Ci sono grandi bellezze vicine spesso non conosciute. Alcune volte sono snobbate, altre volte sottovalutate, altre ancora fuori dai confini e quindi poco pubblicizzate. Dicendo questo ho in mente l’Austria, stato vicino e con città affascinanti e belle. Tutti visitano Vienna e tralasciano le altre città; questo è un errore! Lo dimostra Graz, capitale della Stiria con centro storico Patrimonio Unesco; qui storia, arte, design e delizie culinarie si incontrano. Passeggiando tra le vie pittoresche cogli tanti dettagli meravigliosi come stemmi, portali ed affreschi. Ma al tempo stesso è un mix di tradizione e innovazione, come dimostra la bizzarra Kunsthaus. Poi Graz è la capitale dei sapori dell’Austria: tantissimi ristoranti sfornano piatti deliziosi. Inoltre è una città viva: ogni anno ospita tanti eventi culturali; io l’ho visitata durante i tanti spettacoli del festival La Strada Graz.
Se ti ho incuriosito, ti racconto cosa vedere a Graz in 3 giorni.
- Intro
- Come arrivare a Graz
- Dove dormire a Graz
- Cosa vedere il 1° giorno a Graz
- 2° giorno a Graz
- 3º giorno a Graz
- Conclusioni
Cosa vedere a Graz in 3 giorni
1. Intro

Graz è la capitale della Stiria e seconda città più grande dell’Austria, nonostante sia meno famosa di Salisburgo o Innsbruck. È una città moderna con 300.000 abitanti, di cui 60.000 sono studenti universitari. Qui la musica è fondamentale: è studiata nelle scuole invece dell’arte! Difatti ospita l’importantissimo festival di musica antica Styriarte.
Il centro storico (Altstadt) è Patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1999, ma solo con la nomina a Capitale europea della cultura nel 2003, esplode il turismo in città. Questo ha dato grande slancio alla città. Nel 2011 Graz è diventata capitale del Design: Ora 16.000 posti di lavoro in città si occupano del design e molti ristoranti, locali e case recenti hanno grande fascino e design personalizzato. Perciò è un mix di tradizione ed innovazione.
Nei secoli, tanti architetti e artisti italiani hanno lavorato a Graz, così come musicisti prima di Mozart. Perciò ha un legame strettissimo con l’Italia.
1.1 Storia di Graz

Una piccola piana dove scorre il fiume Mur, con vicino un promontorio roccioso facile da difendere. Luogo perfetto per erigere un forte romano tra i boschi della Stiria. Successivamente gli Sloveni costruirono un castello sul monte, chiamandolo Gradec (piccolo castello), da cui deriva il nome tedesco Graz.
Nel XII secolo divenne un centro mercantile, poi entrò nei territori degli Asburgo. Nel Quattrocento un ramo della famiglia si stabilì in città; Ferdinando II ereditò il titolo imperiale, però prima di trasferirsi a Vienna combatté il culto protestante: infatti a Graz nel ‘500 il 95% della popolazione era luterana! L’ultracattolico Ferdinando fece espellere 11.000 protestanti, tra cui Keplero; molti nobili scambiarono i propri palazzi trasferendosi in città più tolleranti. La sua intransigenza scatenò la Guerra dei Trent’anni, ma a Graz lasciò traccia più profonda l’assedio degli Ottomani del 1529 e 1532. Fortunatamente il castello di Schlossberg resistette, come aveva già fatto con gli Ungheresi nel 1481 e come fece con l’assedio francese del 1797 e 1809; però in quest’ultimo caso la caduta di Vienna portò alla resa: Napoleone rase al suolo la fortezza di Schlossberg, la più possente d’Austria.
Fortunatamente le bombe della Seconda Guerra Mondiale colpirono il sud della città. Ciò ha lasciato uno dei centri storici meglio conservati del centro Europa.
2. Come arrivare a Graz

Graz è si trova a 200 km di auto dal confine italiano del Friuli. Per gli abitanti del Triveneto è possibile raggiungerla in macchina o in treno, ma per tutti gli altri il viaggio è troppo lungo. Sebbene ci sia il piccolo aeroporto di Graz, non effettua voli diretti per l’Italia. Perciò per raggiungere Graz dalla Lombardia mi sono organizzato così: dall’aeroporto di Bergamo 55 minuti di volo per Vienna, poi treno per Graz direttamente dalla stazione dell’aeroporto (Flughafen Wien).
A volte la tratta è diretta, altre volte devi fare un cambio alla stazione centrale di Vienna (Wien Hauptbahnhof, o semplificato Hbf). Il costo del biglietto del treno è poco più di 50€ e dura circa 3 ore col cambio. Ad esempio io sono partito la mattina da Bergamo ed ho preso il treno delle 10:33 da Vienna che è arrivato a Graz alle 13:39.
2.1 La natura della Stiria

Il treno da Vienna si dirige verso sud. In poco tempo dai finestrini del treno ammiri tanta natura: ho visto ad esempio tre cicogne passeggiare in un campo! O vacche al pascolo: scorcio molto bucolico. In seguito sfiori tanti boschi: del resto la Stiria è la regione austriaca delle foreste. Nel verde spuntano case pittoresche in pietra e con tetto in legno, piccole e silenziose; questi graziosi centri abitati sembrano che abbiano chiesto il permesso di stare qui, senza disturbare la natura. Devono essere luoghi meravigliosi da esplorare.
Continuando i pendii aumentano: comincia una sequenza di gallerie nelle montagne alternate al bosco. Perciò il viaggio è lungo: in alcuni tratti il treno non può andare veloce. Sui sentieri a fianco persone fanno trekking o vanno in bicicletta. Poi arrivando verso Graz il paesaggio si apre di nuovo, ma piccoli rilievi chiudono comunque lo sguardo e abbracciano la città.
3. Dove dormire a Graz

La stazione centrale di Graz (Graz Hauptbahnhof) è vivace, girano tante persone. Lì potrei prendere i mezzi pubblici per raggiungere il centro storico (tram 1, 3, 4, 6, 7), ma decido di percorrere la lunga Annenstrasse che porta al fiume Mur; questo è l’asse principale della città, dove passano tutte le linee del tram. Due torri sovrastanti i tetti mi guidano in fondo alla via: una è il campanile di una bella chiesa barocca gialla, a cui passo davanti prima di vedere la splendida Südtiroler Platz ed il fiume.
Proprio sul lungofiume a destra c’è il Grand Hôtel Wiesler, dove dormo a Graz. Mi colpiscono subito il bar e lampadari art nouveau, fusi con design moderno. La mia camera 418 è ampia e di gusto contemporaneo: sembra più uno studio fotografico, che una stanza! Domina il bianco di muri ed arredi che si sposano col legno del parquet. Mi piace.
4. Cosa vedere il 1° giorno a Graz

Fatto il check-in e lasciata la valigia in hotel, sono pronto a visitare Graz con la bravissima guida Marianna. Ritorno accanto al ponte Erzherhog-Johann-Brücke sul fiume Mur; qui i tram provenienti da Annenstrasse entrano nel centro storico di Graz, chiamato Altstadt; sull’altro lato il protagonista è l’alto campanile del monastero dei Francescani; un tempo era la torre che controllava il ponte. La sponda dove si trova l’hotel era infatti fuori dalle mura cittadine.
Come tanti ponti negli ultimi anni (uno anche a Salisburgo), il ponte sul fiume Mur è “abbellito” con tanti lucchetti colorati simbolo d’amore; in gergo si chiamano Love locks e li sfrutto per una foto. Il fiume Mur (o Mura, come lo chiamano Google Maps e Wikipedia) non è largo né ha molta portata, ma la corrente è molto forte.
4.1 Chiesa di San Francesco

L’alto campanile del monastero dei Francescani è uno dei simboli di Graz e segna lo skyline cittadino; è in stile barocco ed ha base quadrata, con la parte superiore ottagonale e cupola verde rame a cipolla. Nel Seicento il governo lo trasformò in torre civica e fu messo un piccolo orologio. Però alla base rimane il semplice portale d’ingresso in pietra bianca della chiesa di San Francesco (Franziskanerkirche); la statua di San Francesco spicca (ovviamente) sulla porta. La chiesa è dedicata a Maria Assunta ed internamente è in stile gotico, con eleganti volte a crociera che decorano il soffitto. Per il resto è semplice, con splendide vetrate istoriate nell’abside che danno fascino e colore.
Il monastero francescano è il più antico di Graz, costruito addirittura nel 1239. Puoi visitare il chiostro gotico irregolare, col giardino interno: è un’oasi di pace. Da lì si accede alla stupenda cappella di San Giacomo.
4.2 Hauptplatz

Tutto il centro storico di Graz è Patrimonio mondiale Unesco dal 1999.
Esco dalla chiesa dei Francescani e percorrendo via Murgasse raggiungo subito la piazza principale di Graz: l’Hauptplatz. Ha forma triangolare e sul fondo si staglia il magnifico Rathaus, il Municipio di Graz. Sui due lati invece stupende case color pastello: alcune con affreschi, altre con decorazioni geometriche. Spesso al piano terra trovi negozi o tavolini del bar dove sedersi per godersi il momento o incontrare persone. La casa più bella è la Luegghaus (all’angolo con Sporgasse), con decorazioni di stucchi che formano ghirlande di fiori e frutti, tra cui scovi becche e nasi; alla base il negozio Swarovski. In mezzo trovi chioschi ambulanti dove comprare qualcosa da mangiare ad ogni ora del giorno.
Più ti avvicini al Rathaus, più vedi la Torre dell’Orologio sullo Schlossberg, il monte che incombe sull’Altstadt dove c’era la fortezza distrutta da Napoleone.
4.3 Il Rathaus

Il punto focale dell’Hauptplatz è il Rathaus, il municipio in stile neorinascimentale. Realizzato attorno al 1880, è imperioso, con una grande cupola e guglia centrale e altre due più piccole sulle estremità; arcate, statue e fiori decorano la facciata bianca, dove al centro spunta un orologio e le lunghe bandiere dell’Austria e della Stiria (bianca e verde). Eleganza che ricorda Vienna o Parigi. Guarda su Google Maps la sua strana forma: fu costruito inglobando edifici preesistenti, perciò ha una stranissima forma a C!
Di fronte al Rathaus in mezzo alla piazza la fontana con statua dell’arciduca Giovanni d’Asburgo, circondato da 4 statue attorno che rappresentano i fiumi principali della Stiria. Il principe però non osserva il Rathaus, ma guarda storto verso un palazzo come tanti; in realtà è rivolto verso un’altra piazza, dove svetta la statua dell’imperatore suo fratello; lui lo guarda a sua volta. Che cosa particolare!
4.4 Herrengasse

Vedi meglio i dettagli del Rathaus girandoci attorno: alcune statue sono stupende. Invece alla sua sinistra scorre la via principale del centro storico: Herrengasse, la via dello shopping cittadino. La percorrono solo biciclette e tram che in questo tratto sono gratuiti. Anche qui trovi case e palazzi da osservare o negozi di pregio, come l’ex Café Sacher; ha un bel cortile nascosto ed è bar tranquillo e di classe.
La casa più bella è decorata con cavalli e cavalieri coloratissimi; è la duecentesca casa degli Asburgo: Gemaltes Haus o Herzogshof (numero 7). Raffigura probabilmente scene delle Metamorfosi di Ovidio dipinte nel ‘700 da Johann Meyer, che probabilmente ridipinse disegni di Giovanni Pietro de Pomis. Nel palazzo è stato firmato il contratto di protezione di Trieste.
Sulla via noti anche stupende insegne in ferro battuto di negozi dal fascino retrò, che si alternano ad eleganti palazzi più moderni in stile art nouveau. I tram rendono interessanti gli scorci della Herrengasse, assieme agli affascinanti palazzi; in fondo da un lato il Rathaus, dall’altro un campanile barocco; però i tralicci rovinano un po’ le foto.
4.5 La Landhaus

Certamente su Herrengasse l’edificio più importante è la Landhaus; significa “Palazzo della signoria” ed è sede del Parlamento della Stiria. Ovviamente la Sala del parlamento regionale non è visitabile, ma puoi ammirare gratuitamente il Grande cortile.
L’edificio è opera dell’architetto lombardo Domenico Dell’Allio. Edificò parecchi edifici militari a Maribor e la cisterna sullo Schlossberg. Nel 1557 creò questo palazzo, massimo esempio di stile rinascimentale in Austria. Portale, finestre e balconi a balaustre color ocra contrastano con la facciata bianca. Dentro nel Grande Cortile sei circondato da portici e logge su 3 piani, ma ti colpisce il grande porticato che attraversa lo spazio con eleganti arcate; quest’ultimo fu realizzato attorno al 1680 da Antonio Solar, costruendo la vicina Landeszeughaus. Ma è rinascimentale il pozzo in stile manierista con copertura con grottesche e fauni in bronzo fuso, coronata da un guerriero; un piccolo capolavoro! Mi ricorda i pozzi dei castelli della Boemia.
4.6 Stadtpfarrkirche

L’edificio successivo è proprio la Landeszeughaus, con al piano terra l’ufficio d’informazioni turistiche. Essendo un museo importante, ci torno con calma nei prossimi giorni.
Intanto continuo a cogliere i preziosi dettagli di Graz, come i tombini con raffigurata la pantera simbolo della Stiria; era dipinta anche su un portone del Grande Cortile della Landhaus. Sul fondo della via, ecco il campanile barocco della Stadtpfarrkirche (chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù), alto e centrale nella facciata. Esternamente la chiesa fa pensare a Praga. Dentro ha una pianta stranissima: inizialmente a 3 navate, poi si stringe a una con volta gotica e magnifiche vetrate istoriate coloratissime. Sono moderne, dovute ai danni della Seconda Guerra Mondiale; infatti sono rappresentati anche Hitler e Mussolini. Ma che belle! Un fascio di luce blu come sfondo le rende ancora più affascinanti. Lateralmente trovi pure una quarta navata sulla destra, con splendida cappella barocca.
4.7 Bürgergasse

Herrengasse sfocia in Jakominiplatz, anticipata da una colonna dedicata alla Madonna dorata (Mariensäule). Io però giro prima a sinistra e passando da piazza Tummelplatz imbocco la Bürgergasse. È parallela alla via principale, ma in un attimo l’eleganza dei palazzi del centro è lontanissima; soprattutto all’inizio trovi edifici moderni e di poco pregio.
Poi la via diventa in leggera salita e spunta un bel murale d’arte contemporanea. Da lì sulla Bürgergasse si susseguono antichi palazzi con portali e stemmi nobiliari scolpiti; ci sono cartelli che li spiegano, ma purtroppo solo in tedesco. Tra questi noto Palazzo Trauttmansdorff, della nobile e antica famiglia stiriana che ha abitato anche Castel Trauttmansdorff a Merano. Altrettanto suggestivi gli scorci che si aprono tra le vie perpendicolari a sinistra. Alla fine ti imbatti nel portale barocco della Domherrenhof, il più bello di tutti: lo decorano foglie d’acanto ed il ritratto dell’arciduca Carlo II d’Austria nel medaglione.
4.8 Mausoleum

Oltre il portale, un’alta scalinata a destra porta al Mausoleo di Ferdinando II (o semplicemente Mausoleum). La facciata di pietra chiara al tramonto è inondata di luce.
L’imperatore ultracattolico già in vita incaricò Giovanni Pietro de Pomis di realizzare il mausoleo, edificandolo sulla cappella mortuaria romanica del cimitero accanto al Duomo. È un edificio decisamente insolito ed innovativo: sono praticamente due luoghi assieme, una chiesa unita ad una cappella mortuaria sulla destra. Inoltre presenta la prima cupola ovale fuori dall’Italia. La struttura fu consacrata nel 1640, ma la morte dell’imperatore interruppe i lavori per oltre 40 anni. Infine nel 1687 la decorazione interna fu affidata a Fischer von Erlach, giovane architetto nato a Graz destinato ad essere il più grande architetto barocco austriaco; le sue architetture decorano Salisburgo e Vienna. Così il progetto fu terminato nel 1714, ad un secolo dall’inizio.
Il Mausoleum si visita gratuitamente da aprile ad ottobre.
L’interno del Mausoleum

Il Mausoleum è un capolavoro di stile manierista, transizione tra Rinascimento e Barocco. Esternamente la facciata con grande timpano copia la Chiesa del Gesù di Roma; sopra domina la statua di Santa Caterina. Inoltre le spicca la copertura turchese delle due cupole e dello snello campanile circolare sul fondo.
Entrando nella chiesa di Santa Caterina sei sorpreso dalle pareti totalmente bianche che contrastano coi colori sgargianti dei due altari, frontale ed a sinistra. Sembra marmo, ma il verde smeraldo tradisce: è irreale; infatti è stucco lustro (o marmorino), ovvero architetture di legno ricoperto di stucco su cui viene dipinto l’affresco e poi lucidato. Dal transetto di destra accedi alla cappella mortuaria di Ferdinando II, con l’imperatore rappresentato nei dipinti con l’armatura mentre scaccia il male del mondo, il protestantesimo. Fischer von Erlach termina il mausoleo e mette qui la sua firma, con la cupola ovale su ispirazione borrominiana e stucchi tridimensionali, che escono dal fondo.
Però la tomba si trova nella cripta sottostante: la vedi dall’oblò centrale (sempre ovale); il sarcofago in marmo rosso è dei genitori, mentre l’imperatore riposa nella tomba a parete.
4.9 Duomo di Graz

Accanto al Mausoleum – nel punto più alto del rilievo – ecco il Dom, il Duomo di Graz. Sorse nel 1438, voluto dall’imperatore Federico III d’Asburgo assieme al castello di Graz: era la chiesa di corte in stile tardogotico, progettata dall’architetto Hans Niesenberger (che lavorò anche nel Duomo di Milano). Il motto imperiale “AEIOU” compare sul portale. Nel 1577 fu donata ai Gesuiti, che promossero grandi lavori: edificarono la sacrestia, 4 cappelle e l’arredamento barocco. Con l’abolizione dell’ordine gesuitico, nel 1786 divenne Cattedrale di Graz.
Ciò nonostante, dimensioni e aspetto esterno sono modesti; sembra una chiesa di paese invece del Duomo della seconda città austriaca. La facciata spoglia con torretta centrale è tardogotica: due lunghe finestre istoriate e un oculo coronano il sontuoso portale in pietra con statue. Un tempo però l’esterno era totalmente affrescato; rimangono solo i Flagelli di Dio (peste, Ottomani e cavallette) di Thomas von Villach (1480).
Visita del Duomo di Graz

Il Duomo ed alcune chiese di Graz hanno la porta con apertura automatica. Dentro il Duomo di Graz ti acceca col barocco purissimo degli altari e del pulpito. Solo guardando bene osservi le volte a stella ed alcuni affreschi laterali gotici; affascinanti i due volti enormi: l’uomo barbuto è San Cristoforo, titolare della chiesa originaria; di fronte l’imperatore Federico III rappresentato con corona d’argento d’arciduca d’Austria. Peccato che ne manca metà, eliminata per creare le cappelle laterali barocche, magnifiche e ricche. Ma tutto il Duomo è stupefacente, anche per le tante dorature e dettagli: ad esempio il pulpito con putti e pitture, l’aquila bicefala asburgica sotto l’organo (il più grande d’Austria), un cenotafio su una colonna. Gli arredi furono realizzati dalla scuola di Tintoretto a Venezia.
Ovviamente impressiona l’altare maggiore barocco con pala del patrono Sant’Egidio e le statue rappresentanti l’Incoronazione della Vergine; negli altari laterali tele di Giovanni Pietro De Pomis. Tesoro del Duomo sono i due cassoni nuziali dote di Paola di Gonzaga: furono portati dalla duchessa nativa di Sabbioneta, poi donati ai Gesuiti per essere reliquiari. Interamente in avorio intarsiato d’ebano, i disegni del Mantegna rappresentano la poesia “I Trionfi” di Petrarca con Amore, Fede e Morte.
4.10 Burg

Come detto, nel 1438 l’imperatore Federico III fece edificare il suo castello/palazzo: il Burg (o Grazer Burg); del resto era una delle tre capitali dell’impero. Ha subito modifiche nei secoli e fu duramente colpito durante la Prima Guerra Mondiale; perciò esternamente pare un palazzo totalmente moderno. Tutt’ora ha funzione politica: è sede del Governatore della Stiria.
Nondimeno è parzialmente visitabile gratuitamente; infatti contiene una meraviglia da scoprire a Graz in 3 giorni: la doppia scala a chiocciola (doppelwendeltreppe in tedesco), costruita nel 1499 da Massimiliano I, figlio di Federico. Due scale si riuniscono sul pianerottolo di ogni piano; perciò in tedesco la chiamano “scala della riconciliazione”. È una delle scale gotiche più belle al mondo e fu scolpita da 5 officine di scalpellini, riconoscibili dai simboli usati. Dopo il primo piano della scala con pilastro, si apre uno spazio interno, perfetto per una foto a spirale. Da lì in poi i gradini si reggono ad incastro! Incredibile.
La scala raggiunge l’ufficio del Governatore nella Sala Gotica, purtroppo non visitabile.
Il Burggarten

Andando oltre trovi un piccolo giardino coi busti dei grandi di Stiria (tra cui Fischer von Erlach) ed oltre ancora sul retro compare il Burggarten, il giardino del palazzo/castello. È un bel prato punteggiato da alberi dove poca gente si riposa e alcuni bambini giocano con l’acqua degli idranti. Un’oasi di pace nascosta da vedere a Graz in 3 giorni! Sfrutto le strette fontane per fotografare i riflessi del Mausoleum. Il grande edificio bianco è l’Orangerie. Lì accanto il giardino forma un perfetto angolo a 90° e scende ripido; l’erba si è impadronita delle vecchie mura di Graz, costruite dall’italiano Fontana. Puoi passeggiare tra i fiori e godere della bella vista nella natura con qualche statua. In basso una fontana ricrea il fossato che c’era; in autunno qui si riempie di anatre: infatti comincia la caccia e loro furbamente arrivano per non essere cacciate!
Il Burggarten fu il primo parco istituito a Graz, ora confinante col più grande parco cittadino: lo Stadtpark Graz. Quest’area mi ricorda i grandi parchi di Zagabria.
4.11 Freiheitsplatz e Hofgasse

L’enorme edificio davanti al Duomo apparteneva al Collegio dei Gesuiti; ora una parte ospita il Museo Diocesano (Diözesanmuseum), una parte il seminario, un’altra l’Alte Universität (Vecchia Università di Graz); qui trovi una meravigliosa biblioteca, aperta solo per eventi. Sono entrato nel cortile a curiosare (ma non è granché).
Quindi scendo lungo la via Hofgasse trovando subito a destra la lunga Freiheitsplatz con la statua dell’imperatore Francesco I; la statua della piazza principale si rivolge qui! Sul lato il Teatro Nazionale di Graz.
Hofgasse continua tra splendidi palazzi color pastello e portali: ottimo scorcio. Poi ti colpisce il Panificio Edegger-Tax, negozio che esiste dal 1569; nel 1893 ha creato questa facciata in legno di rovere con inserti scuri in noce con grande simbolo dell’aquila asburgica dorata, stemma di Francesco Giuseppe e Sissi; infatti era diventato fornitore di corte. Imperdibili soprattutto i biscotti, che vedi in vetrina, chiamati “bacetti di Sissi”.
4.12 Cena al Restaurant Salon Marie

Ritorno al Grand Hotel Wiesler. Sono circa le 18:00, quindi presto. Ma a Graz è già ora di cena. Visto che ho un importante evento da assistere dopo, ne approfitto per cenare al Restaurant Salon Marie, il ristorante dell’hotel. Elegante e moderno, contrasta col vicino bar in stile art nouveau; ma il mix stilistico convince. Essendo un hotel 4 stelle, la cucina è di classe ed internazionale; nel menù vedo anche piatti parigini o le cozze tipiche assaggiate a Lille e in Belgio. Io cerco di essere più austriaco possibile. Ordino da bere Aperol spritz e acqua; da mangiare gustosi calamari fritti con pane all’aglio e Wiener Schnitzel, classico piatto austriaco (ma anche milanese). La cotoletta è enorme, ho faticato a terminarla! Ma cucina e servizio impeccabile.
4.13 Il Festival La Strada

Graz in Austria è una città culturalmente vivace. Organizza tanti eventi che attirano spettatori da tutta l’Austria e dall’estero, spesso legati alla musica. Quello più famoso è il festival Styriarte, incentrato sulla musica antica, barocca classica e rappresentato in varie sedi, in città e in provincia. Altrettanto importante è l’Autunno Stiriano (Steirischer Herbst) che dal 1968 mischia arti contemporanee come teatro, musica, danza, cinema, letteratura, arti visive, letteratura e performance varie; si chiama così perché è organizzato tra settembre e ottobre.
Il mio soggiorno a Graz è coinciso con un altro evento importante: il Festival “La Strada Graz”, che ha avuto luogo tra 26 luglio e 4 agosto 2024. Artisti internazionali da 26 edizioni fanno spettacoli di vario tipo: teatro di strada, arte circense, musica live, spettacoli di marionette, community art… Insomma tutta la possibile arte di strada! Prende il nome dal celebre film di Federico Fellini appunto “La Strada”.
Spettacolo d’apertura La Strada

Gli spettacoli del Festival La Strada sono protagonisti in molti luoghi cittadini, incrementandone il fascino. Io assisto all’evento di apertura, nel suggestivo Cortile Grande della Landhaus; è a pagamento e con posti limitati. Però molti show sono gratuiti.
Al centro del cortile è stato costruito una specie di ring con lunghe aste metalliche legate a dei fili, dove 6 artisti acrobati francesi del Collectif Sous Le Manteau mettono in scena lo spettacolo Mikado. Comincia con loro che si avvicinano e si siedono accanto al palco, come se nulla fosse; una addirittura fa finta di inciampare e fa casino! Poi inizialmente oscillano sulle aste e si arrampicano come scimmie, facendo acrobazie da un palo all’altro. Poi li smontano e li usano mentre si rincorrono, prendono, si lanciano, si abbracciano, fanno capriole; insomma fanno di tutto! Il bello è che ogni tanto entra il loro capo cattivissimo a impartire ordini in silenzio, a gesti… e poi se ne va. Poi smontano e rimontano il palco durante l’esibizione e fingono gesti buffi che scatenano le risate del pubblico. Ad uno di loro grassottello non avrei dato credito, invece si arrampica agilissimo. Seppur lo spettacolo sia un susseguirsi di azioni simili, non stanca; è molto coinvolgente; infatti ci sono stati applausi scroscianti. Peccato solo che non si potevano fare video/foto (ma non ho resistito!).
4.14 Graz nell’ora blu

Lo show cominciava alle 19:30 ed è durato circa un’ora. Così al termine ho ammirato Graz nell’ora blu, che aggiunge ancora più fascino ai palazzi. Su Herrengasse le luci esaltano le forme barocche del campanile della Stadtpfarrkirche, mentre i tram continuano a transitare. Ma la bellezza maggiore rimane la piazza Hauptplatz: sembra incantata. Illuminato da un fascio di luci, il cielo blu aumenta l’eleganza del Rathaus; è perfetto per foto ricordo. Ora la piazza è ancora più vivace del giorno, con tante persone che vanno e vengono oppure sono sedute ai tavolini dei bar attorno; oppure ancora si riposano e chiacchierano sui gradini della fontana al centro.
Io però sono stanco e ritorno presto verso l’hotel. Così sento un grande frastuono accanto al ponte principale; c’è un bar sotto ed è pieno di gente che si diverte con musica alta. Anche la night life di Graz deve essere interessante.
5. 2° giorno a Graz: cosa vedere

Cosa vedere il secondo giorno a Graz? Me lo chiedo mentre attendo la bravissima guida Marianna, che mi fa conoscere i segreti di Graz anche oggi. Torniamo vicino al ponte che porta nel centro storico, ma stavolta non lo attraversiamo; al contrario inizialmente visitiamo la riva dove si trova l’hotel, denominata Lend. Qui sostavano i viaggiatori e chi voleva spendere poco, anche perché fino al 2000 c’era grande criminalità. Insomma era una zona degradata e di cui non vantarsi.
Con la nomina di Graz a capitale europea della cultura nel 2003 esplode il turismo in città, raddoppiando le visite degli anni precedenti. Sulla scia di questo processo, anche questa zona cambia volto, divenendo sicura e attrattiva per i turisti. L’edificio simbolo di tutto ciò è l’architettura pazza dall’altro lato della strada: la Kunsthaus Graz; ha pure delle strane protuberanze/pennacchi sopra! Talmente strana e fuori dagli schemi che mi piace.
5.1 La Kunsthaus Graz

La Kunsthaus Graz rappresenta quel bizzarro che diventa assurdo e quindi attraente. Però ha due facce: la prima è una parte antica di ghisa proveniente da Glasgow, ancora ben visibile sul lato di Annenstrasse. Infatti sorse nel 1812 voluto dall’arciduca Giovanni d’Asburgo-Lorena come sala letteraria per leggere testi alla popolazione; perciò si chiama Kunsthaus (ovvero casa dell’arte). Nella ristrutturazione hanno trovato 23 strati di vernice! Deliziose le decorazioni sul metallo con rilievi delle muse come Polimnia. Nel 2003 gli architetti inglesi Cook e Fournier vinsero il concorso per rifare la Kunsthaus; non presentarono un progetto, bensì un bozzetto, visto che erano professori d’arte. Dalla teoria, provarono a realizzare tutto l’edificio con plexiglas acrilico, poi accontentandosi del cemento armato ricoperto di plexiglas. Spiccano le forme tonde dell’Architettura Blob: sembra sia una nuvola, sia un fumetto… Fournier l’ha definito un “alieno amichevole”. Certamente contrasta tantissimo con gli edifici tradizionali di Graz.
Visita della Kunsthaus Graz

La Kunsthaus ha diversi livelli e funzioni. Nel seminterrato un parcheggio a pagamento. Sul lato di Annenstrasse l’architettura originale con finestroni è diventata un bar: il Kunsthauscafé. Al piano terra c’è un negozio di libri e souvenir. Ma soprattutto è un museo d’arte contemporanea che ospita mostre temporanee su due piani. Vedo fili e pannelli colorati: questo tipo d’arte non fa per me. Però è bello entrare per osservare le forme tonde, senza angoli retti dell’architettura della Kunsthaus: non fu facile da costruire! Poi l’ultimo piano è scuro e gli stravaganti pennacchi sono l’unica fonte di luce: grandi buchi sul soffitto. Da lì accedi alla piattaforma allungata in cima all’edificio, che inizialmente fu pensata come bar; non avendo uscite di sicurezza è solo un luogo per ammirare lo splendido panorama sui tetti di Graz, sullo stesso livello. D’estate qui fa caldissimo, nonostante l’acqua piovana viene raccolta per riscaldare/raffreddare l’edificio.
5.2 Südtiroler Platz

La parte finale di Annenstrasse è denominata Südtiroler Platz; trovi il Kunsthauscafé ed una fermata dei tram, ma soprattutto è un luogo splendido. È caratterizzata dai tipici palazzi mitteleuropei in stile barocco, con decorazioni sopra le finestre ed alcune statue di santi sugli angoli; specialmente la rientranza sulla destra mi ricorda Praga. Qui c’è la Haus der Architektur (Casa dell’Architettura), museo aperto gratuitamente di domenica.
Poco avanti, la sopracitata e slanciata chiesa gialla barocca: la Chiesa della Misericordia (Barmherzigenkirche) dei monaci ospedalieri dei Fratelli della Carità; il loro simbolo è il melograno, rappresentato ovunque, anche all’interno dove al bianco si alterna il sorprendente colore rosa pesca; domina il trionfante stile barocco. L’attiguo ospedale è loro: è il più grande ospedale privato di Graz.
Comunque la via qui effettua una piccola curva. La chiesa, i palazzi colorati, i tram che passano, le persone… tutto rende questi scorci molto fotogenici ed interessanti.
5.3 Il quartiere Lend

Tutto questa zona è il quartiere Lend (ovvero sponda del fiume). La Kunsthaus ha dato impulso al rinnovamento del quartiere, soprattutto da quando nel 2011 Graz è diventata capitale del Design. Percorrendo Mariahilferstrasse vedi negozi di design come Kwirl, ma anche altri piccoli negozi, come oggetti di terracotta. Poi molti progetti sociali: “Pane” vende il pane del giorno precedente, “Tag.werk” aiuta i ragazzi sotto tutela sociale di famiglie disastrose: li fanno lavorare qui per abituarli; possono venire quando vogliono. Poi HorBibliothek: la più grande europea di libri audio; ai ciechi danno la tessera gratis. Accanto un altro negozio vende oggetti realizzati da giovani in prigione. Tutto davvero pregevole.
Inoltre noto grandi portali con statue in stucco cattoliche. Dopo l’espulsione dei protestanti voluta dall’imperatore Ferdinando II (nato proprio a Graz), la gente realizzò queste facciate per testimoniare di essere cattolici; spesso rappresentano la Sacra Famiglia e Maria, soggetti aborriti dal Protestantesimo.
5.4 Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice

In fondo in una piazza spicca la super barocca chiesa di Santa Maria Ausiliatrice (Mariahilferkirche). Esternamente è bianca, con due torri campanarie gemelle e grande portale decorato da statue: la Madonna con Bambino e santi francescani. Classico barocco mitteleuropeo. Appartiene all’ordine dei frati Minoriti, a cui appartiene l’annesso convento, grazie al terreno ed ai soldi donati dalla potente famiglia Eggenberg, proprietaria all’epoca di tutta questa sponda del fiume fino al loro palazzo. Perciò avevano una cripta familiare sotterranea e nel timpano della chiesa vedi lo stemma familiare: tre corvi che sorreggono la corona imperiale. Al di sopra la statua dell’arcangelo Michele che caccia Lucifero nell’inferno.
La chiesa fu costruita tra 1607-11 da Giovanni Pietro De Pomis, pittore lodigiano che studiò a Venezia da Tintoretto; qui si trasformò in architetto; lavorò tanto a Graz ed è sepolto qui. Però la facciata con le torri sono frutto di un ampiamento del 1742.
L’interno della chiesa

L’impianto voluto da De Pomis era tipicamente veneziano in stile rinascimentale (l’unico a Graz). Però sei accecato dalla bellezza dei tre sontuosi altari barocchi e candelabri pendenti sopra al pavimento a scacchiera; De Pomis dipinse pure la pala d’altare della Vergine Maria: l’altare fu costruito su misura, dopo che un’inondazione ha rovinato l’arredamento precedente e la cripta sotterranea. Ora 3 sarcofagi degli Eggenberg sono in uno spazio a destra: il prestigioso fondatore della casata ha la bara più semplice. Comunque l’interno è piuttosto semplice: nelle navate domina il bianco. Quindi non è sontuosa come le chiese di Salisburgo. Infatti ha una sola cappella laterale sulla destra, con al centro la Pietà con la spada reale infilzata nel cuore; è una scena di dolore tipica del ‘600, nel periodo della guerra contro i Turchi, che depredavano e bruciavano chiese. Per 200 anni Graz fu l’ultima città cristiana e l’arte assorbì queste crudeltà ben conosciute all’epoca.
La chiesa ha una bella sacrestia seicentesca ed inoltre è visitabile il chiostro del convento.
5.5 Il mercato della Lendplatz

Oltre, Mariahilferstrasse continua con negozi e locali: di sera è una zona vivace. Poi compaiono pittoresche case colorate e girando a sinistra trovi una piazza particolare: la Lendplatz. È un luogo di incontro: possono passare le auto, ma a 10km/h; così vedi soprattutto gente e biciclette. Ma la Lendplatz è famosa per il mercato. Vedi piante, salumi, prodotti fatti in casa come dolci o succhi, formaggi, ma soprattutto frutta e verdura. Tutti i giorni i contadini dei dintorni vengono a vendere i loro prodotti. Per legge dell’imperatrice Maria Teresa non pagano l’IVA su ciò che vendono. Questa eccezione sull’agricoltura e sul vino è uno dei motivi per cui l’Austria è entrata tardi nella UE. Molte fattorie sopravvivono per questa legge secolare; solitamente i piccoli appezzamenti dei contadini sono un secondo lavoro per arrotondare. A volte non mettono nemmeno l’etichetta e vendono pure i frutti “brutti”, quelli irregolari o un po’ rovinati che al supermercato non trovi. Ma attenzione: i prodotti sono di alta qualità. Ognuno a Graz ha il suo contadino preferito per le uova e gli abitanti di Graz ne sono molto orgogliosi.
5.6 L’isola artificiale

Altro lascito dell’anno di Graz capitale europea della cultura è sul fiume Mur: un’isola artificiale detta Murinsel. Per evitare altre esondazioni, nell’800 il fiume fu canalizzato ed abbassato, edificando alte sponde. Nel 2003 hanno creato l’isola artificiale e una passeggiata lungofiume (Murpromenade) per goderselo di nuovo, anche se non è lunga. Questa recente attrazione è diventata subito un simbolo di Graz.
Notizia sconcertante: l’isola artificiale in realtà è una barca ancorata al centro del fiume Mur; così può salire e scendere di 5m con le piene. L’architettura metallica ha una forma a mezza conchiglia aperta ad anfiteatro, mezza chiusa con tetto dove trovi un negozio e un bar. È pure un ponte perché collega le due sponde. Visitandola senti le onde del fiume infrangersi contro. Si vede che ha già 20 anni: il metallo in alcuni punti è un po’ logoro o arrugginito. Comunque un giro sulla Murinsel è imperdibile.
5.7 Schlossbergplatz e dintorni

Uno splendido palazzo barocco giallo mi accoglie sulla sponda del centro storico Patrimonio Unesco di Graz; è l’enorme Palais Attems di inizio Settecento dell’importante famiglia di origine friulana. Ha conservato gli arredi, ma non è visitabile. A fianco ha una bella chiesa barocca: la Dreifaltigkeitskirche (chiesa della Santissima Trinità). La facciata semplice e bianca è decorata solo da statue stuccate e dorature; l’interno ha colori caldi e uno stupendo altare.
Sull’altro lato gorgoglia la Fontana dei piccioni (Taubenbrunnen) con 4 uccelli sopra una colonna. Siamo già ai piedi dello Schlossberg, il monte con fortezza che difendeva Graz. La pedonale Schlossbergplatz conduce a due dei 3 modi per salire in cima. Infatti davanti vedi una scalinata con 260 gradini che si arrampica sul pendio, creata nella Prima Guerra Mondiale. Ai piedi invece c’è un tunnel dove trovi un ascensore per salire comodamente.
5.8 Sackstrasse

Perpendicolare alla Schlossbergplatz trovi la Sackstrasse, una delle strade più belle di Graz. Parte dalla piazza principale (Hauptplatz) e perciò regala un ottimo scorcio col Rathaus tra i palazzi colorati. Poi trovi tanti negozi con antiche insegne in ferro battuto e all’inizio l’affascinante Palais-Hotel Erzherzog Johann con caratteri jugendstil sulla facciata. Poi procedi davanti ai Grandi Magazzini Kastner & Ölher (con terrazza al 6° piano), Museo di Storia e Graz Museum ed il già citato Palais Attems. Ma soprattutto Sackstrasse è l’anima commerciale autentica di Graz: trovi negozi di antiquari, gallerie, gioiellerie, atelier e laboratori d’artigianato, sia a livello artistico che popolare. Poi scorgi stupendi portali scolpiti come una Madonna coronata (n.15) o una grande aquila asburgica (n.22). Poi ha misteriosi cortili interni da esplorare.
Per tutto ciò questa strada con l’Herrengasse è definita il miglio dell’arte, fulcro artistico di Graz.
5.9 La funicolare per salire sullo Schlossberg

In fondo alla Sackstrasse vicino al fiume compare un hotel contemporaneo con tante vetrate; le forme particolari ricalcano il bastione e porta cittadina che c’era precedentemente.
Poco più avanti puoi prendere la funicolare del monte Schlossberg (Schlossebergbahn), terzo modo per salire sul monte. Funziona dal 1894, ma le cabine sono modernissime ed il tragitto ha pendenza al 61%: è tantissimo! Parte ogni 15 minuti dalle 10:00 e – come nella mia Bergamo – il peso della cabina che scende fa salire l’altra. L’ascesa dura un minuto e mezzo: è comodissima.
Appena dopo la partenza guardando la città vedi sulla sinistra una Red Bull di Formula 1 appesa sulla roccia! È davanti alla casa di Helmut Marko, boss della scuderia (ed ex pilota), nativo di Graz. Ma soprattutto ammiri una bella vista sulla città ed i tetti rossi che si allontanano gradualmente. Il posto migliore è in basso, davanti alla vetrata.
5.10 Il monte Schlossberg

Come Salisburgo, anche Graz aveva un grande castello dominante sul colle cittadino, che perciò è chiamato Schlossberg. Coi secoli è divenuto una fortezza imprendibile lunga 400m, tanto che resistette all’assedio di Napoleone. Per l’affronto, lo rase al suolo (ugualmente al Forte di Bard); ne sono rimasti solo pochi bastioni e resti riconoscibili. Uno di questi è la Torre Campanaria, che trovi davanti uscendo dalla funicolare; ha una campana di 5 tonnellate. Vicino i tavoli all’aperto con vista panoramica di un ristorante. Noi proseguiamo e vediamo un giardino con al centro un’opera d’arte contemporanea con costellazioni che ricorda che il grande astronomo Keplero lavorò qui; vicino c’è pure il “Tiglio di Keplero”. Pochi passi e trovi il Graz Museum Schlossberg, con davanti una scultura che mostra come era la fortezza.
Ai piedi del muro bastionato sottostante ecco la cosiddetta “promenade di Nizza“: alcune panchine ed un fantastico pergolato di glicine; così chiamata perché esposta a sud, qui puoi fare picnic all’aperto anche d’inverno. Poco sotto il Padiglione cinese con vista panoramica, creato nel 1850 circa. Tra i due ecco il pozzo cinquecentesco profondo 94m, che pescava l’acqua per tutta la fortezza; è una delle opere di Domenico dell’Aglio, che nel 1544 curò l’ampliamento del castello.
Torre dell’Orologio

Scendendo ancora attraversi un arco in metallo: rievoca la porta che c’era. Più sotto ecco la Torre dell’Orologio (Uhrturm), simbolo di Graz. Alta 28 metri, si salvò dalla distruzione perché gli abitanti di Graz pagarono un riscatto.
La base è duecentesca; nel 1569 hanno aggiunto la passerella in legno attorno e la campana, ma soprattutto il primo orologio, con una sola lancetta. Non funzionò a lungo, così installarono la seconda lancetta più piccola per i minuti; Tuttora funziona così, al contrario del solito! Altre due particolarità: le finestrelle che vedi nel quadrante servivano al guardiano del fuoco per dare l’allarme; inoltre originariamente aveva tre lati, come le torri vuote del Castello di Arco di Trento. Ora è una torre completa con 4 orologi. Un unico meccanismo muove tutto, con grosso sacchetto che fa da peso; inizialmente andava caricato quotidianamente (come l’orologio del Torrazzo di Cremona), ma recentemente è stato elettrificato.
5.11 Pranzo all’Aiola Upstairs

Accanto alla Torre dell’Orologio c’è un altro ristorante: l’Aiola Upstairs. Ha tanti tavoli sotto agli ombrelloni e una super vista panoramica sui tetti di Graz, in questo caso verso il Duomo. Essendo ora di pranzo, mi fermo qui.
Con mia grandissima sorpresa, scopro che a Graz amano la prima colazione: la servono fino alle 14:00. Invece praticamente il pranzo non esiste: fanno sempre il brunch, servito fino alle 15:30! Infatti fotografando il menù c’è solo un risotto come vero piatto. Perciò prendo uno steak sandwich con sostanziosi pezzi di carne, con una birra radler. Davvero gustoso: l’ho divorato!
A Graz la cucina tipica è contadina, quindi povera e spesso senza carne; polenta e caffè erano la classica prima colazione, mentre a pranzo consumavano speck o strudel di patate o funghi oppure ancora zuppe varie. Poi formaggi e salumi, tipici della zona alpina; a 30km dalla città trovi piste da sci!
5.12 The Flight Graz 4D
Come detto, della grande fortezza Schlossberg è rimasto poco. Nelle cantine scoperchiate (ora con copertura mobile) tengono dei concerti. Invece accanto alla Torre dell’Orologio una scala scende in due Kasematten (casematte); questi bunker fortificati ospitano due delle attrazioni più belle di Graz. Infatti la capitale della Stiria ha tanti monumenti da vedere, ma pure sorprendenti esperienze da fare, magari in famiglia.
La prima è “The Flight Graz 4D” un cinema 4D. Paghi e ti siedi nella piccola sala; quando partono le immagini il sedile comincia a muoversi avanti e indietro, poi ricevi botte nello schienale, spruzzano vapore che ti bagna, partono bolle di sapone… Insomma è interessante ed emozionante! In 10 minuti volando come una mosca ammiri tutta la bellezza di Graz, anche luoghi più nascosti. Nella sala accanto (sempre pagando) scendi dallo Schlossberg con uno scivolo di 175m, scavato nella montagna. È il più alto scivolo sotterraneo al mondo!
5.13 Discesa a piedi dallo Schlossberg

Io però scendo a piedi dal viale che parte vicino alla Torre dell’Orologio; un altro arco metallico ricorda l’ingresso della fortezza. Poi la strada è costeggiata da alberi e natura. Infatti dopo la distruzione francese della fortezza Schlossberg rimasero le macerie, alte anche 5m. Nel 1839 il generale Von Welden decise di creare un giardino romantico e botanico. Così i soldati cominciarono a portare giù i resti e portare su terra buona da mettere sopra la roccia viva; inoltre crearono muri di contenimento, con canali per far scolare l’acqua torrenziale. Tutt’ora lo vedi così; i passaggi scavati nel verde sono quelli creati dai turisti per tagliare il percorso. Il lato nord dello Schlossberg nel progetto aveva angoli per cercare fresco; non avendo potato nulla durante le guerre è diventato un bosco. È dove cercare il fresco a Graz d’estate, assieme al parco dello Schloss Eggenberg.
Curiosità: i lampioni sono ancora con luce a gas: un addetto deve venire ad accenderli (tutti insieme) e spegnerli ogni giorno. Per ultimo trovi un crocifisso: qui i soldati salutavano le famiglie: solo loro potevano proseguire. I lampioni e la natura sul colle mi ricordano inevitabilmente Zagabria; solo che là è curato ed elegante, a Graz pare solo un bosco dove passeggiare; del giardino botanico sul pendio è rimasto pochissimo.
5.14 Karmeliterplatz

La discesa è breve. Al termine ti trovi davanti lo Gut Schlossberg, una stube dove puoi mangiare, ma soprattutto famosa per i prodotti di 1100 piccoli contadini venduti al piano terra. Sono 1600 prodotti alimentari diversi! Mi fanno assaggiare il tipico olio di semi di zucca, che esce dalla bottiglia color rosso rubino, ma poi diventa subito marrone con contorno verde; davvero strano! Ha un retrogusto di noci, quindi è l’ideale per l’insalata, ma i grazesi lo utilizzano anche sul gelato al posto della panna! Vendono anche vino, salumi, formaggi e mosto di mela; in zona producono tante mele (poi mandate a Vienna per fare lo strudel).
Poco sotto si apre la grande piazza Karmeliterplatz, aperta dalla colonna bronzea della Peste e della Trinità. Del convento dei carmelitani (che ha dato il nome) resta un chiostro, diventato ora l’Archivio Provinciale della Stiria; però colpisce maggiormente l’hotel moderno e nero sul fondo.
5.15 Sporgasse

Prendo la strada che scende: Sporgasse, altra via da vedere a Graz in 3 giorni. Ha bellissimi scorci tra stupende facciate e tavoli di locali all’aperto negli angoli. Davanti vedi il Palais Saurau, grande palazzo del conte Saurau del 1566. Il grande portale termina con raffinato ferro battuto e stemma nobiliare scolpito, ma attento: guarda su! Una minacciosa figura armata di spada spunta sotto al tetto! Questo saraceno è un pittoresco dettaglio di Graz.
Poco avanti ecco un negozio con vestiti tradizionali da contadini chiamati “dirndl“, con decorazioni della gorgiera fatte a mano: sono piccoli cuori. Puoi anche sistemare il vestito. L’ha fondato l’arciduca Giovanni nel 1812 per avere un albo dei vestiti tradizionali. Il 55% dei matrimoni si svolge ancora in vestito tradizionale; se gli sposi lo scelgono, anche gli ospiti devono indossarlo! Il weekend della festa dell’arciduca (secondo di settembre) tutti indossano il vestito tradizionale. Lo trovo meraviglioso.
5.16 Landeszeughaus

Via Sporgasse scende fino alla piazza principale. Riprendo Herrengasse per visitare il museo più affascinante di Graz: la Landeszeughaus, l’Armeria. Come detto, è un’espansione della Landhaus. Tra XV e XVIII secolo l’Austria Interiore fu sempre sotto minaccia Ottomana. Perciò tra 1642-1647 gli stati stiriani incaricarono Antonio Solar di costruire una grande armeria regionale: la Landeszeughaus. Era un deposito, con finalità pratica: bisognava stipare più armi possibili, da usare prontamente in caso di pericolo. Fu il più grande arsenale militare del sud-est dell’Impero Asburgico. Terminata l’offensiva turca perse importanza, anche perché le forze armate furono centralizzate. Allora la Stiria ne chiese la conservazione come monumento storico. Quando arrivarono i Francesi di Napoleone, spostarono molti cannoni in Serbia per paura che venissero utilizzati; ma non ritornarono, furono venduti. Comunque nel 1882 aprì per la prima volta al pubblico come museo; tuttora è il maggiore arsenale di armi storiche del mondo!
Visita della Landeszeughaus

Per uno come me cresciuto coi soldati LEGO e poi laureato in storia militare, la Landeszeughaus è super affascinante. Dopo aver studiato archibugi, cannoni, moschetti, spingarde e la loro evoluzione, me li sono trovati tutti davanti. Già la facciata è bella: le statue di Minerva e Marte (in armatura) accompagnano la pantera stiriana e stemmi nobiliari policromi sul portale.
Preso il biglietto, gli addetti consigliano di salire al quarto piano in ascensore e poi scendere con le scale; così non fai fatica. L’edificio è su 4 piani e dal piano più alto hai una fantastica vista sul Grande Cortile della Landhaus, con le eleganti arcate rinascimentali, la torretta sul tetto e la Torre dell’Orologio sullo Schlossberg. Inoltre è intrigante che il pavimento cigola quando cammini o cammina qualcuno al piano di sopra. Ma impressionano soprattutto le 32.000 armi d’epoca moderna, le ultime del Settecento.
Le armi della Landeszeughaus

La quantità è enorme! Le armi sono stipate ovunque, anche nel sottotetto; però sono ordinate, divise per tipologia. Al 4° piano trovi le armi bianche: spade e scudi lungo le pareti, lunghe alabarde allungate su mensole al centro e tantissimi pugnali infilati sotto al soffitto. Alcune alabarde hanno ricche decorazioni all’acquaforte. Poi colpiscono i “cavalli di Frisia”: lance incrociate per fermare la cavalleria.
Al 3° piano spicca la magnifica armatura per cavallo, prodotta e decorata nel 1505 a Innsbruck; fu donata da un conte nell’Ottocento. Inoltre tante armature di lusso e da torneo, finemente decorate, come quella del principe Carlo II. A questo piano le armi provengono tutte da botteghe tedesche, soprattutto di Norimberga e Augusta; notevoli i tanti moschetti. Alcune armature sono ammaccate: infatti quando arrivava un carico veniva testato sparandogli da 10-12m; se non si bucavano, confermavano l’acquisto. Ma certe manifatture tedesche di alta qualità erano accettate ciecamente.
Elmi, corazze e bellissime pistole decorate dominano il 2° piano. Queste armature erano per fanti e cavalleria leggera, mentre gli strani contenitori rigonfi in cuoio conservavano pistole e polvere da sparo. Infine al 1° piano ammiri i 5-6 cannoni e mortai rimasti; poi vedi tanti moschetti e baionette.
Insomma, la Landeszeughaus è un gioiello di Graz; museo indimenticabile.
5.17 I cortili interni e la Mehlplatz

Torno fuori sulla Herrengasse. Un segreto di Graz sono i tanti cortili interni delle case che hanno stupendi giardini nascosti, come a Milano. Qui però di giorno puoi entrarci ed attraversarne alcuni, come scorciatoie tra le vie; questa cosa mi ricorda Bolzano. Altri invece sono piccole gemme da scovare con calma.
Io prendo l’Altstadtpassage, tunnel tra le case con due leoni scolpiti sopra; così raggiungo la Mehlplatz, pittoresca piazza stretta tra bei palazzi; a sinistra il magnifico Palais Inzaghi: non è del mitico Pippo, ma fu costruito nel ‘600 da una famiglia di Genova giunta qui in cambio di parenti luterani scappati. Similmente giunsero a Graz anche i Pallavicino. Sul fondo della piazza invece osservi un bel murales di arte contemporanea. Questa zona a dicembre ospita alcuni dei mercatini di Natale di Graz.
5.18 Il carillon della Glockenspielplatz

Girando a destra giungi in Glockenspielplatz, altra deliziosa minuscola piazza del centro. I tavolini all’aperto sono davanti all’ottocentesco palazzo del mercante di formaggi Maurer; commerciando col Belgio, conobbe i carillon ed volle crearne uno suo: perciò ha una torretta con un orologio dorato e due finestre.
Il carillon suona 3 volte al giorno alle 11, 15 e 18:00; la musica cambia molte volte l’anno grazie alle 24 campane. Molto in piccolo ricorda l’orologio astrologico di Praga; anche la gente che si raduna è poca. Ma allo scoccare dell’ora si aprono le due finestre e vedi due figure che ballano… a lungo! Per oltre 5 minuti e 3 diverse canzoni. Poi alla fine il gallo dovrebbe muovere le ali e fare chicchirichì; io però non l’ho sentito: forse lo spettacolo continuava! Comunque mi aspettavo qualcosa di più.
Bello il palazzo secessionista a sinistra: mostra le figure del carillon su sfondo dorato.
5.19 Cena al ristorante Landhauskeller

Meritato riposo in hotel, poi esco a cena al Ristorante Landhauskeller; come dice il nome, è nel cortile della Landhaus. Mi siedo mentre è in scena la replica dello spettacolo di ieri. Anche questo è un ristorante di alto livello, quindi menù internazionale. Prendo un filetto grigliato con purè di patate tartufate, funghi saltati e base di vino di Porto. Da bere un’ottima birra locale. Il piatto è delizioso, con gusti precisi.
Non mi sorprende: Graz è la capitale dei sapori d’Austria. Cucinando con gli ingredienti dei contadini di alta qualità, tanti ristoranti hanno preso premi del “gambero rosso” locale. Inoltre con una guida puoi fare un’interessante “passeggiata gastronomica”: visiti la città e mangi ogni portata in un locale diverso!
Stupendo l’aspetto dei ristoranti, curati nei dettagli e personalizzati: si vede che è la città del design! Stupiscono, come il bar del ristorante con tanti scenografici fiori appesi, seppur finti.
5.20 Lo spettacolo dei Copenaghen Collective

Terminata la cena, ritorno in piazza Karmeliterplatz per un altro evento del Festival “La Strada Graz”. Molta gente è già radunata al centro della grande piazza, attorno ad un palco; i più fortunati sono seduti, molti (come me) in piedi. Del resto è uno spettacolo gratuito. Mi metto in un punto dove vedo la Torre dell’Orologio sullo Schlossberg.
I Copenaghen Collective sono una crew di 20 persone di 15 diverse nazionalità. Cominciano a ballare e soprattutto fanno prese ed evoluzioni tra loro. Con l’ora blu e la notte che scende sono illuminati da fasci di luce, proprio come la Torre dell’Orologio; atmosfera incantata. Punto forte i lanci e le arrampicate sulle spalle dei compagni, fino a 4 livelli; renderebbero orgogliosi i Catalani, visto che somigliano alle loro torri umane.
Il pubblico ha apprezzato ed applaudito tanto, io però non sono stato entusiasmato; forse è l’ora abbondante rimasto in piedi.
5.21 Musica live in Kaiserfeldgasse

Più di mio gusto l’evento successivo del Festival: musica live in mezzo alla strada sulla Kaiserfeldgasse, definita Open dance. In una zona delimitata davanti ad un bar ogni sera dalle 19:30 un DJ scalda il pubblico, poi dalle 21:00 suona una band diversa. Io ho ascoltato i Livin’ Vintage: musica soul e pop (spesso americana), tanti bravi musicisti e che energia la cantante! Trascina tutti a ballare, abbandonando i tavoli all’aperto; atmosfera fantastica e irresistibile!
Sarà che è una città universitaria, ma Graz è molto viva e giovane. La sera vedi tanta gente in giro e hai tanti eventi a scelta, anche per il Festival La Strada. Comunque gli spettacoli del festival sono organizzati in tutta la Stiria.
6. 3º giorno a Graz

Similmente all’Italia, anche a Graz c’è l’abitudine di fare colazione al bar. Come detto, i piatti della colazione (rigorosamente salata) sono protagonisti pure nel brunch. Uno dei posti preferiti dagli abitanti di Graz è il Bar Frankowitsch in via Stempfergasse, praticamente davanti alla Landeszeughaus. Qui sono soliti ritrovarsi a chiacchierare facendo colazione o mangiando; oggi li imito pure io. Vista l’influenza italiana, il cappuccino oramai è affermato; poi è tipico prendere una fetta di pane con sopra salumi o pezzi di pesce (come salmone o tartare); scelgo con roast-beef e prosciutto nella succulenta vetrina interna, poi mi accomodo nei tavolini della via. Devo dire che sono gustosi, ma vuoi mettere un cornetto con marmellata o crema? Infatti col cappuccino non si sposano molto. Comunque Stempfergasse è una via dello shopping di Graz, con boutique internazionali; infatti c’è un certo movimento. Qui trovi anche la casa di Keplero (al numero 6).
6.1 Schloss Eggenberg

Terzo giorno di visita di Graz; è venuto il momento di prendere il tram; n.1, verso la periferia occidentale di Graz. Qui domina lo Schloss Eggenberg, il palazzo barocco più importante e famoso della Stiria. Nella lingua tedesca usano spesso la parola “schloss” (castello), ma in realtà sono spesso palazzi. La famiglia Eggenberg fu tanto potente che gli apparteneva tutta questa sponda fino al fiume, lontano 3 chilometri! Ma la fortuna della casata si eclissò in pochi secoli; questo ha garantito la conservazione dello Schloss Eggenberg così come era. Perciò è Patrimonio Unesco. Ho trovato qualche impalcatura perché l’anno prossimo (2025) celebra i 400 anni dalla costruzione.
Questo luogo ospita 4 musei: le sale del castello, una pinacoteca, una raccolta numismatica e il Museo Archeologico. Perciò il biglietto è valido 24h per vedere tutto. Attenzione: alle sale del castello (2° piano) accedi solo con visite guidate da 50 minuti.
Storia dello Schloss Eggenberg

Per capire la storia dello Schloss Eggenberg bisogna conoscere le vicende della famiglia Eggenberg, che da mercanti svoltarono nel 1625 quando Hans Ulrich dopo tanti viaggi tornò a Graz e diventò collaboratore stretto dell’imperatore Ferdinando II; venne premiato coi titoli di governatore dell’Austria Interna (unico non Asburgo ad esserlo) e principe di Eggenberg. Lui celebrò questo prestigioso potere costruendo Palazzo Eggenberg; per farlo chiamò Giovanni Pietro de Pomis. L’architetto partì dall’antico nucleo del gotico castrum Eggenberg costruito dal nonno; ne vedi i resti dietro la torre e nella finestra gotica sotto la torre, anch’essa precedente.
Eresse un palazzo di tre piani: al piano terra stavano i servitori e c’erano i servizi, come le cucine; al primo piano l’abitazione signorile; il secondo piano era rappresentativo: per gli impegni del principe e della principessa di Eggenberg. Visitandolo fai un viaggio nel tempo in due secoli in contemporanea: Seicento e Settecento.
Il parco

Passato il bel portale attraversi un ampio parco per raggiungere il grande palazzo barocco, che vedi già in fondo al vialetto. È decisamente un luogo bucolico, dove girano libere anatre e pavoni.
Dell’originario giardino barocco è rimasto poco: giusto poche statue ed un padiglione (ora caffetteria). Difatti nell’Ottocento fu trasformato in parco all’inglese, dove alte conifere contrastavano con la collezione di rose rare. Un restauro recente ha mantenuto questa bellezza: perciò è uno dei giardini monumentali più belli d’Austria. Imperdibile la zona del Planetengarten (giardino dei pianeti), creato nel 2004 con aiuole geometriche e fontane; rimanda alla Sala dei Pianeti del palazzo.
Il palazzo da fuori è compatto, con quattro torri negli angoli come le stagioni. Infatti lo Schloss Eggenberg fu studiato perfettamente: ha 365 finestre come i giorni, mentre le 24 sale del piano nobile (come le ore) hanno 52 porte e 60 finestre, come settimane e secondi. Incredibile. Infatti riproduceva architettonicamente le idee sull’armonia cosmica divulgate da Keplero; mentre infuriava la terribile guerra dei Trent’anni, questo era un angolo di pace e cultura.
La Pinacoteca (Alte Galerie)

Al primo piano è allestita l’Alte Galerie, collezione di dipinti per 6 secoli d’arte. Le 22 sale ospitano 300 dipinti e statue dal Medioevo al Settecento, ovvero la più preziosa collezione d’arte antica della Stiria.
Si parte subito forte con opere di José de Ribera, ma soprattutto Jan Brueghel il Vecchio col Trionfo della Morte e Pieter Brueghel il Giovane con Fiera Fiamminga. Poi sulla destra ti addentri nella preziosa sezione d’arte medievale, esemplificata da un ritratto di Maria di Borgogna; spazia dalle Fiandre all’area tedesca (Stiria e opere di Michael Pacher da Bressanone comprese). Splendide le molte statue lignee e le vetrate intarsiate.
Sulla sinistra trovi subito Il Giudizio di Paride di Lucas Cranach con le tre dee nude ed eteree; poi Marte Venere e Cupido di Bartolomeo Spranger. Stupendi i tanti ritratti, come i dipinti di De Pomis di Hans Ullrich von Eggenberg in armatura e dell’arciduca Ferdinando che combatte per difendere la fede cattolica: i protestanti rappresentano il diavolo. Oppure un Ercole di Dosso Dossi o la regina di Spagna Margherita d’Austria di Gonzalez y Serrano. Meno interessanti gli altri dipinti moderni, tra paesaggi, nature morte o scene di vita quotidiana. Infine belle opere d’arte religiosa barocca, soprattutto le statue dorate. Ultima sala con tanti quadri settecenteschi di Schmidt.
Visita del piano nobile: la Planetensaal

La bravissima guida Caterina mi accompagna nel piano nobile dello Schloss Eggenberg. Entri nella meravigliosa Sala dei Pianeti (Planetensaal), grande salone con candelabri pendenti e dipinti; divinità romane incarnano i 7 pianeti conosciuti nel Seicento, compresi Luna e Sole (Apollo) al centro. Mercurio ha lo stemma degli Eggenberg, mentre Saturno è il simbolo di Hans Ulrich. Agli angoli i 4 elementi impersonificati e sulle pareti alcune storie tratte dalla mitologia che raccontano i segni zodiacali. Bellezza pura. Fu realizzata tra 1678-1685.
A destra trovi le 12 sale maschili di udienza, a sinistra le 12 femminili. Al 2° piano tutti i soffitti sono dipinti nel Seicento con 500 immagini, realizzate da 6-7 artisti; hanno temi religiosi, mitologici o storici legati alla famiglia Eggenberg. I dipinti alle pareti, mobili, tappezzerie e stufe sono del Settecento, quando la famiglia era già in declino. Perciò visitare Palazzo Eggenberg è un viaggio tra due secoli.
Visita del piano nobile: le sale laterali

Nelle sale d’attesa maschili campeggia Cupido, con scene d’amore delle Metamorfosi di Ovidio, mentre la prima sala delle udienze raffigura Romolo e la fondazione di Roma. Come tipico del tempo, nel palazzo trovi 3 gabinetti asiatici: 2 giapponesi, uno cinese; il primo è costellato di porcellane antiche imari, preziosissime. L’altro un rarissimo disegno di un palazzo distrutto di Osaka.
Nella sala successiva vedi un baldacchino; qui il principe riceveva gli ospiti intimi, come i parenti dell’imperatore. Curiosità: scaldare ed illuminare costava: perciò trovi solo due camini ed i lampadari sono pochi; infatti venivano spostati di sala in sala! Tuttora manca la luce elettrica e il riscaldamento: perciò in inverno è chiuso (come i castelli boemi). La decorazione dorata delle stufe rivela la parte pubblica del palazzo: nelle stanze private sono bianche. Nel salone maschile ad angolo vedi il ritratto dell’imperatore Leopoldo I d’Austria, che alloggiò qui; perciò i dipinti sono politici, di propaganda: le guerre persiane alludono alla sua guerra contro i Turchi.
La parte femminile è perfettamente simmetrica. Il salone ad angolo ha dipinti di donne virtuose ed esemplari come Timoclea, dall’antica Grecia. In generale i dipinti del soffitto hanno colori vivaci, mentre le tele delle pareti con vita nobiliare hanno colori tenui e rococò. Furono volute dall’ultima principessa, che decise di vivere su questo piano col marito. Gradisco particolarmente le ultime due sale con scene di vita settecentesca e giochi: caccia, danze, picnic e giochi vari; l’ultima sala rappresenta il Teatro, con figure della commedia dell’arte come Arlecchino.
Il Museo Numismatico ed il resto

Al secondo piano c’è pure la Cappella Gotica, piccola ed affascinante; la sbirci dal vetro.
Torno al piano terra ed il cielo è diventato grigio cupo. Perciò visito il Museo Numismatico (Coin Cabinet), di sole due sale; essendo appassionato di monete sono un po’ deluso. Però è la seconda più grande collezione di monete d’Austria; fa un excursus completo dal tempo preromano fino al periodo barocco. Purtroppo le descrizioni sono solo in tedesco: devi richiedere il libricino per quelle in inglese. Comunque piccolo, ma esaustivo.
Nel frattempo si scatena un nubifragio, che in breve riempie di pozzanghere il parco. Mi fa desistere dal visitare il resto del parco ed il Museo Archeologico con 1200 reperti della Stiria; il gioiello è il carro votivo di Strettweg del VII secolo a.C.. Peccato perché anche gironzolare e godersi il parco dello Schloss Eggenberg è una cosa da fare!
6.2 Pranzo da Don Camillo

Esco ed ho tantissima fame. Però nella caffetteria del parco è difficile mangiare: vendono solo toast, oltre a caffè e gelati. C’è un ristorante davanti al castello, ma vista la pioggia preferisco riprendere il tram e tornare a Graz.
Arrivo in centro ed ho una appetito famelico! Superata la chiesa dei Francescani trovo una graziosa piazza (Franziskanerplatz), piena di locali per mangiare. Trovo un ristorante italiano, poi un altro, poi un altro… al terzo non riesco a resistere: entro da Don Camillo (difatti internamente è rappresentato lui e Peppone). È un ristorante/pizzeria: scelgo una pizza con salmone, gamberetti e rucola; da bere birra edelweiss. Nonostante il locale a quest’ora sia quasi vuoto, attendo un po’. Ma quando arriva la divoro! Ottima pizza: sembrava di essere in Italia. Probabilmente la miglior pizza che ho mai mangiato all’estero. I prezzi sono leggermente alti rispetto a noi, ma all’estero è sempre così.
6.3 L’edificio ARGOS di Zaha Hadid

All’angolo di Don Camillo, è scolpito un curioso elefante. Ma Graz ha tantissimi dettagli da cogliere e fotografare! Ne cerco altri questo pomeriggio assieme a qualche acquisto di cose tipiche nei negozi (ed un po’ di riposo); il cielo grigio non invoglia molto, ma fortunatamente non piove più!
Però voglio comunque vedere qualche altra bellezza di Graz; così raggiungo piazza Tummelplatz (angolo Burggasse-Einspinnergasse) per ammirare prima lo stranissimo edificio futuristico ARGOS disegnato da Zaha Hadid. È diviso in riquadri sovrapposti e affiancati, come tanti occhi di camaleonti o tante tv vicine in un negozio. Sono appartamenti ultramoderni, ovviamente non visitabili; però in qualcuno puoi soggiornare.
Come la Kunsthaus, l’edificio non centra assolutamente con gli edifici tipici di Graz, ma sta bene nel contesto. Del resto Graz è la città del design!
6.4 Evento La Strada in Tummelplatz

A seguire in piazza Tummelplatz alle 17:00 comincia lo spettacolo di Effetto Larsen, gruppo italiano sempre legato al festival La Strada Graz. Senza aver dichiarato la posizione (tranne a me che avevo una dritta), all’improvviso parte la musica e 20 persone si impossessano della piazza rincorrendosi come bambini e facendo un continuo girotondo; loro lo chiamano “stormo”. Ai sette italiani sono aggregati i partecipanti di un workshop; alcune persone sono di mezza età, uno è un ragazzino. I passanti sono sorpresi, ma questo è il festival, questa è community art! Capita che qualche passante/spettatore si aggreghi, imitando gli altri. Corrono come dei matti, ma il tutto è affascinante.
Questo spettacolo viene riproposto più volte durante il festival, in varie location. A pensarci bene, li ho visti anche il primo giorno quando sono passato di qua!
6.5 Salita in ascensore e giardini Herberstein

Dopo un breve riposo in hotel, esco: voglio ammirare il tramonto dal monte Schlossberg. Vista la stanchezza decido di salire in ascensore. Questo colle di granito spinto qui dall’ultima glaciazione ha caverne dove hanno trovato ossa umane di 25.000 anni fa. Inoltre hanno scavato 4km di corridoi per riparare 40.000 persone dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. In quegli spazi c’è un museo per bambini ed una sala da concerti, oltre al già citato scivolo e l’ascensore. In pochi secondi sono su, proprio accanto alla Torre dell’Orologio. Prima visito i bellissimi giardini Herberstein, sul bastione più basso della fortezza; l’altro giorno non li avevo notati. Sono aiuole verdi con fiori coloratissimi e piante mediterranee come fichi e limoni, con panchine per ammirare la super vista sui tetti di Graz; non per nulla sono soprannominati “i giardini pensili di Graz”. Molto romantici. Fino al 1930 appartenevano alla dimora dell’omonima famiglia Herberstein.
6.6 Tramonto dal monte Schlossberg

Dai giardini Herberstein parte la scalinata per scendere. Io però risalgo vicino alla Torre dell’Orologio, che voglio fotografare al tramonto. Fortunatamente il cielo si è aperto, le nuvole sono quasi tutte sparite. Nondimeno mi accorgo presto che appostandomi sopra, la torre guarda verso sud, quindi il sole non tramonta dietro, ma sulla destra. Per fortuna alcune nuvole rimaste dipingono in cielo una fantastica sfumatura rosa dietro alla torre: scatto subito prima che svanisca. Anche il tramonto dal bastione verso ovest è interessante; però sei molto più alto delle case e mancano edifici notevoli che esaltano la vista: hai davanti una distesa di tetti rossi, con la periferia sul fondo (decisamente non bella). La vista magnifica di Salisburgo rimane imbattibile!
Attendo ancora e scende l’ora blu attorno alla Torre dell’Orologio: ora sembra tutto incantato! Si accendono anche i fari ad illuminarla. Quando il blu diventa intenso, torno giù in centro soddisfatto.
6.7 Cena alla birreria Glöckl Bräu

Sono le 21:30; decisamente non ho assorbito gli orari tipici di Graz. Per fortuna ci sono locali dove puoi mangiare a quasi tutte le ore; in primis nella piazza principale senti spesso il profumo quasi irresistibile della cotoletta.
Io però mi merito un posto a sedere e scelgo uno dei locali del gusto di Graz: la birreria Glöckl Bräu. Si trova in Glockenspielplatz, la piazza del carillon; ora col buio fatico a riconoscerla. Ovviamente prendo la loro birra Glockl Brau e arrosto di maiale con gnocchi di crauti. Non mi ha entusiasmato: alla lunga stanca; probabilmente ho sbagliato piatto visto che non è nemmeno leggero. Beh può capitare.
Comunque essendo tardi e molto stanco, decido di tralasciare gli altri eventi del festival La Strada Graz in Kaiser-Josef-Platz e saluto la città con un’ultima passeggiata nel fascino dark della notte, tra le vie contorte del centro. Anche la Kunsthaus è illuminata!
7. Conclusioni

Torno in aeroporto col treno per Praga che si ferma a Vienna. Sono stati 3 giorni intensi, ma ciò nonostante ho dovuto tralasciare alcuni luoghi interessanti. Purtroppo non sono visitabili la Sala Gotica del Palazzo di Federico III (Burg) e gli interni della Landhaus, con Sala del Parlamento e scale rinascimentali; probabilmente la stessa cosa vale per Palais Herberstein e Palazzo Attems. Ma ho saltato pure il Teatro dell’Opera, il quartiere Joanneum con Universalmuseum, l’altro mercato contadino di Kaiser-Josef-Platz, il Graz Museum ed altri musei… per non parlare dei dintorni. Qualcosa ho visto nella mia seconda visita di Graz. Inoltre volevo scendere con lo scivolo dallo Schlossberg, ma non ho fatto in tempo. Insomma, c’è molto da vedere a Graz in 3 giorni o più: basta solo trovare il tempo, anche per ammirare i tanti meravigliosi dettagli. Come spero di aver dimostrato, Graz è senza dubbio bella, ma ho l’impressione che manchi un capolavoro che possa attirare l’attenzione e attrarre più turisti; forse basta far conoscere meglio lo Schloss Eggenberg. Ma gli abitanti di Graz sono contenti così: almeno rimane tranquilla e vivibile, pur essendo la seconda città austriaca per abitanti.
7.1 Ultimo consiglio

Ho paragonato spesso Graz a Salisburgo. Le ho visitate entrambe recentemente, ma hanno tanti evidenti punti in comune: un monte in centro città, l’importanza della musica, chiese barocche, insegne antiche dei negozi in ferro battuto, passaggi tra le vie, Fischer von Erlach, eventi estivi interessanti, punto per osservare il tramonto sulla città dal monte… Essendo una capitale Salisburgo ha monumenti più ricchi, ma Graz è all’altezza. Invece le tante statue e portali cattolici mi ricordano Malta: con la vicinanza con l’infedele bisogna ostentare forte la propria fede!
Voglio darti un ultimo consiglio: la Graz Card. Acquistandola per 24, 48 o 72h hai il biglietto gratis per visitare molti musei come quelli dello Schloss Eggenberg, Kunsthaus, Landeszeughaus, mezzi pubblici, funicolare e ascensore dello Schlossberg gratis, oltre altri benefici come walking tour gratis, sconti in altri musei ed attrazioni in città e nei dintorni. Imprescindibile per visitare Graz in 3 giorni.
Ti ho stuzzicato l’idea di visitare Graz e le sue bellezze? È da vedere in un viaggio in Austria e nella Stiria. Se avessi domande lascia un commento oppure dimmi che ne pensi. Mi segui già sui social ? 
Poi sono tornato a Graz coi mercatini di Natale: periodo fantastico per visitarla!
Danke Visit Graz!
Altri video:
Il Duomo di Graz
Salita con la funicolare del monte Schlossberg
Tutto il fascino della Landeszeughaus
Il carillon della Glockenspielplatz
Lo spettacolo dei Copenaghen Collective in Karmeliterplatz
I Livin’ Vintage dal vivo in Kaiserfeldgasse
La meravigliosa Sala dei Pianeti dello Schloss Eggenberg
Lo spettacolo dell’Effetto Larsen
Tramonto dalla Torre dell’Orologio
Hai ragione, è veramente splendida! Le foto sempre bellissime.
Io è un po’ che punto Vienna😉
Complimenti ancora Simone😊🖐
Grazie! Vienna è ancora più bella: elegante e pulita, ma anche sorprendentemente grande. Quindi prenditi almeno 4-5 giorni perché ci sono anche tantissimi musei. Se hai bisogno di consigli chiedi pure 😉