Itinerario di 4 giorni in Slovenia in inverno: terme, storia e natura

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Nella botte piccola c’è il vino buono. Vale pure per gli stati: ci sono piccoli stati europei che meritano la visita, soprattutto se vicini all’Italia. È il caso della Slovenia, giovane repubblica sorta nel 1991 dalle ceneri dell’ex Jugoslavia e dal 2004 membro dell’Unione Europea. Famosa per la natura, confina con il Friuli Venezia Giulia, anzi possiede parte del territorio del Carso che costituiva la provincia di Trieste dal 1920. Quindi riscontri molti aspetti similari all’Italia come l’eredità veneziana della costa, ma anche caratteristiche mitteleuropee e slave. Insomma la Slovenia è un interessantissimo mix di queste tre culture!
Ogni stagione è ideale per viaggiare, ma io racconto un itinerario di 4 giorni in Slovenia in inverno. Puoi prevedere qualche giorno di gelo o brutto tempo, ma contemporaneamente ammirare montagne e magnifici paesaggi innevati, pochi turisti in giro e tranquillità. Poi ci sono le terme della Slovenia per scaldarsi! Pronti… partiamo!

  1. Introduzione
  2. Capodistria
  3. 2º giorno in Slovenia: Ptuj e Terme Zrece
  4. 3° Giorno in Slovenia alle Rimske Terme
  5. 4º giorno in Slovenia: Lago di Bled e Kranjska Gora
  6. Conclusioni sulla Slovenia in inverno

Slovenia in inverno

1. Introduzione

Cosa fare in Slovenia? Visitare cittadine storiche come Ptuj
Vista su Ptuj dal castello

Uno stato talmente piccolo che qui dicono che con un’ora da Lubiana raggiungi ogni destinazione della Slovenia. Anche noi lo abbiamo sperimentato: difatti il nostro itinerario di 4 giorni in Slovenia in inverno è partito da Capodistria sulla costa Adriatica a sud-ovest per poi raggiungere Ptuj nella zona di nord-est, conosciuta anche per le terme; noi abbiamo conosciuto le Terme Zrece e le Rimske Terme. Infine abbiamo raggiunto il Lago di Bled e Kranjska Gora a nord-ovest, al confine con Italia e Austria.
Insomma è un interessante tour vario per conoscere le varie facce della Slovenia: l’eredità veneziana sul mare, le cittadine storiche, le terme per rilassarsi, un luogo simbolo come il Lago di Bled e la natura magnifica tra le Alpi Giuliane. Per gli amanti dello sci/snowboard c’era pure la possibilità di sciare, completando l’esperienza di visitare la Slovenia in inverno. Ma in 4 giorni non puoi fare tutto.

1.1 Come arrivare in Slovenia

Cosa fare in Slovenia in inverno? Andare alle Rimske Terme
Le Rimske Terme, attrazione della Slovenia in inverno

La Slovenia è lo stato confinante ad est con l’Italia, perciò teoricamente è facile da raggiungere. In realtà non è proprio così: l’aeroporto internazionale della capitale Lubiana non è ben connesso con l’Italia, quindi spesso i locali usano l’aeroporto di Zagabria. Invece in treno arrivi facilmente a Trieste (impiegando diverso tempo), ma da lì il collegamento è complesso.
Per cui l’opzione migliore è arrivare in auto, così da poter girare la Slovenia secondo i propri tempi e tratte; è indispensabile per muoversi velocemente, senza perdere tempo prezioso. L’alternativa è il volo e successivo noleggio dell’auto. Molto dipende da dove parti: dal nord-est dell’Italia l’auto è l’opzione ovvia.
Comunque in autostrada raggiungi Trieste. Passato il porto, pochi chilometri trovi il confine con la Slovenia: attraversi liberamente la dogana, ma i paesaggi non cambiano. Del resto questa è il territorio della Venezia Giulia che apparteneva all’Italia, dal 1947 ceduto all’ex Jugoslavia.

 

2. Capodistria (Koper)

Capodistria in Slovenia vista dalla Porta della Muda
Il centro di Capodistria visto dalla Porta della Muda

La fascia costiera dell’Istria slovena è limitata: giusto 5 comuni disposti sulla costa frastagliata e rocciosa. Il più noto è Pirano, ma qui l’impronta della Repubblica di Venezia è forte, perciò ogni paese è interessante. Lo dimostra bene Capodistria, famosa per il grande porto che serve tutta questa zona dell’est Europa e per Tele Capodistria che negli anni ‘70-‘80 fu trasmessa in gran parte d’Italia.
Capodistria anticamente era un’isola e lo noti guardando la mappa: il centro ha una forma tondeggiante, con strade strette e contorte, mentre attorno hai grandi spazi e vie rettilinee; la zona fu bonificata dagli Austriaci nell’800 e tuttora si chiama proprio “Bonifika”. Ma la fondazione del paese è molto antica: in età romana si chiamava Capris perché era contraddistinta dalle capre (da cui deriva l’attuale nome sloveno Koper). Divenne Capodistria in italiano sotto il patriarca di Aquileia, nel Medioevo. Insomma ha una lunghissima storia italiana.

2.1 Prime impressioni di Capodistria

Il Fontico di Capodistria: stile gotico veneziano puro
Il Fontico di Capodistria: stile veneziano puro

Furono i Veneziani a plasmare Capodistria. Lo noti subito dallo stile del campanile che compare tra le case, così come palme e cipressi indicano che la vegetazione è mediterranea: senti che il mare è vicino.
Troviamo parcheggio nella triangolare Piazza Brolo (trg Brolo), con alberi al centro e palazzi antichi attorno come Palazzo Vissich-Nardi; accanto alla piccola chiesa di San Giacomo spicca il Fontico, l’antico magazzino del grano decorato da tanti stemmi scolpiti, tra cui quello del podestà Diedo ed il più antico stemma di Capodistria (1432). Un angolo della piazza è chiuso dall’abside della Cattedrale dell’Assunta. Passiamo accanto all’alto campanile e raggiungiamo Piazza Tito (Titov trg), cuore di Capodistria; era il centro della vita della città: trovavi la chiesa principale, il palazzo politico ed il palazzo dei mercanti, la Loggia. Tutto è in tipico stile veneziano e mi ricorda Hvar, anche se la piazza è più raccolta e chiusa.

2.2 Pranzo alla Loggia

La Loggia di Capodistria in Piazza Tito, storico caffè della Slovenia
La Loggia di Capodistria in Piazza Tito

Abbattendo due edifici medievali, la Loggia fu edificata nel 1462; perciò appare in stile gotico veneziano, severo e lineare, con piccolo leone di San Marco scolpito al centro. Il risultato attuale deriva da aggiunte seicentesche, quando venne realizzato il primo piano (ora un museo) e aggiunta la scalinata. Nota i dettagli: la statua in terracotta di Maria con Bambino (1555) sull’angolo e la pregevole bifora veneziana sul lato occidentale.
La Loggia chiude il lato nord di Piazza Tito e per secoli qui i cittadini si radunavano per fare affari e socializzare; ha mantenuto questo scopo divenendo un caffè dal 1846, chiamato proprio Loggia; è il più antico caffè della Slovenia. Qui si ritrovarono importanti scrittori come Umberto Saba, Gabriele d’Annunzio ed Italo Svevo. Ora il locale è moderno e stiloso; noi pranziamo qui con salumi, pane su cui versare olio d’oliva e un calice di spumante. Tutti ottimi prodotti locali.

2.3 La Cattedrale dell’Assunta

La Cattedrale dell'Assunta spicca in Piazza Tito a Capodistria
La Cattedrale dell’Assunta spicca in Piazza Tito

Accanto alla Loggia trovi la Cattedrale dell’Assunta, con bella facciata in pietra bianca d’Istria (che mi ricorda Spalato) e l’alto campanile in pietra. La facciata è divisa in due parti: quella inferiore del 1392 è gotico veneziano, quella superiore rinascimentale con influenze lombarde.
A Capodistria Venezia coltivò non solo l’economia, ma anche l’arte. Ad esempio il pittore Vittore Carpaccio visse e dipinse qui; un suo capolavoro è la pala d’altare della Cattedrale: Madonna in trono con Bambino e i Santi (1516), con San Nazario che mostra un disegno dell’isola di Capodistria; ma trovi altre pregevoli opere del pittore nella chiesa (e del figlio). Esaltano questa basilica a tre navate dall’aspetto barocco, ma candido e severo; i marmi policromi decorano solo le cappelle laterali. La cattedra barocca dell’altare fu usata da Papa Giovanni Paolo II. Dietro il trecentesco sarcofago di San Nazario in marmo bianco col santo rappresentato; discepolo di San Marco e nativo dei dintorni, portò qui il Cristianesimo. Le sue reliquie furono trafugate dai Genovesi. Accanto vedi un bel coro ligneo.
Comunque è una delle chiese più grandi della Slovenia, ma mi aspettavo di più; è barocco di provincia, semplice.

2.4 Palazzo Pretorio

Il Palazzo Pretorio di Capodistria incorniciato dalla loggia veneziana
Il Palazzo Pretorio incorniciato dalla loggia veneziana

L’edificio di fronte alla Cattedrale erano la Foresteria e l’Armeria, mentre ora ospita ora l’Università. Invece il lato sud di Piazza Tito è chiuso dal Palazzo Pretorio, basso e tozzo con due torri e stemmi scolpiti sulla facciata. Questo è distante dall’eleganza di Hvar: ricorda piuttosto una fortezza come il Castello di Thiene. Le arcate a tutto sesto della Loggia lo incorniciano bene per un’ottima foto.
Oltre ad ospitare l’ufficio informazioni per i turisti ed un negozio di prodotti tipici, Palazzo Pretorio tuttora è il Municipio di Capodistria, ma visitabile. Sorprendente al piano terra conserva la Farmacia “Alla Fenice” che era nella piazza, la seconda più antica della Slovenia: aprì nel 1411! I cassetti hanno scritte in latino, dove segnalano cosa contenevano; i veleni erano in basso per non contaminare in caso di caduta. Questa sala negli anni ’80 era un ristorante: qui pranzò Tito con Fidel Castro!

Il primo piano del Palazzo Pretorio

La Sala del Consiglio Comunale dentro Palazzo Pretorio a Capodistria
La Sala del Consiglio Comunale dentro Palazzo Pretorio

I podestà erano come i sindaci ed erano nominati dalla Repubblica di Venezia; ma al piano superiore si riuniva il Gran Consiglio che includeva i nobili di Capodistria. Il palazzo attuale è quattrocentesco, ricostruito dopo l’attacco genovese di fine Trecento; è stato completamente restaurato nel 1991 dopo il Comunismo perché malconcio.
In ogni sala spiccano pavimenti veneziani e soffitti ridipinti con greche e decorazioni geometriche, oltre a due meravigliosi lampadari in vetro di Murano nella Sala Dei Matrimoni. La sala successiva offre una vista su Piazza Tito, così come dalla Sala del Consiglio Comunale vedi la stretta via Calegaria, quella dei calzolai. Questa sala è recente e moderna, con banchi circolari in legno; ha il sole simbolo di Capodistria rappresentato ovunque: dal grande mosaico pavimentale allo schienale delle sedie, oltre allo stendardo. C’è pure una bandiera italiana perché per legge 3 rappresentanti del consiglio devono appartenere alla minoranza italiana.

2.4 Il negozio Barba salt

Vasetti di sale del negozio Barba Salt a Capodistria (Koper)
I vasetti di sale di Barba Salt

Un arco sotto al palazzo collega proprio alla via Calegaria (Čevljarska ulica). Qui trovi un negozio speciale: Barba salt. È un minuscolo ambiente, profumato. Il proprietario Davor – soprannominato Barba – è un personaggio: parla come Boban (quindi provo simpatia immediata), è arguto e ti incanta nel raccontarsi. Da 15 anni produce sale aromatico, all’inizio per svago grazie alla moglie, ora come lavoro. Utilizza il locale sale di Pirano, di qualità perché le correnti tengono l’acqua pulita; sia sale che fior di sale, il primo a formarsi (solo con certe condizioni). Con passione e creatività ha creato 45 tipi di sali in 3 categorie: classica, gourmet con ingredienti esotici e sinfonica, dove sfoga la creatività; un vasetto di quest’ultima con piovra, riduzione di Malvasia e nero di seppia costa 100€ e lo comprano i ristoranti stellati. Sul processo per ottenere è rimasto criptico – giustamente – ma piuttosto che aromatico bisogna parlare di fusione, perché i prodotti entrano nel cristallo di sale! Perciò assumono vari colori.
Lo testiamo facendo una degustazione di sale: annusando senti i prodotti aggiunti; assaggiandolo prima senti il sale, poi retrogusto coi vari sapori, nitidi ed equilibrati. Questo prodotto unico esalta i piatti cucinati. Prendo un vasetto classico da 5€.

2.5 Panorama dal campanile al tramonto

Vista di Capodistria al tramonto dal Campanile della Cattedrale
Vista dal Campanile della Cattedrale al tramonto

Torniamo in piazza per salire sul campanile della Cattedrale, alto 56m e costruito nel XII secolo; è una delle cose da fare a Capodistria in Slovenia. In inverno il sole tramonta presto; già alle 16:00 devi salire i 205 gradini. Inizialmente era una torre difensiva e tuttora ha la campana antica più vecchia della Slovenia, del 1333!
La vedi salendo, prima di sbucare sul terrazzo per la vista a 360° su Capodistria. Ma soprattutto senti la bora gelida che soffia sul lato nord-est; poco male, perché lì hai davanti il grande porto. Invece verso sud-ovest il sole sta per tramontare dietro i rilievi e c’è il mare. Però come per Lecce, la vista è bella ma non eccezionale; sei molto più alto dei tetti, quindi fatichi ad ottenere una foto generale; in più il centro storico è piccolo e noti la periferia moderna. Comunque il momento del tramonto pare incantato.

2.6 Giro nel centro storico di Capodistria

Scorcio del centro storico di Capodistria in Slovenia
Scorcio del centro storico di Capodistria

Lasciamo definitivamente Piazza Tito per fare un giro nel centro storico di Capodistria. Qui si vedono meno i 500 anni di dominazione veneziana: lo stile è più popolare, sebbene balaustre e terrazzi in pietra bianca ingentiliscono le case. A piano terra noto graziosi negozi sparsi, che vendono prodotti particolari: scarpe fatte a mano, oggetti in vetro oppure un ordinatissimo negozio di alimentari dal fascino antico. Le strade strette e medievali rendono tutto intrigante e regalano scorci ispiratori, come all’angolo tra via Caligaria e via Zupancic (Župančičeva ulica). Pochi passi e trovi il severo Palazzo Carli, sede della comunità italiana, con cortile con pozzo del 1418. 
Comunque tutta la Slovenia ha strade e vie pulitissime: qui ci tengono tantissimo e noti subito la differenza con l’Italia. Anche questo è un modo per amare il proprio paese: sono ammirabili. 

2.7 Piazza Prešeren

Piazza Prešeren con la Fontana Da Ponte a Capodistria
Piazza Prešeren con la Fontana Da Ponte

Termina via Zupancic e si spalanca Piazza Prešeren, l’altra grande piazza del centro di Capodistria; è intitolata al poeta e scrittore dell’inno sloveno. Gli sguardi vanno subito sulla barocca Fontana Da Ponte, dal nome del podestà che la volle e che ricorda un ponte veneziano. È del 1666, in pietra bianca con pilastri attorno con scolpiti gli stemmi nobiliari delle famiglie locali che la costruirono e serviva per portare l’acqua sull’isola. Perciò era fondamentale e fino a fine ‘800 fu l’abbeveratoio cittadino.
Attorno ha case semplici dal colore pastello, mentre sull’altro lato spicca la Porta della Muda (1516) con scolpiti due soli e due leoni (simbolo di Venezia) ed un tratto delle mura antiche. Davanti c’era il ponte che collegava alla terraferma, con Castel Leone a metà, distrutto dagli Austriaci; lì venivano esatti i dazi per entrare a Capodistria. Ora si stende la città moderna e lo stacco è evidente.

2.8 Il resto di Capodistria

Porto turistico di Capodistria (Slovenia) al tramonto
Porto turistico di Capodistria al tramonto

Fuori dalla porta camminiamo sulla via curvilinea che segue il perimetro dell’antica isola. Le mura non ci sono più, ma trovi una larga strada. Dopo poco sull’altro lato trovi il vivace Mercato di Capodistria, con ristoranti e caffetterie. A fianco si estende un piccolo parco, ma soprattutto il porticciolo turistico con le barche attraccate; ci arriviamo con le ultime sfumature del tramonto riflesse sul mare. Che spettacolo della natura!
Capodistria ha altro da offrire nel centro storico. Ad esempio il Museo Regionale di Capodistria a Palazzo Belgramoni-Tacco o la Rotonda dell’Assunta dell’XI secolo, Piazza Vittore Carpaccio con Casa Carpaccio dove visse il figlio, oppure ancora Palazzo Bruti con la biblioteca. Insomma è un luogo super interessante! Noi però ora andiamo a scoprire un’eccellenza nei dintorni.

2.9 La Cantina Bordon (Bordon Wines)

Botti di vino della Cantina Bordon (Bordon Wines) in Slovenia
Botti di vino della Cantina Bordon

Oltre per il sale, l’Istria slovena è nota per la produzione di olio e vino. Un luogo dove scoprire questa tradizione è la Cantina Bordon (Vina Bordon in sloveno o Bordon Wines), dove arriviamo col buio. Moica ci dà il benvenuto e sentiamo l’acqua scorrere: è il fiume Risano; lungo solo 15km serviva ben 35 mulini; da tutta la Venezia Giulia venivano qui a macinare o da Trieste a lavare i panni. Due secoli fa questo era il mulino più grande, con 5 grandi ruote; ora ci hanno creato un piccolo museo e la cantina vitivinicola con 60.000 viti.
Ma fanno di tutto: coltivano ulivi, hanno una piccola macina moderna, allevano qualche animale, distillano l’alcool creando 2 grappe e gin e puoi pure soggiornare nell’antico fienile. Ma soprattutto la Primorska è una delle 3 grandi regioni vinicole della Slovenia; perciò è famosa la Cantina Bordon.

La degustazione di vino

Degustazione di vino vicino Trieste? Vai alla Cantina Bordon in Slovenia
La degustazione di vino alla Cantina Bordon

Nei 15 ettari di terreno coltivano viti bio, da 40 anni. Hanno 10 tipi diversi di uva, tra cui il Refosco rosso (che trovi solo qua in Slovenia). Altri vini tipici sono la Malvasia bianca, oltre al Moscato giallo e rosso. Tuttavia producono molti altri vini, dal passito allo spumante; anche un vino “orange”: non l’avevo mai sentito! In totale hanno 15 etichette diverse.
Perciò è un luogo perfetto per una degustazione di vino in Slovenia. Ci portano 6 tipi di vino con gusti molto diversi, molto marcati uno dall’altro. Prima lo spumante di Eva, un rosé fresco e fruttato; poi una Malvasia Dora, orange. La Malvasia è la regina dei loro vini, il Refosco rosso il re. Ultimo un vino tipo passito. Li abbiamo degustati con salumi e formaggi fatti da loro, che non vendono.
La Cantina Bordon ha vinto tanti premi e esporta tanto all’estero, anche in America.

2.10 Cena alla Trattoria Kraški Rob

Cosa mangiare a Capodistria? Il risotto della Gostilna Kraški Rob
Il risotto della Gostilna Kraški Rob

Non lontano dalla cantina si trova la Gostilna Kraški Rob (che significa Trattoria Confine del Carso), con cucina istriana e mediterranea. Dopo aver degustato salumi tutto il giorno, ho grande fame.
Ordino una deliziosa zuppa di pesce per cominciare il pasto, come tipico nell’est Europa; anche nel recente viaggio in Boemia Meridionale ne ho assaggiate tante. Come piatto principale risotto con scampi e funghi porcini, un po’ pepato ma buono; qua la vicinanza con l’Italia si sente! Per concludere prendo pure il tiramisù, che però non è goloso; lo abbandono a metà.
Comunque sarà la vicinanza con l’Italia, ma pochi turisti italiani visitano queste zone. Tantissimi le superano per raggiungere l’Istria e la Dalmazia a sud, ma è un peccato perché è un posto stupendo.

2.11 Notte al Grand Koper Hotel

Dove dormire a Capodistria? Al Grand Koper Hotel
La camera del Grand Koper Hotel

Ritorniamo a Capodistria per dormire al Grand Koper Hotel, davanti al porticciolo sul mare. È un imponente hotel 4 stelle con 60 camere, rinnovato nel 2021 (e si vede: è tutto nuovo!). Mi colpisce la cura per il design, tra lampadari e dettagli affascinanti. Poi ha ampi spazi che ti infondono calma. Il tema predominante è quello del mare: ad esempio il simbolo dell’aragosta si ripete negli ambienti; è anche sul letto.
La camera è luminosa, pulita e grande, così come il bagno. Ho tre finestre per ammirare la vista sul mare, ora silenzioso nella notte con le luci che punteggiano la collina. La stanza ha un’enorme smart tv accesa che mi dà il benvenuto. Tramite quella ed un tablet posso ordinare cibo, fare shopping, guardare il meteo, info su Capodistria, impostare la sveglia e conoscere l’hotel ed i servizi offerti. Insomma per un soggiorno piacevole c’è tutto.

 

3. 2º giorno in Slovenia: Ptuj e Terme Zrece

Alba sul mare dal Grand Koper Hotel di Capodistria
Alba sul mare dalla camera del Grand Koper Hotel

Bellissimi colori dell’alba sul mare di Capodistria dalla finestra della camera mi danno il buongiorno. Scendo a piano terra e faccio colazione nell’ampia sala del Ristorante Capra, premiato come migliore ristorante di Capodistria. Il servizio è a buffet con tanti cibi per la colazione salata continentale e pochi per quella dolce; qua si nota la differenza con l’Italia. Però trovo deliziosi mini krapfen che prendo subito, assieme a mini cornetti e un piccolo bicchiere di spremuta; insomma forse qui solitamente servono i Lillipuziani! Prendo un cappuccino dalla macchinetta e poi al tavolo apro i cornetti e ci spalmo la marmellata; dopo aver visitato Salisburgo mi sono abituato della cosa. Visto le porzioni ridotte (oppure la mia grande fame di mattina), devo fare il bis… o il tris, per la spremuta. 
Comunque difficilissima lingua slovena che senti in giro e colazione a parte, a Capodistria sembra di stare in Italia.

3.1 Viaggio attraverso la Slovenia

Viaggio di 4 giorni in Slovenia in inverno tra paesaggi naturali stupendi
Viaggiando in Slovenia sull’autostrada

Risaliamo in auto per attraversare la Slovenia: dall’Istria a sud-ovest andiamo nella regione della Bassa Stiria a nord-est, sulla punta della Slovenia.
Lasciamo subito il mare per addentrarci tra le montagne, sull’autostrada con tantissima natura ai lati; molte volte sembrano panorami del Sudtirolo che vedi in foto: un paesaggio ondulato, con una casetta in mezzo ed i monti come sfondo. Passiamo anche dalla zona del Carso Verde, nota per gli orsi: molti vengono qui per il bear watching! Su questi rilievi c’è pure una spruzzata di neve. Il bello è accanto scorrono piccoli paesi immersi nel verde con piccola chiesa dal campanile appuntito; tutto molto pittoresco.
La natura domina finché non raggiungi Lubiana, dove invece trovi traffico e una periferia moderna come altre. Proseguendo tornano i panorami stupendi punteggiati da piccoli paesi, ma sull’orizzonte pianeggiante. Questa autostrada deve essere la colonna vertebrale della Slovenia, tagliando il paese per il lungo.

3.2 Arrivo a Ptuj

Panorama di Ptuj in Slovenia riflesso sul fiume Drava
Panorama di Ptuj riflesso sul fiume Drava

Infine dalla strada vedi da lontano un castello che sorge in cima a una collina; somiglia a quello di Bratislava: una residenza bianca, ma senza torri. Questa è Ptuj! L’abitato intorno è classico con tetti rossi, ma il campanile di una chiesa in basso attira l’attenzione, svettando sulle case. La vista si spalanca mentre attraversi il ponte sul fiume Drava. Ci fermiamo appena prima del ponte per un magnifico scorcio panoramico col centro di Ptuj riflesso nel fiume. Mi ricorda le cittadine della Boemia Meridionale come Jindrichuv Hradec, anch’esse specchiate nell’acqua. Foto cartolina perfetta da qui: hanno messo pure delle panchine per contemplare il panorama.
Noi abbiamo appuntamento proprio al castello, per cui saliamo in auto passando davanti alla chiesa del vecchio Monastero Domenicano con stupenda facciata decorata bianca e rosa. Sulla collina del castello c’è pure una spruzzata di neve che esalta la vista delle fortificazioni dal basso. 

3.3 Il Castello di Ptuj

Il Castello di Ptuj innevato in inverno, da vedere in Slovenia
Il Castello di Ptuj innevato in inverno

La collina del castello era un insediamento perfetto. Sono stati trovati reperti preistorici. Del resto Ptuj è il centro abitato più antico della Slovenia; fu la città romana di Poetovio e nel II secolo d.C. aveva più abitanti di oggi. Dell’epoca romana sono rimasti i Mitrei, templi dedicati al dio Mitra. Però ciò che vedi è una cittadina medievale, costruita attorno al Castello di Ptuj fondato nel XII secolo; originariamente era dominio del Principe-Arcivescovo di Salisburgo che decise di proteggersi dagli attacchi dei nemici Ungheresi.
Una bella torre circolare si staglia sulle case in basso; noi oltrepassiamo l’arco con lo stemma scolpito ed entriamo in un allungato cortile sul bastione che regala una bel panorama sui tetti di Ptuj sottostanti. Il nucleo centrale del Castello di Ptuj (Grad Ptuj) è oltre un altro portale ed ha una strana forma a “v”; al contrario del Castello di Blatná, arrivi dalla parte aperta.

Visita del Castello di Ptuj

Il Castello di Ptuj è uno dei più belli della Slovenia
L’elegante porticato e loggiato del Castello di Ptuj

Raggiungi un pozzo nel cortile. Da lì ammiri l’elegante porticato e doppio loggiato in stile rinascimentale realizzato dall’architetto G.S. Peruzzi di Siena attorno al 1570; ricorda decisamente la Landhaus di Graz, peraltro vicina. Sotto un arco a sinistra è esposta la lastra tombale di Federico IX di Ptuj, uno dei primi signori del castello (1440 circa).
Però la cotta d’armi con tre borchie di cintura che vedi ovunque è lo stemma della famiglia di Walter Leslie, maresciallo scozzese del Sacro Romano Impero che nel 1656 acquisì il castello. La famiglia Leslie visse qui per 300 anni. Loro ricostruirono il castello in stile barocco, anche perché con la fine della minaccia turca perse funzione militare; infatti ora sembra una dimora, più che un castello. Infine dal 1873 al 1945 fu possesso dei conti austriaci Herberstein, prima che il tutto fosse nazionalizzato per essere un museo.

Il Museo regionale di Ptuj e Ormoz

Una grande collezione di turcherie è nel Castello di Ptuj in Slovenia
Alcune turcherie nel Castello di Ptuj

Il Museo regionale di Ptuj e Ormoz è uno dei musei sloveni più grandi e frequentati. Visti gli spazi ampi, portarono qui oggetti da altri castelli per preservarli. Perciò ospita un’ampia collezione eterogenea. Ammiri 500 armi tra XV-XX secolo (non paragonabili alla raccolta di Graz). A piano terra trovi la più ricca collezione di strumenti musicali della Slovenia; alcuni si possono suonare ed hai pannelli multimediali per “giocarci” e approfondire. C’è pure la ricostruzione della liuteria Skalar: il mio pensiero va a Cremona. Nelle antiche stalle invece tante maschere del carnevale, per cui Ptuj è famosa. A fianco una sala espositiva con mostra sui ritrovamenti romani in zona. Però il meglio è al piano nobile del castello: nella sala da ballo grande collezione di dipinti turchi e soggetti orientali (turcherie), realizzati dopo la pace; è rappresentato il sultano Maometto IV, ma pure uomini dall’Africa o dall’Amazzonia. L’autore li immaginò: infatti i neri hanno il palmo nero!

Le stanze castellane

Il Castello di Ptuj è uno dei più belli della Slovenia da vedere.
Il magnifico Ufficio del Conte nel Castello di Ptuj

La parte più bella del museo è la visita delle stanze castellane, dove i conti vivevano. Particolarità. Dall’esterno noti grandi e piccole porte ravvicinate: lì veniva messo il fuoco per scaldare le stufe dentro.
La prima sala ha arazzi fiamminghi del ‘500, tavolo, stufa bianca e quadro con la prima rappresentazione di Ptuj e castello. Nel terzo salone spiccano i dipinti di famiglia dei conti Herberstein: uno somiglia all’imperatore Carlo V. Stupenda la quarta sala: l’Ufficio del Conte; quadri di cavalli, due arazzi con scene dell’Odissea, un’armatura copia dell’originale fatta a Milano nel XV secolo e soffitto rococò in stucco. Nella sala successiva mi colpisce una spada coi nomi incisi sul fodero dei giudici cittadini ed un’insegna in ferro dei negozi che caratterizzava la città, come Salisburgo; una grande mappa appesa mostra tutta la Stiria assieme, con Graz al centro. Magnifica la Sala cinese, con tappezzeria cinese sui muri: era destinata alle donne. Segue una camera con altra bellissima tappezzeria dipinta delicatamente che rappresenta i 5 sensi, così come le 4 stagioni sono negli stucchi. Mi ricorda lo Schloss Eggenberg a Graz.
Poi trovi appeso un drago col seno! Fa da contraltare al drago di Lubiana, maschio. Penultima sala con un letto di 400 anni in legno ed infine sala con letto in Stile Impero ed altri mobili, oltre ad un lampadario di Murano. 
Comunque capisci che è una raccolta da più siti, non univoca.

3.4 La cantina Ptujska Klet

Degustazione di vino in Slovenia alla Ptujska Klet a Ptuj
La degustazione di vino alla Ptujska Klet

Scendiamo nel centro storico per visitare la cantina più antica della Slovenia: Ptujska Klet (“Cantina di Ptuj”, conosciuta precedentemente come Vinska Klet). La cultura del vino a Ptuj risale al Medioevo, 800 anni fa, quando i frati minoriti realizzarono una cantina vinicola nel monastero; poi cominciarono a vendere le rimanenze di vino. 
Fondata dalla famiglia Ornig, la cantina attuale è dell’Ottocento e la sala è diventata un museo; perciò le botti sono vuote. Alcune sono mirabilmente intagliate con scene di vita agreste. Potevano contenere 3.000 litri, ma poi vediamo botti enormi da 22.000 litri! In totale potevano contenere 4 milioni di litri di vino. Ora appartiene al marchio Pullus, con vigneti sulle colline del territorio circostante. Hanno ricevuto 600 premi!
La cantina possiede un tesoro: un archivio di bottiglie storiche, 200.000 divise per anno; la più antica è del 1917: è il vino più antico della Slovenia. Sono in vendita per celebrazioni importanti, ma sotto ad un certo numero non le vendono più; ciò mi ricorda la Banca del Vino di Pollenzo nelle Langhe.
Prima di andare facciamo una degustazione di un bicchiere di vino, simile al prosecco.

3.5 Pranzo al Restaurant Rozika

Dove mangiare a Ptuj in Slovenia? Al Restaurant Rozika
I sostanziosi piatti del Restaurant Rozika

A piedi raggiungiamo il vicino Restaurant Rozika (o Gostilna Rozika in sloveno) dall’atmosfera familiare, molto piacevole.
Facciamo un pasto tipico sloveno, come se fosse domenica. Il cameriere dice che è tradizione partire con un amaro o la grappa: ci portano il liquore Pelinkovac a base di artemisia, molto diffuso nei Balcani. Insomma, qui devi avere lo stomaco forte! Poi ci portano un antipasto con varie cose: salumi, mezzo uovo, grasso di maiale e qualche verdura; gusto molto tedesco/ungherese, ma lo divoro. Stavolta al vino preferisco la birra Lasko. Segue un altro antipasto: tradizionale zuppa di funghi, delicata e deliziosa; il profumo di funghi si sente bene. Poi i piatti principali, da cogliere sul tavolo: insalata con olio di zucca che accompagna il pollo arrosto con patate e costolette di maiale arrosto, tagliata e strucklji (o struccoli: rotoli di pasta con formaggio e funghi). Tipica cucina mitteleuropea sostanziosa.

3.6 Giro per Ptuj

Scorcio di Ptuj (Slovenia) con la Cattedrale di San Giorgio
Scorcio di Ptuj con la Cattedrale di San Giorgio

Fatto il pieno di energie, possiamo visitare il centro storico di Ptuj.
Vicino al ristorante si apre la piazza del mercato, dalla forma irregolare. Da lì ammiri la Cattedrale di San Giorgio in stile gotico, con le tegole colorate che formano il simbolo di Cristo. Purtroppo non la visitiamo, ma fu sede vescovile antichissima, ripristinata recentemente. La facciata è semplice ed asimmetrica, ma lì colpisce la possente Torre Civica rinascimentale, con orologio e tetto rosso a cipolla che vedi da ogni punto; davanti il Monumento di Orfeo, lapide romana per commemorare Marco Valerio Vero nel II secolo; nel Medioevo fu usato come berlina. A fianco ammiri il neoclassico Teatro Civico di Ptuj; siamo a Piazza Slovenski (Slovenski trg), che regala scorci stupendi anche per le case colorate e le tre vie che si intersecano a triangolo. In fondo la via porta al Monastero Domenicano (e poi sale al castello).

3.7 La Casa dei Kurent

Maschere di Carnevale di Kurent nella Casa dei Kurent a Ptuj (Slovenia)
Maschere di Kurent nella Casa dei Kurent

Sempre a Slovenski trg puoi approfondire la tradizione del Carnevale di Ptuj nella Casa dei Kurent. È un evento importantissimo: fanno sempre due sfilate e dura 5 settimane! Nel 2025 si celebra la 65º edizione del carnevale, dal 2 febbraio al 4 marzo.
I Kurent sono la tipica maschera di carnevale della zona di Ptuj, tutti pelosi da testa ai piedi; perciò i costumi pesano 20kg! Sembrano tutti uguali, ma hanno varie caratteristiche e significati a seconda dei simboli che indossano: le corna, fiori, piume in testa, ecc… Vengono in casa e devi donargli soldi o cibo oppure non avrai fortuna. Inoltre ci sono molti altri personaggi come Rusas, gli Zingari (gypsies), Kurike e Piceki, l’Orso che protegge la casa, JürekRabolj (primavera e inverno).
Il museo è modernissimo, con video di 10 minuti che ti porta nell’atmosfera e pannelli multimediali per approfondire i riti dei Kurent a Ptuj.

3.8 Chocolate XOCOC

Il negozio Chocolate XOCOC a Ptuj è una chicca della Slovenia
I bonbon di cioccolato di Chocolate XOCOC

Dall’altro lato della strada c’è il negozio Chocolate XOCOC, dove producono cioccolato fatto a mano. Anzi, guardandoli bene sono bonbon, cioè hanno una scorza che contiene l’interno più morbido e sorprendente. Hanno molteplici colori luccicanti: sembrano gioielli o pietre preziose. Sono formati al 55% di cioccolato e ci vogliono da 6-12h per farli; a parte due, sono realizzati tutti con cioccolato bianco. L’anima è Matevž Božič, chef stellato con la passione per il cioccolato; ora capisco tutto: infatti sono piccoli capolavori! Usa pure ingredienti strani come cipolla e mandorle assieme.
Matevž ce ne fa provare alcuni: che gusti interessanti! Preferisco (incredibilmente) quello alla barbabietola e lampone. Essendo italiani ci dà anche il cioccolato al parmigiano e cioccolato, olio d’oliva e pistacchio ed al bergamotto (dopo averlo degustato in ogni forma a Reggio Calabria): quest’ultimo è troppo dolciastro.
Come il negozio del sale di ieri, anche questo è una chicca eccezionale.

3.9 Piazza del Municipio

Piazza del Municipio di Ptuj in Slovenia in inverno
La bella Piazza del Municipio di Ptuj

Scendiamo per Murkova ulica e troviamo la bella piazza del Municipio (Mestni trg); qui gli edifici novecenteschi hanno un gusto più tedesco, con edicole squadrate agli angoli dei palazzi e stupendi scorci per foto interessanti; c’è pure un bar con tavolini all’aperto. Su tutto spicca l’imponente Municipio cittadino in stile neogotico (Mestna hiša), costruito dall’architetto viennese Ferstl nel 1907; fuori sembra una stazione, dentro ha una scalinata monumentale e conserva una statua dell’imperatore romano Traiano. Gli edifici della zona non sono antichi, perché Ptuj era soggetta a devastanti incendi. Perciò fu eretto nella piazza il Monumento di Floriano (1745) in stile barocco, il patrono che doveva proteggere la città da queste sciagure.
Noi andiamo via, ma Ptuj è una vivace città piena di cultura: ci sarebbero tanti musei da visitare come la Galleria Mihelič, la Galleria Civica, il Monastero Minorita, il sito archeologico della Poetovio romana o il Castello Turnišče.

3.10 Le Terme Zrece

Piscina termale delle Terme Zrece in Slovenia (Bassa Stiria)
La piscina termale delle Terme Zrece

La Bassa Stiria (Stiria slovena) non è conosciuta solo per il vino, ma soprattutto per le terme: ci sono anche a Ptuj. Le Terme Olimia sono probabilmente le più belle della Slovenia e si trovano a sud-ovest di Ptuj, al confine con la Croazia. Noi invece procediamo ad ovest verso Zreče per raggiungere le Terme Zrece. Già solo scendere e vedere il bosco di abeti rossi ti rilassa.
Questo paese di 6.000 abitanti si trova immerso nella natura ed ai piedi del monte Rogla, con cui è ben collegato; d’inverno gli amanti dello sci possono alloggiare alle terme ed andare a sciare di giorno. Questo centro termale è indicato per la cura di malattie reumatiche e le famiglie: d’estate apre la piscina esterna con qualche scivolo ed un totale di 1.600 mq di acqua curativa acratotermale, ideale anche per chi ha problemi al sistema locomotorio. È pure un centro medico.

I servizi delle Terme Zrece

Simone Colombo srake rilassato alle Terme Zrece in Slovenia
Guarda come mi rilasso nella vasca idromassaggio

Il complesso delle Terme Zrece è enorme: trovi ben 2 hotel 4 stelle dove soggiornare, oltre a villette nel parco; inoltre ha un Sauna Village, Centro Wellness, fitness e piscine termali, aperte pure agli esterni. Si contraddistingue anche per la torba del Pohorje estratta da 20 piccoli laghetti vicini, con cui fanno impacchi o puoi fare il bagno dentro; è utile contro i dolori.
Io non la uso, ma alle 18:00 faccio un bel massaggio alla schiena nel Centro Wellness. La ragazza è energica, ma mi rilassa. Poi dal 1° piano scendo alle piscine termali: il percorso sembra un labirinto, ma ci arrivo. Entro col braccialetto e vedo prima le saune, poi una lunga piscina termale; io però mi immergo in una piccola vasca idromassaggio tonda a fianco, con acqua meravigliosamente calda. Ogni tanto parte l’idromassaggio che crea forti onde, ma io non mi muovo. Che pace, che relax!

La camera dell’hotel

Le piscine delle Terme Zrece in Slovenia al crepuscolo
Le piscine delle Terme Zrece al crepuscolo

Infine raggiungo la mia camera per fare una doccia. Ho una suite enorme del Vital Hotel con due bagni, un grande letto, una poltrona, più un’ampia zona con jacuzzi, sauna e angolo doccia. Praticamente è un appartamento: manca solo la cucina.
L’affaccio dal balcone è rivolto verso il bosco, le montagne e le piscine, che nel crepuscolo risplendono per le ampie vetrate. Atmosfera molto affascinante, con gli ultimi raggi solari che dipingono di rosa il cielo tra nuvole minacciose. L’unico neo della stanza sono i phon: dopo la meritata doccia bollente fatico ad asciugarmi i capelli perché entrambi i phon sono fiacchi. Strano ma vero. A parte quello, mi sento coccolato, anche per l’atmosfera calma e amichevole.
L’altro hotel invece è più per coppie e singoli che vogliono godersi il relax ed il comfort; le stanze per famiglie sono divise equamente.

Cena alle Terme Zrece

Alle Terme Zrece in Slovenia mangi al ristorante a buffet
La mia cena alle Terme Zrece

Dopo scendo a cena nella tranquilla sala ristorante dell’hotel. La cena qui è a buffet: puoi prendere tutto ciò che vuoi (anche se la scelta non è ampia). Visto che siamo in Slovenia manca la mia amata pasta: è normale. Così scelgo un piatto assaggiando un po’ di tutto: gulash, carne, insalata, carote, purè e forse altro, accompagnato da una bella birra fresca. Divoro la cena chiacchierando amabilmente, poi vado a prendere della frutta e un macaron al cioccolato, giusto per viziarmi ancora (come se non bastava il cioccolato di oggi).
Alla fine rientro presto nella mia camera, un po’ stanco. Devo dire che il caldo delle terme mi butta giù la pressione, sembrando più stanco del normale; e per fortuna non ho fatto la sauna! Però mi sono davvero rilassato oggi pomeriggio. Ed io non sono un grande fan delle terme!

 

4. 3° Giorno in Slovenia alle Rismke Terme

La colazione alla Terme Zrece in Slovenia aiuta a rilassarti e trovare tranquillità
Colazione alla Terme Zrece

Notte tranquilla, poi colazione sempre nella grande sala ristorante. Anche qui trovo i cornetti vuoti, che devo tagliare e riempire di marmellata; poi prendo un cappuccino, spremuta d’arancia e pesche sciroppate a cui non riesco a dire no quando le trovo.
Il cielo oggi è plumbeo e grigio, giornata perfetta per andare alle terme e non preoccuparsi d’altro. Fortunatamente faremo così: è parte imprescindibile di un itinerario di 4 giorni in Slovenia in inverno. Ma prima usciamo nel gelo per ammirare il parco che circonda le Terme Zrece: anche quello è parte integrante dell’esperienza qui.

4.1 Il parco delle Terme Zrece

Laghetto ghiacciato nel Parco delle Terme Zrece in inverno
Il laghetto ghiacciato del Parco delle Terme Zrece

Come detto, il monte Rogla svetta qui vicino. Tutta questa zona si chiama Rogla-Pohorje. Una destinazione turistica è Rogla, paese a 17km e 1500m d’altitudine, con laghetti e torre in legno per ammirare il panorama e scendere con lo scivolo d’estate. D’inverno trovi piste da sci/snowboard.
Non abbiamo tempo per andarci, ma visitiamo il parco delle Terme Zrece. Trovi giochi per bambini tra gli alberi, poi sul fondo una via con piccole ville affittabili, tutte allineate. Alle spalle comincia il bosco di abeti rossi, che scende lungo un crinale. C’è un percorso guidato per scoprire la fauna e flora locale, con sentiero a gradini sulla sinistra che conduce al lago artificiale dove in estate si pesca. Ora ci sono 0°, con neve sulle sponde e acqua parzialmente ghiacciata; con foschia e natura attorno lo scenario è magnifico. Noi risaliamo, ma per gli ospiti ci sarebbe una camminata di 60-90 minuti. 

4.2 Rimske Terme

Le Rimske Terme sono le terme più famose della Slovenia per adulti
Simbolo delle Rimske Terme

Tappa successiva dell’itinerario in Slovenia in inverno è Rimske Toplice, dove sorgono le Rimske Terme, le “terme romane” (come significa in sloveno). Infatti quest’acqua termale fu scoperta dai Romani nel 39 a.C.: ha 2000 anni di storia! Perciò noti citazioni latine sparse ovunque. Dopo il 1848 il centro termale divenne celebre, ospitando l’imperatore Ferdinando d’Asburgo, principesse e personaggi famosi.
Dal 1945 fu gestito dall’esercito jugoslavo fino al 1991, tornando poi aperto a tutti. Ora sono le terme più esclusive della Slovenia, diventate dal 2025 frequentabili dai 14 anni in poi. Se altre terme attirano masse di frequentatori, qui regna esclusività e pace. I frequentatori ideali sono coppie e adulti.
Le sorgenti termali sono le migliori della Slovenia (Austria e Croazia comprese): sgorgano da 1000m sottoterra, quindi si arricchiscono di minerali salendo nella roccia ed hanno una trentina di effetti terapeutici. Per depurarti, puoi bere l’acqua termale calda dalla fontana all’ingresso. 

Visita delle Rimske Terme

Il Tempio di Diana alle Rimske Terme, terme più belle in Slovenia
Il magnifico Tempio di Diana alle Rimske Terme

Il centro termale è composto da due edifici storici gialli raccordati da un’altra struttura contemporanea che si mimetizza sulla collina perché realizzata di verde. Perciò è su molti livelli diversi: ben 11. È un resort modernissimo e queste tre strutture rappresentano i 3 hotel del centro termale: due 4 stelle superior e un 4 stelle. Poi trovi 2 ristoranti, saune e una parte delle piscine in stile romano (o presunto tale). Ma è la parte centrale che sorprende: è un edificio in stile brutalista (ma affascinante), con finestroni squadrati che guardano il cortile centrale e stanze tutte grandi uguali. Del resto questa era una caserma.
Ma ci sono luoghi affascinanti come la stanza del sale per curare pelle e vie respiratorie. Oppure lo scenografico ottagono con al centro una statua ottocentesca: è il magnifico Tempio di Diana, sala storica dove venne anche la Principessa Sissi con l’imperatore o la sorella di Napoleone Carolina col marito Murat; immergendosi qui riuscì a rimanere incinta. Ora le originali vasche termali in marmo a fianco sono spa private e saune per coppie.

La camera ed il pranzo a buffet

Camera d'hotel alle Rimske Terme in Slovenia
La mia camera d’hotel alle Rimske Terme

Come detto, le Rimske Terme sono su 11 livelli differenti. Inizialmente sembra un labirinto; infatti la reception è al 7° piano e solo da lì puoi salire fino all’11°; a 50 metri di distanza un altro ascensore porta fino al 4° piano, dove trovi altre stanze, zona Wellness e Centro Medico. Qui c’è la mia camera, ampia e ordinata. La finestra dà verso il pendio boscoso, facendo filtrare luce soffusa; con gli spazi vuoti infonde un senso di tranquillità. Invece il bagno è più colorato e vivace.
Comunque girando capisci che il resort è così per le 3 strutture diverse disposte lungo una collina, non sovrapposte. Velocemente ti abitui. Io risalgo al 6° piano per raggiungere la sala ristorante per pranzare. È lunga, con tanti tavoli sparsi ed in fondo banchi con piatti della tradizione gastronomica slovena per il pranzo a buffet. Ci possono venire tutti quelli che alloggiano qui.

I servizi delle Rimske Terme

Sauna a raggi infrarossi alle Rimske Terme in Slovenia
Sauna a raggi infrarossi alle Rimske Terme

Le Rimske Terme offrono tanti servizi. In inverno è poco sfruttato, ma sono circondate da un parco naturale incantevole dove a fine Ottocento impiantarono alberi da tutto il mondo come sequoia gigante, abete del Colorado e altri alberi esotici. Con la bella stagione è piacevole fare passeggiate nel bosco, yoga o tai chi in punti energetici sparsi o degustazioni in agriturismi vicini.
Come detto c’è un centro medico e riabilitativo. Io invece approfitto del Centro Benessere, sempre al 4° piano. Ha una palestra, un centro estetico, ma io faccio un massaggio completo; la ragazza usando gli oli essenziali mi rilassa sapientemente ogni muscolo per un’ora intera. Alla fine mi sento come nuovo.
Altro pezzo forte delle Rimske Terme sono le saune, di ogni tipo: finlandese, bagno turco, a raggi infrarossi, al sale e bio sauna alle erbe. Qui hanno la mentalità austriaca: nelle saune girano tranquillamente nudi. Mi fa stranissimo!

La piscina delle Rimske Terme

Piscina delle Rimske Terme, le terme più famose della Slovenia
Vista dall’alto delle piscine delle Rimske Terme

L’ambiente principale delle Rimske Terme, più famoso ed iconico, sono le piscine. Ispirate alle terme romane, sono riempite di acqua termale curativa e misurano 450 mq. Ne parlano al plurale, ma in realtà è un’unica grande piscina interna collegata all’esterno; a fianco trovi 7 vasche idromassaggio (di cui 3 fuori).
I finestroni quadrati sono protagonisti anche qui, affacciati su due livelli sulla lunga e stretta piscina; gli angoli sono rigidi: ricordano lo stile razionalista italiano. Sarà il colore grigio, ma mi pare vagamente cupo. Tutto è compensato dall’acqua verde cristallina, dove spunta un cubo rubino; lì parte l’idromassaggio. Pure qui regna un’atmosfera rilassata e tranquilla. Sulla piscina esterna sale il vapore, ma d’inverno vedi il triste paesaggio spoglio; con la neve deve essere spettacolare! Migliora di sera: le luci accentuano il vapore che sale incantevolmente nel buio. All’imbrunire è speciale anche dentro: grande fascino quando le luci si accendono.

Cena al Ristorante Sofija

Filetto d’anatra del Ristorante Sofija alle Rimske Terme in Slovenia
Il filetto d’anatra del Ristorante Sofija

Non vorrei più uscire dalla piscina, ma sono costretto. Comunque le Rimske Terme sono elitarie, ma non care: in settimana il biglietto giornaliero per le piscine costa 20€ (35€ con la sauna).
Dopo una bella doccia, sono pronto per andare a cena. Stavolta preferiamo il Ristorante Sofija, al 7° piano. Combina gusti internazionali e cucina gourmet ed il menù varia ogni stagione. Qui ordini come un ristorante normale.
Prendiamo il menù completo, che parte con antipasto con foie gras e spuma di lamponi: sembra visivamente un dolce! Gusto così così, così come la successiva zuppa di zucca con latte di cocco. Il piatto principale è filetto d’anatra con purea di cavolo rosso e guarnizioni vegetali; non sono entusiasta: il petto d’anatra migliore rimane quello di Budapest. Nemmeno il dolce (brownie al tartufo) mi conquista. Insomma sono tutti piatti belli da vedere, ma mi aspettavo di più come gusto.

 

5. 4º giorno in Slovenia: Lago di Bled e Kranjska Gora

Vista panoramica dalle Rimske Terme in Slovenia in inverno
Vista panoramica dalle Rimske Terme

Dopo il massaggio e la calda acqua termale a 32°, sono rilassato e dormo tranquillo in camera.
Ammiro dai finestroni il bel panorama naturale con cielo grigio anche oggi mentre salgo a fare colazione, sempre nella sala ristorante. Qui l’offerta è abbondante anche per chi ama la colazione dolce: prendo un waffle, alcuni piccoli pancake e un dolcetto ripieno di marmellata, con un cappuccino e vari bicchieri di succo d’arancia. È la migliore colazione di questo tour in Slovenia in inverno, anche se poi il waffle non è eccezionale.
Le Rimske Terme hanno anche tanti luoghi interessanti nei dintorni: la birreria Lasko è a 10 minuti, il castello di Celje a 15. Sono entrambi visitabili in una vacanza in zona. Peraltro le terme offrono anche il servizio di transfer dagli aeroporti vicini. 

5.1 Il Lago di Bled

Viaggio in Slovenia in inverno? Visita il Lago di Bled
Panorama invernale del Lago di Bled riflesso

Passiamo accanto sia alla birreria che al castello percorrendo la strada che porta – dopo almeno 90 minuti d’auto – in un luogo iconico della Slovenia: il Lago di Bled. Si trova dove terminano le Alpi Giulie e vicino al Parco Nazionale Triglav (ma appena fuori). È uno dei luoghi più famosi e visitati della Slovenia: forse il principale, più ancora della capitale Lubiana. Con le grotte di Postumia ed il castello di Predjama incastonato nella roccia, forma le tappe imperdibili (ed instagrammabili) in un viaggio in Slovenia.
L’alta stagione qui è da giugno ad agosto, mentre i mesi più belli e tranquilli sono tra settembre e novembre, quando ammiri pure il foliage nei boschi attorno. Poi a dicembre ci sono i mercatini di Natale per 40 giorni, con concerti gratis e molto altro. Insomma qui tutto l’anno è bello. Il castello e l’isola nel lago sono i simboli di Bled

Il Castello di Bled

Viaggio in Slovenia in inverno? Visita il Castello di Bled
Scorcio del Castello di Bled

Un picco roccioso a ridosso del lago; sopra sorge il Castello di Bled, in posizione dominante. Non è alto, ma svetta sull’acqua e bosco circostante. Lasci l’auto ai suoi piedi, poi sali fino all’ingresso. Originario dell’anno 1011, fu donato dall’imperatore Enrico II ai vescovi di Bressanone (non vicinissima peraltro). Nel 1278 entrò nei domini degli Asburgo. 
Ha conservato l’aspetto medievale, con torri circolari e mura in pietra. Lo stemma sopra al portale di ingresso è illeggibile; un’altra rampa di scale e raggiungi il cortile superiore, aperto sul lago. Regala una vista mozzafiato sul Lago di Bled dall’alto! Noi troviamo cielo grigissimo e triste: col sole deve essere spettacolare! Oppure con l’ambiente innevato attorno. Puoi visitare la cappella gotica con affreschi colorati barocchi sulla volta, la torre, le mura ed il museo (non granché) che racconta la storia del castello. Prima di andare vediamo un ballo medievale in costume nel cortile.

Giro in barca fino all’isola

Cosa fare al Lago di Bled in Slovenia? Visitare la piccola isola
L’Isola di Bled vista dalla barca

Poi scendiamo veloci sul bel lungolago con tanta natura; mi ricorda Lugano. Vedi lampioni un po’ retrò, ville, giardini curati e soprattutto la vista magnifica sul lago con l’isola giù in fondo ed il castello a destra; lì sotto spunta il campanile appuntito della Chiesa di Santa Martina.
Un’esperienza da fare a Bled in un itinerario di 4 giorni in Slovenia d’inverno è prendere la barca per andare sull’isoletta al centro del Lago di Bled; è gestita dall’associazione dei barcaioli Pletna, parte ogni ora dal molo di Bled sotto il Caffè Park e costa 16€ a testa. L’alternativa è prendere la pletna, la tradizionale barca locale con tettuccio che va a remi; dicono che somiglia alla gondola veneziana: ho dei dubbi.
Altrettanto stupendo deve essere percorrere il sentiero di 6 km attorno al lago (tempo stimato 80 minuti), oppure farlo con una carrozza a cavallo.
Noi saliamo sul vaporetto elettrico che attraversa il lago per il lungo, visto che l’Isola di Bled è dall’altra parte. Attraversandolo in dieci minuti ammiri diverse ville affacciate sul lago nella natura.

Visita dell’Isola di Bled

Interno barocco della Chiesa di S. Maria Assunta sull'Isola di Bled (Slovenia)
Interno barocco della Chiesa di S. Maria Assunta

Questo scenario idilliaco è esaltato dall’Isola di Bled (in sloveno: Blejski otok), l’unica isola naturale della Slovenia che sorge verso sud-ovest in questo lago alpino. Più ti avvicini, più diventa grande il campanile della quattrocentesca Chiesa di S. Maria Assunta che spicca sull’isola.
Sbarchiamo. In passato la visita era gratuita, adesso devi comprare un biglietto. Puoi visitare 3 luoghi: in primis la suddetta chiesa con interno barocco e dorato bello, ma di provincia; la particolarità è la corda che penzola in mezzo all’altare: puoi suonare la campana dei desideri porta-fortuna! Però non sono le campane del campanile appuntito di 52 metri, staccato dalla chiesa; puoi salire i gradini per avere la vista panoramica dall’alto ed osservare i meccanismi dell’orologio a pendolo ottocentesco. Il panorama da lassù non è speciale: sarà la grigia giornata invernale, ma sarà che sei sull’attrazione principale: vedi solo attorno. Terza cosa visitabile è un piccolo museo.

Pausa sull’Isola di Bled

Sull'Isola di Bled mangia la "potica", torta tipica della Slovenia
La potica del bar sull’Isola di Bled

Dal basso del piazzale la chiesa con campanile ed orologio impressionano; c’è pure una statua barocca di Maria Maddalena e anche qui la vista è buona. Di fronte una scalinata di 99 gradini scende al lago; per tradizione lo sposo deve salirli portando in braccio la sposa se vuole sposarsi qui.
Un edificio più moderno invece ospita il bar/pasticceria Potičnica: il biglietto d’ingresso serve pure per ordinare qui o andare in bagno. Noi prendiamo un cappuccino con la potica (si legge “potizza”), la torta tipica della Slovenia; è una sfoglia arrotolata con frutta secca che varia: solitamente sono noci, nocciole o mandorle.
Uscendo do un ultimo sguardo attorno e verso la scalinata scorgo uno strano edificio sospeso su tre pilastri in cemento: era la sala da te voluta dal presidente Tito, collegata alla villa di Tito che sorge a sinistra, prima ancora appartenuta ad un re ed ora hotel lussuoso.

5.2 Kranjska Gora

Vallata di Kranjska Gora (Slovenia) al tramonto in inverno
La vallata di Kranjska Gora al tramonto

Nei dintorni del Lago di Bled trovi bellezze naturali dove fare vacanze attive e sportive. Siamo nel nord-ovest della Slovenia, tra laghi, fiumi, montagne e piccoli paesi. La regione si chiama Alta Carniola (Gorenjska in sloveno). Oltre al Lago di Bled, le meraviglie naturali sono il Parco Naturale Triglav e il Lago Bohinj; invece la seconda località più famosa è Kranjska Gora, proprio all’angolo della Slovenia: confina sia con l’Austria che l’Italia; Tarvisio è vicina. Io la conosco per le gare di sci alpino che si svolgono sulle sue piste.
La raggiungiamo con una strada che si addentra in una vallata tra le montagne, con la neve a punteggiare il paesaggio. Poche abitazioni semplici, mentre nei prati estesi spesso vedi curiose strutture in legno; lì veniva messa l’erba a seccare: sono tipiche della zona. Improvvisamente a sinistra ammiriamo la valle di Vrata con la vetta illuminata: tipico scorcio alpino.

Pranzo allo chalet Kosobrin

Dove mangiare a Kranjska Gora in Slovenia? Allo chalet Kosobrin
I tre dolci dello chalet Kosobrin

Proprio alla fine di una pista da sci sorge il pittoresco chalet Kosobrin (su Google Brunarica Kosobrin), nato nell’inverno 2011/12. Ottagonale, tutto in legno, con la neve attorno: si respira l’atmosfera di montagna! Entra pure qualche sciatore. A lato ci sono altre strutture, mentre dentro una stufa riscalda e ci sediamo: il luogo è piccolo ma molto accogliente. Kosobrin è il nome della famiglia che lo gestisce.
Prendiamo una zuppa ai funghi con un tagliere di salumi e formaggi fatti in casa. Da bere scelgo birra Union. A seguire arriva un succulento tagliere con salsiccia carniolana (o di Kranj), carne e patate con cipolle. Per non farci mancare nulla, la simpatica padrona ci porta tre dolci: strudel di mirtilli, struccoli (struklji) e prekmurska gibanica, tipico della regione di Ptuj e con cannella. Sono bellissimi da vedere, però io sono pieno: li assaggio appena. Questo pranzo intenso ci voleva: esco felice.

La Riserva Naturale di Zelenci

La Riserva Naturale di Zelenci è da vedere a Kranjska Gora in Slovenia
L’incredibile lago cristallino nella Riserva Naturale di Zelenci

Riprendiamo la strada verso il confine fino alla Gostilna Zelenci; non abbiamo ancora fame, ma qui parcheggiamo per visitare la Riserva Naturale di Zelenci, una meraviglia nascosta di Kranjska Gora.
La montagna di fronte è alta, perciò il bosco è tutto all’ombra: neve e ghiaccio ovunque, tra gli alberi e sul sentiero; bisogna stare attenti a non scivolare, ma sembra un paesaggio incantato. La camminata è breve. Improvvisamente raggi solari trafiggono gli alberi ed il bosco termina, aprendosi sul piccolo lago Zelenci, cristallino dal colore azzurro-verde smeraldo dove nuota qualche pesce. Che bellezza sorprendente! Attorno sterpaglie secche nella neve e la vista spazia sulle montagne; mi ricorda certi paesaggi del Canada ammirati nelle foto. Una passerella in legno termina con un balcone per ammirare meglio il lago e la zona paludosa attorno, ecologicamente importante.
Qui nasce il fiume Sava, lungo 990 km che passando per Zagabria sfocia a Belgrado nel Danubio.

Il paese di Kranjska Gora

Scorcio di Kranjska Gora in Slovenia in inverno tra le Alpi
Scorcio di Kranjska Gora

Dopo questa bellezza che pare irreale, ritorniamo indietro superando le piste da sci di Kranjska Gora, tra cui quella molto in pendenza dove gareggiano in Coppa del mondo. Non sembra così ripida in tv!
Infine raggiungiamo il piccolo paese di Kranjska Gora, che ha 2.000 abitanti e si trova ad 800 metri sul livello del mare. Gora significa montagna in sloveno. Mi ricorda Livigno. Il centro è carino, raccolto attorno alla via Borovška cesta; case graziose e curate, spesso con tanto legno: tipico stile alpino dal sapore mitteleuropeo. È un luogo vivace ma tranquillo al tempo stesso. Ovviamente molti edifici sono hotel o appartamenti, visti i tanti turisti: circa 800.000 all’anno. Ma ciò che rende speciale Kranjska Gora sono le imponenti montagne delle Alpi Giulie che dominano il paese; si estendono anche a sud-ovest, perciò d’inverno tramonta prestissimo e poi il sole esalta le silhouette montuose. Questo regala grande fascino.

Degustazione di vino all’Hotel Kranjska Gora

Spillatrice di vino dell'enoteca dell'Hotel Kranjska Gora
La spillatrice di vino dell’enoteca dell’Hotel Kranjska Gora

Cosa fare a Kranjska Gora in Slovenia in inverno? Ovviamente sciare, oltre ad escursioni nella natura innevata. Vicina c’è pure Pokljuka, famosa per il biathlon. Invece nel resto dell’anno hai moltissimi sport all’aria aperta da praticare.
Essendo oramai tardi, ci dedichiamo a goderci la vita fermandoci per una degustazione di vino all’Hotel Kranjska Gora. L’enoteca è associata all’hotel ed è nuova; si vede: è molto bella e tutto ordinatissimo. Ovviamente qui non siamo in una delle tre zone vitivinicole della Slovenia; perciò vendono vini di tutta la Slovenia di 22 rinomati produttori: riconosco anche i vini della cantina Bordon. La sua particolarità unica è una spillatrice di vino, con 6 bottiglie a scelta (che ruotano); la proprietaria ci dice che è stata tecnicamente difficile da realizzare, anche per conservare la qualità del vino. Poi ci riempie un paio di calici che sorseggio assaggiando salumi e formaggi che hanno preparato.

Il Triangel Boutique Hotel

Vista fiabesca dal Triangel Boutique Hotel a Kranjska Gora
Vista fiabesca sul Monte Špik dal Triangel Boutique Hotel

Case ed hotel sono sparpagliati nella vallata di Kranjska Gora, attraversata dalla Sava. Un ponte regala uno scorcio spettacolare col maestoso Monte Špik innevato come sfondo, che domina enorme sui minuti edifici.
Il primo vicino alla strada è il Triangel Boutique Hotel dove alloggiamo. Probabilmente si chiama così perché il lungo tetto sembra formare un triangolo. Un camino e tanto legno caratterizzano la hall d’ingresso, molto accogliente: sembra una casa. Tutto è nuovissimo: l’hotel ha aperto nel 2022. Ha poche camere, ma di alta qualità; il look è tradizionale, ma contemporaneo. Tutte le stanze regalano una fantastica vista sull’imponente montagna dal balcone; al crepuscolo vedo un paio di edifici illuminati da luce gialla, neve per terra, il massiccio roccioso e stelle nel cielo. Scenario incantato: fa sognare.
Il Monte Špik raggiunge i 2472m ed appartiene ai Monti di Martuljek, gruppo montuoso che fa parte del Parco Nazionale del Triglav.

Cena al ristorante dell’hotel
Bistecca di black angus del Restaurant Triangel di Kranjska Gora
La bistecca di black angus del Restaurant Triangel

Il costo dell’hotel include la colazione e l’uso dell’area benessere e fitness. Del resto è un hotel 4 stelle. Ovviamente comparate alle spa e saune delle terme dei giorni scorsi, questa sembra piccola. Puoi anche fare un massaggio, ma devi prenotare prima.
Perciò dopo il meritato riposo nella mia ampia camera ed una doccia, il servizio più gradito è l’area ristorante al piano terra. Anche il Restaurant Triangel ha un look contemporaneo con cucina a vista. Qui mangi alla carta con piatti locali-internazionali. Ha ricevuto il riconoscimento Michelin Bib Gourmand nel 2024 per ottimo servizio a poco prezzo.
Io scelgo un risotto con pollo, funghi porcini e verdure arrostite. Il risotto è ottimo, ma molto poco: ne mangerei il triplo (minimo); il resto secondo me aveva poco senso qui. Come secondo piatto bistecca di black angus, patate al forno, verdure, crema di carote e pepe verde. Buono, ma non eccezionale.

 

6. Conclusioni sulla Slovenia in inverno

Vista sul Monte Špik a Kranjska Gora in Slovenia in inverno
Vista sul Monte Špik al risveglio

Un risveglio tranquillo e la vista mozzafiato sull’imponente ed appuntito Monte Špik ed il silenzio ovattato della neve che mi circonda. Sembra di sognare e mi ricorda gli scorci delle Dolomiti, con la viva roccia che fa da sfondo alla vista.
Vorrei rimanere, ma il mio viaggio di 4 giorni in Slovenia in inverno è terminato. Così dopo un colazione placida e piacevole rientriamo verso l’Italia.
Lasciata la valle di Kranjska Gora sparisce la neve, ma rimangono i bei paesaggi naturali attorno all’autostrada. Avvicinandosi a Nova Gorica ammiro tanti piccoli paesi con campanili in tipico stile friulano e i rilievi del Carso come sfondo. Sembra già di essere in Italia, ma manca poco. 
Comunque in 4 giorni puoi vedere le varie facce della Slovenia: dall’eredità veneziana della costa adriatica alle cittadine storiche dell’interno, dai centri termali alle bellezze naturali come il Lago di Bled, terminando con le Alpi Giulie.

 

Ti è piaciuto il mio itinerario in Slovenia in inverno? Lo spero. Ovviamente con qualche giorno in più puoi visitare altro, a partire dalla capitale Lubiana. 
Se avessi domande o commenti scrivili sotto 
e se ti va condividi l’articolo. Mi segui già sui miei canali social? 

 

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Invitato da Best Press Story e Feel Slovenia

 

Video:

Panorama dal Campanile di Capodistria al tramonto

Il video nella Casa dei Kurent

I bonbons di cioccolato di XOCOC a Ptuj 

L’enorme camera alle Terme Zrece

Tuffo nella piscina delle Rimske Terme

Ballo medievale in costume nel Castello di Bled

…e vista sul Lago di Bled dal castello

Suono della campana sull’Isola di Bled

La Riserva naturale Zelenci: che meraviglia incredibile!

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