Si sa, la cultura è una grande attrazione dell’Italia nel mondo. Tantissimi turisti attraversano gli oceani per ammirare da vicino statue o dipinti conservati nei musei italiani, con capolavori unici e inestimabili. Però il motore del turismo italiano sono anche gli eventi e spettacoli; molti spesso li sottovalutano, invece sono importantissimi. Infatti ora con la tecnologia ammiri un quadro direttamente da casa, ma nulla ti può suscitare le emozioni che provi assistendo ad un evento dal vivo. Alcuni sono famosissimi come il Palio di Siena, ma gli eventi culturali in Italia sono numerosissimi. L’estate è la stagione migliore per assistervi, in una splendida serata all’aperto sotto le stelle. Certamente una delle capitali della cultura italiana è Verona, celebre per la stagione operistica all’Arena di Verona, ma non solo. Io infatti ho assistito allo spettacolo “Fedra (Ippolito portatore di corona)” al Teatro Romano di Verona. Ti racconto la mia esperienza.
Fedra teatro romano
- L’offerta culturale di Verona
- Come organizzarsi
- Il Teatro Romano di Verona
- La tragedia di Fedra al Teatro Romano
- Conclusioni
1. L’offerta culturale di Verona

L’offerta culturale di Verona è eccezionale tutto l’anno: va considerata come una delle capitali della cultura italiana. In particolare in estate il suo nome è sinonimo di musica lirica nella famosa Arena di Verona, il teatro lirico all’aperto più grande del mondo; questo festival cominciò nel 1913. Mi ricordo che mia nonna andava in pullman ad ammirare gli spettacoli e conosceva tantissime opere che poi cantava a casa! Bei ricordi. Nelle altre stagioni all’Arena si organizzano concerti di artisti italiani ed internazionali.
Altrettanto importante l’ “Estate Teatrale Veronese” con protagonista l’antico Teatro Romano. Si organizza dal 1948 e qui assisti a molti spettacoli di prosa (Shakespeare in primis), musica jazz e danza. Trovi pure un festival dedicato al cinema.
In aggiunta ci sono tutti i musei e monumenti veronesi che attirano milioni di turisti, a partire dalla celebre Casa di Giulietta dove affacciarsi alla finestra per foto romantiche.
2. Come organizzarsi

Gli spettacoli lirici dell’Arena di Verona sono famosi ed accolgono spettatori internazionali. Perciò trovare i biglietti può essere complicato. Invece è molto più semplice informarsi sulle opere in programma al Teatro Romano e comprare i biglietti. Oramai in internet trovi tutte le informazioni ed il sito ufficiale funziona bene. Altrettanto bene e sicuro è il collegamento per acquistare i biglietti, anche in extremis come ho fatto io.
Poi bisogna pensare ad arrivare a Verona. Nel mio caso era stato organizzato appositamente un piccolo pullman, ma raggiungere Verona in auto non è difficile. È meglio arrivare in città con anticipo per non rischiare fastidiosi intoppi legati ad incidenti o al traffico. A Verona ci sono molti posti per parcheggiare, anche vicini al centro storico. Una volta arrivato, devi solo attendere l’orario di inizio dello spettacolo.
2.1 Cosa fare aspettando lo spettacolo

Arrivare giusto per lo spettacolo è un rischio, ma anche un peccato; infatti visitare Verona è sempre un’ottima idea. Perciò secondo me i modi per organizzare il tempo prima di uno spettacolo a Verona sono due: o godersi un po’ la bellezza della città oppure dedicare tutta la giornata alla città. Essendo praticamente piatto, il centro storico è facile da girare; è un piacere gironzolare per le vie perpendicolari, retaggio della fondazione romana. Inoltre attrazioni e monumenti sono tantissimi: tra l’Arena, le quattro basiliche principali, la già nominata Casa di Giulietta, Castelvecchio e gemme nascoste come il Giardino Giusti hai solo l’imbarazzo della scelta.
In questo caso io avevo poco tempo a disposizione, per cui ho fatto un giro in centro, breve ma intenso. Poi vista l’ora ed il tramonto incombente, mi sono concentrato su uno dei luoghi più affascinanti di Verona: Castel San Pietro.
2.2 Castel San Pietro

Castel San Pietro è il colle antistante al Ponte di Pietra. Qui sorgeva un castello visconteo, trasformato a metà Ottocento dagli Austriaci in una possente (e brutta) caserma; la vedi enorme già in basso dal ponte.
Raggiungi questo luogo con la funicolare di Castel San Pietro, ma anche semplicemente a piedi sulla via pedonale “Scalone Castel S. Pietro” che parte tra le case proprio davanti il Ponte di Pietra. Il primo tratto ricorda la parte di Brescia sotto al colle. Fatichi un po’ in salita, ma è corta e scorgi belle viste tra le case.
Dopo esser stato pure orfanatrofio, ora Castel San Pietro sta diventando il Museo della Città. Coi lavori in corso ovviamente non è visitabile, ma è comunque uno dei punti topici di Verona per la vista mozzafiato che regala. Infatti nel Piazzale di Castel San Pietro trovi sempre persone che ammirano e fotografano il panorama.
Il tramonto da Castel San Pietro

Già salendo trovi un piccolo giardino a sinistra che offre panorami tra alti cipressi verdi; questi contraddistinguono anche il piazzale, schermando la vista. Devi avvicinarti al parapetto per ammirarla, specialmente dove gli alberi sono più aperti per avere un ampio panorama sul centro storico di Verona. Sul fondo a sinistra una terrazza quadrata incombe sul Ponte di Pietra col campanile e Duomo di Verona alle spalle. Io però preferisco l’angolo opposto, dove il bastione termina in un angolo che offre una vista su Oltradige a sinistra ed il centro storico davanti, con le torri che svettano sui tetti del centro storico di Verona e il ponte.
È spettacolare di giorno, ma al tramonto è magia pura. Al crepuscolo si accendono le luci dei lampioni e delle case esaltando le architetture e la bellezza di Verona. Se le nuvole ostacolano i colori del tramonto, il crepuscolo è comunque mozzafiato e romantico.
3. Il Teatro Romano di Verona

Il Teatro Romano è proprio ai piedi del colle di Castel San Pietro; dall’alto se ne vede solo una parte. Qui su in epoca romana c’era un luogo sacro e fortificato a guardia del passaggio del fiume Adige, dove passava la via Postumia; la città fu costruita sull’altro lato con le vie perpendicolari tipiche delle città romane. Il Teatro Romano fu edificato alla fine del I secolo a.C., sfruttando le pendici naturali del colle che sono perfette. Però nel Medio Evo cadde in disuso e fu costruito sopra un quartiere… come a Catania praticamente! Solo nell’Ottocento cominciarono gli scavi per recuperarlo; nonostante ciò e le spoliazioni dei secoli, rimane uno dei teatri romani meglio conservati del nord Italia.
È divenuto sede del Museo Archeologico al Teatro Romano, ma – come detto – dopo 2000 anni continua ad ospitare rappresentazioni teatrali. Questo gli regala un fascino eccezionale.
3.1 Ciò che resta del Teatro Romano

Chi ha visitato Atene e ammirato il Teatro di Erode Attico, quasi perfetto, rimarrà deluso: il Teatro Romano di Verona non è grandioso; però il teatro ateniese è stato ricostruito nel Novecento. In Italia si cerca sempre di preservare ciò che è rimasto. Largo 150m per 123m, di originale restano i muri portanti in blocchi di tufo. Dopo la riscoperta ottocentesca e l’acquisto da parte del Comune di Verona (1904), gli architetti Ricci e Giardini hanno ricreato la cavea dell’odeon ricollocando o ripristinando le gradinate e ricomponendo le dieci arcate della loggia sovrastante. La fossa scenica è ricomparsa solo negli ultimi lavori di scavo degli anni Trenta, con la galleria sotto al proscenio ritrovata nel 1971.
Invece non è rimasto nulla delle tre facciate monumentali (compresa quella verso il fiume), così come delle tre porte del palcoscenico da dove uscivano gli attori. Ora è sostituito da uno stridente palcoscenico moderno.
4. La tragedia di Fedra al Teatro Romano

In quasi 80 anni agli spettacoli dell’Estate teatrale veronese hanno partecipato artisti celebri: Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Giorgio Albertazzi, Gigi Proietti, Giancarlo Giannini… e moltissimi altri. Peraltro ora Verona dispone di vari teatri per le rappresentazioni.
Io ho scelto di assistere a “Fedra (Ippolito portatore di corona)”, tragedia greca di Euripide, messa in scena per la prima volta nel 425 a.C. ad Atene e vincitrice del primo premio alle Grande Dionisie. Questa è una rilettura in chiave contemporanea, diretta dal regista scozzese Paul Curran. I protagonisti sono i personaggi della mitologia greca interpretati dagli attori della compagnia Fondazione INDA.
4.1 La storia

L’intricata vicenda di emozioni affascina gli spettatori a 2500 anni di distanza. Il giovane Ippolito, figlio di Teseo re di Atene, è totalmente dedito alla caccia, al culto di Artemide ed alla castità. Ciò scatena la gelosia della dea Afrodite che fa innamorare di lui la matrigna Fedra, che rimane sconvolta ed infelice, ma pure malata agli occhi degli altri. Venutolo a sapere, Ippolito si lamenta veemente e ferocemente e – sentendosi umiliata – Fedra si toglie la vita. Prima però lascia un biglietto per Teseo, accusando Ippolito di averla violentata per salvarsi l’onore; questo a sua volta scatena la rabbia di Teseo, che maledice il figlio e invoca Poseidone per farlo morire. L’intervento di Afrodite svelerà al re Teseo l’innocenza del figlio, quando oramai è troppo tardi: il mare fa imbizzarrire i cavalli e il carro si schianta sulle rocce. Ippolito in punto di morte perdona il padre.
4.2 La rappresentazione
Momento della pazzia di Fedra nella tragedia
Come descritto, la tragedia “Fedra (Ippolito portatore di corona)” ha diversi personaggi e vicenda complessa da seguire.
Comincia con la dea Afrodite che scende dal loggiato del teatro attirando l’attenzione con uno scenografico vestito dorato ed elmo; recitando versi raggiunge il palcoscenico. Questo è composto da essenziali tralicci metallici ed un misterioso telo bianco, che – dopo le prime scene bucoliche – svela un inquietante volto gigante. L’ambientazione poi non cambia: sono gli attori che ti fanno capire il contesto. Teseo si distingue per l’abito bianco con giacca aperta, mentre Fedra l’abito giallo che spicca.
Nel momento apicale della tragedia il grande volto gigante si apre in due ed appaiono immagini proiettate di un teschio; si percepisce l’atmosfera tetra e tensiva. In quel momento Fedra si suicida, rimanendo sul palco sotto un lenzuolo per il resto dello spettacolo. Meno scenografica e più idealizzata la morte di Ippolito: forse poteva essere rappresentata meglio.
5. Conclusioni

Non sono solito assistere a questo tipo di spettacoli. Sono stato al Festival di Salisburgo, ma quello ha una forte componente musicale. Fedra al Teatro Romano aveva brani musicali (tra cui il brano Aquarius che rimanda al musical Hair), ma prevale la recitazione. Questo implica qualche difficoltà di comprensione, sia perché la voce è dal vivo, ma soprattutto perché il linguaggio ha riferimenti mitologici, di luoghi e modi di dire dell’Antica Grecia, a volte astrusi come la “lancia tessala”. I 2500 anni che sono passati non sono pochi.
Nondimeno è stato uno spettacolo memorabile, anche per i bravissimi attori della compagnia Fondazione INDA. Ho apprezzato particolarmente l’ardente protagonista Fedra (Alessandra Salamida) che interpreta il conflitto tra ragione e passione e la profonda interpretazione di Teseo (Alessandro Albertin), impulsivo ed irruento come l’ha immaginato Euripide. È la dimostrazione che ogni tanto uscire dalle proprie abitudini e gusti ti apre la mente.
Spero che anche tu in futuro voglia assistere ad uno spettacolo al Teatro Romano di Verona. Se avessi domande o ti è piaciuto il mio articolo lascia un commento e condividilo.
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Altri video e foto:
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