Una meraviglia della natura; poi aggiungici un fascino mistico millenario; in più un sito Patrimonio Unesco dell’Umanità; se non bastasse, somma pure uno dei Borghi più belli d’Italia e uno chef stellato. Sono troppi ingredienti per un posto solo? Assolutamente no se vai a Orta San Giulio, perla del Lago d’Orta in Piemonte. Una penisola montuosa che si proietta nel lago con una piccola isola davanti sono il luogo perfetto per una gita fuori porta tra Piemonte e Lombardia; non manca nulla: trovi storia, arte, religione, scorci pittoreschi, ville da sogno e natura; ultimamente è diventato famoso perché ospita Villa Crespi, il ristorante stellato di Antonino Cannavacciuolo. Insomma Orta San Giulio è meritatamente tra i Borghi più Belli d’Italia: forse è il migliore di tutta la Penisola. Che luogo affascinante ed imperdibile: lascia senza parole! Ti racconto cosa vedere a Orta San Giulio in provincia di Novara.
- Informazioni utili
- Cosa vedere a Orta San Giulio
- Conclusioni
1. Informazioni utili

Solitamente visitare uno dei borghi più belli d’Italia è facile, perché sono ben organizzati per accogliere turisti e fornire informazioni ai monumenti o per la visita stessa. Questo vale assolutamente per Orta San Giulio: è uno dei borghi meglio organizzati e più facili da visitare.
In ogni caso è sempre utile ricevere un aiuto per semplificare le cose. Così ti faccio un breve riassunto sulla storia particolarissima del territorio e ti fornisco informazioni su come arrivare ad Orta San Giulio e dove parcheggiare. Avendo molte salite e discese e molti gradini, non è un borgo indicato per chi ha gravi problemi deambulatori, anche se il centro del borgo è pianeggiante e facile da percorrere. A fine giornata le gambe saranno stanche, ma ne sarà valsa la pena.
1.1 Storia di Orta San Giulio

Orta San Giulio ha storia antichissima: sull’Isola di San Giulio hanno ritrovato resti di ceramiche del Neolitico. In seguito il Lago d’Orta fu abitato da popolazioni celtiche e dai Romani. Con l’insediamento dei Longobardi (570 d.C.) fu creato il ducato di San Giulio, con sede sull’omonima isola. All’epoca c’era un castello, usato successivamente dal re franco Berengario d’Ivrea per difendersi dall’assedio dell’imperatore Ottone di Sassonia nel 957. Pochi anni dopo anche la moglie si rifugiò sull’isola coi tesori: era considerata imprendibile.
Poi si contesero il territorio il vescovo e il Comune di Novara: nel 1219 nacque il feudo vescovile della Riviera di San Giulio, divenuto nel 1311 contea imperiale e poi principato vescovile; era autonomo come Salisburgo e Trento. Nel 1767 diventò sovranità dei Savoia, che però governarono solo dal 1817. Il borgo di Orta e l’isola rimasero distinte: solo nel 1928 si formò il comune di Orta San Giulio.
1.2 Come arrivare a Orta San Giulio?

Come arrivare a Orta San Giulio? Non è difficile, visto che ben due autostrade gli passano vicino. Se procedi da Torino da ovest devi imboccare l’autostrada A26 dei Trafori che da Genova procede verso nord, uscendo a Borgomanero; da lì sono 15 km chilometri in cui seguire le indicazioni verso il Lago d’Orta e Orta San Giulio. Invece chi precede da Milano deve imboccare l’autostrada A8 dei Laghi: superata Varese e l’aeroporto di Malpensa, si congiunge con l’A26 costeggiando il Lago Maggiore. Uscendo ad Arona da una parte vai sul Verbano, dall’altra scendi verso il Lago d’Orta e Orta San Giulio.
Entrambe le strade attraversano il paese di Gozzano e poi un tratto circondato dalla natura per poi sbucare sul Lago d’Orta con l’isola di San Giulio che si vede immediatamente davanti e una torre sul monte. Vista fantastica. Ancora pochi chilometri costeggiando il lago ed ecco Orta San Giulio.
1.3 Dove parcheggiare

Una grande rotonda, con le indicazioni verso Orta San Giulio a sinistra; da un lato un gelataio, dall’altro l’enorme mole arabeggiante di Villa Crespi, il ristorante di Antonino Cannavacciuolo. Questa è la strada d’ingresso obbligatoria per scendere a Orta San Giulio.
Trovi subito un’area sosta per camper sulla destra; procedendo un po’, dopo c’è una grande area attrezzata dove parcheggiare su entrambi i lati. Quei pochi gratuiti si esauriscono subito la mattina; poi rimangono tantissimi parcheggi a pagamento, anche coperti. La tariffa è un po’ cara: 2€ l’ora, ma 10€ per tutto il giorno. Io penso che siano per mantenere bello il borgo, così pago volentieri. Del resto non hai praticamente alternativa: davanti la strada diventa a traffico limitato per residenti, quindi devi tornare indietro e cercare un posteggio gratis molto lontano. È meglio tenere le gambe fresche per le camminate di oggi.
2. Cosa vedere a Orta San Giulio

Scendi e sei tra qualche ristorante e campi sportivi, tra cui uno di padel e un minigolf. Ma soprattutto hai già una stupenda vista panoramica sui tetti di ardesia del borgo e l’isola davanti, con l’altra sponda come sfondo. Infatti questo luogo è diviso in due anime molto diverse: l’Isola di San Giulio ed il borgo di Orta, su cui poi svetta il Sacro Monte. Tutto assieme formano Orta San Giulio.
L’etimologia del nome Orta deriva da “Hortus Conclusus” ovvero giardino chiuso, che è rimasto nello stemma comunale. Però le fortificazioni che lo racchiudevano vennero abbattute nel 1311 e mai più ricostruite. Ciò nonostante la posizione defilata gli garantì sicurezza nei secoli. Subì un saccheggio solo nel 1524. Invece l’isola prende il nome da San Giulio, che nel 390 approdò qui col fratello Giuliano dall’isola greca di Egina diffondendo il Cristianesimo e costruendo la basilica sull’isola, dove tuttora riposa.
2.1 Il borgo di Orta

Cominciando a camminare ti colpiscono subito le caratteristiche case coi tetti in lastre di pietra (lose), alcune del tutto costruite in pietra. Molto pittoresche, anche perché il lago ed i monti fanno da sfondo. Puoi addentrarti subito dalla scalinata o proseguire dritto sulla strada asfaltata per scendere dopo: non cambia. Alla fine ti ritrovi sulla lunga strada più importante di Orta: via Bossi, parallela al lago ed in piano. Seguendola puoi fare il giro della penisola, anche se cambia nome: verso nord diventa via Motta perché passa davanti a Villa Motta, isolata nella natura. Nel borgo cammini tra vecchi edifici affascinanti, con vivaci negozi alla base. Da non perdere Villa Bossi, seicentesca sede del Municipio, con graziosi giardini sul lago; qui c’è la super instagrammabile statua “Il pittore” di Schroth, con cornice vuota per inquadrare l’Isola di San Giulio. Mi ricorda statue simili di Budapest che esaltano i monumenti.
Piazza Motta

La stretta via si amplia formando una pittoresca piazzetta allungata, dove apprezzi meglio i palazzi attorno a te con dettagli particolari come un grande glicine che si arrampica o un’insegna retrò con due statue di pietra. Anche qui piccole vie laterali raggiungono il lago, dove puoi apprezzare la vista e le papere si rilassano tranquille. Proseguendo ecco finalmente Piazza Mario Motta, il salotto di Orta San Giulio: ha palazzi coloratissimi (e leggermente storti) su tre lati ed un magnifico affaccio sull’Isola di San Giulio, con gli attracchi dei battelli che guidano lo sguardo verso il lago. I palazzi colorati hanno negozi sotto ai porticati, che vendono di tutto; trovi anche Antonino, il banco di Cannavacciuolo che vende dolci artigianali dello chef.
Però mi colpiscono di più i tavolini all’aperto dei ristoranti, a due passi dal lago d’Orta. Mangiare sotto al sole qui deve essere meraviglioso. Atmosfera fantastica e rilassante.
Il Palazzo della Comunità

Sul lato nord di Piazza Motta spicca il Palazzo della Comunità (o Palazzotto di Orta San Giulio), del 1582. Ha la tipica forma del broletto lombardo (come a Monza): un portico aperto per fare mercato sotto, chiuso sopra nella sala del consiglio. Qui si esercitava il potere legislativo ed esecutivo della Riviera di San Giulio; le riunioni avvenivano di mercoledì al suono della campana che tuttora vedi.
Puoi salire sulla scala (un po’ sgangherata) per ammirare meglio gli affreschi di stemmi dei vescovi novaresi (un po’ sbiaditi) sulle pareti e una bella vista sulla piazza. Purtroppo non è visitabile interiormente, ma è bello semplicemente da vedere e fotografare.
Via Giovanetti

La via principale prosegue dopo la piazza: questo tratto altrettanto lungo si chiama via Giovanetti. Inizialmente passi tra palazzi dove trovi negozi e qualche ristorante. Dopo un arco attraverso una casa la prospettiva cambia: trovi sulla destra due cavalli a dondolo con vista sull’Isola di San Giulio, la Chiesa della SS. Trinità dall’altro lato; ha graziosa facciata barocca colorata, mentre dentro è modesta. Da qui la via diventa ancora più bella: il B&B Al Dom ha un magnifico giardino affacciato sul lago con due splendidi conigli di metallo; poco oltre un altro da sbirciare con altra vista sull’isola.
Poi la strada curva a sinistra e compare la possente Villa Natta, bianca e con due leoni sul cancello. Anche qui la strada gli passa davanti: immagino che originariamente arrivava al lago, così come le ville del Lago di Como. Oltre procedi proprio accanto al lago, con palme che esaltano le viste.
La Salita della Motta

Però terminano gli edifici: ritorno indietro in Piazza Motta. Accanto al Palazzo della Comunità parte una salita ripida: è via Caire Albertoletti, da tutti chiamata Salita della Motta (o la Motta). Anche questa è interamente pavimentata in sassi, come tutto il borgo storico.
All’inizio hai un pregevole scorcio di Piazza Motta. Salendo ai lati trovi alcuni degli edifici più importanti di Orta, come la Casa dei Nani (o Casa Marangoni), la più antica di Orta San Giulio, del 1006; la trovi a metà via, sulla destra. Si chiama così per le 4 minuscole finestre sulla facciata, con pure un porticato e tre affreschi devozionali. Proseguendo oltre nella ripida salita incontri a sinistra lo splendido Palazzo Penotti Ubertini (o Palazzo De Fortis), di eleganza settecentesca; sull’angolo si arrampica un grande glicine fiorito. Dal 2008 è diventato “Dimora delle Arti”: ospita mostre importanti. Infine sulla destra l’imponente Palazzo Gemelli del tardo Rinascimento.
La Chiesa di Santa Maria Assunta

In cima alla Salita della Motta svetta la Chiesa di Santa Maria Assunta, eretta nel 1485. La facciata gialla tripartita sembra semplice; in realtà ha piccole decorazioni da cogliere con attenzione, a partire dal protiro sorretto da 4 esili colonne, ovvero il piccolo porticato che accoglie la scalinata centrale. Fu aggiunto a fine Seicento, quando la chiesa fu rifatta in stile barocco. Da lontano cogli bene la finestra polilobata al centro e il gruppo di statue raffiguranti l’Assunzione al culmine della facciata; il campanile rimane invece nascosto sulla sinistra. Ammira il portale d’ingresso in serpentino scolpito con motivi floreali e animali.
L’interno è ricoperto di dorature ed affreschi barocchi che talvolta imitano architetture trompe l’oeil. Colonne la dividono in tre navate, su cui lati trovi splendide cappelle laterali. La cupola dipinta esalta il presbiterio. Oltre ai dipinti, noto pure il fresco (quasi freddo, come quella chiesa di Trebic in Cechia).
2.2 L’Isola di San Giulio

Il simbolo del borgo è l’Isola di San Giulio, che dista 400m dal borgo di Orta, perfettamente davanti. Pensa che molti visitano il borgo senza andare sull’isola: è un grosso errore perché sono interdipendenti, sono uno lo specchio dell’altro. Un servizio di navetta parte ogni 15 minuti per l’isola al costo di 5€ (andata e ritorno). Sono disponibili anche altre 3 mini-crociere per ammirare ampiamente il Lago d’Orta e le sue bellezze, tra cui ville storiche. Io mi accontento di visitare l’Isola di San Giulio.
Come detto, storicamente l’isola fu il centro abitato più importante del lago, per questo fortificato e protetto. Tuttora è il contrario: è abitata solo dalle monache benedettine di clausura che vivono nel convento e i pochi privati delle ex case colorate dei canonici, affacciate proprio davanti ad Orta. Il grande campanile quadrato e il possente palazzo arcivescovile al centro si riconoscono facilmente anche dal borgo.
Raggiungere l’Isola di San Giulio

Gli attracchi in legno sono sulla banchina davanti a Piazza Motta. D’estate sono nascosti dalle fronde degli alberi, mentre in primavera le potature lasciano intravvedere l’isola anche dal centro della piazza. Però la vista di un pontile che guida lo sguardo verso l’isola è fantastica: è uno scatto iconico di Orta San Giulio.
Hai due modalità per fare i biglietti: se paghi con la carta di credito nel negozio in piazza, vicino al Palazzo della Comunità; se paghi con contanti tranquillamente prima di salire. Ci sono indicazioni, ma i marinai comunicano a voce quale è il prossimo battello che parte e da quale pontile.
Una volta salpato il viaggio è breve. Ammiri prima Piazza Motta che si allontana con gli altri edifici di Orta accanto, poi l’isola che si avvicina lentamente. I palazzi che si riflettono sull’acqua sono super affascinanti. Da qui il campanile ed il palazzo sono enormi!
Il giro dell’isola

Sbarchi sull’isola su un molo come tanti, con viste sul lago. Però attraversando il portale in pietra entri in un luogo totalmente diverso: mistico e silenzioso. Sali qualche gradino e raggiungi l’ingresso della Basilica, non particolarmente importante. A fianco comincia la via ad anello che cinge l’Isola di San Giulio. Sembra di tornare indietro nel tempo, perché è una stradina medievale che procede tra le case dei canonici (spesso risistemate nel tempo). Il tratto più bello è accanto all’imponente Palazzo dei Vescovi, l’ex seminario eretto nel 1844 al posto del castello; la statua di San Giulio spicca sul tetto e tuttora ci vivono le monache benedettine di clausura. L’angolo dell’ingresso con un pozzo adornato, un piccolo giardino e una camelia in fiore è molto pittoresco. Anche proseguendo trovi magnifici dettagli e scorci ispiratori tra lampioni retrò, campanili in pietra, dimore affascinanti, statue e placche con aforismi riflessivi per i visitatori.
La Basilica di San Giulio

Il gioiello imperdibile dell’isola è la Basilica di San Giulio, il monumento romanico più importante della provincia di Novara. Per tradizione, fu la centesima e ultima chiesa fondata da San Giulio, che evangelizzò la zona pur essendo nato sull’isola di Egina in Grecia. Raggiunse l’isola nel 390 navigando sul proprio mantello e sconfiggendo i draghi… che esagerati questi agiografi! Per la posizione strategica la chiesa venne inglobata in un castello. È possibile che l’assedio dell’imperatore Ottone I danneggiò o distrusse l’antica basilica; perciò fu ricostruita e ampliata. L’edificio attuale fu eretto nel XII secolo imitando l’antica cattedrale di Novara.
Campanile a parte, l’esterno è poco visibile, siccome la strada è stretta e le scorre accanto; inoltre la facciata principale romanica con due torrette campanarie in pietra si ammira solo dal lago, visto che il sagrato fa parte del monastero delle monache. Ma è un tratto non percorso dal servizio navetta.
Visita della Basilica di San Giulio

Qualche gradino ti conduce all’ingresso laterale della Basilica di San Giulio. Pochi passi e magnifici affreschi di santi ti accolgono: i colori accesi lasciano senza parole. Sei nella navata di destra, dove trovi un ciclo di affreschi rinascimentali che raffigurano scene come la Natività e i santi Agostino, Ambrogio, Gerolamo e Gregorio sulla volta. Ma sulle colonne gli affreschi sono quattrocenteschi e gotici.
La basilica è suddivisa in tre navate con volte a crociera; su quelle laterali – decisamente più basse – appaiono i matronei. Il mix di stili è evidente: la pianta originaria è romanica, così come l’eccezionale ambone del XII secolo in serpentino grigio-verde, con scolpite le figure animali degli evangelisti (e non solo), ma anche altro come un grifone che morde la coda di un coccodrillo! Nella navata sinistra l’affresco del Martirio di San Lorenzo è trecentesco. Nella navata maggiore e nel catino absidale emerge lo stile barocco trionfante, soprattutto nell’Ascesa e gloria di San Giulio e negli angeli della cupola.
I lavori continuarono nei secoli. Ad esempio nel 1697 fu scavata la cripta dove trovi la teca argentea coi resti di San Giulio; nella sala accanto pannelli spiegano la storia della basilica e mostrano resti della basilica paleocristiana, ritrovati allora.
2.3 Il Sacro Monte di Orta

L’abitato di Orta è costruito sul pendio di un rilievo, posto al centro della penisola. Sulla sommità di questo rilievo dal 1590 la comunità locale decise di edificare il Sacro Monte di Orta. Cosa è un sacro monte? È un percorso devozionale storico che i pellegrini percorrevano suddiviso in molte cappelle fino a giungere ad un santuario finale, sempre in cima ad un monte. Sono tipici della zona: infatti esistono 9 sacri monti in Piemonte e Lombardia divenuti Patrimonio Unesco nel 2003; io ho già visitato quelli di Varese e Ossuccio. Non è un caso che siano sorti sulle Alpi: erano una risposta controriformistica, una barriera difensiva alla fede protestante che si era diffusa oltralpe, specialmente in Francia e Svizzera. Inizialmente i Sacri Monti furono pensati come alternativa al viaggio in Terra Santa, oramai poco sicuro.
In particolare il Sacro Monte di Orta fu influenzato da quello vicino di Varallo.
Arrivo al Sacro Monte

Dalla Chiesa dell’Assunta parte via Gemelli, ariosa strada in salita che regala viste panoramiche su magnifiche ville e sul lago; chissà chi ci vive! I giardini con le camelie in fiore sono ancora più belli.
In fondo alla via si apre un piazzale sassoso con il Cimitero di Orta San Giulio: ha numerose tombe antiche ed affascinanti, ma non ha la vista come quello di Morcote. Da lì l’alberata strada del Sacro Monte porta ad un arco trionfale barocco: questo è l’ingresso del Sacro Monte di Orta. Sulla cima spicca la statua di San Francesco. Il progetto fu avvallato da San Carlo Borromeo e finanziato dal vescovo di Novara e venne realizzato in tre periodi distinti tra 1590 e 1785. Perciò lo stile varia dal manierismo al barocco. In totale ammiri 21 cappelle, 900 affreschi e 376 statue, oltre all’antico ospizio, una fontana, la chiesa/santuario e appunto l’arco d’ingresso.
Le caratteristiche del Sacro Monte

La particolarità del Sacro Monte di Orta è l’unicità tematica: le cappelle raccontano la vita di San Francesco. In più la natura è protetta: fa parte della Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte d’Orta.
A differenza degli altri sacri monti che ho visitato, qui tutte le cappelle sono costruite sulla sommità del rilievo, sparse e all’ombra di grandi alberi. Quindi la fatica è solo nella salita per arrivarci: il dislivello è limitato. Però il percorso numerato non è semplice da seguire; a Varese e Ossuccio invece con un tragitto in salita e le cappelle in ordine non puoi sbagliare. Io ho fotografato la mappa con le indicazioni accanto all’arco d’ingresso, anche se poi non l’ho riguardata. Comunque ho visto persone arrivare alle cappelle dal lato sbagliato, vagando per il monte; già fin dall’inizio c’è un bivio: diritto segui l’itinerario giusto, verso c’è il punto ristoro e la cappella X.
Le 20 cappelle del Sacro Monte

Il progetto iniziale prevedeva 32 cappelle; ne sono state realizzate 20 più una incompleta (perciò 21 in totale). Si parte ovviamente dalla “Nascita di San Francesco” alla cappella I, del 1592; grande e alta, puoi entrarci ed ammirare lo stile teatrale delle statue di terracotta circondate dagli affreschi. Sulla via trovi anche la II e la III, che osservi solo dalla grata. Infatti le cappelle sono tutte diverse: alcune architetture sono tondeggianti altre quadrate, alcune grandi altre piccole, alcune con vestiboli e porticati affrescati altre da osservare dall’esterno. Io preferisco quelle in cui puoi entrare per ammirare le volte dipinte; qui lavorarono artisti come il Morazzone, i fratelli Nuvolone e i Fiammenghini. Peraltro all’esterno vedi rappresentata una mano: indica la direzione da seguire nel percorso!
Tra la XV e la XVI trovi la Cappella Nuova, incompleta. Il percorso termina con la XX cappella, la prima costruita e la più bella: la “Canonizzazione di San Francesco” ha una volta magnifica e tantissimi personaggi.
Il Santuario e la vista

La XX cappella è un edificio aggregato lateralmente alla Chiesa dei Santi Nicolao e Francesco, il santuario del Sacro Monte. È il culmine di tutto il complesso, la destinazione dei pellegrini che tuttora arrivano e sono curati dai frati minori francescani che vivono nel Piccolo convento affianco. Di base romanica, fu totalmente ripensata nel 1600. Io l’ho trovata cupa e poco autentica, avulsa dal resto del complesso. Però conserva tesori come diversi dipinti (tra cui uno del Procaccini). Su tutto svetta la Pietà (Madre del Redentore) del X o XI secolo e di fattura tedesca che domina l’altare maggiore. Dalla chiesa mi aspettavo di più.
Però esternamente ha un magnifico balcone con una vista fantastica sul Lago d’Orta e l’Isola di San Giulio. Come direbbe Federico Buffa, qui la natura ha esagerato. L’altra volta che sono venuto qui l’ho ammirata al crepuscolo ed è mozzafiato. Ottimo luogo per foto ricordo.
2.4 Villa Crespi

Le gambe cominciano ad essere stanche dei tanti passi. Devo scendere di nuovo in paese e poi tornare al parcheggio. Così facendo scopro che esiste la Peregrinatio, cammino tra il Sacro Monte di Orta e quello di Varallo che nei secoli scorsi era molto usato dai pellegrini. Oggi non fa per me.
Scelgo invece di concludere la visita di Orta San Giulio fermandomi per un ottimo gelato all’Agrigelateria, realizzato con ingredienti di qualità (e si sentono). È pure il modo migliore per ammirare da vicino Villa Crespi, che ospita l’albergo e ristorante dello chef Antonino Cannavacciuolo. Ma è molto interessante: è un edificio neo-moresco nato per villeggiatura ed ispirato all’Alhambra di Granada; quella però è sviluppata in larghezza, qui c’è un’altissima torre centrale. Fu realizzata nel 1879 per l’imprenditore tessile Cristoforo Benigno Crespi, proprio quello che fondò l’azienda Crespi a Crespi d’Adda, nella mia provincia di Bergamo. Quanto vorrei visitarla!
3. Conclusioni

Orta San Giulio è super affascinante. Racchiude in sé tutto ciò che si può avere: storia, arte, bellezza paesaggistica, misticismo religioso, un parco naturale, tranquillità, ottima cucina e offre grande ispirazione fotografica. Non si può desiderare di meglio: perciò per me potrebbe essere il borgo più bello d’Italia in assoluto.
Come se non bastasse, è pure un borgo super romantico, perfetto per una gita fuori porta di coppia. I tavolini all’aperto di Piazza Motta invitano a sedersi per un’aperitivo o cena all’aperto ammirando il tramonto ed una passeggiata tra le vie. In quel momento il borgo svuotato di turisti rumorosi appare ancora più intrigante e meraviglioso, con le onde che lambiscono gli attracchi creando un sottofondo eccezionale. I più fortunati possono pure alloggiare in un hotel qui. Ma credo di aver dimostrato che è perfetto per una gita fuori porta tra Piemonte e Lombardia, specialmente in primavera ed estate.
Hai capito cosa vedere a Orta San Giulio? Spero di sì e che le mie parole ti abbiano convinto a visitarla: non te ne pentirai! Fammi sapere che ne pensi lasciando un commento e seguimi sui miei canali social 
Qui puoi scoprire cosa vedere nel nord Italia e nelle vicine Isole Borromee del Lago Maggiore.
Altri video e foto:
Partenza del battello verso l’Isola di San Giulio
La cappella XX del Sacro Monte di Orta