Viaggio in Egitto di 7 giorni: Cairo, Hurghada e Luxor

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Una civiltà millenaria, raccontata in molti film. L’unica delle 7 meraviglie del mondo antico che ancora esiste. Poi il mistero magnetico dei geroglifici, che solo pochi esperti sanno leggere. Hai capito quale è è questo stato? Ovviamente l’Egitto, uno dei paesi più affascinanti del Mar Mediterraneo. Caotico e vibrante, è imperniato attorno al fiume Nilo, fin dall’antichità fonte di vita e via del paese. L’inverno e gennaio in particolare è il momento migliore per visitare l’Egitto, senza l’afa insopportabile dei mesi caldi. Io ci sono stato proprio a gennaio ed ho trovato mattine fresche, ma temperature ideali per godermi le tante meraviglie, storiche e naturali. Ti racconto il mio viaggio in Egitto di 7 giorni tra Il Cairo, El Fayoum, Hurghada e Luxor. Abbiamo visto piramidi, bazar tipici, moschee, i pesci della barriera corallina del Mar Rosso, i templi millenari degli Egizi… e molto altro. Viaggio indimenticabile e consigliatissimo!

  1. Arrivo al Cairo
  2. 2° Giorno: Il Cairo
  3. 3° Giorno: le piramidi
  4. 4º Giorno: El Fayoum
  5. 5º Giorno
  6. 6º Giorno: Hurghada
  7. 7° Giorno: Luxor
  8. Conclusioni

viaggio in Egitto di 7 giorni

1. Arrivo in Egitto

Aereo EgyptAir in volo per il viaggio in Egitto
In volo verso il viaggio in Egitto

Tre ore di volo e 2600km portano in Egitto dal nord Italia. Un viaggio lungo, con incluso pasto a bordo; partendo nel tardo pomeriggio, ci servono la cena: riso scondito con gustose polpette di manzo (oppure pollo), poi cuscus insapore ed infine dolce troppo cioccolatoso; come accompagnamento pane, acqua e succo di frutta; alla fine te o caffè. Per un volo è un pasto accettabile.
Atterraggio notturno tra le mille luci del Cairo. L’aeroporto sembra un mercato: addetti dei tour o degli hotel ti vengono a prendere (incredibilmente) fin nella zona degli arrivi; quindi se hai un tour organizzato spesso sei aiutato per passare il controllo del passaporto e del visto. Ma anche gli egiziani tendono spontaneamente ad aiutarti, anche a portare la valigia; non tanto per gentilezza, ma spesso si aspettano una mancia in cambio. Qui funziona così, dappertutto; la povertà è molto diffusa: un aiuto è apprezzato.

1.1 Informazioni utili

Ragazza davanti alla Sfinge e la piramide di Chefren a Giza
La Sfinge con la piramide di Chefren a Giza

Per il viaggio in Egitto è necessario il passaporto; in alternativa basta la carta d’identità, ma bisogna portare alcune fototessere. Consiglio sempre di consultare il sito viaggiaresicuri.it prima di partire. Per entrare in Egitto va aggiunto il visto turistico che costa 25€ e puoi fare in aeroporto all’arrivo.
In Egitto la moneta è la sterlina egiziana; 1 euro vale circa 34 sterline. Il cambio è favorevole, ma molti servizi e biglietti turistici costano relativamente tanto. Curiosità: praticamente circolano solo banconote.
Essendo fuori dall’Unione Europea, il cellulare non prende. Puoi usare il roaming, ma costa tantissimo. Se vuoi avere internet per comunicare sempre e telefonare per qualsiasi problema, consiglio di comprare una sim egiziana in aeroporto. Il servizio con copertura migliore è Vodafone; io ho fatto il piano più economico a 10€, però il commesso non l’ha attivato correttamente (e sono dovuto tornare in un negozio dopo qualche giorno).

1.2 Prima impressione del Cairo

Vista del Cairo di notte col fiume Nilo dallo Sheraton Hotel
La vista sul Nilo dall’hotel tra le mille luci del Cairo

Sorpassi a destra e sinistra, gente che si immette a tutta velocità, 4 adulti in moto senza casco, clacson in continuazione… Il traffico ti dà il benvenuto al Cairo, anche di notte! Dicono che la città non dorme mai; tutto molto mediterraneo. Del resto da una metropoli di 25 milioni di abitanti non mi aspettavo altro! Mi affascina, ma non guiderei mai qui! Poi enormi strade sospese passano tra grandi palazzi bui; protagonisti i cartelloni pubblicitari: tantissimi e grandi pure quelli. 
Lungo le sponde del Nilo trovi gli hotel più belli, spesso di catene internazionali. Sulla riva sinistra è Giza, sull’altra Il Cairo; unite formano Il Grande Cairo. In questi giorni alloggio allo Sheraton Hotel, elegante e spazioso. La camera al 12° piano è bellissima, pulita ed ampia. Poi che vista incredibile sul Nilo di notte! Peccato però sentire le auto che corrono sulla strada vicina, anche a tarda notte. 

 

2. 2° Giorno: Il Cairo

Splendida alba sul Nilo dallo Sheraton Hotel del Cairo
Splendida alba sul Nilo

Appena sveglio mi affaccio di nuovo dal balcone: che vista fantastica, ampia e sognante, sul Nilo che scorre accanto allo Sheraton Hotel! Il sole timido sale nel cielo: sembra tutto incantato. Poi vado a fare colazione; con mia grande sorpresa, devo scendere al 2° piano, uscire fuori dove c’è la piscina ed entrare nell’altra torre. Anche qui l’ampia sala ha una splendida vista sul Nilo dalle grandi vetrate, ma dalla stanza è meglio. A disposizione hai un ricco buffet, con tantissima scelta per la colazione salata e un angolo per quella dolce all’italiana. Io prendo una piccola brioche, un cappuccino (che era più un caffè lungo) e ottima spremuta d’arancia. Così ho le forze per cominciare il mio viaggio in Egitto.
Torno in camera al 12° piano e mi preparo ad uscire. Come prima cosa vado a vedere l’attrazione più importante del Cairo: il Museo Egizio.

2.1 Il Museo Egizio del Cairo

Il salone centrale del Museo Egizio del Cairo
Il salone centrale del Museo Egizio del Cairo

Dall’hotel raggiungi facilmente il museo: devi superare due ponti sul Nilo; poi ecco Piazza Tahrir, punto nevralgico del Cairo. Vedi l’obelisco di Ramses II, ma soprattutto il Museo Egizio del Cairo, bell’edificio rosa in fondo. L’ingresso costa 450 sterline egiziane (circa 14€). Alcune persone si offrono di farmi da guida, ma entro da solo.
Dentro l’edificio è alto, su due piani e poco esteso: “solo” 10.000mq. Subito davanti hai il magnifico salone centrale, con statue monumentali di Amenhotep III; questo è degno di un museo eccelso tipo Louvre o British Museum (e stupendo da fotografare). Pannelli informativi mostrano la mappa del museo e le varie epoche. La storia degli Egizi sembra facile, unitaria e lineare; come una fiaba che racconti ai bambini. Ma fu tutt’altro! C’è la stessa tendenza con la storia di Roma, tumultuosa per 1000 anni. Pensa che la storia dell’Antico Egitto è durata 3000 anni!

Storia dell’Antico Egitto (in breve)

Statua di sfinge al Museo Egizio del Cairo
Statua di sfinge al Museo Egizio del Cairo

Ai 3 millenni di storia Egizia andrebbero aggiunti altri 3 millenni iniziali di sviluppo: l’età preistorica e predinastica. Quindi è una storia lunghissima! Attorno al 3200 a.C. l’Egitto venne unificato dal re Narmer: la prima dinastia unisce Alto Egitto e Basso Egitto; difatti i faraoni ebbero sempre il titolo di “Signore delle Due Terre”. Per gli studiosi, i millenni dell’Antico Egitto sono suddivisi in 30 dinastie e 3 grandi periodi: l’Antico Regno, il Regno Medio ed il Nuovo Regno; poi si aggiungono età intermedie e minori, come il Periodo Tardo o l’Età Ellenistica dopo la conquista di Alessandro Magno. Quelli più importanti storicamente e artisticamente sono l’Antico Regno – quando nacquero le piramidi – ed il Nuovo Regno, quando la civiltà egizia raggiunse il massimo splendore. Allora sorsero i templi di Luxor e la Valle dei Re, meraviglie eccezionali che continuano a incantare i visitatori dell’Egitto.

Visita del Museo Egizio del Cairo

Maschera funeraria di Psusennes I, Museo Egizio del Cairo
Maschera funeraria di Psusennes I, tutta d’oro

La mappa del Museo Egizio del Cairo è confusionaria: ad esempio non parti dalla sala 1 e non c’è un percorso di visita suggerito. Prima del salone trovi una galleria con reperti dell’età predinastica, poi dovresti tornare indietro e imboccare il braccio sinistro per l’Antico Regno. Però non capendolo, girovago a caso. Subito salgo al primo piano ad ammirare il tesoro più prezioso: il corredo funerario di Tutankhamon. Lascia senza parole: sono due sarcofagi in oro massiccio riccamente scolpiti e decorati con pietre preziose; in uno noti le figure di due dei che proteggono il faraone. Poi la maschera funeraria di Tutankhamon è di incredibile bellezza! Appoggiata una collana che era appesa ai lobi dell’orecchio: perciò il collo è “solo” d’oro. Ma ammiri tutto il corredo di migliaia di pezzi: statue e statuette, i bastoni di comando, il copri-dita di mani e piedi, sempre d’oro! Peccato solo che non facciano fotografare: anzi sono super scrupolosi nel controllare. Però accanto riesco a “rubare” la foto della maschera funeraria del faraone Psusennes I, tutta d’oro. Ma escluse le tre sale dei faraoni, puoi fare fotografie alle centinaia (forse migliaia) di statue e sarcofagi, tutti bellissimi; spesso i sarcofagi sono in legno intagliato e splendidamente dipinto: sono favolosi, ma purtroppo a volte relegati in teche laterali scarsamente illuminate. Ma sono tantissimi (forse alla lunga ripetitivi). Del resto il Museo Egizio del Cairo custodisce 100.000 reperti.

Giudizio sul museo

Cosa vedere al Cairo? Il Museo Egizio del Cairo
Sarcofago dipinto del Museo Egizio del Cairo

Sinceramente il Museo Egizio del Cairo mi ha deluso: mi aspettavo di più. Anche perché il costo di 14€ è alto. Infatti il museo è vecchio e polveroso… un po’ come l’Egitto! Ma se può regalare attrattiva ad una città (pensa al fascino decadente di Porto o Palermo), ad un museo fa pensare all’incuria. Teche con tantissima polvere sopra, fasci di luce che a volte illuminano male le opere, legno vecchio e scorticato, alcuni spazi vuoi (senza sapere perché), il percorso che non segue un criterio cronologico e ti mette confusione. Tesoro di Tutankhamon a parte, sembra abbandonato. Altra cosa terribile sono le grande vetrate superiori del museo: diffondono la luce naturale, ma anche i riflessi terribili per fare foto (visto il vetro che custodisce sarcofagi e reperti).
Non capisco se il nuovo Grande Museo di Giza lo sostituirà o affiancherà, ma questo avrebbe bisogno di un restyling totale.

2.2 Pranzo in hotel

Risotto ai funghi portici dello Sheraton Hotel del Cairo
Risotto ai funghi portici del ristorante Giannini’s

Rientro in hotel verso le 14:00: ecco perché ho fame! Per fortuna lo Sheraton Hotel del Cairo ha una vasta scelta di ristoranti interni: uno giapponese, alcuni internazionali, alcuni ovviamente mediorientali; certi sono sempre aperti, altri a determinati orari. Nell’offerta c’è pure il ristorante italo-americano Giannini’s; sono curioso di capire come cucina e vado lì. L’ambiente è raffinato e sui muri ci sono quadri di italo-americani famosi, come Al Pacino o De Niro; come sottofondo musica italo-americana che crea atmosfera (anche se fa poco Egitto). Prendo un risotto ai funghi porcini, un po’ speziato/saporito, a differenza del consueto sapore dolciastro italiano; comunque è buono e abbondante. Mi portano anche un antipasto con due salse locali
Visto che ho dormito poco, approfitto del pomeriggio per riposare un po’ e salgo in camera.

2.3 Il tramonto sul Nilo

Tramonto sul Nilo al Cairo con barche in legno e grattacieli
Tramonto sul Nilo al Cairo

Una meraviglia da ammirare in Egitto è il tramonto sul Nilo. Sarà per la vegetazione esotica sulle sponde, sarà che è ampio e diffonde tantissima luce, sarà per l’atmosfera incredibile… non so. So solo che è uno spettacolo della natura da ammirare ogni giorno. Difatti sui due ponti sul Nilo diversi ragazzi e ragazze chiacchierano guardandolo. È affascinante anche il contrasto tra grattacieli ed hotel moderni ed edifici decrepiti, oppure barche per turisti e canoe in legno dei locali; a volte ti sembra di stare sul set di un film ambientato nel passato!
Però il punto migliore per il tramonto è la mia camera dell’Hotel Sheraton: dall’alto del balcone ammiro i riflessi degli edifici nel fiume e le sfumature del cielo che cambiano minuto dopo minuto, mentre il traffico del Cairo scorre incessante in basso. Tramonto sontuoso, sembra incantato: devo aggiungerlo alla lista dei tramonti più belli che ho visto.

2.4 Il traffico del Cairo

Obelisco di Ramses II in Piazza Tahrir al Cairo di notte
Obelisco di Ramses II in Piazza Tahrir di notte

Alle 18:00 ci troviamo per uscire, immettendoci nel traffico del Cairo. Che caos! Come ho visto ieri notte, c’è sempre. Qui scherzano dicendo che hanno momenti di traffico terribile e momenti di traffico super terribile! Un problema enorme: altro che Palermo, Johnny Stecchino! A quest’ora sei subito incolonnato. Piano piano ripassiamo accanto all’obelisco di Ramses II di Piazza Tahrir; che bello illuminato di notte! Continuiamo dritto per la DownTown, il centro della città. È una zona piena di luci e negozi di tutti i tipi; li osserviamo bene perché siamo quasi fermi. Ci sono pure tante persone per strada, ma la guida Abu dice che sono poche perché è inverno! Gente che va, gente che viene, traffico fermo con motorini che passano attraverso veloci, qualcuno che prende le rotonde contromano… e persone che attraversano in ogni punto. Così abbiamo impiegato 30-40 minuti per fare pochi chilometri.

2.5 Bazar Khan El-Khalili

Bazar Khan El-Khalili: pittoresco angolo con lanterne colorate
Il pittoresco angolo sotto l’arco del bazar Khan El-Khalili

Altro luogo imperdibile del Cairo è il bazar Khan El-Khalili. Risale al 1382 ed è grandissimo: il secondo souq del mondo arabo dopo quello di Istanbul. Scendiamo vicino alla moschea di al-Azhar e di al-Ḥusayn, nipote di Maometto, immergendoci subito tra labirintiche vie. Ovunque negozi pieni di merci e colori: alcuni di souvenir, molti di artigiani; le specialità sono tappeti, pelli, gioielli e spezie, tutte da trattare secondo l’usanza araba. Mi ricorda ovviamente la medina di Marrakech; ma quella è divisa per tipologie di artigiani, qui sono mischiati. Vedi inoltre bar e ristoranti, alcuni storici come il caffè El Fishawi, frequentato anche dai vip locali.
Invece vicino al Coffee Om Kalthoum dal fascino antico e imposte celesti c’è un magnifico angolo incastrato sotto un arco scolpito: ovunque luci di lanterne colorate e souvenir; i gradini per scendere e l’arco lo rendono scenografico e pittoresco! Peccato che i commessi infastidiscono volontariamente gli scatti; se li paghi si tolgono. Poco dopo sulla destra uno scorcio con un minareto della moschea illuminata di notte.

Cena al Khan El-Khalili Restaurant

Piatti di cucina mediorientale del Khan El-Khalili Restaurant al Cairo
Piatti della cucina mediorientale del Khan El-Khalili Restaurant

Cenare nel bazar è un’esperienza da fare. Noi scegliamo lo splendido Khan El-Khalili Restaurant; è un locale caratteristico con specchi, dorature e decorazioni geometriche: che bellezza! È diviso in due parti: un bar con molta gente che ascolta tre musicisti che cantano e suonano ed il ristorante più riservato e tranquillo. Affascinanti i camerieri in vestiti tradizionali col fez rosso in testa. Ci sediamo sulle magnifiche sedie intarsiate di madreperla che formano decorazioni arabeggianti. Ordino da bere succo di ibisco e ci portano tantissimo cibo. Come antipasti hummus, yogurt, babaganoush, tahina e pane arabo, falafel, sambousek (simili a empanadas di formaggio) e polpette di carne; sono tantissimi: mi sembra di essere in Puglia! A seguire arriva una zuppa di pollo delicatissima e gustosa ed il piatto principale: mix di carne grigliata. Come dessert omuhali, ma non lo provo: sono troppo pieno! Assaggio solo frutta fresca per digerire. 

2.6 Giudizio sul Cairo

Souvenir dell'Antico Egitto al bazar Khan El-Khalili al Cairo
Souvenir dell’Antico Egitto al bazar Khan El-Khalili

Riattraversiamo di nuovo il bazar per tornare in hotel. Altri colori, altre merci, altre persone che tentano in tutti i modi di parlarti e attirarti; e tantissima gente in giro, soprattutto nei locali tipici. Ho apprezzato il clima gioioso: persone che cantano, che si divertono e si godono il tempo. Meravigliosi occhi mediterranei e profondi, scuri come il carbone. Diverse donne portano il velo, ma tante altre no; ognuno fa come ritiene più opportuno (e mi sembra la cosa giusta). Poi nel souq passeggia qualche gatto magro che sfiora le persone, come se fosse il padrone del territorio. 
Comunque un solo giorno non basta per visitare Il Cairo; c’è molto altro da vedere a partire dalla Cittadella del Saladino e l’estesa città medievale piena di moschee e palazzi divenuta Patrimonio Unesco nel 1979. Il bazar Khan El-Khalili è solo una piccola parte. Dovrò tornarci per visitarla tutta.

 

3. 3° Giorno: le piramidi

Alba sul Nilo dallo Sheraton Hotel del Cairo
L’alba sul Nilo dallo Sheraton Hotel del Cairo

Sveglia presto stamattina. Con sorpresa: una super alba sul Nilo sonnecchiante, proprio nell’angolo a sinistra del mio balcone. Ma fa freschino! Colazione più corposa oggi: la giornata sarà impegnativa. Infatti andiamo a vedere le piramidi! Non vedo l’ora. Però non cominciamo da quelle famose di Giza, bensì di Saqqara. Partiamo alle 8:00, scendendo sulla strada lungo il Nilo, riconoscibile dalle tante palme ammassate assieme; il traffico è intenso anche la mattina presto. La strada va verso l’Alto Egitto… che è la parte a sud. Poi prendiamo l’enorme tangenziale che gira attorno al Cairo, con 5-6 corsie. Fai attenzione: i palazzoni (orribili) vicini attorno sono tagliati! Il governo li ha comprati per ampliare recentemente la strada, dando altre case altrove agli abitanti. 
Proseguendo verso sud costeggiamo un canale del Nilo popolato da gazzette. Il fiume è fonte di vita: il 97% degli Egiziani vive lungo il Nilo! Il resto è deserto.

3.1 Saqqara

Ingresso della necropoli reale di Saqqara in Egitto
Ingresso della necropoli di Saqqara

Sulla strada vedi pure carretti trainati da asini. Poi svolti a destra entrando a Saqqara (o Sakkara), a 30km dal Cairo e ricca di scuole di tessitura. In fondo l’area archeologica circondata dal deserto sabbioso. All’ingresso tanti cani sonnecchianti e magri; proseguendo una zona di scavi nella roccia, dove recentemente hanno trovato molti reperti. Subito hai la sensazione di essere dentro alla storia. La necropoli di Saqqara fu l’area sepolcrale di Menfi, capitale dell’Egitto riunito con la fondazione della I dinastia. Ma se all’inizio le mastabe erano cenotafi, ovvero monumenti commemorativi dei faraoni (sepolti ad Abido), con la III dinastia divenne l’area della necropoli reale per tutto l’Antico Regno. Poi perse importanza, ma saltuariamente continuarono le sepolture fino al periodo Tolemaico e romano: ad esempio Ramses II realizzò le necropoli degli animali sacri e Tolomeo I eresse le statue del Circolo dei Filosofi greci. Insomma, fu utilizzata per 3.000 anni.

La piramide di Djoser

La piramide di Djoser a Saqqara, prima piramide d'Egitto
La piramide di Djoser, prima piramide d’Egitto

Scendiamo dal van e ammiriamo colline polverose di sabbia bianca con mura e qualche palma. Subito attira l’attenzione una piramide a gradoni che assomiglia a una ziggurat; è la piramide di Djoser: la prima piramide mai costruita in Egitto! Alta 60m, fu eretta nel 2630 a.C. (circa). Studiandola hanno capito l’origine delle piramidi; le primitive sepolture sottoterra in posizione fetale furono sovrastate da pietre per mostrare la tomba del re e tendere al cielo, dove il faraone defunto era destinato (essendo di origine divina). Questa appartiene ad un complesso di vari edifici edificati dall’architetto Imhotep, con mura di 1 chilometro attorno, somigliante al palazzo reale di Menfi; essendo quello di fango, non è rimasto nulla. Due particolarità: la piramide fu ingrandita più volte durante la costruzione ed era una piramide familiare: hanno trovato anche il sarcofago di una donna e di un figlio; solo in seguito le piramidi divennero individuali.

Visita della necropoli di Saqqara

Affascinante corridoio della necropoli di Saqqara in Egitto
L’affascinante corridoio stretto a Saqqara

Per raggiungere la piramide attraversi un affascinante corridoio stretto e lungo con 42 possenti pilastri scolpiti; fu ricostruito dall’architetto francese Lauer usando i pezzi originali e conteneva 42 statue; alcune ora sono al museo del Cairo. Poi arrivi al grande cortile inondato dal sole; a sinistra la Tomba a sud, enorme buco da vedere dall’alto; il muro è rifinito da sculture di cobra.
Attorno al complesso ammiri diverse piramidi: alcune piccole, altre sembrano ammassi disordinati di pietre, come la piramide di Userkaf o di Unis, altre accessorie per regine o principi. Tutte contenevano tombe ricche d’oro e gioielli, ma niente è stato ritrovato; infatti queste tombe furono depredate già in età antica. Per prendere questi tesori tolsero le mummie dai sarcofagi, quindi nessuna dell’Antico Regno si è conservata. Ma nella piramide di Unis per la prima volta compaiono i geroglifici nelle piramidi. Anche perciò la necropoli di Saqqara è imperdibile.

Dentro la piramide di Unis

Geroglifici dentro la piramide di Unis a Saqqara in Egitto
I geroglifici dentro la piramide di Unis

Puoi visitare la piramide di Unis (o Unas), ultimo re della V dinastia. Da fuori sembra collassata su sé stessa. L’entrata è un tunnel stretto e basso: sarà 120 cm! Primo tratto in discesa, poi pianeggiante; per fortuna ci sono 2 spazi dove puoi alzarti e rifiatare; camminare rannicchiato ti affatica. In fondo le 3 camere sepolcrali: quella centrale e quella a destra sono piene di geroglifici meravigliosi che si vedono bene, sul soffitto il cielo stellato: dagli Egizi a Giotto fino a Van Gogh le stelle attraversano l’arte! Sono senza parole! I geroglifici parlano della resurrezione e come andare nel paradiso, del cuore puro che è più leggero di una piuma. Alcuni sono ancora colorati di rosso e d’azzurro, specialmente nella camera di destra, dove c’è un enorme sarcofago sul fondo. Lo sto ammirando quando un responsabile spegne improvvisamente le luci: nel buio totale con una torcia ci mostra un effetto quasi magico: l’alabastro della parete diventa rossastro: sembra infuocarsi, come se ci fosse una luce dietro; invece il calcare crea un effetto blu. Inoltre illuminando lateralmente emergono figure umane, come fosse un bassorilievo. Sorpresa nella sorpresa: incredibile!
Comunque questa visita può essere problematica per chi soffre di claustrofobia.

La tomba di Seshseshet Idut

Scena di vita quotidiana egizia, tomba di Seshseshet Idut a Saqqara
Scena di vita quotidiana nella tomba di Seshseshet Idut

Prima di andarcene visitiamo anche la tomba di Seshseshet Idut, principessa della VI dinastia figlia del re Teti. Stavolta è in un edificio che sembra una casa, con corridoi e stanze; quindi facile da visitare. Anche questa tomba è magnifica! Geroglifici grandi e colorati ovunque, accompagnati da bassorilievi che raccontano scene di vita quotidiana dell’Antico Egitto; scene di pesca con coccodrilli e ippopotami, di caccia, l’attività degli scriba, la punizione di chi non paga le tasse, l’offerta rituale di tanti animali e frutti (e molte altre). Erano tutte scene colorate e qualcosa si vede ancora. Nota che gli uomini sono colorati di rosso acceso, mentre la principessa in giallo ocra perché donna. Alla fine c’è una porta rossa coperta di geroglifici. Stupendo anche il contrasto: all’esterno l’area archeologica desolatamente pietrosa e polverosa, dentro conserva queste meraviglie preziosissime! 
Comunque le tombe a Saqqara sono centinaia: potresti passarci un’intera giornata.

3.2 Le piramidi di Giza

Ragazza davanti alla piramide di Micerino a Giza in Egitto
Ragazza davanti alla piramide di Micerino

Senza dubbio, l’attrazione più famosa dell’Egitto sono le piramidi di Giza, nei dintorni del Cairo. Noi costeggiamo di nuovo l’argine del canale del Nilo per arrivarci in 40 minuti. Già dalla strada vedi le tre grandi piramidi di Cheope, Chefren e Micerino (più piccola delle altre): che emozione! Quella più alta sembra quella centrale, ma in realtà è su un basamento più alto. La piramide più grande è quella di Cheope, alta 137 metri; originariamente erano 146m: alcune pietre sono state prese per erigere le moschee. È l’unica meraviglia del mondo antico che ancora esiste ed è composta da 2,6 milioni di blocchi di pietra! Simile quella di Chefren, solo un metro più bassa: sono praticamente gemelle. Poi ci sono 6 piramidi accessorie, più piccole; perciò a Giza ci sono 9 piramidi più la famosa sfinge. Ovviamente il sito è Patrimonio Unesco dell’Umanità dal 1979 (come pure Saqqara).

Visita delle piramidi di Giza

Cammelli e le piramidi di Cheope e Chefren in Egitto
Cammelli davanti le grandi piramidi di Cheope e Chefren

Nell’area delle piramidi di Giza c’è fermento. Di fronte sta per aprire il nuovissimo Grande Museo Egizio ed anche l’ingresso del parco archeologico sta cambiando. Ora l’ingresso è davanti alla stazza imponente della piramide di Cheope: è enorme! 230m per lato, è stato per 3800 anni l’edificio più alto al mondo. Peccato che siamo controluce. Saliamo 3-4 gradoni per arrivare all’ingresso: è visitabile a pagamento, un po’ rischiosa e stretta, ma con 5 stanze. Noi desistiamo. Come detto, le piramidi qui non hanno geroglifici e sono state completamente depredate.
Così col pulmino facciamo il giro attorno, sfiorando la piramide di Chefren dove sostano molti cammelli per le escursioni: bella foto da qui. Questa piramide ha la punta intatta, perfettamente scolpita in calcare bianco: perciò riflette i raggi solari! Le piramidi erano tutte così, ma avendo sottratto alcune pietre sono smussate e spigolose. Le piramidi di Giza sono il simbolo della IV dinastia: Cheope inaugurò quest’area funeraria, seguito dal figlio Chefren e dal nipote Micerino. Risalgono al 2500 a.C. e sono perfettamente orientate verso i punti cardinali; l’entrata è sempre sul lato est, dove il sole sorge e dove l’anima del faraone risorgerà.

Pranzo al 9 Pyramids Lounge

Le piramidi di Giza, da vedere in viaggio in Egitto
Le tre grandi piramidi di Giza: Micerino, Chefren e Cheope

Facendo un ampio percorso, passiamo dal punto in cui vedi le tre piramidi affiancate, con quella piccola di Micerino davanti; questo è lo scorcio famoso ed imperdibile. Sabbia gialla e cielo azzurro: foto meravigliosa! Continuando raggiungiamo il 9 Pyramids Lounge, dove mangiamo all’aperto con panorama su 9 piramidi! Infatti è su un’altura del parco archeologico, con le tre grandi piramidi davanti e 6 piccole piramidi di funzionari e nobili attorno. Alcuni cammelli che passano ti fanno viaggiare con la mente: sembra di stare nel deserto; invece le case del Cairo incombono dietro alle piramidi. Il menù del pranzo è tipico egiziano, con gli stessi piatti di ieri; quello principale di carne, seguito da 4 antipasti. Fortunatamente in quantità moderata. Anche il dolce è simile: cocco, riso e canditi, ma non mi ispira. Comunque pranzare con vista mozzafiato sulle piramidi è indimenticabile! Però con ombra e vento leggero avevo quasi freddo.

La Sfinge

La maestosa Grande Sfinge di Giza, da vedere in Egitto
La maestosa Grande Sfinge di Giza

Dal ristorante vedi anche la Sfinge; devi cercarla bene, essendo più piccola e più in basso delle piramidi. La raggiungiamo e da vicino la sfinge è notevole: è lunga 73m ed alta 20m; perciò la chiamano la Grande Sfinge di Giza. Facciamo foto di fianco, poi da uno spazio davanti, dove ha la piramide di Chefren perfettamente dietro. Puoi andare vicinissimo pagando un biglietto aggiuntivo: così fai la foto instagrammabile del bacio alla sfinge. Noi rimaniamo: anche frontalmente ti godi la bellezza, anche se leggermente controluce nel primo pomeriggio. La Sfinge risale ai tempi di Chefren e ha le sue sembianze; era la guardiana delle piramidi. Strano però che sia solitaria. Si dice che il naso fu abbattuto dai soldati napoleonici, ma non è vero: fu uno sceicco a distruggerlo. Prima della costruzione della diga di Assuan qui davanti alla Sfinge arrivava il Nilo: doveva essere un posto fantastico!

3.3 Amon Papyrus Museum

Donna spiega la lavorazione del papiro all’Amon Papyrus Museum
Donna spiega la lavorazione del papiro all’Amon Papyrus Museum

Di notte fasci colorati di luce illuminano la Sfinge e le piramidi, regalando un’atmosfera fantastica. Purtroppo noi non l’ammiriamo; infatti poco dopo decidiamo di scoprire un’attività tradizionale egiziana: la lavorazione del papiro per fare la carta. Perciò raggiungiamo l’Amon Papyrus Museum (o Egypt Papyrus Museum). A prima vista pare più un negozio. Qui una donna ci mostra quest’attività millenaria: tagliando e sfibrando il gambo della pianta di papiro e poi mettendolo sotto una pressa prende una forma piatta e larga. Ripetendo l’operazione più volte si ottiene un foglio. Vedendo il papiro ripenso alla Fonte Aretusa a Siracusa.
Al termine però i commessi cominciano a pressarci per comprare le loro stampe su papiro, con immagini egizie ma anche moderne. L’insistenza ti fa passare la voglia: 10 volte me lo hanno chiesto! Ma l’indole egiziana è così: anche attorno alla piramide di Cheope venditori ambulanti cercano di venderti di tutto.

3.4 Rientro e serata in hotel

Il traffico del Cairo ed i palazzi tagliati
Il traffico del Cairo ed i palazzi tagliati

Rientrando mi soffermo sul fascino decadente del Cairo e dell’Egitto; nulla sembra nuovo, nemmeno le realizzazioni recenti. Forse perché i progetti si allungano a dismisura e a volte si fermano: perciò anche strade in costruzione sembrano vecchie. Mi colpiscono soprattutto gli sterminati condomini residenziali, spesso nudi: vedi i pilastri portanti in grigio ed il rosso dei mattoni; solo la facciata ha l’intonaco, a volte nemmeno quella. Poi noto diverse chiese; con mia sorpresa, in Egitto i cristiani copti sono il 10% della popolazione.
Arriviamo allo Sheraton Hotel in tempo per ammirare un altro fantastico tramonto sul Nilo. Dopo un po’ di relax, scendiamo a cena al ristorante giapponese Sapporo. Non sono esperto di cucina nipponica, ma questo è uno dei pregi degli hotel di livelli: puoi provare cucine internazionali. Prendo hibachi noodles ai frutti di mare (così così) e una deliziosa tempura di gamberi con un succo di frutta mista.

 

4. 4º Giorno: El Fayoum

Il paesaggio desertico con palme è tipico dell'Egitto
Paesaggio desertico, tipico dell’Egitto

Sveglia alle 7, proprio quando sorge un’alba fantastica sul Nilo. Dalla sala della colazione la luce bassa dorata esalta la silhouette della Torre del Cairo ed in lontananza di una moschea con due altissimi minareti: sembra Istanbul! 
Facciamo check-out e partiamo di nuovo verso sud. Prima sfioriamo le piramidi di Giza, poi costeggiamo il deserto di sabbia chiara per tantissimi chilometri. Poi troviamo un affollatissimo e pittoresco mercato di animali e frutta e successivamente il lago più grande d’Egitto, con acqua salata. Il tragitto di 1:30h ci porta alla città di El Fayoum, che attraversiamo per raggiungere il parco naturale Wadi El Rayan (ancora più a sud). Ammetto che io non ho mai sentito nessuno dei due posti. Dicono che siano conosciuti e visitati dagli Egiziani, ma poco dai turisti internazionali. Dobbiamo pure lasciare il nostro pulmino per salire su due fuoristrada, più consoni alle dune ed alla sabbia.

4.1 Parco naturale Wadi El Rayan

I colori fantastici del parco naturale Wadi El Rayan in Egitto
I colori fantastici del parco naturale Wadi El Rayan

Paghiamo il biglietto, attraversiamo il cancello. Il fuoristrada accelera sulla strada asfaltata, circondata da deserto di sabbia dorata a perdita d’occhio a destra e sinistra; col cielo azzurro intenso mi ricorda i colori di un quadro provenzale di Van Gogh. Poco dopo sulla sinistra appare un lago calmo: il Wadi El Rayan lake. Guidiamo sulla sabbia fino alla riva, dove pescatori sono al lavoro su piccole barche in legno. Che splendida vista sulla natura: infatti il lago è circondato da vegetazione. Nel parco ci sono 33 animali differenti, ma difficili da avvistare.
Ripartiamo ed il fuoristrada viaggia tra le dune sabbiose e dorate. L’autista ci vuole far divertire e fa derapate (volontarie) o discese dalle alte creste delle dune. Questo fuoristrada adrenalinico mi riporta ai tour in dune buggy sulle spiagge in Brasile; ma qui siamo in mezzo al deserto! A parte un paio di sobbalzi, il divertimento è assicurato!

L’unica cascata d’Egitto

La cascata del parco naturale Wadi El Rayan, l'unica in Egitto
La cascata del parco naturale Wadi El Rayan

Seconda tappa l’unica cascata d’Egitto, che rende famoso il parco naturale di Wadi El Rayan. Collega il primo lago ad un secondo lago inferiore. Avvicinandoti a piedi senti il suono dello scrosciare dell’acqua e puoi pure fare foto da vicino; non è alta: il salto è di qualche metro, poi l’acqua scende scortata dalla vegetazione verso il lago. Più giù altre barche di pescatori o pronte per l’escursione, due curiose costruzioni in cemento a cupola araba attorno a cui giocano alcuni bambini, qualche cavallo e cammello attendono pigramente i turisti. L’acqua è placida: perfetta per fotografare i riflessi. Ispirazione immediata! Poi c’è un locale dove mangiare o comprare qualcosa; le arcate, la vista verso il lago un gatto e la luce fantastica mi regalano una gran foto! Qui ci sono anche i bagni (cosa importante nel deserto). Poi accanto trovi venditori ambulanti di tappeti coloratissimi e souvenir.

I panorami di Wadi El Rayan

Panorama mozzafiato del Parco naturale Wadi El Rayan in Egitto
Panorama mozzafiato del Parco naturale Wadi El Rayan

Riprendiamo il tour. Facendo altro fuoristrada tra le dune avvistiamo tre pinnacoli rocciosi che spuntano nel deserto. Isolati, stretti e alti. Sembra di stare in Arizona! Qui però sono di pietra chiara. Solo avvicinandoti ne capisci la stazza. Puoi salire sul terzo, quello di destra tra i due ravvicinati. La roccia è scavata dagli agenti atmosferici, così hai appigli per salire; devi stare attento a non scivolare (soprattutto scendendo). Non è difficile, nemmeno per chi soffre di vertigini come me; mi ricorda Viçosa in Brasile. La vista dall’alto è fantastica! Osservi gli altri pinnacoli rocciosi, il lago sottostante ed l’immenso deserto. 
Quarta tappa un altopiano ancora più alto che regala un’ampia vista panoramica: davanti ammiri i 3 pinnacoli di prima, i laghi, la natura verde attorno ed il deserto che si perde all’infinito. Vista eccezionale! Penso a “Il Re Leone”, quando Mufasa dice: “Simba, tutto questo un giorno sarà tuo”.

Il Lago Magico e il sandboarding

Il Lago Magico di Wadi El Rayan, perla nascosta da vedere in Egitto
Il Lago Magico di Wadi El Rayan

L’itinerario prosegue scendendo verso il Lago Magico, così chiamato perché cambia colore a seconda della luce; non ci avviciniamo, ma ci fermiamo su un’alta duna vicina per fare sandboarding, ovvero scendere con una tavola sulla sabbia; alcuni bambini egiziani ti danno indicazioni, la tavola ed infine ti aiutano spingendoti. I coraggiosi scendono in piedi (poi ruzzolano nella sabbia), gli altri seduti. Dopo l’esitazione iniziale, accetto: è divertentissimo! Un paio di sobbalzi mi fanno rischiare il ribaltamento, ma discesa perfetta! Lì mi raggiunge uno dei bambini che mi sfida: “Race?”. La duna sembra poca cosa, ma affondando col peso fai una fatica incredibile! Ha vinto lui (con la tavola). Diamo una meritata mancia ai bambini e poi li salutiamo.
Così termina la nostra visita. Sarà conosciuto dagli Egiziani, ma praticamente il parco naturale Wadi El Rayan è una perla nascosta dell’Egitto! Deserto, natura, fuoristrada e pochi turisti. Che vuoi di più?

4.2 L’Helnan Auberge Fayoum

Il Fisherman’s basket all’Helnan Auberge Fayoum

Torniamo a El Fayoum (o al-Fayyum o semplicemente Faiyum), antichissima città al centro di un’enorme oasi dove prospera l’agricoltura. Infatti arrivando osservi lungo la strada tanta sorprendente vegetazione, palme e campi coltivati. Un tempo era irrigata dal Lago Qarun, ma dopo che questo è diventato salato l’acqua viene portata da un canale del fiume Nilo. Il nostro hotel si affaccia proprio sul lago salato: l’Helnan Auberge Fayoum. Sorse nel 1937 come il palazzo di campagna per caccia e pesca del re Farouk; difatti all’ingresso trovi tantissime sue foto con Winston Churchill o il re d’Arabia. Perciò ammiri marmi pregiati e ricca magnificenza, ma anche vecchio stile: atmosfera retrò, sala da biliardo, dettagli inutili. Peraltro tutto poco egiziano: a Londra sarebbe perfetto!
Facciamo check-in e pranziamo, anche se ormai è pomeriggio. Io mangio il Fisherman’s basket, ovvero pesce fritto squisito, che arriva (con molta calma) dopo i consueti 3-4 antipasti egiziani.

Serata in hotel

Giardino con piscina dell'Helnan Auberge Fayoum in Egitto
Giardino con piscina dell’Helnan Auberge Fayoum

Il servizio è lento: quando finisce il pranzo è pomeriggio inoltrato; troppo tardi per uscire di nuovo. Perciò passiamo il resto della giornata in hotel. Così faccio una passeggiata nel giardino dell’hotel, con piscina al centro; è bello, ma poco curato nei dettagli. Splendido l’affaccio sul lago salato con un’ampia balconata; una donna contempla la vista rilassante e la fotografo assorta. Il profumo iodato dell’acqua portato dal vento si sente tanto. Al tramonto meravigliosi i riflessi delle sfumature sulla piscina.
Poi vado in camera, ricavate sulle ali della struttura. La camera ha poca personalità, spaziosa ma fredda: accendo il riscaldamento. Inoltre ha diversi difetti: materasso durissimo, bagno così così (soprattutto la doccia), il wi-fi qui non prende. Insomma, se i marmi della hall ti impressionano, la camera è deludente. Diciamo che non mi sento un re stasera! Peraltro avendo pranzato tardi salto la cena: faccio solo uno spuntino leggero.

 

5. 5º Giorno

Ricchissimi interni dell'Helnan Auberge Fayoum in Egitto
I ricchissimi interni dell’Helnan Auberge Fayoum

Nonostante il materasso duro, ho dormito bene all’Helnan Auberge Fayoum. Così raggiungo gioioso la sala ristorante per fare colazione a buffet. C’è ampia scelta: prendo un pezzo di torta, una pasta, succo d’arancia e cappuccino; ormai la mia colazione classica in Egitto. Mentre facciamo check-out, riguardo questi sontuosi ambienti, ma spenti. Questo hotel mi pare triste. Sarà forse che è quasi vuoto: ci vengono soprattutto gli Egiziani ed ora non è stagione per le loro vacanze.
Comunque oggi visitiamo un luogo particolare nei dintorni di El Fayoum: il Tunis Village. Dovevamo andarci ieri pomeriggio, ma meglio visitarlo con calma. 

5.1 Il Tunis Village

Tradizionali ceramiche colorate del Tunis Village in Egitto
Le ceramiche, attività tradizionale del Tunis Village

Il Tunis Village compare sulla strada, con un grande portale di accesso. Anch’esso si trova vicino al Lago Qarun, ma all’interno. Era un comune villaggio egiziano come tanti altri fino agli anni ’80, quando una ceramista svizzera (Evelyn Porret) lo visitò e se ne innamorò: così aprì qui un laboratorio e scuola di ceramica. I bambini incuriositi hanno visitato spesso la “Swiss lady”, apprendendo quest’arte; perciò ora trovi tanti laboratori ed il Tunis Village è diventato celebre per la ceramica: tuttora ci sono corsi. Inoltre Evelyn costruì la sua casa di campagna con cupola ed in modo ecosostenibile. Per istinto d’imitazione, altre case furono costruite nello stesso stile rustico, ispirate alle forme dell’architetto egiziano Hassan Fathi. Queste architetture ricordano la Tunisia: perciò il paese si chiama così. Gradualmente è diventato importante turisticamente, attirando investitori che hanno costruito hotel e altri servizi turistici. Ma conseguentemente ha perso autenticità.

Il laboratorio di ceramica

Artigiano del Tunis Village in Egitto all'opera
Artigiano del Tunis Village all’opera

Quindi al Tunis Village è imperdibile la visita ad un laboratorio di ceramica. Ci andiamo anche noi: magari imparo a creare vasi di terracotta e ceramica e svolto la mia vita! Questi luoghi si assomigliano tutti: prima il negozio con esposti piatti, ciotole e tazze di ceramica colorate che puoi acquistare come souvenir. Dietro il laboratorio. È sempre affascinante vedere lavorare la terracotta: nell’ultimo anno l’ho visto fare anche in Sicilia e Puglia. La cosa incredibile è che in pochi attimi può cambiare totalmente la forma dell’argilla! Terminata la lavorazione, l’oggetto deve essiccare per 3 giorni prima della decorazione. Quindi l’uomo prende un piatto asciutto e comincia a dipingerlo con intriganti linee arabeggianti azzurre. Infine il momento magico: lo immerge in una vasca con l’acqua smossa (e qualcos’altro, essendo marrone) che incredibilmente cancella il disegno! Il piatto è di nuovo bianco, ma la decorazione riapparirà con la cottura in forno.

Visita del Tunis Village

Via del Tunis Village in Egitto, con palazzi e murales
Via del Tunis Village

Successivamente facciamo una passeggiata nel paese, tra vie polverose dove giocano dolci bambini sorridenti e cani randagi; invece ragazzi e ragazze ti guardano curiosi vedendoti straniero. Mi sorprendono i tanti murales: questo è proprio un luogo d’arte. Noti tantissimi negozi di ceramiche; anche io acquisto una ciotola colorata come souvenir. Poi architetture curate con colonne si alternano ad altre più spartane; però quasi tutte sono case vecchie e decadenti.
Infine ci fermiamo al Sobek Lodge, un hotel con annesso classico negozio di ceramiche (qui ce l’hanno davvero tutti!); soprattutto ha un giardino con piante e fiori esotici ed angoli dove godersi la pace e prendere un caffè. C’è pure la piscina dal colore blu oltremare: mi ricorda il Giardino Majorelle. Stupendo il terrazzo rialzato con tappeti e tavolini bassi in stile arabo, con la vista che raggiunge il lago davanti a te. Qui rimarrei: il sole mi sta abbronzando!

5.2 Rientro al Cairo

Bambina egiziana sorridente del Tunis Village, vicino al Cairo
Il sorriso di una bambina del Tunis Village

Invece presto ripartiamo per tornare al Cairo, accolti dall’immancabile traffico caotico; devo dire che non mi era mancato. Il pranzo tardissimo sta diventando un’abitudine, così come i sontuosi tramonti sul Nilo dalla camera dell’Hotel Sheraton. Oggi è un giorno di riposo, visto che da domani comincia la parte più intensa del viaggio in Egitto di 7 giorni. Credo che questa giornata potesse organizzata meglio: è stata quasi sprecata. Con una sveglia più puntuale ieri avremmo potuto includere il Tunis Village e forse pure tornare al Cairo in giornata, senza dormire ad El Fayoum (e quindi senza dovere fare check-out e check-in allo Sheraton hotel). Ma in Egitto non è facile quantificare il tempo per visitare le attrazioni e le distanze per raggiungerle. Bisogna sempre fare itinerari poco stringenti ed avere pronti piani B alternativi.

 

6. 6º Giorno: Hurghada

Hurghada sul Mar Rosso, ottima vacanza in Egitto
La Marina di Hurghada vista dal mare

Risveglio traumatico alle 4:25. Sbaglio pure orario e mi presento un’ora prima! Odio svegliarmi presto, ma oggi è necessario: ci attende il volo per Hurghada, sul Mar Rosso. Ammiriamo le luci dell’alba sorgere dietro ai palazzoni del Cairo e all’aeroporto. Fortunatamente il volo è rapido: dura solo 40 minuti. Cerco di dormire, ma invano. Così alla fine osservo il volo sopra al Mar Rosso ed l’atterraggio nel deserto sabbioso e roccioso. Dall’alto questi panorami sono magnifici. 
Hurghada fino agli ’80 era un villaggio di pescatori. Poi ha subito uno sviluppo impetuoso: ora è una città con 100.000 abitanti suddivisa in 3 differenti aree: a nord la parte più antica (El Dahar) col mercato della frutta, a sud la parte recente (Sakalla) con moderni e lussuosi hotel sul mare e verso est la Marina, costruita una decina di anni fa. Qui partono le escursioni turistiche e qui andiamo noi.

6.1 Escursione sul Mar Rosso

Barca semi-sottomarina per escursioni sul Mar Rosso a Hurghada
Barca semi-sottomarina per escursioni sul Mar Rosso

La Marina di Hurghada ha case coloratissime di fronte al mare. Splende il sole e l’atmosfera spensierata si percepisce: questo posto già mi piace. Il porto turistico è molto grande e pieno di barche: alcune sono enormi e lussuose.
Cosa fare a Hurghada? Un’escursione nel Mar Rosso ad ammirare la barriera corallina sottomarina, che fa parte della lunga barriera di 2.000km che contraddistingue il Mar Rosso; è una delle più belle al mondo. Perciò alle 11:00 ci imbarchiamo con Empire Seascope su un mezzo semi-sottomarino; è una barca normale, lunga e bassa, con ampi oblò nello scafo da cui osservare il mare fuori, comodamente seduti all’asciutto. Insomma è perfetta! Ci sarebbe un’escursione più lunga, ma parte presto la mattina. Saliamo a bordo e ci mettiamo seduti sopra aspettando la partenza. Salpiamo e dopo 20 minuti, ancora vicini alla costa, un annuncio invita a scendere sotto per ammirare l’universo sottomarino.

I pesci del Mar Rosso

Tantissimi pesci della barriera corallina del Mar Rosso a Hurghada
I tantissimi pesci della barriera corallina del Mar Rosso a Hurghada

Mi siedo sul seggiolino… e comincio a guardare i pesci che passano! I posti migliori sono in cima, dove ne ammiri di più; ma i pesci sono ovunque, tantissimi e di tutti i colori (anche se video e foto rendono poco): pesci pappagallo, banchi numerosi di pesci zebra, pesci pappagallo, pesci balestra, qualche pesce trombetta e pure una manta che si è allontanata rapida. È una meraviglia per grandi e bambini: anche io vedendo passare la manta mi sono messo ad esclamare: “Guarda lì, guarda lì!”. Che emozione: sembra di essere tornato un bambino, che ti sorprendi per qualsiasi cosa. Anche solo ammirare da vicino i coralli della barriera corallina sotto è eccezionale! Nel caso (stranissimo) che ne vedi pochi, un sub si immerge e dandogli da mangiare attira una miriade di pesci impazziti davanti a te! In seguito hai la possibilità di tuffarti per osservare i pesci da vicino; i miei amici tedeschi si mettono a fare evoluzioni fantastiche circondati dalla natura sottomarina. Io preferisco rimanere a bordo, sperando di fotografare la manta. Scatto foto a ripetizione, ma non la vedo più passare. Con un drink finale torniamo in porto.
Questa esperienza sul Mar Rosso è spettacolare e indimenticabile; ti mette voglia di scoprirne altri punti e di fare snorkeling per ammirare meglio i pesci. Vale il viaggio in Egitto, tanto quanto le piramidi.

6.2 Pranzo in hotel

Vista dalla camera dell’Hurghada Marriott Beach Resort in Egitto
La vista dalla camera dell’Hurghada Marriott Beach Resort

Successivamente raggiungiamo l’Hurghada Marriott Beach Resort, hotel fantastico di fronte al mare. È molto grande ed ha una piscina meravigliosa, piccola spiaggia e mare vicino; ammiro tutto dal mio balcone. La camera non è lussuosa ed ampia, ma ha tutto ciò che serve.
Lasciate le valigie, scendiamo a pranzo nel ristorante a buffet. Tante verdure a scelta, poi vado verso l’angolo della pasta; un cuoco ti fa scegliere i condimenti ed il tipo di pasta (precotta): corta o linguine; poi termina velocemente la cottura. Per un italiano il risultato è terribile, anche se la divoro per la grande fame. Il secondo che scelgo (sempre a buffet) è di carne: ottimo manzo alla Stroganoff con patate. Poi ci sono tantissimi piccoli dolci: sembrano gioielli da esposizione, che meraviglia! Purtroppo ne posso assaggiare solo uno; è tardi, dobbiamo andare! Che delizia: ma siamo sicuri che dobbiamo uscire?

6.3 Visita della Marina di Hurghada

Pescato del mercato del pesce di Hurghada in Egitto
Il pescato del mercato del pesce di Hurghada

Nel pomeriggio torniamo a visitare la zona della Marina. Le case coloratissime davanti al porto hanno uno stile omogeneo: grandi finestre e facciate smosse. Si vede che sono costruite da poco; sono alloggi turistici con alla base ristoranti per tutti i gusti (e cucine internazionali), uno accanto all’altro. Davanti i lussuosi yacht ancorati in mare. È un posto turistico, che di sera si riempie di gente. 
Vicino alla banchina trovi il mercato del pesce di Hurghada in un grande edificio coi banchi dei venditori ravvicinati. Ogni giorno portano l’abbondante pescato della notte; sono le 15:00 e c’è ancora tantissimo pesce, anche sistemato in modo geometrico. Quest’effetto ordinato mi ricorda La Boqueria di Barcellona. Esposti vedo pure alcuni pesci pappagallo, come quelli visti stamattina; questo mette tristezza. In contrasto coi ristoranti internazionali precedenti, qui l’atmosfera è popolare. C’è puzza di pesce, ma è normale; meno gradevole invece gli odori all’esterno.

La moschea di Hurghada

Donne davanti alla Moschea Al Mina a Hurghada, in Egitto
Donne davanti alla Moschea Al Mina

Accanto sorge la grande Moschea Al Mina di Hurghada con due altissimi minareti, si vedono anche dal mare spiccare sulla città. Dal piazzale non sono facili da fotografare: sono troppo alti. L’architettura è recente (e si vede), ma ha stupende dorature e tantissime cupole; ha grande fascino dentro e fuori. Infatti a differenza del Marocco, in Egitto le moschee sono visitabili (e gratuitamente). Quindi è la prima moschea che visito in vita mia! Basta togliersi le scarpe e infilarle nella scarpiera a sinistra, mentre le donne devono indossare un vestito intero lungo e coprente (capelli inclusi). Perciò le turiste si confondono con le donne mussulmane, regalando ispirazione fotografica. Dentro la moschea non ha bellezza sconvolgente; è ampia, ma quasi vuota, con alcuni devoti inginocchiati a pregare. Però colpiscono le decorazioni ed iscrizioni in stile geometrico-arabo, i lampadari enormi pieni di lampadine, i tappeti per terra, la tanta luce ed il silenzio.

6.4 Il tramonto in spiaggia

Tramonto in spiaggia all'Hurghada Marriott Beach Resort in Egitto
Il magnifico tramonto in spiaggia all’Hurghada Marriott Beach Resort

Ritorno velocemente in hotel: a gennaio in Egitto il sole tramonta presto, verso le 17.00. Prima voglio fare un bagno! Mi cambio e scendo in piscina, ma a quest’ora è già in ombra; per fortuna un pezzo di spiaggia dell’hotel è ancora al sole. Mi stendo su una sdraio, col mare cristallino e calmo davanti. Peccato che il sole sia basso quindi non fa caldo: metto solo i piedi nel mare. Così decido di camminare attorno, raggiungendo col ponte in legno l’isola (forse artificiale) nel mezzo. Pochissime persone in giro, mentre stamattina era pieno. Perciò mi godo l’amaca e la vista sul mare (e sul grande hotel); piante grasse di decorazione, il bar sulla punta sta chiudendo. Pochi minuti ed il sole tramonta dietro le montagne seghettate in lontananza, con le barche attraccate oscillanti tra le onde. Poi il cielo si accende di meravigliose sfumature rosa che fotografo avidamente. 

6.5 Cena in hotel

Calamari fritti del ristorante italiano, Hurghada Marriott Beach Resort
I calamari fritti della cena in hotel a Hurghada

Dopo una doccia calda ed un po’ di riposo, scendo a cena nel ristorante dell’hotel. Guarda il caso, stasera l’Hurghada Marriott Beach Resort propone cucina italiana. Ho tanta fame, perciò ordino gustosi calamari fritti di antipasto e come primo piatto risotto ai frutti di mare; da bere un drink analcolico: il tropical Island. Il risotto era discreto, ma abbondante.
Risalendo in camera vediamo una sala colma di gente: c’è uno spettacolo di danza del ventre. Sarà la sveglia prima dell’alba, ma sono stanchissimo: torno in camera. Purtroppo domani ripartiremo già: starei volentieri qui qualche altro giorno per godermi il Mar Rosso: fa sognare. Comunque un solo giorno basta per capire che Hurghada è un posto perfetto per una vacanza di mare in Egitto. Non so se sia meglio di Marsa Alam o Sharm el-Sheikh, ma a sensazione ognuna è organizzata con super hotel e tante esperienze per i turisti.

 

7º Giorno: Luxor

Paesaggio desertico e roccioso, strada per Luxor in Egitto
Paesaggio desertico e roccioso sulla strada verso Luxor

La colazione dell’hotel Marriott ha un buffet ampio, ma devo farla velocemente. Ci attendono 3-3:30h di auto verso Luxor, altro luogo imperdibile in un viaggio in Egitto di una settimana. Le montagne ammirate al tramonto ci accompagnano inizialmente, col profilo seghettato che nasconde il deserto. Attraversiamo le montagne, tra stupendi paesaggi rocciosi e la strada nuova e scorrevole. Cosa peculiare delle strade egiziane: improvvisamente trovi dossi; spesso incontri controlli della polizia, ma a volte sono inspiegabili. Quando torniamo presso il Nilo ritroviamo vegetazione sulle sponde e centri abitati; conseguentemente traffico e strade dissestate. Perciò questo tratto pare lunghissimo, con continue accelerazioni e frenate ad ogni incrocio coi ponti. È una zona rurale, con campi coltivati e case con animali davanti casa come mucche, asini o (pochi) cammelli. Un particolare: le case spesso sono senza tetto; infatti spuntano sopra le intelaiature delle fondamenta; insomma sono sempre pronti ad aggiungere un piano!

7.1 Il Tempio di Karnak

Colonne della Grande Sala Ipostila nel Tempio di Karnak a Luxor
Colonne della Grande Sala Ipostila, simbolo del Tempio di Karnak

Prima fermata a Luxor è il Tempio di Karnak, a 2,5km a nord della città. Era un villaggio, ma oramai è unito. Come Luxor, apparteneva alla città egizia di Tebe, città antichissima e capitale dell’Egitto nel Nuovo Regno dalla XVIII dinastia sulla riva orientale del Nilo. Tra 1.500 e 1.000 a.C. fu la città più importante e ricca d’Egitto; poi la capitale fu spostata nel delta del Nilo e nel 663 a.C. Tebe fu distrutta dall’assiro Assurbanipal. Rimase sempre un centro religioso importante grazie al Grande Tempio di Amon-Ra; ma i successivi dominatori la spogliarono dei gioielli.
Il Grande Tempio di Amon-Ra è proprio il Tempio di Karnak. Più che al singolare, si dovrebbe dire “i templi di Karnak” perché è un complesso templare importantissimo: dalla XII alla XXX dinastia, per 1600 anni ogni faraone lasciò traccia, spesso riutilizzando pietre o intitolandosi strutture precedenti. Perciò è enorme: 300.000 m².

Visita del Tempio di Karnak

Ingresso monumentale con sfingi del Tempio di Karnak a Luxor (Egitto)
L’ingresso monumentale con sfingi del Tempio di Karnak

La guida Gabriel ci accompagna nella visita del Tempio di Karnak. Ti accorgi subito che è enorme! La struttura originaria è il Santuario di Amon-Ra al centro; nei secoli aggiunsero le altre strutture e templi; i più importanti sono il tempio di Ramses III, Amenhotep II, Montu e della Luna (Khonsu). Praticamente è un super tempio con 6 facciate di possente pietra (dette Piloni), una dietro l’altra; attraversandolo le osservi tutte.
L’ingresso monumentale è una via lastricata costeggiata da decine di sfingi con corpo di leone e faccia da ariete (criocefale); rappresentano Amon-Ra ed erano colorate; Ramses III mise una sua piccola statua davanti a ciascuna, per essere protetto. Questo “Viale delle Offerte” dal Nilo entrava nel tempio attraverso la prima grande facciata in mattoni, altissima; paradossalmente è la più recente, della XXX dinastia.

Il centro del tempio

Tempio di Karnak a Luxor: pietre sparse e due obelischi
I due obelischi del Tempio di Karnak

Attraversando l’ingresso raggiungi il Grande Cortile Porticato coi resti di due obelischi e altre sfingi/arieti sui lati; sulla destra il Tempio di Ramses III che custodiva le barche sacre. Questa era l’unica area dove poteva entrare la gente. Al centro tre monumentali statue di Ramses II con una piccola Nefertari (la moglie preferita); questo potente faraone regnò a lungo e costruì tantissimi templi (come Abu Simbel). Passando diritto, dopo le seconde mura trovi la Grande Sala Ipostila: cammini tra 134 possenti colonne piene di geroglifici che parlano di Amon-Ra, come la barca; alcuni sono colorati, mentre altri sono recenti. Questa è la zona più suggestiva del Tempio di Karnak: sembra un meraviglioso labirinto, una foresta di pietra; ora vedi il cielo, un tempo aveva il tetto di legno.
Oltrepassata quella, c’è una zona con due Piloni e portali decorati un tempo da 4 obelischi; ne rimangono due: l’obelisco di Thutmose davanti alla 4° facciata, oltre l’altissimo obelisco di Hatshepsut in granito di Assuan; di 29m, è il secondo più alto al mondo dopo quello in Laterano a Roma ed aveva la punta d’oro, per rappresentare il potere di Amon-Ra, dio del sole. Il resti del terzo sono vicino al Lago Sacro, mentre il quarto è l’obelisco di Teodosio a Istanbul.

Il Santuario ed il Lago Sacro

Il Lago Sacro del tempio di Karnak, da vedere a Luxor
Il Lago Sacro del tempio di Karnak

Poi ecco il Santuario di Amon-Ra, la parte più antica del Tempio di Karnak; sono due stanze possenti di roccia scura con porte di pregiata pietra blu e verde sui lati, ma dentro sono vuote. Ma il complesso continua con altri templi; questa zona ora è una distesa di pietre sparse e poco riconoscibili, con qualche statua e geroglifici scolpiti. Sulla destra raggiungo il Lago Sacro, dove i sacerdoti si purificavano; dovevano essere rasati e vestiti di bianco e rappresentavano il faraone, che era il sacerdote massimo. Vicino trovi la statua dello scarabeo, simbolo di Amon-Ra e segno di buona fortuna; girarci attorno 7 volte può portare fortuna (ma mi sembra di essere stupido!). Però il simbolo principale è il gatto: a Luxor è rappresentato ovunque.

7.2 Pranzo in hotel

Steigenberger Nile Palace, l'hotel dove dormire a Luxor (Egitto)
La camera del Steigenberger Nile Palace

Termina la visita. Raggiungiamo Luxor, passando davanti al c’è il grande Winter Palace di re Farouk, dove amava passare l’inverno; ora è diventato un hotel di lusso. Noi però soggiorniamo all’hotel Steigenberger Nile Palace. Che hotel magnifico: lo capisci subito dal cortile interno interamente coperto di marmo chiaro. Anche la camera è sobria ed elegante con vista sulla piscina e sul Nilo. Non sarà il Mar Rosso, ma è un panorama sognante! Sembra tutto nuovo e perfetto: è come sogni un hotel.
Per pranzo mangiamo qui. Al piano terra possiamo scegliere tra ristorante libanese ed italiano: i miei amici tedeschi optano per l’italiano. Abbiamo poco tempo a disposizione; così prendo solo semplici spaghetti alla carbonara: sono ottimi! È per distacco la migliore cucina italiana di questo viaggio in Egitto di 7 giorni: saporita il giusto e cotta perfettamente.

7.3 La Valle dei Re

Il faraone Ramses III nella sua tomba nella Valle dei Re
Il faraone Ramses III nella sua tomba nella Valle dei Re

Nel Nuovo Regno gli Egizi raggiunsero l’apice di ricchezza e potenza. Per la prima volta nel mondo c’è un impero, perché conquistò anche la Nubia a sud fino all’Uganda e fino alla Mesopotamia. Perciò per due secoli fino a Ramses III i faraoni furono potentissimi. Tutti dovevano abitare a Luxor; di conseguenza sono state trovate tantissime tombe qui; anche di nobili, architetti, grandi sacerdoti, ufficiali e gli scribi (che erano importantissimi). Ma se Tebe (la città dei vivi) sorse ad est del Nilo, le necropoli (la città dei morti) erano ad ovest, dove muore il sole. Perciò devi oltrepassare il fiume Nilo per trovare uno dei posti più affascinanti d’Egitto: la Valle dei Re. Semplicemente imperdibile in un viaggio in Egitto. Qui trovi anche la famosa tomba di Tutankhamon; anzi sulla strada osservi una bella abitazione in stile britannico: è la casa di Howard Carter, l’archeologo che la scoprì.

Visita della Valle dei Re

Montagne rosse nella Valle dei Re in Egitto con tombe di faraoni
Le montagne rosse della Valle dei Re

Da Luxor impieghi 30 minuti per arrivarci; poi pagato il biglietto, un comodo golf car ti porta in loco. Non so perché, ma mi aspettavo di trovare le piramidi. Invece come dice il nome, la Valle dei Re è una vallata secca tra polverose montagne rosse dove i faraoni furono sepolti dal 1500 al 1000 a.C. (XVIII-XX dinastia); regine e principi invece si trovano nella cosiddetta Valle delle Regine. Perché scelsero questi posti? Perché il Nilo è vicino e la pietra calcarea facile da scavare. Infatti le tombe si trovano dentro le montagne, con corridoi lunghi anche 100 m! Quindi al contrario delle piramidi visibili da lontano, in questa valle vedi solo piccole porte ai piedi dei monti con un pannello descrittivo esterno. Nella Valle dei Re ci sono 65 tombe di faraoni. Le più importanti e belle sono le tombe di Ramses III, Ramses IV e Ramses IX.

La Tomba di Ramses IV

Camera sepolcrale con sarcofago della tomba di Ramses IV in Egitto
Camera sepolcrale con sarcofago della tomba di Ramses IV

Nella Valle dei Re visitiamo la tomba di Ramses IV, subito a destra. Che meraviglia! Passi dalla polvere ad un lungo corridoio in discesa, tutto decorato da geroglifici e facilmente percorribile. Colori accesi giallo rosso e blu, figure scolpite del faraone o dei (a volte a grandezza naturale), misteriosi geroglifici… Quasi sempre rappresentano testi sacri per accompagnare il defunto nell’aldilà; una bellezza emozionante e sorprendente! Secondo la mitologia egizia, il faraone dopo la morte partiva con una barca: perciò sono spesso rappresentate. In fondo la camera sepolcrale con al centro l’imponente sarcofago. Se ti metti in punta di piedi, vedi sopra la figura scolpita del faraone. Fascino senza tempo.
Rispetto al Basso Egitto dove i terreni umidi hanno corrotto le sepolture, il clima secco della Valle dei Re ha conservato perfettamente mummie e sarcofagi; perciò è un luogo importantissimo! L’unico pericolo sono stati i furti, documentati già in età Egizia.

La tomba di Ramses III

Ragazza nella tomba di Ramses III nella Valle dei Re
Ragazza nella tomba di Ramses III

La tomba di Ramses IX è famosa per la rappresentazione di Anubi: corpo di uomo e faccia di sciacallo. Visto che c’è coda, proseguiamo. Sono le 16:00 ed il sole già tramonta dietro alle montagne. Poi troviamo la tomba di Tutankhamon (visitabile con pagamento extra); questa è scavata nella valle ed essendo coperta di pietre non fu trovata dai tombaroli. Tutankhamon governò per soli 10 anni, morendo a 19 anni; è famoso per il tesoro, trovato integro.
Comunque le tombe della Valle dei Re hanno tutte una struttura simile. Alcune però sono più articolate, come la tomba di Ramses III, una delle più grandi; in fondo è divisa in più ambienti e spiccano le grandi rappresentazioni degli dei e del faraone con colori vivaci. Che meraviglia mozzafiato!
Usciamo. Fuori dalla necropoli bancarelle con venditori ancora più aggressivi e insistenti del solito: ti seguono pure, scontando il prezzo metro dopo metro!

7.4 Il Tempio di Luxor

Viale delle Sfingi e Tempio di Luxor al tramonto in Egitto
Viale delle Sfingi e ingresso del Tempio di Luxor

Aironi volano in cielo mentre il sole cala sul Nilo. Andiamo di fretta per raggiungere il Tempio di Luxor, grande meraviglia della città. Lo vedi anche in auto, attraversandola. Varcato il cancello, dall’alto ammiri un grande muro con iconiche statue di Ramses II e un obelisco: questo è l’ingresso. Mi ricorda l’attrazione di Gardaland, ma queste sono originali! Due statue vedono il faraone in trono con la corona dell’Alto e Basso Egitto, le altre 2 in piedi come mummia; invece l’obelisco ha babbuini sul piedistallo, ma manca l’altro, ora a Parigi in Place de la Concorde; fu dato in cambio di un orologio posto nella Cittadella del Cairo, che funzionò solo una settimana! L’ingresso è fronteggiato dal viale delle sfingi lungo 2,7km che arriva al Tempio di Karnak; ogni 3-4 metri una coppia di sfingi dalla testa umana sui lati della strada. Coi colori del tramonto è una meraviglia mozzafiato!

Visita del Tempio di Luxor

Statue di Ramses II nel Grande Cortile del Tempio di Luxor al crepuscolo
Statue di Ramses II nel Grande Cortile al crepuscolo

Contrariamente del Tempio di Karnak, il Tempio di Luxor fu costruito in circa 100 anni, soprattutto da Amenhotep III e Ramses II. Soprattutto quest’ultimo è il grande protagonista. Il portale d’ingresso celebra Ramses II: oltre alle statue, aveva decorazioni coi trionfi militari sugli Ittiti. Oltrepassato quello, trovi il Grande Cortile di Ramses II, posto obliquamente e circondato da colonne a foglia di papiro. Non è più simmetrico; sulla sinistra spicca il muro di una moschea del XIII secolo. Ma nemmeno la noti, perché lo sguardo è fisso davanti su altre due monumentali statue di Ramses II in trono; accanto in piccolo c’è Nafertari, la prima (e più amata) delle 36 mogli. Per dimensioni delle colonne e delle statue è magnifico! Peccato solo per la folla di turisti, ma cerco di ignorarla. Oltre un lungo colonnato imponente con 7 colonne per lato era il corridoio per i sacerdoti durante le celebrazioni.

Il cuore del tempio

Geroglifici nel Santuario egizio, cuore del Tempio di Luxor in Egitto
Geroglifici nel Santuario egizio

Il colonnato di 100m conduce al Cortile di Amenhotep III, perfettamente conservato con le alte colonne; qui si svolgevano le celebrazioni religiose, proibite alla gente comune. Sul lato meridionale la Sala delle Colonne apre il cuore del tempio. I Romani tolsero 8 colonne per creare un santuario romano: infatti vedi affreschi di volti sui muri e una nicchia vuota con colonne corinzie; c’era la statua dell’imperatore perché fu convertito nel suo tempio. Invece attraversando la piccola porta trovi il Santuario egizio, ancora coperto e quindi scuro: sui muri i geroglifici della Sala della Nascita rappresentano Alessandro Magno ricevuto come re d’Egitto, rappresentato molte volte con sembianze da dio che riceve i poteri. Però senza una guida che te lo spiega, non noti la differenza; perciò la visita guidata è super consigliata. L’ultimo ambiente è il Santuario di Amon.
Comunque ti senti piccolo camminando tra le colonne impressionati del tempio. Visitarlo nel tardo pomeriggio è la scelta perfetta: infatti chiude tardi. I colori del tramonto e del crepuscolo esaltano la meraviglia del Tempio di Luxor. Uno spettacolo della natura le sfumature dei colori del cielo e la luna a fare da sfondo alle statue. Sembra un momento incantato: mi sono emozionato! Assieme alle piramidi di Giza valgono il viaggio in Egitto per gli amanti della storia.

7.5 Il bazar di Luxor

Negozio di lampade nel bazar di Luxor in Egitto
Negozio di lampade nel bazar di Luxor

Il Tempio di Luxor, il Tempio di Karnak, la Valle dei Re e pure il monumentale Tempio funerario di Hatshepsut sono le 4 meraviglie da vedere a Luxor. Noi ci abbiamo provato, ma in una giornata è impossibile visitarle tutte, soprattutto se la notte prima alloggi altrove come noi. Avremmo dovuto dedicargli 2 giorni (almeno) per vedere queste bellezze adeguatamente, con calma. Anche perché poi ci sarebbe altro, come il Museo di Luxor e la Valle delle Regine! Poi da qui partono le crociere sul Nilo.
Penso a questo mentre facciamo un rapido giro nel vicino mercato di Luxor, con tante bancarelle varie e colorate una accanto all’altra ed i venditori che ti chiamano per mostrarti la loro merce. Sono instancabili: anche ora che il cielo è scuro lavorano. Però questo è modesto rispetto a quello lunghissimo della Valle dei Re o quello immenso del Cairo.

 

8. Conclusioni

Sognante alba sul Nilo a Luxor con mongolfiere
La sognante alba sul Nilo con mongolfiere in volo

Rientrato in hotel, mi rilasso e chiamo il servizio in camera per cenare. Forse ispirato dal britannico Carter, scopritore della tomba di Tutankhamon, ordino fish and chips e frutta con gelato.
La mattina mi sveglia una sognante alba sul Nilo dalla camera, con sfumature rosa ed alcune mongolfiere che volano sul fiume. Sono senza parole! Dopo colazione torniamo in aeroporto. Il primo volo verso Il Cairo sorvola Luxor, col parco archeologico ben evidente. Raggiunta la capitale, mi attende il triste rientro in Italia.
Comunque un viaggio in Egitto è indimenticabile: sono stati 7 giorni fantastici! Le piramidi di Giza e Saqqara sono mozzafiato, tra i templi di Luxor sembra di passeggiare nella storia. Poi le meraviglie della natura egiziane: l’imperdibile mare cristallino del Mar Rosso pieno di pesci, ma pure il sorprendente parco naturale Wadi El Rayan. Insomma l’Egitto è un paese da visitare almeno una volta nella vita.  

 

Ti è piaciuto il mio viaggio in Egitto di 7 giorni? Spero di sì. Come avrai capito, c’è molto altro da vedere. Il mio itinerario è un bel mix di bellezze storiche e naturali. L’ideale sarebbe avere più giorni per godersi più questi posti e queste esperienze. 
Se avessi domande o commenti scrivili sotto
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Video e foto:

Tramonto sul Nilo dallo Sharaton Hotel del Cairo

Tutto il fascino del bazar Khan el-Khalili al Cairo

Fuoristrada sulle dune nel Parco naturale Wadi El Rayan

Sandboarding nel Parco naturale Wadi El Rayan

Donna osserva il Lago Qarun a El Fayoum in Egitto
Donna osserva il Lago Qarun a El Fayoum

Artigiano decora un piatto di ceramica al Tunis Village

I pesci del Mar Rosso dalla barca sottomarino

La fantastica danza sottomarina tra i pesci del Mar Rosso

Dentro la moschea Al Mina a Hurghada

Visita del Tempio di Karnak (timelapse)

Dentro la tomba di Ramses III nella Valle dei Re

Grande Cortile di Ramses II nel Tempio di Luxor

La spettacolare alba sul Nilo a Luxor

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