Weekend in Canton Ticino in inverno a Lugano e dintorni

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Molti attendono spasmodicamente l’inverno per andare in montagna a sciare (o fare snowboard); oppure ancora ciaspolare nella neve ammirando magnifiche viste. Ma c’è anche chi sopporta poco il freddo e non vede l’ora che ritorni la bella stagione. Ma se ti dicessi che c’è una destinazione dove senti già la primavera e temperature miti, pure in inverno? E non bisogna prendere voli e andare ai tropici, anzi si raggiunge comodamente in treno da Milano. Sto parlando del Canton Ticino (o Ticino), il territorio più mediterraneo della Svizzera: coi suoi laghi affacciati verso sud hai temperature gradevoli in pieno inverno per il tipico clima insubrico subtropicale. Quando si gela in Pianura Padana, lì si sta bene. 
Ci sono Lugano, Bellinzona e Locarno, ma il Canton Ticino è pieno di bellezze, nascoste o meno. Ti racconto il mio weekend in Canton Ticino in inverno nei dintorni di Lugano tra laghi e borghi.

Weekend in Ticino in inverno

  1. Informazioni sul Canton Ticino
  2. Il Canton Ticino in inverno
  3. Bellinzona
  4. Lugano in inverno
  5. Giro sul Lago Maggiore svizzero
  6. Due borghi attorno a Lugano
  7. Conclusioni

1. Informazioni sul Canton Ticino

Dettaglio della Cattedrale di Lugano, da vedere in Ticino (Svizzera)
Dettaglio della Cattedrale di Lugano

Storicamente il Canton Ticino apparteneva al Ducato di Milano: perciò si parla italiano e la cultura è tuttora italiana. Il territorio prende il nome dal fiume Ticino che lo attraversa, prima di sfociare nel Lago Maggiore; altro lago importante è ovviamente il Lago di Lugano. Geograficamente si trova a sud delle Alpi, addentrandosi tra le province di Como e Varese; ma ad ovest confina lungamente con la provincia del Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte. Del resto è la punta meridionale della Svizzera.
Per tutto ciò il Canton Ticino è vicinissimo a Milano, quindi facile da raggiungere. Puoi arrivare in auto con l’Autostrada A9 passando la dogana a Chiasso (e le consuete code da Monte Olimpino), oppure più saggiamente arrivare comodamente in treno con la linea Ti-Lo (Ticino-Lombardia), che da Milano Centrale passa per Monza e Como (tra le altre). Poi coi mezzi pubblici raggiungi (treni o autobus) ogni angolo del Canton Ticino.

1.1 Come organizzarsi

Vista del Lago di Lugano da Gandria, con case e barche
Vista del Lago di Lugano da Gandria

Il territorio del Canton Ticino è suddiviso a metà tra le montagne delle Alpi Lepontine a nord e valli sinuose e laghi tra i monti a sud; quest’ultima è la zona più interessante. Comunque non è facile organizzare un viaggio in Canton Ticino con un alloggio fisso. Le principali città sono 3: Lugano, Locarno e Bellinzona; sono state le capitali del cantone (a rotazione ogni 6 anni) dall’istituzione formale nel 1814 fino al 1878, quando fu scelta la sola Bellinzona. Lo sapevi?
Per un viaggio lungo un’idea saggia è muoversi ed alloggiare in ciascuna di esse. Invece per un weekend l’ideale è selezionarne una, sfruttando poi gli ottimi mezzi pubblici della Svizzera. Per vicinanza all’Italia e centralità nei trasporti, io ho scelto di alloggiare a Lugano, facilmente raggiungibile da Milano con treni frequenti. Poi da lì arrivi facilmente in tutte le principali destinazioni turistiche del Ticino.

1.2 Arrivare in Canton Ticino

Villa Emden sulle Isole di Brissago nel Lago Maggiore in Svizzera
Villa Emden sulle Isole di Brissago

I treni da Milano verso Lugano sono frequentissimi. Già prima delle 9:00 ne partono 20, da ben tre stazioni differenti: Milano Centrale, Milano Porta Garibaldi e Milano Bovisa. Gli Eurocity e qualche regionale vanno diretti impiegando 1:18h; la maggior parte prevede un cambio treno per 1:45h totali. Abitando nella bergamasca, per me la fermata a Monza è comoda per cambiare e salire sul treno.
Riconosci Como dai due campanili della Basilica di Sant’Abbondio e lo scorcio sul Lago di Como. Poi attraversi il confine; ti sorprendi quanto sia vicino a Como! In stazione a Chiasso di solito attendi fermo un po’, mentre la rete internet scompare se non hai un abbonamento per la Svizzera. Dopo un tratto di campagna, all’improvviso appare a sinistra l’azzurro del Lago di Lugano, proprio a ridosso dei binari; che panorami fantastici! Un ponte attraversa il lago, mostrandolo anche a destra. Pochi minuti e raggiungi Lugano.

1.3 Dove alloggiare a Lugano

Dove dormire a Lugano? All'Hotel De La Paix Lugano
La mia camera all’Hotel De La Paix Lugano

La mia base in questo viaggio è l’Hotel De La Paix Lugano, hotel 4 stelle elegante ed accogliente. Si trova nel quartiere di Santa Birgitta, nella zona sud del centro città, distante 4 minuti di autobus (numero 2) dalla stazione di Lugano. Un altro minuto a piedi e sono in hotel; insomma è una posizione strategica per visitare Lugano ed il Ticino in generale.
Il personale è giovane e cordialissimo: faccio velocemente il check in e salgo in camera al sesto piano con vista sul Lago di Lugano; tanti edifici contemporanei contraddistinguono la città. La stanza è ampia ed accogliente; la moquette, le numerose luci e un divano ti fanno sentire a casa.
All’esterno l’Hotel De La Paix Lugano ha una piscina, aperta fino a settembre. Ovviamente per un weekend in Canton Ticino in inverno bisogna accontentarsi degli altri servizi: l’american bar e il ristorante. È pure un bike hotel.

 

2. Il Canton Ticino in inverno

Navigazione sul Lago Maggiore in Ticino (Svizzera) in inverno
Navigazione sul Lago Maggiore in Ticino in inverno

Come ogni destinazione delle Alpi, i mercatini di Natale sono una grande attrazione durante l’Avvento. Inoltre sebbene le più famose località sciistiche della Svizzera (Wengen, Sankt Moritz, Crans-Montana…) siano altrove, anche il Canton Ticino ha numerosi impianti sciistici (e per snowboard); ma ha pure luoghi per ciaspolare, fare sci di fondo o piste per slitte. Si trovano nella parte settentrionale del cantone, dove le montagne sono più alte e fitte. Visto che l’hockey è molto amato, trovi tante piste per pattinare sul ghiaccio, in ogni città principale. Poi ha fantastiche spa.
Però il Canton Ticino è considerato l’angolo di Mediterraneo della Svizzera, per cui molti turisti lo scelgono per passeggiate all’aria aperta sulle rive dei laghi oppure escursioni sui laghi o in vetta con ferrovie. Ad esempio avrei voluto prendere la Ferrovia del Monte Generoso per ammirare l’eccezionale vista panoramica da 1700m, ma il meteo mi ha fatto cambiare programma.

 

3. Bellinzona

Scorcio di Bellinzona con torre dei castelli Patrimonio Unesco
Scorcio di Viale Stazione a Bellinzona

Pochi minuti di treno e raggiungo Bellinzona, tranquilla capitale del Canton Ticino. Ci torno dopo 10 anni, dopo uno stupendo viaggio primaverile. Perciò riconosco i luoghi, come il piazzale della stazione da dove parte a sinistra il lungo viale principale del centro storico (Viale Stazione) che scende leggermente. Faccio una passeggiata; i palazzi incorniciano una montagna innevata: che scorcio stupendo! Fanno bella mostra 3-4 edifici Art Nouveau che spiccano tra palazzi contemporanei. L’influenza di Milano si sente: sono in cemento decorato come la Casa Campanini, non coloratissimi come quelli di Vienna o Barcellona.
Però Bellinzona è divenuta uno dei 13 siti Patrimonio Unesco della Svizzera per i castelli, i famosi tre castelli di Bellinzona. Anche passeggiando sul viale te ne accorgi: all’improvviso sulla sinistra incombe una possente torre merlata quadrata, con le mura dietro che risalgono il pendio fino ad un castello. Di fronte hai uno scorcio su Castel Grande.

3.1 Pranzo a Bellinzona

Tartare di manzo del Ristorante Internazionale di Bellinzona
La tartare di manzo del Ristorante Internazionale

Sarei arrivato nel cuore di Bellinzona, ma ritorno indietro davanti alla stazione per pranzare al Ristorante Internazionale, collegato all’Hotel & SPA Internazionale. All’ingresso ha raffigurato il simbolo di Bellinzona: il biscione bianco con sette spire, chiara eredità viscontea. Visto il nome, da milanista faccio un sospiro ed entro.
All’interno è un ristorante moderno e di classe, col legno alternato a decorazioni come un dipinto di onde che si fondono col cielo. Musica soffusa regala atmosfera. Mi stuzzica il risotto coi funghi porcini, ma il cameriere mi convince a scegliere la tartare di manzo svizzero. Poi raggiunge il tavolo con un carrello e prepara la carne davanti a me, insaporendola con molti ingredienti; alcuni come ketchup, peperoncino e whisky mi lasciano perplesso… per fortuna ho chiesto poco piccante. Un piatto abbondante di patatine fritte di accompagnamento rendono tutto gustoso. Non soddisfatto, ordino tiramisù come dessert. Questo è il bello dell’influenza italiana. 

3.2 Castel Grande

Castel Grande a Bellinzona, Patrimonio Unesco della Svizzera
Scorcio di Castel Grande dalla Piazza del Sole

Uno sperone roccioso è al centro della valle del fiume Ticino, dove i monti si stringono e confluiscono tre importanti valichi alpini. Luogo strategico perfetto per fondare una città fortificata e controllare i traffici commerciali verso il nord Europa. Così sorse Castel Grande (o Castelgrande), simbolo di Bellinzona. Dall’anno 1000 Como e Milano si contesero il territorio; il Ducato di Milano si impose definitivamente nel 1340 ed a fine Quattrocento il duca Ludovico il Moro completò le fortificazioni creando uno sbarramento totale, anche per il timore dei temibili Svizzeri a nord. La cattura del duca cambiò tutto: i francesi si fecero minacciosi; perciò Bellinzona con l’atto di dedizione (1500) si diede alla Lega Svizzera: divenne un baliaggio (colonia) dei tre cantoni originari. Allora il pericolo da nord passò a sud; rimase inoltre una barriera doganale lucrosa.
Solo con Napoleone nacque il Cantone di Bellinzona, poi fuso con quello di Lugano per diventare il Canton Ticino. All’epoca la fortificazione era militarmente inutile e divenne una prigione.

Visita di Castel Grande

Sulle mura di Castel Grande, da vedere a Bellinzona
Sulle mura di Castel Grande

Castel Grande incombe sopra la Piazza del Sole, con mura merlate e torre in pietra sulla roccia nuda grigio scura. Sembra irreale, come in un film. Un contrasto stridente con la città moderna ai suoi piedi. Un restauro nel 1989 ha creato un ascensore nella roccia che porta comodamente (e gratis) in cima; il cemento lascia un’affascinante fessura altissima che sembra una spada verticale nella roccia.
Esci dall’ascensore e ti ritrovi già nella cortina muraria. Pochi passi, attraversi una porta ed ecco la piazza d’armi del castello, col prato verde e due torri distanti davanti a te. Sull’altro lato tra le merlature delle mura scorgi il Castello di Montebello davanti alla tua stessa altezza, bello e compatto sopra ai tetti; più su sul monte c’è il castello di Sasso Corbaro, più piccolo e isolato. Invece gli edifici bianchi verso sud accolgono il Museo di Castel Grande e un ristorante.

Il panorama dalla Torre Bianca

Vista dalla Torre Bianca di Castelgrande su Bellinzona
Vista dalla Torre Bianca sul centro di Bellinzona

Puoi salire sulla Torre Bianca per ammirare la vista panoramica a 360° dall’alto. Devi entrare nella Torre Nera a sinistra per arrivare al cammino di ronda e raggiungere la Torre Bianca.
La salita è comoda e termina con un tratto con scala a chiocciola stretta; niente vertigini. Idem dall’alto, dove osservi dalle grandi aperture della torre. Lo sguardo spazia dalle alte montagne innevate attorno agli altri due castelli di Bellinzona, la città ai tuoi piedi ed infine la corte del castello e la Torre Nera davanti a te. La murata che si prolunga in avanti è la murata sforzesca; oltre è indicato anche il Lago Maggiore, ma io non lo vedo. Dall’alto osservi bene come la murata tagliava il passaggio, unendo il Castello di Montebello a Castel Grande. Poi scorgi bene la Collegiata e gli altri edifici principali del centro di Bellinzona, come il Palazzo Civico con torre. Panorama magnifico.

Il museo di Castel Grande

Tavole dipinte del Museo di Castel Grande a Bellinzona
Una delle tavole dipinte del Museo di Castel Grande

L’ingresso alla torre sarebbe a pagamento, ma nessuno controlla e la gente sale liberamente. Invece dentro al museo di Castel Grande trovi un gentile addetto, che ti può fornire informazioni o i biglietti per visitare la collezione museale. Pochi gradini scendono e trovi la sezione che spiega la storia di Castel Grande, aperta da una sezione archeologica, ovvero ritrovamenti preistorici e romani sul monte; poi teche con monete antiche (affascinanti per un appassionato di numismatica come me). Infine pannelli illustrano lo sviluppo del castello nei secoli. In fondo una sala proietta un video sulla storia del castello, riassunta e spiegata bene.
Invece nelle tre sale del piano superiore c’è un piccolo tesoro: le tavole coi disegni dell’ “Albergo della Cervia”, che decoravano il soffitto ligneo. Sono pregevoli dipinti di età quattrocentesca milanese su carta poi incollati su legno: ammiri re biblici, imperatori romani, personaggi storici ed animali molto belli.

La murata

L'incredibile murata di Castel Grande da vedere a Bellinzona
L’incredibile murata di Castel Grande

Il luogo imperdibile è un altro: le mura del castello. Infatti la murata di Castel Grande vale il viaggio a Bellinzona. Uscendo dal cortile d’onore trovi un prato in discesa, racchiuso tra altre mura merlate in pietra; ci puoi salire dai gradini ai due estremi, oppure ti issi dal punto basso a metà (come me). Da qui la vista verso l’esterno è buona, ma salire serve soprattutto per raggiungere la murata sforzesca che si protende nella città bassa. Lo scorcio è fantastico, soprattutto se scendi e ti volti verso Castelgrande: la murata merlata ti guida lo sguardo verso il castello, con le torri vicine che svettano nel cielo, le montagne attorno e la roccia su cui è costruita la fortificazione ben visibile. È una vista iconica, fiabesca, una delle migliori mai viste; l’avranno usata in tantissimi film. Ai piedi del castello c’è una vigna, poi comincia il centro di Bellinzona.

3.3 Piazza Governo

Il Palazzo del Governo cantonale in Piazza Governo a Bellinzona
Il Palazzo del Governo cantonale in Piazza Governo

Se invece di salire entri nella murata, un passaggio misterioso porta in città: è uno dei 3 modi per salire/scendere da Castel Grande, oltre all’ascensore e la via dalla piazza principale (Salita Castelgrande). Quando la luce inonda il passaggio, capisci che devi uscire, sebbene la murata continui. Le mura in pietra dall’esterno sembrano costruite ieri: sono perfette!
Attraversi la strada e con via Orico ritrovi il centro storico di Bellinzona, intimo e tranquillo. Pochi passi e lo spazio stretto si allarga all’improvviso in Piazza Governo, che prende il nome dal Palazzo del Governo cantonale del Canton Ticino; il possente Palazzo delle Orsoline sorse come convento ed ha lo stile francese con piccolo orologio nel frontone. Nella piazza irregolare c’è un angolo verde con alberi e la fontana di una foca che spruzza acqua, qualche edificio grazioso e colorato, uno scorcio sull’imponente castello ed il Teatro Sociale di Bellinzona, neoclassico.

3.4 Piazza Nosetto ed il Palazzo Comunale

Il Palazzo Comunale di Bellinzona (Ticino) in Piazza Nosetto
Il Palazzo Comunale in Piazza Nosetto

L’itinerario continua proprio in via Teatro, che offre uno scorcio interessante: palazzi antichi e decorati, porticati a sinistra e una stretta via al centro. Sul fondo spunta una torre: la raggiungo curioso e mi ritrovo nella piccola Piazza Nosetto, dalla forma triangolare. Su due lati ammiri splendidi palazzi con porticati e tanti negozi; nel terzo lato svetta il Palazzo Comunale con la torre dell’orologio, costruito nel 1924 in sostituzione di quello quattrocentesco; è in stile neo-rinascimentale e puoi entrare nel cortile per ammirare due ordini di loggiati in pietra e mattoni, stemmi viscontei e un cannone in un angolo. Si vede che è recente: ricorda più un palazzo eclettico come quello della Camera di Commercio di Mantova (ma più lineare).
Al centro della graziosa piazza c’è un albero, che capeggia frontalmente allo stemma rosso di Bellinzona con biscione, appeso al Palazzo Comunale. Ai piedi della torre invece una bella fontana.

3.5 Piazza Indipendenza e Piazza Collegiata

Piazza Collegiata a Bellinzona, da vedere in Canton Ticino
Scorcio di Piazza Collegiata

Imboccando la via che costeggia il Palazzo Comunale ed il suo porticato trovi altri belli scorci colorati e l’arco di un palazzo con insegna nobiliare scolpita. Sul fondo noto un palazzo giallo: chiude Piazza Indipendenza, dove sfocia la via. Qui finisce il tratto pedonale: sebbene qualche auto gira attorno alla rotonda con obelisco al centro, la piazza rimane tranquilla. Sulla sinistra attira l’attenzione la Chiesa di San Rocco con due affreschi antichi sulla facciata; uno raffigura proprio il santo. Purtroppo l’ho trovata chiusa, perciò ritorno indietro e oltrepassando Piazza Nosetto sfioro la neogotica Casa Rossa del 1860, con esuberante facciata decorata con terracotta; il paragone con Milano viene naturale: l’artista lavorò anche alla Casa del Manzoni. Ancora un passo e si apre la triangolare Piazza Collegiata, cuore di Bellinzona. Vivace con tavolini all’aperto, è circondata da splendidi palazzi come la settecentesca Casa Chicherio, arricchita da busti di personaggi italiani di spicco come Ariosto, Dante, Galileo e Tasso. Nonostante siano svizzeri da 500 anni, è evidente che culturalmente siano ancora italiani. 

3.6 La Collegiata dei SS. Pietro e Stefano

Collegiata di Bellinzona in stile barocco, da vedere in Ticino
La Collegiata di Bellinzona in stile barocco

Sulla destra, rialzata su una scalinata, spicca la Collegiata dei SS. Pietro e Stefano, la chiesa più grande e importante del Canton Ticino. Fu costruita a partire dal 1515 demolendo un’antica chiesa; sebbene appartenesse già alla Confederazione svizzera, la chiesa risente tantissimo dell’impronta lombarda; del resto l’architetto ticinese Tommaso Rodari lavorò anche al Duomo di Como. I lavori terminarono nel 1785.
La facciata in pietra di Castione è sobria, con rosone centrale ed 8 statue; il portale centrale è barocco, quelli laterali rinascimentali. Tutto cambia all’interno, dove domina lo stile barocco nell’unica grande navata impreziosita da cinque cappelle sui lati abbellite da molti stucchi. Vedi marmi meravigliosi e riccamente decorata con statue ovunque e quadri come la Crocifissione di Simone Peterzano. Barocco eccellente, seppur non di autori di primo piano; lo dimostra il pulpito. Magnifica pure la rinascimentale Fontana Trivulzio, un’acquasantiera. Solo la volta dipinta stona, non così doviziosa. 

 

4. Lugano in inverno

Vista di Lugano dall’alto con campanile, monti e lago
L’iconica vista dall’alto di Lugano

Il mio tempo a Bellinzona è scaduto: ripercorro Viale Stazione e vado a prendere il treno per Lugano. Sarei rimasto di più, anche per ammirare il Castello di Montebello e il Castello di Sasso Corbaro, entrambi Patrimonio Unesco; però in inverno non sono visitabili, puoi solo salire per osservarli da fuori. Invece appena fuori dal centro sorge l’interessante chiesa della Madonna delle Grazie. Terrò tutto per la mia prossima visita a Bellinzona.
Saluto Castel Grande dal finestrino ed in pochi minuti il treno tranquillamente raggiunge Lugano. Il cielo è nuvoloso, il crepuscolo è vicino. Potrei prendere l’autobus per l’hotel, ma decido di visitare velocemente il centro. Innanzitutto fotografo l’iconica vista dall’alto di Lugano col campanile della cattedrale, un cipresso, il lago sotto e le montagne come sfondo. Magnifica: emoziona sempre.
Una funicolare sale fin qui. Io faccio il percorso inverso scendendo i gradini: portano direttamente nel cuore della città.

4.1 La Cattedrale di Lugano

Facciata rinascimentale della Cattedrale di Lugano in Svizzera
Facciata rinascimentale della Cattedrale di Lugano

In primo luogo i gradini raggiungono la Cattedrale di San Lorenzo di Lugano. Nell’altra visita era in restauro, perciò la visito curiosamente. Ora la facciata rinascimentale in pietra bianca risplende; compatta ed elegante, ha un rosone centrale e tre portali esaltati da figure umane scolpite magnificamente nei bassorilievi. Si notano anche elementi romanici della chiesa originaria.
Dentro ha un mix di stili totalmente diverso dalla Collegiata di Bellinzona; anche qui trovi lo stile barocco (soprattutto nelle cappelle laterali), ma domina lo stile rinascimentale con decorazioni ed affreschi cinquecenteschi ispirati da Bernardino Luini e Gaudenzio Ferrari. Osservo con attenzione dettaglio dopo dettaglio, come i raggi luminosi della volta che mi ricordano il Castello Sforzesco di Milano o le delicate Madonne e santi dipinti sui pilastri. Ha soffitto basso, tre navate e per dimensioni è piccola; del resto è cattedrale solo dal 1888. Però ha un fascino eccezionale, è un gioiellino! 

4.2 Il centro storico di Lugano

Elegante angolo di Piazza della Riforma a Lugano in inverno
Elegante angolo di Piazza della Riforma a Lugano

Stranamente la Cattedrale è su un colle che sovrasta il centro: il sagrato è un terrazzo. Da lì parte via Cattedrale che scende nel centro storico di Lugano. Passi tra scorci interessanti e palazzi eleganti, come Palazzo Riva in Piazza Cioccaro; accanto è stupendo pure il pittoresco Ristorante Gabbani: sembra uscito da un film.
Infine incroci via Nassa, la via del lusso e dello shopping di Lugano; svoltando a sinistra compare la piazza principale: Piazza della Riforma col Municipio giallo in stile neoclassico. Nel cuore politico e commerciale della città in inverno l’atmosfera è tranquilla e gira poca gente, ma ammiri gli stupendi palazzi attorno: dall’aspetto non diresti di essere in Svizzera.
Un altro passo e sono sul lungolago di Lugano. Qui si nota che è inverno: pochi passanti, alberi spogli, barche a secco, mentre la vista è grigia e malinconica per le nuvole. Solo papere e cigni nuotano.  

Chiesa di Santa Maria degli Angioli

Capolavoro di Bernardino Luini in Santa Maria degli Angioli a Lugano (Svizzera)
Il capolavoro di Bernardino Luini in Santa Maria degli Angioli

Però passeggiare sul lungolago di Lugano è sempre un piacere, anche in inverno. Svoltando a sinistra raggiungerei il magnifico Parco Ciani, grande attrazione cittadina. Invece proseguo verso destra per l’altra gemma rinascimentale di Lugano: la chiesa di Santa Maria degli Angioli (si chiama proprio così).
Da fuori non lo diresti: la facciata a capanna è priva di decorazione; appartenendo ai francescani osservanti, è normale. La chiesa fu costruita tra 1499-1515, poi fu aggiunto il convento. Punto di partenza per missioni cattoliche durante la Controriforma, adesso è famosa per il capolavoro di Bernardino Luini: Passione e Crocifissione. L’esuberante dipinto è sul tramezzo, ovvero la parete che divide aula e presbiterio, insolito da trovare in una chiesa. Dello stesso Luini (allievo di Leonardo da Vinci) l’Ultima Cena sulla parete sinistra; altri affreschi cinquecenteschi sono della scuola del Bramantino.
Anche nel presbiterio trovi affreschi, ma stanno per cominciare messa: perciò esco velocemente.

4.3 Pensiero su Lugano

Lungolago di Lugano in inverno con barche e Monte San Salvatore
Lungolago di Lugano in inverno

Attorno alla chiesa osservi da un lato edifici eclettici, dall’altro un sontuoso palazzo recente. Se passi oltre spunta il museo LAC (acronimo per Lugano Arte e Cultura). Essendo davanti al lago (“lac” in dialetto lombardo) ha un nome perfetto; peraltro l’architettura contemporanea appuntita verso le acque sembra la prua di una barca.
Io però sono molto stanco per l’intensa giornata, per cui prendo l’autobus che passa proprio da questa strada e torno in hotel. Comunque è la seconda visita di Lugano e per la seconda volta rimango colpito da quanto stridono gli edifici della città: accanto ad un monumento antico non hanno avuto remore di costruire ex novo un palazzo moderno o contemporaneo; inoltre le ville hanno fatto capolino su tutti i rilievi attorno alla città ed al lago. Tutto senza un criterio urbanistico apparente, senza salvaguardare la storicità ed il paesaggio. Sarò troppo abituato all’Italia, ma mi lascia perplesso.

4.4 Cena al Ristorante Al Barilotto

Tagliata di manzo del Ristorante Al Barilotto a Lugano
La tagliata di manzo del Ristorante Al Barilotto

Dopo una meritata doccia, scendo a cena al Ristorante Al Barilotto, che sorge accanto all’hotel ed è convenzionato. Si chiama così perché la porta d’ingresso ricalca il barile di una botte. L’interno è addobbato con tovaglie a quadretti rossi che creano una bella atmosfera retrò da trattoria familiare: mi piace moltissimo. La luce leggermente soffusa aiuta a essere tranquilli e intimi a tavola.
Nonostante sia anche una pizzeria, io scelgo dal menù del ristorante: con una birra ordino i ravioli dello chef con ricotta e spinaci su un letto di pomodorini e burrata. Sono gustosi e mediterranei, ma terminano presto: ne avrei mangiati il doppio. Così prendo anche una tagliata di manzo con rucola, scaglie di grana e patate novelle. È il piatto migliore: la carne è deliziosa.
Infine torno in camera a rilassarmi: il weekend in Canton Ticino in inverno è appena iniziato e domani altre bellezze mi attendono.

 

5. Giro sul Lago Maggiore svizzero

Battello Milano attraccato sul Lungolago di Locarno
Il battello Milano attraccato sul Lungolago di Locarno

Al risveglio Lugano dorme ancora. Dal balcone la vista sul lago sembra crepuscolare, ma presto schiarisce; una spruzzata di neve decora le punte dei monti.
Faccio colazione all’Hotel De la Paix; alle 7:40 sono l’unico nell’ampia sala. Il buffet è abbastanza fornito e vario. Prendo un po’ di ananas, melone e succo di arancia e sono felice di trovare croissant già riempiti di crema e marmellata: si nota la vicinanza all’Italia! Al cameriere gentile ordino un cappuccino.
Lo sorseggio con calma, ma oggi devo avere precisione svizzera negli orari. Così esco dall’hotel, dove a pochi metri trovo la fermata dell’autobus per andare in stazione, da cui prendo il treno per Locarno. Soggiornando in Ticino hai offerto il Ticino Ticket con cui viaggi gratis sui mezzi di trasporto cantonali (oltre a molti sconti). Idea fantastica! Il treno arriva in anticipo, così posso entrare e sedermi prima della partenza: questo è il segreto della puntualità svizzera.

5.1 In battello sul Lago Maggiore svizzero

Vista brumosa navigando sul Lago Maggiore in inverno
Navigando sul Lago Maggiore in inverno

Paesaggi di campagna, poi a Minusio spunta il Lago Maggiore blu a sinistra, con curioso castello sulla riva. Infine alle 9:38 arrivo puntuale a Locarno. Sono felice perché è tanto tempo che volevo venire a visitare questi posti. 
In un attimo dalla stazione sono sul lago. Anche oggi cielo nuvoloso e triste, ma rende gli scorci affascinanti. In breve raggiungo l’imbarcadero di Locarno: i grandi battelli “Milano” e “Torino” sono attraccati placidi, mentre in inverno si usano quelli  più piccoli.
Faccio il biglietto ed alle 10:10 il battello salpa sul Lago Maggiore svizzero, scendendo lungo la sponda occidentale, quella “piemontese”. La navigazione regala magnifiche viste sulle montagne innevate prospicienti l’ampio lago… almeno per chi è abituato al Lago di Como come me. Fermata veloce a San Nazzaro ed Ascona, ma ripartiamo tra altri paesaggi brumosi, con bellezze naturali ai piedi dei monti. Dopo 45 minuti di navigazione siamo a destinazione.

5.2 Le Isole di Brissago

Le Isole di Brissago, da vedere in Ticino sul Lago Maggiore
Villa Emden rende inconfondibile le Isole di Brissago

Una delle gemme del Lago Maggiore svizzero sono le Isole di Brissago, due piccoli speroni rocciosi che emergono vicino alla costa. Prendono il nome dal paese più vicino, mentre loro hanno tanti nomi: Isolino, Isola dei Conigli o di Sant’Apollinare quella minore, Isola Grande o Isola di San Pancrazio (dal nome della chiesa che c’era) quella maggiore. Solo quest’ultima è visitabile ed aperta ai turisti da marzo ad ottobre; però dal 2025 organizzano pure un’apertura invernale nel weekend; acquisti i biglietti d’entrata assieme a quelli del battello.
Saltuariamente le isole sono collegate con un ponte, come lo scorso autunno per festeggiare i 75 anni di apertura al pubblico. Negli altri periodi attracchi e visiti l’Isola Grande di 2,5 ettari con il Parco botanico del Ticino. Questo sfrutta il clima insubrico piovoso e mite (tipico dei laghi italiani): spesso ha 1-2° più della terraferma; ciò consente alle piante subtropicali di crescere.

Storia delle Isole di Brissago 

Il bagno romano voluto da Max Emden sulle Isole di Brissago
Il bagno romano sulle Isole di Brissago

Le Isole di Brissago hanno rivelato resti romani e furono rifugio contro le invasioni barbariche; poi per secoli si insediarono le monache. Però hanno legato il nome a due personaggi: la baronessa Antoinette de Saint Léger, figlia illegittima dello zar di Russia, che comprò le isole nel 1885 perché le piaceva la zona. Appassionata di botanica, fu lei a creare un giardino botanico importando terra da mettere sulla roccia e piantando tantissimi alberi; prima non ce n’erano.
Gravata dai debiti, nel 1927 dovette vendere a Max Emden, uomo d’affari tedesco. Egli abbatté la dimora della baronessa e un’antica chiesa per costruire il possente palazzo rosa che ammiriamo ora; al contempo creò il giardino d’inverno, il bagno romano e la darsena decorata da statue. Max Emden morì misteriosamente nel 1940, forse ucciso dai nazisti. Il figlio scappò in Cile; le isole abbandonate furono comprate dal Canton Ticino e aperte al pubblico.

Il giardino botanico

Isole di Brissago: pianta sudafricana in fiore nel giardino botanico
Fioritura di pianta sudafricana sulle Isole di Brissago

Il battello si avvicina tranquillo, lasciandoti ammirare gli alberi che circondano il grande palazzo dell’Isola Grande, con la darsena proiettata nel lago. Sbarco e mi colpiscono i cipressi calvi – rossi in inverno – che crescono direttamente nell’acqua; li ho visti anche sul Lago d’Iseo. All’ingresso ti danno la mappa del giardino botanico, che segnala che le piante sono suddivise per aree geografiche e aree tematiche, ovvero divise per provenienza (Mediterraneo, Australia, Sud Africa, America o Asia) oppure se sono piante acquatiche, carnivore, utili, succulente, preistoriche o epifite (che crescono sulle altre). In totale il giardino botanico ospita oltre 2000 specie vegetali diverse, molte delle quali subtropicali ed esotiche; perciò è un luogo unico della Svizzera!
Con l’ingresso offrono una breve visita guidata e un foglio per la caccia al tesoro botanico: devi trovare i nomi delle piante disegnate. Indovinando vinci un premio; è per bambini, ma lo ricevo anch’io.

Visita delle Isole di Brissago in inverno

Cycas e piante primitive, giardino botanico delle Isole di Brissago
Il sentiero tra le piante primitive sulle Isole di Brissago

Le statue della darsena contrastano con le case di Porto Ronco sull’altra sponda; scorcio da Lago di Como. Poi imbocchi il sentiero che sale tra alberi asiatici e gira sul pendio sotto a Villa Emden. Sulla punta nord trovi l’area mediterranea e belle viste. Prosegui passando davanti all’altro lato della villa: qui c’è il giardino d’inverno e lo stagno circondato da piante. Poi il sentiero tra piante primitive (cycas e ginkgo biloba) scende verso la punta orientale, dove un bosco di bambù con capanna nasconde il bagno romano, con vasca in marmo con statua circondata da piante medicinali e utili come avocado, pepe e caffè. Stupendo qui l’arco con vista su Ascona e sulla villa.
Il prato degli eucalipti prende il nome dal bosco voluto dalla baronessa e si protende verso la punta sud, dove incontri altre piante dell’Oceania; sulla sinistra agavi verso il lago che ricordano la Liguria, in fondo il pozzo nascosto. Sorprendono i tanti fiori invernali: molti sono di piante del Sud Africa. Peraltro in inverno visiti il giardino praticamente da solo: è tutto per te! Un percorso rettilineo riporta al Prato delle Palme e alla villa.

Pranzo a Villa Emden

Sala di Villa Emden sulle Isole di Brissagno in Ticino (Svizzera)
Sguardo nelle sale di Villa Emden

Tutto il giardino è imperniato attorno a Villa Emden, il grande palazzo con 30 stanze costruito tra 1927-28. Durante la bella stagione è visitabile, in inverno no perché ospita le piante che non sopportano le temperature più rigide. Però mi lasciano sbirciare la magnifica Sala degli specchi con pavimento in marmo di Carrara e cotto fiorentino e il possente scalone. È meraviglioso che nella bella stagione ci sono 10 stanze per dormire qui e godersi l’isola dopo la chiusura. Dev’essere un’esperienza unica!
Mi godo però il pranzo al Ristorante Villa Emden, sempre nel palazzo. Stupenda musica retrò crea atmosfera di classe. Prendo le lasagne alla bolognese consigliate dalla cameriera e birra locale del Birrificio S. Martino Bioggio. Piatto molto gustoso, ma porzione piccola per me; così ordino anche la crema di patate e porri. Lo chef Antunes è stato premito come chef emergente 2025; capisco perché: i piatti sono deliziosi. 

5.3 Ascona

Battello sul Lago Maggiore in Svizzera verso Ascona
Il battello mi porta nella coloratissima Ascona

A malincuore abbandono l’isola e riprendo la navigazione sul Lago Maggiore. In poco percorro i 3,5 km per raggiungere Ascona, che appare bellissima; dalla barca scorgi i palazzi colorati ed il campanile della chiesa che spunta. Capisco perché è chiamata “la perla del Lago Maggiore” e rientra tra i Borghi più belli della Svizzera. Anche se stonano le troppe case costruite sulle colline attorno (come Lugano).
Il lungolago è il luogo topico di Ascona: definito Piazza Giuseppe Motta, è perfetto per una passeggiata. Ammiri viste sul lago, barche attraccate e case colorate, soprattutto ora che il sole le esalta. In inverno è tranquillo, nella bella stagione i tavolini all’aperto dei ristoranti lo rendono vivace. Sul margine di sud-est spunta un edificio con torre: è l’antico Castello Ghiriglioni, ora trasformato in hotel; sul lato scorgi un arco in pietra. Invece la scritta “Ascona” accanto al lago è perfetta per una foto.

Piazza San Pietro

Piazza San Pietro ad Ascona con Casa Serodine e Municipio
Piazza San Pietro ad Ascona

Poi mi faccio guidare dal campanile in pietra, che raggiungo. Dal lungolago regala un bello scorcio, in mezzo a due palazzi; quello rosso intenso a sinistra è il Municipio di Ascona. Il campanile però sorge appena dietro agli edifici del lungolago, nella piccola e graziosa Piazza San Pietro. È il cuore del borgo, con tre luoghi importanti. Oltre al Palazzo comunale, ad est del comune ammiro la magnifica Casa Serodine, con stupendi stucchi sulla facciata del 1620; la Madonna con Bambino al centro è adorabile. Il campanile con orologio e meridiana segnala invece la chiesa dei santi Pietro e Paolo con modesta facciata gialla. Non farti ingannare ed entra: all’interno le tre navate custodiscono affreschi antichi (alcuni parziali) e belle colonne. Però l’attenzione va al bellissimo presbiterio affrescato da Francesco Pancaldi (1770 circa) con tre quadri del pittore italo-svizzero Giovanni Serodine. La balaustra in marmi policromi li esalta.

Le vie del centro storico

Ascona regala scorci tra case colorate: è da vedere in Canton Ticino
Ascona regala scorci tra case colorate

Attorno alla chiesa partono tante vie medievali, strette e contorte tra le case colorate. Spesso semplici, guardando con attenzione possono regalare dettagli preziosi come un bassorilievo oppure scorci improvvisi verso il lago; quello migliore però incornicia il campanile della chiesa tra i colori delle abitazioni. Sui muri scorgo anche street art: sono pezzi di carta colorati incollati alle pareti; li avevo trovati anche su alcuni edifici del lungolago: deve essere un artista locale ed impreziosisce Ascona.
Procedendo verso ovest si incontra presto via Borgo, più ampia e spaziosa; praticamente delimita il centro storico ed è ricca di negozi; tra questi spiccano i tanti centri d’arte, spesso con bizzarre opere contemporanee in mostra (come a Mykonos). Scendendo verso il lago la strada poi risale e regala un panorama fantastico sulle case colorate del lungolago e porticciolo davanti. Proseguendo sulla collina trovi la chiesa di San Michele, costruita dove sorgeva l’omonimo castello.

Il Collegio Papio

Affreschi della Chiesa di Santa Maria della Misericordia di Ascona
La bellezza della Chiesa di Santa Maria della Misericordia

Addentrandoti nel borgo verso est tra le strade contorte ti imbatti nell’ex chiesa di San Sebastiano, quasi irriconoscibile; è divenuta un museo parrocchiale che conserva il cappello del cardinale Carlo Borromeo che dimenticò qui durante una visita: è il tesoro di Ascona. Peccato che sia chiuso in inverno: non ho potuto vederlo.
Pochi passi e l’alberata via delle Cappelle conduce ad un altro luogo prezioso: il Collegio Papio. Istituito nel 1584 per volontà del beato Bartolomeo Papio, è una scuola prestigiosa. Lo visito perché ha uno stupendo chiostro rinascimentale con alcuni banani, ma soprattutto perché è associato alla Chiesa di Santa Maria della Misericordia. La chiesa è più antica: consacrata nel 1442, inizialmente apparteneva ad un convento domenicano. Dentro rimani senza parole: conserva meravigliosi affreschi tardogotici, sia nella navata che nel presbiterio; sono tra i dipinti più estesi della Svizzera. Eccezionali le storie del Vecchio e Nuovo Testamento divise in 102 riquadri. Stupendi anche gli spicchi della volta coi Padri della Chiesa e il superbo polittico dell’altare maggiore del 1519. Bellezza sorprendente.

Pensiero su Ascona

Case colorate del lungolago di Ascona in Ticino (Svizzera)
Meraviglioso scorcio del lungolago di Ascona

Nel 2025 Ascona ha vinto il titolo di “Villaggio svizzero dell’anno” per autenticità e fascino mediterraneo dato dalle palme e dalle case colorate. Insomma è un gioiellino notevole e sorprendente, non per nulla definito la perla del Lago Maggiore. Musei e gallerie d’arte, 4 castelli di un tempo di cui ricercare le tracce, tradizione che si unisce all’innovazione, tranquillità e paesaggi stupendi, eventi come il JazzAscona, un campo da golf nei dintorni e bellezze da scoprire, anche con itinerari nei dintorni. Che vuoi di più? Peraltro per vicinanza all’Italia qui prende pure la rete internet (come sulle Isole di Brissago).
Io raggiungo il parcheggio degli autobus per proseguire il viaggio, ma immagino che al tramonto ed all’imbrunire Ascona deve essere magica, con le luci dei palazzi del lungolago che rendono tutto pittoresco; deve garantire foto spettacolari! Vorrà dire che ci dovrò tornare per soggiornare qui una notte.

5.4 Locarno

La sorprendente Chiesa di Santa Maria Assunta a Locarno
La sorprendente Chiesa di Santa Maria Assunta a Locarno

Il fiume Maggia taglia a metà una piccola piana originata dai propri detriti: a destra sorge Ascona, a sinistra la “sorella” Locarno, più antica e storica. L’espansione urbanistica contemporanea le ha portate a toccarsi; del resto la distanza è ridotta ed in poche fermate l’autobus raggiunge Locarno.
Il centro storico è molto più ampio e disordinato, con strade contorte che risalgono un pendio vicino al Lago Maggiore.
Sono state trovate tracce della Preistoria e celtiche, oltre che romane. Ma l’abitato assunse importanza dall’anno 1000 come dominio milanese, specialmente sotto la signoria dei Visconti. Gli stessi Visconti la riconquistarono nel 1340 dopo esser diventata territorio comasco. Con la cessione ai Confederati svizzeri nel 1516 cominciò un periodo di decadenza terminata nell’Ottocento con l’industrializzazione. È stata anche una delle capitali a rotazione del Canton Ticino, mentre ora è la terza città per abitanti, divenuta nel Novecento una rinomata località turistica internazionale.

Il Castello Visconteo

L'affascinante Castello Visconteo, da vedere a Locarno in Svizzera
L’affascinante Castello Visconteo di Locarno

L’enorme rotonda di Piazza Castello segna l’inizio del centro storico. Prende il nome dal Castello Visconteo di Locarno accanto, costruito con possenti rocce grigie. Non l’avevo mai sentito, perciò mi ha sorpreso trovarlo. Pietre a parte, le forme sono tipiche delle rocche viscontee, specialmente nella torre tonda; mi ricorda il Castello di Vogogna. Costruito nel 1341 dopo la riconquista milanese, ha subito tante modifiche nei secoli: è diventato residenza signorile dei conti Rusca, alloggio per soldati, fu parzialmente smantellato dagli Svizzeri, infine prigione. La parte ben conservata è frutto di un restauro di inizio Novecento.
Osservandolo noti che è diviso in due: la parte antica ha un prato da un lato e dall’altro resti di muri bassi, oltre cui sorge il nucleo residenziale; qui trovi il Museo Civico e Archeologico, che custodisce preziosi vetri romani. Sulla destra la Casorella, un palazzo signorile cinquecentesco costruito sopra al castello ora divenuto museo. 

Le chiese di Locarno

Stile barocco della Chiesa di Santa Maria Assunta a Locarno
L’esuberante barocco della Chiesa di Santa Maria Assunta

Essendo molto più grande di Ascona, Locarno ha molti monumenti da vedere. Tra tutti spiccano le tante chiese interessanti e belle, tutte diverse l’una dall’altra.
Accanto al castello trovi la Chiesa di San Francesco, con facciata semplice in una graziosa piazza; all’interno bellissimi stucchi e affreschi, anche trompe l’oeil. Pochi passi portano in Piazza Sant’Antonio, dove c’è il Museo Casa Rusca con pinacoteca, ma soprattutto la Chiesa collegiata di Sant’Antonio Abate con imponente facciata neoclassica; dall’interno barocco mi aspettavo di più. Addentrandoti tra le vie scopri la Chiesa di Santa Maria Assunta (o Chiesa Nuova), con magnifiche statue in stucco sulla strada, anche sull’attigua Casa dei Canonici; il san Cristoforo è enorme! L’interno è una meraviglia barocca di inizio Seicento, quasi rococò: esuberanti stucchi ed affreschi sulla vita della Vergine coprono completamente il soffitto, il coro e le due cappelle laterali.
Peraltro è pregevole trovare aperte tutte le chiese.

La Piazza Grande

Weekend in Ticino: la colorata Piazza Grande di Locarno
La colorata Piazza Grande di Locarno

Invece le vie contorte sono meno aggraziate di quelle di Ascona. Anche qui c’è stato un processo di “luganizzazione”, con edifici moderni in contrasto con quelli storici. Qualche bel dettaglio, ma anche angoli trascurati.
Se scendi, inevitabilmente ti ritrovi nella splendida Piazza Grande dalla forma irregolare e allungata, con armoniosi palazzi colorati a contornarla; mi ricorda quella di Lovere. Da lontano vedi spuntare sui tetti la Torre del Comune trecentesca con orologio: regala un ottimo scorcio; avvicinandoti e passeggiando nella piazza sparisce dietro ai palazzi.
L’ampio e colorato viale pedonale verso il lago affianca il Walk of Fame di Locarno, un giardino arricchito da impronte di mani e firme di tantissimi artisti internazionali; ho riconosciuto Sting, John Legend, i Ricchi e Poveri, Michael Stipe… Che mix curioso con artisti tipicamente italiani! Non mi stupisce: qui organizzano il Locarno Film Festival, il secondo festival cinematografico più antico dopo quello di Venezia.

Il lungolago di Locarno

Lungolago di Locarno in inverno con pioppi e monti innevati
L’atmosfera retrò del lungolago di Locarno in inverno

In fondo ritrovo il lungolago con l’imbarcadero, dove sono partito stamattina; accanto tre enormi pioppi protesi sulle acque regalano una vista affascinante. Il lungolago di Locarno offre una bella l’atmosfera retrò, grazie ai lampioni e balaustre ferree alternate a cemento in stile antico. Alberi e pontili incorniciano le barche attraccate ed i monti innevati di fronte. Una striscia di aiuole verdi abbraccia tutto il lago, con qualche statua o monumento a decorarla.
È un luogo vacanziero: si nota. Vedo tanti hotel, mentre le palme regalano il fascino mediterraneo che rende il Canton Ticino speciale per i turisti del nord Europa.
Pochi passi e sono in stazione per tornare a Lugano: mi attende ancora il Ristorante Al Barilotto. Comunque da Locarno mi aspettavo di più: avevo alte aspettative e non le ha rispettate. Per ordine e aspetto a volte trascurato e contorto del centro storico sembra più l’Italia che la Svizzera.

 

6. Due borghi attorno a Lugano

Il Lago di Lugano a Gandria, borgo del Ticino da vedere
Vista sul Lago di Lugano a Gandria

L’ultimo giorno del mio weekend in Canton Ticino in inverno lo dedico ad esplorare due borghi nei dintorni di Lugano: uno verso est, l’altro verso sud. Due direzioni opposte rispetto al centro. Fortunatamente i mezzi pubblici di Lugano e del Ticino ci arrivano facilmente.
Quindi risveglio placido: oggi niente treni o coincidenze. Faccio colazione con calma, sebbene preferivo il silenzio di ieri all’odierno frastuono. Risalgo, faccio la valigia e la lascio custodita nella hall dell’hotel dopo il checkout. Poi esco a prendere l’autobus numero 2 che porta a Castagnola, frazione di Lugano ad est; sorprendentemente arriva con 2 minuti di ritardo. Alle fermate leggere cartelli e mappe non è così semplice, anche per le tantissime linee. Facile invece capire gli schermi sugli autobus.
Oggi splende un bellissimo sole, ma in mattinata le temperature sono basse. Però dai finestroni dell’autobus le viste sul lungolago di Lugano ingannano: non sembra affatto inverno.

6.1 Il Sentiero dell’Olivo

Idillica vista sul lago di Lugano dal Sentiero dell'Olivo o di Gandria
Idillica vista sul lago dal Sentiero dell’Olivo

Scendo alla fermata “Castagnola San Domenico”; lì comincia via Cortivo che scende vicino al lago, ma soprattutto porta al sentiero di Gandria o Sentiero dell’Olivo, un percorso di 3,3 km inaugurato nel 2002. Percorre le pendici del Monte Brè e la destinazione è il borgo di Gandria, dopo 35 minuti di cammino semplice.
Nei primi 10 minuti seguo la via asfaltata, sfiorando inizialmente dall’alto ville e case moderne sul lago. Tra queste c’è la grande Villa Favorita (che non vedi) e Villa Heleneum, con palme e colonne neoclassiche presso il lago blu che regala scorci fantastici; ricorda Villa Monastero a Varenna. Dopo quella sei a livello del lago e con un arco inizia il sentiero segnalato. Costeggi le case della frazione San Domenico, tra cui una piccola cappella ed un lido per l’estate. Ma soprattutto sulle pendici vedi subito terrazzamenti storici di ulivi che danno il nome al sentiero.

Percorrendo il sentiero

Cosa fare a Lugano? Percorrere il Sentiero dell'Olivo nella natura
L’unica scalinata del Sentiero dell’Olivo

Lungo il sentiero 12 pannelli esplicativi segnalano 12 tappe: raccontano tutto, dalla storicità degli ulivi in zona alla formazione geologica delle rocce.
Nella piazzetta di San Domenico a gennaio le camelie rosse sono già in fiore. Inoltre osservo tanti cormorani che prendono il sole su una piattaforma galleggiante; a destra scorgi ancora Lugano col tondeggiante Monte San Salvatore. Successivamente sali un po’ e sfiori pareti di roccia nuda: è calcare di Moltrasio del giurassico. Dall’altro lato invece sempre magnifiche viste sul lago placido. Il pendio sale e scende dolcemente, tranne in un punto in cui curva e gradini ti aiutano a risalire la roccia, scolpita a mano: le scanalature sono evidenti. Quella curva crea un piccolo golfo con acqua cristallina; in basso senti cigni, papere e folaghe nuotare e rincorrersi. In inverno ti godi totalmente la natura perché incontri pochissime persone; è incredibile trovare un sentiero naturalistico in piena Lugano!

6.2 Gandria

Gandria è uno borgo da visitate vicino a Lugano in Ticino
Tra le vie colorate di Gandria

Il Sentiero dell’Olivo è lineare finché raggiungi Gandria che appare con alcune case tra gli ulivi. Poi il percorso diventa complicato: non so se proseguire su o giù nelle vie labirintiche del piccolo borgo; inoltre trovi le indicazioni di un altro sentiero. Poco importa: Gandria va visitata tutta, salendo e scendendo tra vie e scalinate ricavate tra case e piccoli giardini. Devi essere curioso e sbirciare dietro ogni angolo, oltre ogni bivio, tornando indietro per vedere l’altra direzione dove porta. In questo ricorda borghi del Lago di Como come Moltrasio, Menaggio alta o Varenna.
Gandria è stato un comune autonomo fino al 2004, quando è entrato nella Grande Lugano. Anticamente si raggiungeva solo via lago o tramite una scomoda scalinata o sentieri; solo nel 1936 fu inaugurata la strada, con collegamento diretto al borgo solamente nel 1951. Nel 2006 è stato eletto tra i 10 borghi più belli della Svizzera.

I luoghi da vedere a Gandria

Dentro la chiesa di S. Vigilio a Gandria, borgo vicino a Lugano
Dentro la chiesa di S. Vigilio a Gandria

Tra muretti e case in pietra, dopo pochi passi scorgi il campanile della chiesa di S. Vigilio, restaurata da poco; il santo mi ricorda Bergamo Alta. Facciata modesta, mentre l’interno è un bel barocco di provincia con cappelle decorate; inaspettato. Sul lato verso il lago vedi alcune tombe con iscrizioni; alle spalle la piccolissima piazza dove ferma il bus. 
Scendo le scale addentrandomi nel borgo, tra archi e scorci preziosi. Trovo una lunga via parallela al lago che mi ricorda Corenno Plinio; infatti ha vari affacci sul lago con scalette. La via porta a due grandi oleandri accanto all’Oratorio di San Rocco, seicentesco; dietro c’è il piccolo cimitero sul lago, con accanto tante piccole barche e l’attracco. Mi colpiscono le acque placide e trasparenti, oltre alla vista sulle montagne innevate sul fondo. Sono le Alpi italiane: il confine con la Valsoda e Menaggio è vicinissimo; ci arriva pure il bus.

La parte alta del borgo

Gandria è un borgo da vedere a Lugano e dintorni in Ticino
Panorama su Gandria dall’alto

Qui la via lungolago termina: gradini salgono ripidi verso un uliveto terrazzato. Per non perdere l’orientamento, torno indietro e al bivio precedente salgo per visitare la parte alta del borgo. Prima osservo l’ex Municipio, dove ora sventola lo stemma di Lugano. Poi ritrovo un cartello del sentiero e lo seguo: del resto 4 tappe riguardano Gandria. Il percorso mi fa attraversare un lungo uliveto, regalandomi una stupenda vista sul borgo col campanile che svetta, simile a quella di Laglio.
Poi ritrovo altre case e devo attraversare un arco, nonostante il cartello di divieto affisso! Peraltro c’è un affresco. Infine torno a curiosare tra case, giardini, scalinate e scorci interessanti. Gandria ha dettagli preziosi tipo qualche Madonnina dipinta, imposte verdi o azzurre, vasi di piante grasse, qualche negozio di ceramica… Ispirazione fotografica assicurata. È particolare trovare appese sui muri riproduzioni di quadri di Fritz Meijer, artista svizzero che si stabilì qui.

Pranzo alla Locanda Gandriese

Pranzo con vista alla Locanda Gandriese a Gandria (Ticino)
Pranzo con vista alla Locanda Gandriese

A metà borgo un altro arco ampio con tavolini sotto mi ricorda la Liguria. Sul muro è dipinta l’indicazione del ristorante dove vado a mangiare: la Locanda Gandriese. L’indirizzo dice Piazza Nisciör 3, ma è tutto fuorché una piazza: il passaggio è stretto. Qui è meglio prenotare: a gennaio c’è ampio spazio, ma durante la bella stagione è ambito. Sai perché? Ha una magnifica terrazza per mangiare vista lago, anche se piccola. Io faccio solo la foto, ma preferisco sedermi al caldo nonostante ora le temperature siano ottime.
Ordino risotto allo zafferano con ossobuco, piatto tipico lombardo che mi ricorda mia nonna. Da bere birra Ichnusa non filtrata come in Sardegna: del resto qui lo chef è sardo. Il risotto è strepitoso: uno dei piatti più buoni che abbia mai mangiato. Lo divoro velocemente, così prendo anche la polenta coi funghi porcini. Davvero un pranzo da ricordare e consigliare. 

6.3 Morcote

Cupola dell’Oratorio di Sant’Antonio da Padova di Morcote (Svizzera)
Cupola dell’Oratorio di Sant’Antonio da Padova di Morcote

Nella piazzetta prendo l’autobus che in pochi minuti mi porta alla stazione degli autobus “Lugano-Centro”, vivace e caotica; mi ha fatto ripensare (in piccolo) a quelle di Fortaleza in Brasile. Da qui partono molte linee, quindi le pensiline sono tante: è difficile capire quale mi serve. Così chiedo: la comodità del visitare il Canton Ticino è che parlano italiano. Mi indicano uno spazio defilato, fronteggiante un palazzo con magnifico portale barocco e bel cortile interno con statua di un cervo. 
Lì attendo l’autobus per Morcote, altro borgo gioiello del Lago di Lugano, stavolta verso sud. Il biglietto singolo costa 5,20 franchi (non poco), ma ho sempre il Ticino Ticket per viaggiare gratis sui mezzi. La linea 431 attraversa i dintorni di Lugano, tra paesi tranquilli. Purtroppo in inverno (soprattutto in settimana) molte corse terminano prima, a Casoro; anche io devo scendere ed attendere lì l’autobus successivo fino a Morcote. 

La parte bassa di Morcote

Scorcio del lungolago di Morcote sul Lago di Lugano in Svizzera
Angolo del lungolago di Morcote

Il viaggio riprende e dopo poco torno ad ammirare il Lago di Lugano, blu intenso. Infine appare il paese di Morcote, con case davanti al lago; gli Svizzeri sono così ricchi che alcuni hanno opere d’arte contemporanea in giardino! Scendo a “Morcote – Piazza Grande”, dopo 34 minuti circa di viaggio; per la pausa imprevista ho perso tempo prezioso.
Il borgo meraviglioso di Morcote è affacciato sul lago; a metà delle acque scorre il confine con l’Italia e Porto Ceresio.
Piazza Granda è la piazza principale, ma praticamente è un piccolo spazio triangolare accanto alla strada; è contraddistinta dalla Torre del Capitano, trecentesca e con tracce di affreschi. I palazzi antichi hanno arcate sotto cui trovi un bar e osteria con tavolini all’aperto. Poi trovi ristoranti ed eleganti hotel dalle grandi finestre. Il fascino esclusivo del luogo si respira immediatamente. Perciò ricorda un po’ Bellagio, un po’ la Costa Azzurra.

Il borgo

Scorcio di Morcote, uno dei borghi più belli della Svizzera
Scorcio del borgo di Morcote

Morcote è definita la Perla del Ceresio: dal 2016 rientra tra “I Borghi più belli della Svizzera” ed è stato eletto il borgo più bello della Svizzera. È tanto che voglio visitarla.
Il suo monumento principale è la chiesa di Santa Maria del Sasso, che spicca sulla collina; sovrasta la schiera di case davanti al lago. Ci sono due modi per arrivarci: il cartello a sinistra indica la via più corta, ma ripida: 10 minuti intensi di gradini più scalinata monumentale. L’altra scalinata è più dolce e lunga. Mi addentro nel borgo, tenuto bene ed ordinato; il ciottolato è ovunque. Rispetto al lungolago qui c’è un’atmosfera popolare e pragmatica: le case sono semplici, senza fronzoli o particolari decorazioni. Molto lombardo. Del resto le vie si chiamano “Strecia di…”, spesso con nome di una persona che viveva lì; anche il mio paese ha vie così. Gandria però ha più fascino.

La sorprendente salita

Morcote in Svizzera regala viste eccezionali sul lago di Lugano
L’eccezionale vista di Morcote con cappella e lago di Lugano

Salendo raggiungo la Chiesa di Sant’Antonio Abate; ma siamo sicuri che sia una chiesa? Un passaggio sotto un arco la attraversa! Passandoci osservi dalle grate interessanti affreschi quattrocenteschi. Proseguendo oltre il sentiero lastricato si affaccia su Parco Scherrer, tesoro naturale di Morcote (però chiuso in inverno); la piccola loggia panoramica ricorda Giardino Giusti a Verona; difatti da qui hai una superba vista sul lago tra palme, cipressi e natura.
Ritorno indietro per salire la scalinata monumentale di 404 gradini a serpentone: è l’ultima fatica. Supero anche una piccola cappella, che inquadrata dall’alto regala un’altra magnifica vista. Infine raggiungo un cortile con due edifici religiosi: a destra la chiesa, a sinistra l’Oratorio di Sant’Antonio da Padova, a pianta centrale ottagonale; ricorda le cappelle del Sacro Monte di Varese. Dentro la cupola affrescata con episodi evangelici mi lascia senza parole, così come le decorazioni barocche a stucco di Abbondio Paleari del 1682.

La Chiesa di Santa Maria del Sasso

Affreschi della Chiesa di Santa Maria del Sasso a Morcote
Interno della Chiesa di Santa Maria del Sasso

Dal Quattrocento Morcote fu un ricco centro di commerci collegato a Milano e Como. Queste ricchezze si evincono nei monumenti maggiori, come la Chiesa di Santa Maria del Sasso. Eretta nel Duecento, fu profondamente trasformata a fine Quattrocento e fine Cinquecento: perciò fonde lo stile rinascimentale al barocco.
L’ingresso è laterale ed ha affreschi sbiaditi dal tempo; alle spalle spicca il campanile romanico. L’interno è disordinato, ma splendido: si nota che è stata modificata nei secoli; ad esempio l’asse fu rovesciato nel 1578. Però affreschi rinascimentali, stucchi e dipinti trompe l’oeil si integrano in un pregevole mix stilistico. Sulle campate laterali osservi gli affreschi più antichi, che ricordano quelli del Monastero di San Pietro in Lamosa. Stucchi e dipinti ornano anche la Cappella del Santissimo Sacramento. Sebbene non abbia capolavori eccelsi e l’insieme non sia arioso, è preziosa e molto interessante. Una magnifica chiesa per un piccolo borgo.

Il Cimitero Monumentale

Il Cimitero Monumentale di Morcote con vista sul lago di Lugano
Scorcio del Cimitero Monumentale di Morcote

Uscendo dall’altro lato incontro subito il Cimitero Monumentale di Morcote, edificato nel 1750. Custodisce fedeli cattolici e protestanti, ma soprattutto lapidi e tombe hanno un incredibile affaccio sul Lago di Lugano e Morcote sotto. Mi fa pensare al cimitero di Torno.
Anche qui noto un mix stilistico, un apparente disordine. Attirano immediatamente le molte cappelle ottocentesche in stile antico, come il Mausoleo della Famiglia Caccia in stile neogotico decoratissimo. Accanto tombe più classiche, con delicati angeli a custodirle tra i cipressi; verso l’ingresso spicca un elegante angelo con ali aperte: è il simbolo del cimitero, seppure non sia l’Angelo di Monteverde a Genova. Tra queste sepolture però mi colpiscono le tombe contemporanee con lastre di vetro o una scultura bronza di Henry Moore sulla tomba di Carlo Bombieri.
Il cimitero è su più livelli: risale verso il monte. Facendosi sentire la fatica, ammiro lo scorcio con la chiesa e vado.

 

7. Conclusioni

Il crepuscolo su Lugano in un weekend in Ticino in inverno
Il crepuscolo su Lugano chiude il mio weekend in Ticino in inverno

Morcote avrebbe molto altro da offrire, a partire dai ruderi del castello, vari palazzi e ville ed il già citato Parco Scherrer che nella bella stagione attira moltissimi turisti. “Ci dovrò tornare”, penso mentre l’autobus mi riporta a Lugano.
Infatti il sole è già basso ed il mio weekend in Canton Ticino in inverno è terminato. Sono stati 3 giorni intensi, ma pieni di bellezze. È stato uno di quei viaggi che ti lascia la voglia di tornare per ammirarne altre. Del resto è stata come una fuga dall’inverno, un salto nel futuro verso la primavera che a gennaio in Ticino già si sente. Quindi è una destinazione perfetta per chi odia il freddo come me, oppure chi ama la tranquillità di visitare luoghi senza folla. Poi sono posti comodi da raggiungere, sia per precisi mezzi pubblici svizzeri, sia perché ad un passo dall’Italia. Ed alcuni sono meravigliose gemme nascoste!

 

Spero che Morcote, Gandria e le Isole di Brissago ti abbiano stimolato la voglia di visitarle: loro sono proprio sul confine, ma non così note in Italia. Se avessi domande lascia un commento oppure dimmi che ne pensi. Mi segui già sui social ?

 

Articolo in collaborazione con Ticino Turismo.

 

Video:

Panorama dalla Torre Bianca di Castel Grande a Bellinzona

La murata di Castel Grande a Bellinzona

Partenza in battello dalle Isole di Brissago

Gli affreschi della Chiesa di Santa Maria della Misericordia a Ascona

Il battello lascia il lungolago di Ascona

Sguardo dal treno sul Lago Maggiore a Minusio

 

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