istituendo nel 1635 il Magistrato mercantile, che operò fino a metà Ottocento (e bilingue). Anche Goethe parla della fiera di Bolzano che attirava mercanti da grandi distanze; la ricchezza di Bolzano simboleggiata dal Duomo, deriva tutta dai commerci.
Puoi capire la storia ed il successo di Bolzano nel Museo mercantile, ospitato nell’omonimo palazzo. Infatti il prezioso restauro nel 1997 l’ha trasformato in museo, con arredi, dipinti e documenti originali.

Il Palazzo Mercantile

Cose da vedere a Bolzano? La Cancelleria del Museo Mercantile
La sontuosa Cancelleria del Museo Mercantile

Tra via Argentieri e via dei Portici spicca il possente Palazzo Mercantile in stile barocco. Fu edificato nel 1727 dall’architetto Perotti, ma su due edifici preesistenti. Infatti il percorso di visita parte dalle cantine medievali di 2-3 piani, dove veniva conservato vino, cibo e merci. Caratterizzavano Bolzano, la zona dei Grigioni e Carinzia. Il sontuoso scalone interno con statue mi ricorda Palazzo Pfanner a Lucca. Con quello raggiungi il primo piano, dove trovi gli uffici del Magistrato Mercantile con arredi originali; qui lavorarono i magistrati, scelti tra le famiglie più importanti di Bolzano. Impressionanti il Salone d’Onore e la Cancelleria: ritratti degli imperatori d’Austria e dorature, magnificenza e tendaggi pregiati, stufe preziosamente decorate; trovi pure Napoleone e re Vittorio Emanuele III, ovvero chiunque ha regnato su Bolzano. Questi luoghi mostrano la prosperità cittadina: meritano da soli la visita.
All’ultimo piano una mostra con l’archivio Menz, una famiglia mercantile bolzanina.

4.7 Museo Civico

Caratteristica stufa antica dipinta del Museo Civico di Bolzano
Una caratteristica stufa antica dipinta del Museo Civico

Trovi altri reperti romani nell’attiguo Museo Civico, nel palazzo novecentesco oltre la strada; c’è il miliario dell’imperatore Claudio all’ingresso e il lapidario nel giardino, oltre all’antico menhir di Santa Venere. Ma al piano terra spiccano i bei quadri di Rudolf Parsch sui dintorni di Bolzano: Castel Roncolo è dipinto con colori vivaci, quasi impressionisti; invece il bolzanino Regele dipinse fiori. Ho preferito il primo piano, con opere d’arte sacra medievale di matrice tedesca: affreschi, pannelli lignei e statue in legno come Cristo sull’asina; mi ricorda la dinastia estense di Sabbioneta. Però è una raccolta eterogenea, salta da un’epoca all’altra; a dipinti di Carl Henrici, pittore barocco e rococò locale, seguono opere del Novecento. Le ultime sale espongono suppellettili liturgiche o vestiti tipici (ma illuminati malissimo: il vetro riflette la luce esterna). Stupende invece le caratteristiche stufe antiche dipinte.
Il percorso termina la salita nella torre. Prima un’interessante serie di vedute di Bolzano, dall’acquaforte del 1649, prima veduta cittadina. L’ultima scala porta nella torre, da dove hai una vista a 360° su Bolzano; ma sei decentrato ed il duomo è quasi coperto e lontano: mi aspettavo di più. L’ingresso è gratuito.

4.8 Il castelli attorno a Bolzano

Castel Mareccio, castello da vedere nei dintorni di Bolzano in Sudtirol
Castel Mareccio coi vigneti attorno

Finora mi sono concentrato sul centro storico. Ma hai diverse bellezze da ammirare nei dintorni di Bolzano, come molti castelli. L’organizzato ente del turismo locale ha realizzato il Sentiero dei Castelli (Castelronda), un percorso panoramico di 20 km con cui ammirare 5 castelli (o i resti). È percorribile tutto l’anno, ma consigliato in primavera ed in autunno; è perfetto per una giornata vicino Bolzano se sei allenato a camminare, visto che hai tratti di salita.
Essendo pomeriggio per me è impossibile. Così penso di visitare il primo castello: Castel Roncolo, con eccezionale ciclo di affreschi. Ma il bus passa ogni 40 minuti: potrei perdere tempo prezioso. Perciò imbocco la passeggiata Lungotalvera Bolzano all’ombra degli alberi coi prati attorno dove giocano i bambini e passeggiano ragazzi e famiglie; mi ricorda le mura di Lucca: un fantastico luogo naturale ad un passo dal centro. Pochi passi e raggiungo il vicino Castel Mareccio, circondato dai vigneti e col Catinaccio dietro: che vista! Però arrivo alle 16:30 e mancano 30 minuti alla chiusura: non mi fanno entrare. Deve essere tipico della zona, perché mi era capitato anche al Castello di Drena in Trentino. Devo accontentarmi delle possenti torri angolari tra la natura primaverile. Peccato perché anche Castel Mareccio contiene affreschi.

4.9 Chiesa e chiostro dei Francescani

L'interno gotico della chiesa dei Francescani di Bolzano
L’interno della chiesa dei Francescani

Amareggiato, ritorno in centro. Sulla strada trovo la neoromanica Chiesa del Sacro Cuore, con le alte torri campanarie gemelle in pietra rossa e l’interno è severo; costruita tra 1897-99, ha conservato arredi ed affreschi dell’epoca. Altre luoghi di culto meritevoli sono la chiesa dell’Ordine Teutonico e la chiesa di San Giovanni in Villa con forme romanico-gotiche; sono entrambe appena fuori dall’area pedonale del centro storico, a nord. Ma in zona bisogna visitare la Chiesa dei Francescani, nascosta dietro ad un muro. Ha un’insolita facciata a capanna in stile neogotico ottocentesco. Ma la chiesa è un pregevole esempio d’architettura gotica: lo noti all’interno, con tre navate con vetrate colorate nel coro e volte a crociera sorprendentemente bianche; infatti anche qui si è abbattuta la distruzione della guerra, cancellando gli affreschi del ‘400 e ‘500. Fortunatamente se ne sono salvati nella Cappella di Sant’Erardo e nel magnifico chiostro gotico trecentesco, davvero imperdibile.

4.10 Il tramonto da Piazza Walther

Tra le cose da vedere a Bolzano c'è il tramonto sul Duomo
Tramonto in Piazza Walther con ora blu sul Duomo di Bolzano

Poco lontano il Museo di Scienze Naturali, nell’antico palazzo dell’imperatore d’Austria Massimiliano I. Ma purtroppo due giorni a Bolzano non puoi vedere tutto. Pure il Museion è interessante, anche solo per l’architettura contemporanea; oppure è classica l’escursione con la Funivia del Renon. Invece solo d’estate apre la Fondazione Dalle Nogare, una delle location più belle della città. Inoltre percorrendo Corso Libertà arrivi a Gries, un tempo un piccolo paese attorno all’abbazia dei Benedettina; nell’Ottocento divenne una nota località climatica: la principessa Sissi faceva cure per l’aria per andare a Merano.
Io sono soddisfatto di ciò che ho visitato aiutato dalla museumobil Card per muovermi coi mezzi e visitare gratuitamente 90 musei del Sudtirol (ma potevo sfruttarla maggiormente).
Chiudo il mio viaggio a Bolzano col tramonto da Piazza Walther, seguito da una maestosa ora blu che esalta la bellezza del Duomo di Bolzano. Qui a dicembre trovi i Mercatini di Natale, grande attrazione turistica; in quel periodo l’atmosfera è incantata!

4.11 Cena in hotel

Ottimo piatto di baccalà del Ristorante dell'hotel Laurin a Bolzano
Il piatto di baccalà del Ristorante dell’hotel Laurin

Stanco ma felice, torno al Parkhotel Laurin. Mi aspetta l’ultima cena, questa volta nella sala da pranzo dell’hotel (dove fai anche colazione). Devo dire che con le luci artificiali le palme al centro ed i dipinti sulle pareti esaltano il fascino retrò. Ordino fettuccine al ragù d’agnello della Val Senales e carciofi croccanti; piatto buono, anche se mi attendevo più sapore; poi è finito presto! Per fortuna arriva il secondo piatto: baccalà con pilpil e ceci; che delizia! Si scioglie in bocca tanto è delicato e la crema è gustosa. Si notano gli ingredienti di prima qualità ed il mix di radici culinarie; insomma è un ottimo ristorante: capisco che i bolzanini ci vengano spesso. Poi queste sono ricette moderne ma classiche, non artistiche come ieri sera: rispecchiano pienamente i miei gusti. 

 

5. Cosa vedere a Bolzano in 2 giorni: Conclusioni

Cappella di San Giovanni nella Chiesa dei Domenicani di Bolzano
La volta della Cappella di San Giovanni nella Chiesa dei Domenicani

Due giorni sono abbastanza per visitare Bolzano. Puoi vedere tutto ciò che merita e qualcosa nei dintorni. Peraltro spesso i turisti scelgono Bolzano come punto di partenza dell’esplorazione del Sudtirol, visitandone varie parti e dedicando alla città un rapido tour. Infatti in 30 minuti puoi raggiungere molti luoghi stupendi, per tornare la sera; l’ampia offerta di ristoranti e negozi aiuta. Succede anche per gli sciatori: così affrontano piste diverse ogni giorno. Per la mia esperienza, Bolzano è lo strano caso di città che è più bella da vivere anziché visitare: infatti non ha meraviglie imperdibili ed indimenticabili, ma i servizi cittadini, la placida atmosfera, la natura attorno, gli eventi culturali e tutto il resto fanno sì che a Bolzano la qualità della vita è altissima. Però come credo di aver dimostrato, è pittoresca e ricca di bellezze che meritano di essere conosciute: fare un weekend a Bolzano è un’ottima idea.

 

Ti è piaciuto il racconto su cosa vedere a Bolzano in 2 giorni? Lo spero. L’ideale sarebbe avere un giorno in più per visitare anche i dintorni ed in tranquillità, esattamente come vivono gli altoatesini. 
Se avessi domande o commenti scrivili sotto 
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Invitato da BWH Hotels Italia & Malta

 

Altri video e foto

Gli affreschi giotteschi della Cappella di San Giovanni nella chiesa dei Domenicani

Le sorprendenti decorazioni del negozio COS

L’atelier dello scultore Manuel Tschager

Gli impressionanti Salone d’Onore e Cancelleria del Palazzo Mercantile

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2 pensieri su “Cosa vedere a Bolzano in 2 giorni: che città pittoresca

  1. Felicia

    Sono stata tante volte a Bolzano ed è una città che mi piace molto, ma sempre in giornata e sempre pieno di gente. Le tue foto sono veramente splendide e l’ articolo scritto benissimo. Grazie!
    Bravissimo come sempre e buona giornata Simone.🙋‍♀️

    1. Srake

      Grazie Felicia, sei sempre gentile. Poi ricevere apprezzamenti da chi conosce il luogo visitato vale doppio. A me è piaciuta tantissimo l’atmosfera tranquilla e vivace che si respira a Bolzano.

      Buona giornata a te!

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