Cosa vedere a Ravenna, città dei mosaici in Emilia Romagna

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Ci sono tantissimi luoghi da visitare in Italia; paesaggi naturali, borghi e resti archeologici. Solo considerando i centri urbani, sono numerosissime le città da visitare in Italia: anche le regioni meno considerate hanno gemme da scoprire. Prendiamo ad esempio l’Emilia Romagna: non è una delle destinazioni più famose, però ogni città ha la sua bellezza. Ma cosa vedere in Emilia Romagna?
Io ti consiglio di visitare Ravenna, una delle
città più belle del Nord Italia, ma allo stesso tempo delle più sottovalutate anche se è Patrimonio Unesco; purtroppo tra i turisti italiani e stranieri la si sente nominare poco… Ma per chi ama la storia e l’arte come è sicuramente uno dei posti più belli in Italia. Ti spiego perché e cosa vedere a Ravenna, la città dei mosaici in Emilia Romagna.

  1. Storia di Ravenna
  2. Come arrivare
  3. I monumenti paleocristiani di Ravenna
  4. Classe
  5. Il resto da visitare a Ravenna
  6. Le vacanze di Natale a Ravenna
  7. Conclusioni

cosa vedere a Ravenna

1. Storia di Ravenna

Il mosaico di Giustiniano a San Vitale è uno dei capolavori di Ravenna
Mosaico di Giustiniano a San Vitale

La storia di Ravenna è semplice: ai tempi dei Romani, quando il mare Adriatico bagnava e abbracciava la città, era sede della flotta che sorvegliava il Mediterraneo orientale; infatti “Classe” – frazione di Ravenna – deriva da “classis“, ovvero flotta. Per questa importanza e la facilità a difenderla, dopo Milano divenne capitale dell’Impero Romano d’Occidente nel 402 d.C.. L’impero era già in declino e i barbari minacciosi, ma l’arte produceva ancora capolavori come dimostrano gli edifici Patrimonio Unesco di Ravenna; molti peraltro furono realizzati dopo la deposizione di Romolo Augustolo. Il re dei Goti Teoderico (come dicono gli storici) o Teodorico visse e fu sepolto qui, nel suo imponente mausoleo oramai vuoto.
La riconquista dell’imperatore Giustiniano riporta Ravenna nell’Impero Romano d’Oriente, ma la gloria è agli sgoccioli: l’Esarcato non verrà mai conquistato dai Longobardi, ma Ravenna sparisce dalla grande storia. Ci tornerà temporaneamente con la signoria dei Da Polenta che ospitarono Dante e poi nel XV secolo coi Veneziani, che costruirono palazzi e la Rocca Brancaleone. Seguirono altri secoli di eclissi sotto lo Stato Pontificio, che hanno conservato Ravenna come città tranquilla e splendida, dedita all’arte dei mosaici.

Ravenna mosaici

2. Come arrivare

Come arrivare a Ravenna? Con il prolungamento dell'autostrada A14 è facile
Una via del centro storico di Ravenna

Arrivare a Ravenna in auto è facile. L’Autostrada A14 Adriatica scorre a una trentina di chilometri di distanza e tra Imola e Faenza c’è un prolungamento dell’autostrada (A14dir) che porta dritto a Ravenna; da sud è meglio uscire a “Cesena Nord” e poi prendere la SS3bis. Invece per chi arrivasse da nord dal Veneto c’è la Strada Statale 309 Romea (non sicurissima). I parcheggi in città sono molti ed è facile trovare posto.
In treno è altrettanto facile: si arriva in 70 minuti da Bologna.

10 cose da vedere a Ravenna

3. I monumenti paleocristiani di Ravenna

Cosa vedere a Ravenna? La visita della città si può suddividere tra i monumenti paleocristiani Patrimonio Unesco dal 1996 e tutte le altre attrazioni, altrettanto meritevoli sebbene non uniche come i mosaici di Ravenna. I monumenti paleocristiani sono ben 8 e – basilica di Sant’Apollinare in Classe a parte – si trovano tutti in città.
Cinque si possono visitare con un biglietto cumulativo che costa 9,50€; sono esclusi il Battistero degli Ariani che costa 2€, il Mausoleo di Teodorico 4€ e Sant’Apollinare in Classe 5€.
Quasi tutti i monumenti sono costellati di meravigliosi mosaici, che sono il primo passo dell’arte romana verso l’arte bizantina, prodotta dallo sbriciolarsi dell’Impero. Solo a Ravenna si può godere di tanti mosaici parietali arrivati fino a noi, sebbene fossero diffusi in tutto il Mediterraneo. La cosa particolare è che emergono improvvisamente, una volta che diventa la capitale: ma da dove venivano i mosaicisti? Altra cosa interessante è che sono i protagonisti del V e VI secolo, ovvero esponenti artistici della fine dell’Impero d’Occidente, del Regno Goto e della riconquista di Giustiniano; seppur disparati, l’unità stilistica è eccezionale!

monumenti bizantini a Ravenna

3.1  Mausoleo di Galla Placidia

Il Mausoleo di Galla Placidia è un gioiello Patrimonio Unesco di Ravenna pieno di mosaici
Il meraviglioso cielo stellato del Mausoleo di Galla Placidia

Uno straordinario piccolo gioiello: questo è il Mausoleo di Galla Placidia, il monumento patrimonio Unesco più antico di Ravenna. Dall’esterno sembra una casa piccolissima, con una torretta che svetta; l’interno ti lascia impietrito perché tutto meravigliosamente ricoperto di mosaici. Galla Placidia fu un personaggio importantissimo: figlia dell’imperatore e poi imperatrice lei stessa, patrona delle arti e del cristianesimo; morì a Roma e paradossalmente non venne mai deposta nel suo mausoleo. Ci ha lasciato però i più antichi mosaici giunti integri e con stile coerente. Si rifanno al passato ellenistico: decorazioni vegetali e geometriche tridimensionali incorniciano scene cristiane con tema paradisiaco e un indimenticabile cielo stellato che ti sovrasta… è un continuo negare e accettare le pareti fisiche. Elemento classico è l’emblemata sopra l’ingresso che rappresenta Il Buon Pastore: è come se fosse una finestra su una scena bucolica (anche se ci sono chiari simboli cristiani) e illusionistica; il cielo stellato infatti interagisce con esso e coi mosaici di San Lorenzo di fronte. Ben diverse invece le altre due lunette coi cervi e gli 8 apostoli della zona superiore: sono perfettamente tridimensionali, ma non c’è sfondo. Acclamano la visione celestiale della volta, la grande croce dorata nel cielo blu stellato, fulcro e sintesi di tutti i mosaici.

3.2  Battistero degli Ortodossi

Il blu e l'oro dei mosaici del Battistero degli Ortodossi di Ravenna è sorprendente!
Un dettaglio dei mosaici del Battistero degli Ortodossi

Totalmente sorprendenti i mosaici del Battistero degli Ortodossi (o Battistero Neoniano), formati da due bande concentriche che confluiscono in un medaglione centrale con la scena del Battesimo di Cristo, a sé stante e rifatto in età moderna. Furono realizzati a metà del V secolo ispirandosi al palazzo imperiale di Tessalonica (sempre in Oriente). La banda più bassa ha 8 scene divise da candelabri floreali con sontuose architetture immaginarie, mentre quella più alta vede le figure dei 12 apostoli in movimento su una striscia di terreno verde che si stagliano nel cielo blu, sempre divisi da elementi floreali. Quindi osservando bene c’è pure una tendenza verticale-radiale di influenza occidentale: sostanzialmente è una sintesi di stili differenti, che contrastano e si smorzano entrambi. Infatti l‘effetto è bidimensionale, anche se l’accostamento tra blu e oro è fantastico! Ammirarli con la testa all’insù è come fare un girotondo attorno alla vasca in marmo per coglierne tutti i dettagli.

3.3  Battistero degli Ariani

Il Battistero degli Ariani di Ravenna ha un fantastico mosaico col Battesimo di Cristo
Il medaglione col Battesimo di Cristo nel Battistero degli Ariani

Di 50 anni più tardo è il Battistero degli Ariani, costruito da Teodorico per i suoi Goti di religione ariana. È modellato sul precedente, anche se c’è solo il medaglione centrale con il Battesimo di Cristo nel Giordano e la banda degli apostoli che lo cingono; manca la terza zona. Puoi vedere che si è imposta la visione concentrica, con l’oro che domina e la esalta; niente sfondo per gli apostoli, anche se rimane una striscia di terreno su cui spuntano le palme che li dividono. Gli apostoli appaiono fermi, quasi congelati, sintomo di una perdita di abilità (anche se i tre vicino al trono di Cristo sono di qualità superiore; evidentemente fatti poco prima da mosaicisti più capaci assieme al medaglione). L’oro che si diffonde come sfondo della cupola è comunque sintomatico della seconda metà del V secolo (si pensi a San Vittore in Ciel d’Oro a Milano) ed è il prodromo delle cupole bizantine “classiche” con il Cristo Pantocratore al centro (come a Monreale) che sarà tipico di tutto il Medioevo.

3.4  Sant’Apollinare Nuovo

La basilica di Sant'Apollinare Nuovo di Ravenna è un'impresa artistica del regno dei Goti
La processione delle martiri e Re Magi di Sant’Apollinare Nuovo

Emblematica impresa artistica del regno di Teodorico è anche Sant’Apollinare Nuovo, la grande basilica che era la chiesa del suo palazzo e colpisce per le due lunghe processioni di martiri poste sopra le colonne; ma non sono originarie: il vescovo Agnello finito il regno goto fece sostituire i dignitari della corte di Teodorico, come svela il Palatium e la veduta di Classe in fondo che sono rimasti: anche qui i personaggi (tra cui lo stesso re) sono stati cancellati, ma permane qualche mano sulle colonne! Ad ogni modo lo stile deve esser stato simile: statico e circondato dall’oro che domina ovunque. Cristo, la Vergine e le guardie angeliche – mete delle processioni – sono invece originali. Al di sopra di un fregio a greca 32 figure di santi e profeti inseriti in un reticolato sembrano delle statue; la prospettiva è definitivamente persa. C’è invece in alto nelle 26 piccole scene evangeliche, minuti capolavori in mosaico e prima rappresentazione ciclica del genere; anche qui immobilità e ostentazione…tipica di tutta la basilica.
Nel IX secolo accolse le spoglie di Sant’Apollinare dalla basilica di Classe e per questo fu rinominata Sant’Apollinare Nuovo. La facciata in mattoni presenta una bifora al centro e un portico in marmo bianco che contrasta; accanto il bizzarro campanile circolare del X secolo.

3.5  La Cappella Arcivescovile

La Cappella Arcivescovile a Ravenna ha mosaici col monogramma di Cristo retto da quattro angeli
La Cappella Arcivescovile col monogramma di Cristo retto da quattro angeli

Il terzo capolavoro dell’epoca di Teodorico è la Cappella Arcivescovile, che però fu costruita dai vescovi cattolici come oratorio privato. Non è un dettaglio: la figura di Cristo è la protagonista, simbolo contro l’eresia ariana; è raffigurato come guerriero nella lunetta all’ingresso e pure la cappella è cruciforme! Però i mosaicisti seguono la stessa tendenza: domina l’oro mentre i personaggi sono isolati, qui in medaglioni che incorniciano i santi e gli apostoli sui quattro archi. Ancora un medaglione con il monogramma di Cristo è al centro della volta quadrata, sorretto da 4 angeli con accanto i simboli degli evangelisti. Splendido anche il vestibolo rettangolare con pavimento in marmo e volta a botte ricoperta con mosaici di uccelli colorati.
La cappella è intitolata a Sant’Andrea, le cui reliquie vennero trasportate a Ravenna nel VI secolo; fa parte del Museo Arcivescovile, 12 sale che piene di reperti appartenenti alla cattedrale paleocristiana di Ravenna, riedificata nel Settecento… Uno di questi è la celebre cattedra vescovile di Massimiano in avorio, intagliata magistralmente in 26 pannelli (alcuni perduti) che illustrano scene della vita di Gesù e del patriarca Giuseppe; un altro capolavoro paleocristiano di Ravenna!

3.6  Mausoleo di Teodorico

Il Mausoleo di Teodorico in pietra bianca è la sorprendente tomba del re goto
Lo splendido Mausoleo di Teodorico in pietra bianca

Appena fuori a nordest della città si trova una struttura davvero eccezionale: il Mausoleo di Teodorico. È articolato su due piani e svetta in un parco: ciò che colpisce subito è la realizzazione in pietra bianca d’Istria (perché ispirato a quello del palazzo di Diocleziano a Spalato) e la base decagonale. Fu costruito per volere del re dei Goti e qui fu sepolto, anche se le sue ossa riposarono poco nella vasca in porfido rosso al secondo piano; i bizantini le rimossero subito. Nel medioevo fu convertito in chiesa e perciò è giunto a noi. La cosa sorprendente è che la copertura è un unico monolite di diametro di 10 metri e altezza 3 metri; come l’abbiano posato è ancora un mistero!
Sali prendendo la scala per osservare le decorazioni del fregio: qui si nota l’impronta gota; pare di ammirare i gioielli di oreficeria. Gli strani spuntoni della cupola la fanno sembrare una corona, non trovi?

3.7  San Vitale

La Basilica di San Vitale a Ravenna coi suoi mosaici è una delle chiese più belle d'Italia
I meravigliosi mosaici dell’abside di San Vitale

Nel 527 diventò imperatore Giustiniano: la sua epoca fu l’età aurea dell’arte bizantina che portò a un equilibrio tra influenza classica e innovazione. La sintesi di tutto questo si può ravvisare nella Basilica di San Vitale che è il capolavoro assoluto di Ravenna. Sicuramente una delle chiese più belle d’Italia.
I motivi sono vari: innanzitutto la forma, con la pianta centrale ottagonale assolutamente bizantina e i contrafforti esterni che sembrano radici; poi per gli straordinari mosaici: un tripudio di colori! Giustiniano e la sua corte con la regina Teodora di fronte appaiono nell’abside: praticamente due fotografie del VI secolo. Ma come ogni chiesa bizantina il culmine è nella volta, il climax e la chiave di tutti i mosaici: qui svetta un Agnello sacrificale, simbolo di Gesù, in una ghirlanda; difatti ai lati ci sono modelli biblici di offerta e sacrificio; ancora un messaggio contro l’arianesimo. La ghirlanda è retta da bande diagonali lussureggianti adorne di fiori e uccelli e 4 angeli cariatidi come nella Cappella Arcivescovile; però è tutto un ordine di profeti e santi che portano al compimento del progetto divino: Mosè, Isaia, gli evangelisti, Giustiniano stesso… tutto tende all’Agnus Dei apocalittico che porterà la redenzione alla fine dei tempi. Posto d’onore va al Cristo (senza barba) assiso sul globo nel catino absidale, circondato dagli angeli e con il vescovo Ecclesio (fondatore della chiesa) che la offre in protezione e San Vitale. Sebbene predomino immagini isolate e rituali, il risultato è molto diverso da Sant’Apollinare Nuovo: le figure sono attive e ci sono sempre paesaggi, così predominano i colori e non l’oro; sembra quindi di tornare indietro di un secolo. C’è persino una stretta integrazione tra architettura e mosaici: ci sono cornici, ma tutto l’insieme è univoco e correlato; però nei paesaggi manca il desiderio di ingannare l’occhio, di sembrare una finestra: qui piuttosto sono sfondi astratti.

Affreschi barocchi abbelliscono la cupola e le esedre di San Vitale a Ravenna
Gli affreschi barocchi della cupola

Quindi il desiderio di ristabilire una veduta naturale delle cose, tornando consapevolmente alle forme precedenti (e orientali): questa è l’opera di Giustiniano, che anche politicamente tentò di far rivivere il passato riconquistando l’Occidente; ma ci furono dei limiti e questo sogno tramontò con la sua morte.
Comunque ogni centimetro di parete è ricoperto di mosaici; quasi un’esuberanza barocca! Non è forse un caso che la cupola centrale e le esedre sono riempite da affreschi barocchi: inizialmente sembrano stridere, ma sono due bellezze diverse accostate che esaltano il monumento e rendendo unica San Vitale. Però la cupola non è bassa come le tipiche chiese bizantine: quindi la forma orientale, le tecniche costruttive pure, ma declinate all’occidentale. Questa è l’unicità di Ravenna!

mosaici di Ravenna

4. Classe

La Basilica di Sant'Apollinare in Classe merita da sola una sosta a Ravenna
I mosaici di Sant’Apollinare in Classe

Classe è una frazione di Ravenna ad 8 km dal centro che oramai custodisce solo nel nome i tempi della flotta romana; pure il mare si è allontanato! Accanto alla famosa pineta di Classe (che si sta riprendendo dopo un devastante incendio), rimangono i resti dell’Antico Porto di Classe che si possono visitare, il museo archeologico Classis Ravenna e soprattutto la Basilica di Sant’Apollinare in Classe che da sola merita la fermata qui.
Tra i campi con sculture animali e la nebbia che si può trovare nel periodo invernale, si innalza una grande chiesa in mattoni accanto a un campanile anche qui tondo: ecco la Basilica! Sorge sull’area dove fu sepolto il proto-vescovo Apollinare e fu consacrata nel 549. Nonostante le spoliazioni (sono rimasti solo alcuni sarcofagi vuoti e resti di mosaici pavimentali), incantano le colonne di Proconneso e il favoloso catino absidale con mosaici unici e indimenticabili: in un campo verde che richiama il paradiso, ci sono 12 pecore (ovvero i 12 apostoli) con Sant’Apollinare al centro e una grande croce dorata sul campo blu che simboleggia la Trasfigurazione con le figure di Elia e Mosè. Come si nota con uno sguardo attento, riflette il periodo dopo Giustiniano; c’è il paesaggio, ma è uno sfondo con rocce e piante disposte per file e privo di coerenza e profondità; al contrario di San Vitale (realizzata solo pochi anni prima) si impone la superficie bidimensionale; anche il santo glorificato è congelato nella sua posa, come se la “magia giustinanea” fosse terminata e si fosse ritornati improvvisamente allo stile di 50 anni prima. Comunque rimane il più grande esempio di basilica paleo-cristiana.

Ravenna da vedere in due giorni

5. Il resto da vedere a Ravenna

 

Aldilà degli edifici Patrimonio Unesco, Ravenna ha mantenuto un centro storico d’aspetto medievale dove domina il caldo colore del mattone. Girando a piedi tra le vie sempre tranquille si scoprono bellezze artistiche di ogni epoca, dall’età antica a quella moderna; è rappresentata pure l’arte contemporanea: la street art è diffusa con opere di Kobra, Millo, Blub e Invader (tra gli altri).

Ravenna turismo

5.1  I mosaici di Ravenna

Cosa vedere a Ravenna? I mosaici che hanno reso famosa la città
Un angelo in mosaico conservato nei musei di Ravenna

Detto dei mosaici paleocristiani, Ravenna mantenne quest’arte nei secoli e grandi artisti come Gustav Klimt ne furono ispirati: il periodo d’oro dell’artista viennese fiorisce dopo la visita in città! Tuttora ci sono scuole di mosaico, si possono comprare nei laboratori cittadini e persino le insegne delle vie sono in mosaico (cosa che ho trovato fantastica). Anche i musei cittadini conservano bellissimi mosaici: sono tra le cose da vedere a Ravenna! I più importanti musei sono il Tamo. Tutta L’Avventura del Mosaico che ti porta a scoprire l’arte musiva, la Domus dei Tappeti di Pietra, un sito archeologico scoperto nel 1993 con case romane e bizantine ricoperte di mosaici con raffinate geometrie, ed il MAR – Museo d’Arte della città, con mosaici moderni e contemporanei e una grande pinacoteca.

5.2  Museo Nazionale di Ravenna

Gli affreschi staccati da Santa Chiara sono uno dei gioielli del Museo Nazionale di Ravenna
Gli affreschi staccati da Santa Chiara al Museo Nazionale di Ravenna

L’altro museo principale della città è il Museo Nazionale di Ravenna. Nacque dalla collezione artistica e antiquaria dei monaci camaldolesi di Classe, che passò al Comune dopo le soppressioni napoleoniche. Ora è ospitata nell’ex monastero benedettino di San Vitale ed è in continua espansione, grazie alle nuove scoperte degli scavi.
Uno dei suoi tesori è il ciclo degli affreschi staccati dall’antica chiesa di Santa Chiara opera di Pietro da Rimini, con delicatezza giottesca. Nei due chiostri invece è allestito il lapidario, con epigrafi e steli funerarie di epoca romana; preziosi anche i resti della Porta Aurea fatta erigere dall’imperatore Claudio. Altrettanto importanti le collezioni di manufatti d’avorio, le icone e le transenne marmoree di San Vitale, ma ci sono armi, armature, monete, reperti archeologici… Vedere per credere!

5.3  La Torre Civica e Piazza del Popolo

Il cuore di Ravenna è Piazza del Popolo, dove avvengono le celebrazioni importanti
La vista di Piazza del Popolo con l’albero di Natale

Da San Vitale, in pochi passi si raggiunge la Torre Civica a base quadrata, un retaggio dell’anno mille quando svettavano tante torri gentilizie (proprio come a Bologna); questa è l’unica rimasta, perché passò al Comune e fu usata come torre di avvistamento anche se inclinata.
Girando a destra si arriva nel cuore della città di Ravenna: Piazza del Popolo. Nonostante sia stretta e allungata, qui avvengono le celebrazioni importanti: a Natale viene allestito il grande albero e si festeggia il capodanno. Nella bella stagione tavolini all’aperto accolgono cittadini e turisti. Fu creata dai Veneziani ed è caratterizzata dal Palazzetto Veneziano e Palazzo Comunale (Palazzo Merlato) collegati da un arco che passa sopra via Cairoli. Sempre i Veneziani installarono le due colonne che ancora si trovano in piazza (come a Verona e nelle altre città del Veneto): il Papa poi sostituì il Leone di San Marco con San Vitale, a fianco di Sant’Apollinare.

5.4  Tomba di Dante e Basilica di San Francesco

Cosa vedere a Ravenna? La Tomba di Dante, col bassorilievo rinascimentale di Pietro Lombardo
Il bassorilievo rinascimentale della Tomba di Dante

Ravenna è conosciuta anche perché qui visse e morì nel 1321 Dante Alighieri. La città celebrò il Sommo Poeta più della sua natia Firenze e gli ha eretto un mausoleo, un tempietto neoclassico settecentesco elegante dove riposa in un’urna romana; ad abbellirlo marmi, stucchi e uno splendido bassorilievo di Pietro Lombardo del 1483 che raffigura Dante pensoso. Addirittura è stata istituita la “zona dantesca” dove vige rispetto e silenzio! Ogni anno a settembre avvengono celebrazioni per l’anniversario della morte.
A destra del monumento c’è un piccolo giardino, dove Dante fu inizialmente sepolto, chiamato Quadrarco di Braccioforte, con due sarcofagi romani; un tempo era il chiostro della Basilica di San Francesco che sorge accanto, tutta in mattoni a vista e dall’imponente campanile quadrato. Iniziata nel IX-X secolo, fu restaurata e arricchita in stile barocco, rimosso poi nel Novecento (ma qualcosa è rimasto). Oltre a sarcofagi e tombe medievali, è da visitare per la cripta dove riposa il vescovo Neone, con antichi mosaici ricoperti dall’acqua perché è sotto al livello del mare; tra le monete gettate dai turisti nuotano pure i pesci!

5.5  Cripta Rasponi e i Giardini pensili

Cosa vedere a Ravenna? La Cripta Rasponi e i giardini pensili, un tesoro nascosto
Cosa vedere a Ravenna? La Cripta Rasponi e i giardini pensili (foto: Ravenna Tourism)

A Ravenna ci sono anche posti nascosti. Il più bello di tutti si trova nel Palazzo della Provincia in Piazza San Francesco, proprio accanto alla Tomba di Dante. Infatti Palazzo Rasponi conserva un ambiente sorprendente: un giardino verdeggiante con fontana al centro; alla base di una torretta neogotica si accede alla Cripta Rasponi, cappella gentilizia della famiglia con pavimento in mosaico con animali proveniente da Classe. Da lì si arriva ai giardini pensili, oasi di pace con vista sulla piazza e la zona Dantesca.

5.6  Biblioteca Classense

La Biblioteca Classense di Ravenna conserva 800.000 volumi e preziosi manoscritti
L’Aula Magna della Biblioteca Classense (foto: wikipedia)

Per gli amanti dei libri, a pochi passi si trova la Biblioteca Classense che conserva antichissimi e preziosi incunaboli e manoscritti. Si chiama così perché si trovava a Classe prima di ripararsi dalla battaglia di Ravenna del 1512. Nell’ex monastero camaldolese sono ora presenti circa 800.000 volumi che ne fanno una delle biblioteche più importanti d’Italia. Da non perdere il refettorio cinquecentesco affrescato, l’affascinante Aula Magna con statue e stucchi e l’antica sacrestia della chiesa di San Romualdo (ora Sala Muratori).

5.7  Palazzo di Teodorico

Il cosiddetto Palazzo di Teodorico dovrebbe essere un corpo di guardia del periodo dell'Esarcato
L’imponente Palazzo di Teodorico

Ravenna non finisce di stupire. In Via di Roma, nei pressi di Sant’Apollinare Nuovo, ci sono resti architettonici chiamatiPalazzo di Teodorico”. In realtà dovrebbe essere stato un corpo di guardia dei tempi dell’Esarcato (VI-VIII secolo) per sorvegliare l’accesso del palazzo. Dalla strada si può apprezzare la sua imponenza, coi due piani con lunette e colonne in pietra. Durante gli scavi hanno ritrovato mosaici pavimentali, talvolta esposti al secondo piano dell’edificio.

5.8  Rocca Brancaleone

Cosa vedere a Ravenna? La Rocca Brancaleone, eredità della Repubblica di Venezia
L’ingresso della Rocca Brancaleone

Appena fuori dal centro e circondata dal verde si trova la grande eredità della Repubblica di Venezia: la Rocca Brancaleone. Fu costruita dalla Serenissima per consolidare la conquista nel 1441. Non ebbe fortuna: nel 1509 e nel 1512 cadde sotto le armi del Papa e dei Francesi, per poi diventare fino all’unità territorio pontificio. Ma sull’arcata della Torre della Cappella vige ancora il Leone di San Marco. Perdendo importanza militare, fu smobilitata e venduta; nel 1877 la famiglia Rava la usò come orto! Perciò ora è uno dei parchi principali di Ravenna.
Divisa tra Rocca (residenza del castellano) e cittadella (residenza delle truppe), oggi ospita un parco per bambini e un’area per concerti all’aperto; qui si svolge il “Ravenna Jazz”.

5.9  Il Duomo e le altre chiese di Ravenna

Cosa vedere a Ravenna oltre ai monumenti paleocristiani? Ci sono musei e chiese affascinanti
La sontuosa facciata di Santa Maria in Porto

Se resta del tempo nel visitare Ravenna, va impiegato per le altre chiese di Ravenna. In primis il Duomo, riedificato nel Settecento quando venne demolita la Basilica Ursiana del 407 tra le polemiche; come detto i resti dei suoi mosaici dell’XI secolo si trovano nei musei cittadini, mentre è rimasto il battistero Neoniano e il campanile circolare (ho capito: è tipico di Ravenna!). La facciata barocca in pietra non è elegante e stona col resto della città; purtroppo l’ho trovata chiusa e quindi non ho ammirato il magnifico ambone del vescovo Agnello, i sarcofagi e le cappelle barocche.
Però tante altre chiese ravennati erano decorate da mosaici paleocristiani. Notevole era la Chiesa di San Giovanni Evangelista, costruita nel V secolo da Galla Placidia, ma gravemente danneggiata dai bombardamenti del 1944: è rimasta solo qualche traccia di affreschi medievali e dei mosaici antichi, visibili oltrepassando lo stupendo portale gotico. Dello stesso periodo la Chiesa di Santa Croce, di cui sono visibili pochi frammenti, mentre nulla in Santa Maria Maggiore e Santo Spirito, l’antica cattedrale ariana. Invece il mosaico della Chiesa di San Michele in Africisco – di periodo giustinianeo – fu staccato nell’800 e ora si trova al Bode Museum di Berlino. Un terremoto purtroppo distrusse nel 1688 i mosaici absidali di Sant’Agata Maggiore… Quante meraviglie possedeva Ravenna in età antica!

Un’altra chiesa da vedere a Ravenna è Santa Maria in Porto, molto appariscente con la sua facciata barocca e bianca. La basilica fu costruita nel XVI secolo e restaurata due secoli dopo da Camillo Morigia, che fuse il neoclassicismo col barocco. È conosciuta perché conserva la Madonna Greca, venerata patrona di Ravenna che secondo la leggenda arrivò nel 1100 da Costantinopoli.

itinerario Ravenna 3 giorni

6. Le vacanze di Natale a Ravenna

Ravenna a Natale brilla con le luci di videomapping su San Vitale e il Battistero degli Ariani
Ravenna in Luce coi mosaici di Giustiniano e Teodora (foto: Andrea Bernabini)

Ravenna può essere una meta perfetta per le vacanze di Natale; è ancor più tranquilla: ideale per staccare dallo stress lavorativo. Luminarie e decorazioni agghindano strade e negozi; anche se la luce cala presto, monumenti e musei sono aperti.
Poi da qualche anno col calare del buio i monumenti paleocristiani tornano protagonisti grazie a “Ravenna in luce, il videomapping che illumina San Vitale e Battistero degli Ariani regalando ancora più fascino alla città. L’avevo già ammirato a Lovere e a Como, ma questo profuma di fascino e storia! Un motivo in più per venire a Ravenna.

cosa vedere a Ravenna

7. Conclusioni

Cosa vedere a Ravenna? I fantastici mosaici paleocristiani Patrimonio Unesco (e non solo)
Il Cristo sbarbato assiso sul globo di San Vitale

Visitare Ravenna è meraviglioso: strade piane e tranquille, gente allegra che ti saluta o chiede se hai bisogno di aiuto… si sente che sei in Romagna (anche quando ti siedi a tavola)! Tutti i monumenti sono raggiungibili in due passi… basta avere una mappa. Coi mosaici paleocristiani fai un viaggio nel tempo fino al V secolo; sembra di poter rivivere la transizione tra l’arte classica romana e l’arte bizantina; sebbene qui morì l’ultimo imperatore romano d’Occidente, si percepisce la gloria e non la decadenza dell’Impero, né tanto meno l’epoca delle barbarie.
La successiva scomparsa della pagina principale della Storia ha lasciato a Ravenna serenità e verde che circonda ancora la città; è rimasta ai margini, così come ora la sfiora l’autostrada dove passano milioni di auto. Quindi devi volere venire a Ravenna per visitarla… Vedendo le poche foto che scorrono su Instagram, credo che sia una città molto sottovalutata: ogni amante dell’arte e della storia dovrebbe visitarla una volta nella vita e conoscerla bene.
Poi il litorale con le spiagge è a pochi chilometri… nella belle stagione alternare cultura e relax può essere un connubio perfetto!

itinerario Ravenna e dintorni

Hai capito cosa vedere a Ravenna? Spero di sì! Se ti è piaciuto il mio articolo o hai domande lascia un commento. Mi segui già sui social?

Cosa vedere a Ravenna

Ecco altre foto della mia visita a Ravenna:

Il Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna ci ha lasciato i più antichi mosaici romani integri
L’esterno del Mausoleo di Galla Placidia
Cosa vedere a Ravenna? Si parte dal Mausoleo di Galla Placidia e i suoi antichi mosaici
La lunetta del Buon Pastore e il cielo stellato
Il Mausoleo di Galla Placidia è un monumento Patrimonio Unesco di Ravenna con mosaici unici
La volta del Mausoleo con la visione celestiale della croce
I mosaici del Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna hanno decorazioni geometriche tridimensional
Le decorazioni tridimensionali e geometriche
Una delle cose da vedere a Ravenna è il Battistero degli Ortodossi (o Battistero Neoniano)
L’esterno del Battistero degli Ortodossi
Il Battistero degli Ortodossi di Ravenna ha fantastici mosaici con gli apostoli
Il mosaico a cerchie concentriche
Il Battistero Neoniano di Ravenna conserva meravigliosi mosaici del V secolo Patrimonio Unesco
Gli apostoli in movimento
I mosaici del Battistero Neoniano (o degli Ortodossi) di Ravenna sono sorprendenti
I mosaici arrivano fino al pavimento!
Il Battistero degli Ariani di Ravenna ha mosaici bizantini del regno goto di Teodorico
Ecco invece il Battistero degli Ariani
I mosaici del Battistero degli Ariani ha mosaici bizantini di grande qualità
Il trono di Cristo e i 3 apostoli di qualità superiore
Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna è la chiesa capolavoro del regno goto di Teodorico
Sant’Apollinare Nuovo da fuori
La basilica di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna è il capolavoro del regno di Teodorico
La navata centrale: si vedono bene le due processioni di martiri
La processione di martiri rende unica la Basilica di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna
La processione delle martiri
Nella basilica di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna è rappresentato il Palatium di Teodorico
Il Palatium di Teodorico
La Basilica di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna ha l'abside e cappelle in stile barocco
Una cappella barocca della basilica
Il terzo capolavoro dell'epoca di Teodorico a Ravenna è la Cappella Arcivescovile
La croce della Cappella Arcivescovile
La Cappella Arcivescovile di Ravenna ha un bellissimo mosaico di Cristo guerriero
Il mosaico del Cristo guerriero che schiaccia l’eresia
Nella Cappella Arcivescovile di Ravenna Cristo e gli apostoli sono rappresentati in medaglioni sugli archi
I medaglioni con Cristo e gli apostoli
Ami i mosaici e l'arte? Allora devi visitare Ravenna, la città dei mosaici
Gli uccelli colorati che decorano il vestibolo
Il Mausoleo di Teodorico è l'eccezionale tomba del re dei Goti che si trova a Ravenna
La vista ravvicinata del Mausoleo di Teodorico
Il Mausoleo di Teodorico è l'imponente struttura dove fu sepolto il re dei Goti
La vasca in porfido rosso all’interno
La Basilica di San Vitale è il capolavoro di Ravenna, chiesa bizantina Patrimonio Unesco
L’esterno della basilica di San Vitale
La Basilica di San Vitale è il capolavoro di Ravenna, chiesa paleocristiana Patrimonio Unesco
I mosaici della volta con l’Agnus Dei sacrificale al centro
San Vitale a Ravenna è una delle cose da vedere in Emilia Romagna
L’abside con Teodora e la sua corte
La Basilica di San Vitale è il capolavoro di Ravenna coi mosaici Patrimonio Unesco
Storie bibliche di offerta e sacrificio
La Basilica di San Vitale è il capolavoro di Ravenna in stile bizantino
I capitelli e pulvini provenienti da Costantinopoli
La Basilica di Sant'Apollinare in Classe è da vedere a Ravenna
L’imponente navata centrale di Sant’Apollinare in Classe
Sant'Apollinare in Classe è una meravigliosa basilica paleocristiana di Ravenna
Dettaglio del mosaico paradisiaco dell’abside
La Basilica di Sant'Apollinare in Classe a Ravenna custodisce anche sarcofagi paleocristiani
Un sarcofago paleocristiano della basilica
Dove si trova l'opera di Kobra a Ravenna raffigurante Dante? In via Pasolini
Kobra lavora al suo murales di Dante (foto: myravenna.it)
La Domus dei tappeti di pietra è un'area archeologica di Ravenna con raffinati mosaici romani
Uno dei mosaici della Domus dei tappeti di Pietra (foto: domusdeitappetidipietra.it)
Il Museo Nazionale di Ravenna ha un'importante collezione di icone
Una delle icone del Museo Nazionale di Ravenna
Il Museo Nazionale di Ravenna ha un'importante collezione di manufatti d'avorio
…e un manufatto d’avorio intagliato.
La Torre Civica di Ravenna era una torre gentilizia medievale usata poi per l'avvistamento
La Torre Civica svetta tra le vie del centro
Ravenna è conosciuta per la Tomba di Dante, che qui visse e morì nel 1321
Il Quadrarco di Braccioforte incornicia la Tomba di Dante
Nella Zona Dantesca di Ravenna dedicata al Sommo Poeta vige rispetto e silenzio
Opera di NoCurves dedicata a Dante
La splendida Basilica di San Francesco a Ravenna sorge accanto alla Tomba di Dante
Facciata e campanile della Basilica di San Francesco
La Basilica di San Francesco a Ravenna ha una cripta con mosaici antichi sommersi dall'acqua
La cripta coi mosaici antichi ricoperti dall’acqua (e dai pesci!)
Il Duomo di Ravenna è una cattedrale settecentesca che ha preso il posto della storica Basilica Ursiana
Il Duomo di Ravenna
Tante chiese di Ravenna erano decorate da mosaici paleocristiani, come San Giovanni Evangelista
Il portale gotico della chiesa di San Giovanni Evangelista…
La Chiesa di San Giovanni Evangelista a Ravenna ha tracce di mosaici e affreschi medievali
…e i suoi affreschi medievali rimasti
Nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Ravenna non sono rimaste traccia di mosaici antichi
Un altare barocco di Santa Maria Maggiore
Ravenna è una meta perfetta per le vacanze di Natale
Pista di pattinaggio in Piazza San Francesco
Se ami l'arte devi visitare Ravenna, la città dei mosaici in Emilia Romagna
Insomma Ravenna è la città dell’arte: assolutamente da visitare!
battistero neoniano Ravenna
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