Zagabria: cosa vedere in 3 giorni nella capitale croata

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Serve un motivo per visitare una delle capitali europee? Secondo me no: una dopo l’altra andrebbero viste tutte. Perciò ho deciso di visitare la capitale di uno stato che adoro; era l’ultima città principale che mi mancava. Sto parlando di Zagabria, la capitale della Croazia. Se ne sente parlare poco, per cui ero vivamente curioso e non sapevo cosa aspettarmi; domina più il fascino mitteleuropeo o mediterraneo? Quali sono i monumenti principali, oltre alla Cattedrale e la chiesa di San Marco? Quali sono le tradizioni ed i luoghi tipici da vivere?
Molti la visitano di passaggio in un giorno, ma questo a me non piace. Per conoscerla approfonditamente ho trascorso 3 giorni a Zagabria per non apprezzare solo le 10 cose da vedere a Zagabria, ma scovare curiosità e i meravigliosi luoghi in periferia come il Parco Maksimir. Quindi a Zagabria cosa vedere in 3 giorni? Te lo spiego subito.

  1. Informazioni per visitare Zagabria
  2. 1° Giorno a Zagabria
  3. Cosa vedere a Zagabria il 2° giorno
  4. Cosa vedere nella periferia di Zagabria­
  5. Zagabria: cosa vedere il 3° giorno
  6. Conclusioni

Zagabria cosa vedere in 3 giorni

1. Informazioni per visitare Zagabria

Pittoresco scorcio della Città Alta di Zagabria in Croazia
Pittoresco scorcio della Città Alta di Zagabria

Zagabria è la capitale della Croazia, oltre che esserne cuore politico, culturale e religioso. Adesso è una cosa assodata, ma in realtà la Croazia esiste solo dal 1991, quando si è resa indipendente della Jugoslavia. La conseguente guerra ha devastato i Balcani, ma per fortuna ha risparmiato Zagabria. Nel 1995 la pace ha segnato l’avvio di un processo democratico e crescita economica che hanno portato l’ingresso nell’UE nel 2013; dal 2023 ha adottato l’euro come moneta, abbandonando la kuna. Insomma è una delle capitali europee da vedere una volta nella vita. Per via del secolare dominio del Regno d’Ungheria (dal 1094) e degli Asburgo d’Austria (dal 1527), Zagabria ha un fascino mitteleuropeo dovuto all’ampliamento ottocentesco che la fa assomigliare a Budapest, Praga e Vienna, senza averne però la regale eleganza. Adesso la bellezza è intaccata dai tangibili danni del recente terremoto del 2020.
Ecco alcuni consigli utili per visitare Zagabria.

1.1 Arrivare a Zagabria

Vista aerea della campagna verde attorno a Zagabria
La campagna attorno a Zagabria dall’aereo

Zagabria sorge nel nord della Croazia, all’interno. A pochi chilometri la Slovenia, l’Ungheria è vicina; invece la Dalmazia e Spalato sono a 400 km, colpa dell’insolita forma a boomerang della Croazia. Per non parlare di Dubrovnik! Dal nord-est Italia puoi arrivare in auto, ma dalla Lombardia sono tante ore; perciò scelgo di raggiungere Zagabria in aereo. Dalla mia Bergamo impiega 55 minuti di volo: brevissimo.
Volando ammiro Grado e la sua laguna, con davanti la punta settentrionale dell’Istria che chiude il golfo di Trieste. Dopo appaiono colline verdi e boscose, leggermente punteggiate qua e là da tetti rossi delle case. Anche raggiungendo Zagabria spicca il colore verde di campi e boschi: i centri abitati sono pochi; anzi superiamo pure uno stupendo fiume cristallino. L’aeroporto è piccolo e tranquillo: la tipologia che adoro, così esco velocemente. Poi prendo il bus per Zagabria, che parte ogni 30 minuti; costa 8€ (direi troppo).

1.2 Dove alloggiare a Zagabria

I caratteristici tram azzurri di Zagabria in Croazia
I caratteristici tram celesti di Zagabria

Ampi spazi e prati verdi con ciclabili seguono la strada verso il centro; non sembra di essere in una città, in una capitale europea. Passiamo anche Nuova Zagabria (Novi Zagreb), il quartiere moderno a sud del fiume Sava. Dopo averlo attraversato in breve arrivi alla Stazione degli Autobus, dove scendiamo. È ai margini del centro storico, dove inizia la periferia. Pochi passi verso nord e scorre kneza Branimira street, una lunghissima via principale di Zagabria che da est porta alla stazione. Io ho deciso di alloggiare lungo la via, per essere in una posizione strategica: dalla stazione raggiungi velocemente il centro storico. Avevo sottovalutato però i pittoreschi tram celesti di Zagabria: passano di continuo lungo la via facendo tremare le pareti dei vecchi palazzi! Non credo che sceglierei ancora l’alloggio prospiciente la via; però più ti avvicini al centro storico, più salgono i prezzi. Per tutti hai pro e contro.

1.3 Come muoverti a Zagabria

Come visitare Zagabria? E' facile, si gira a piedi
Modellino della città di Zagabria vicino a Piazza bano Jelacic

Zagabria è facile da girare, anche a piedi. Il nucleo del centro storico è su due colline basse, con una piazza sottostante che unisce le due zone. Da lì comincia la parte ottocentesca pianeggiante, contraddistinta da un ferro di cavallo a U formato da giardini e parchi (ed edifici di spicco). La base della U è formata dal Giardino Botanico e dalla stazione, punto cardine della città; perciò da lì seguendo questa traccia naturale raggiungi il centro storico. Quindi alloggiare vicino semplifica la vita.
In tutta il centro mi sono mosso sempre a piedi; le distanze sono ampie, ma facili da percorrere. Invece ho usato i frequenti mezzi pubblici per raggiungere le gemme della periferia di Zagabria come il Cimitero Mirogoj ed il Parco Maksimir; l’alternativa poteva essere la bicicletta. Autobus o treni possono portarti a scoprire le bellezze attorno a Zagabria (dove io però non sono stato).

 

2. 1º Giorno a Zagabria

Zagabria da vedere: il Padiglione d'Arte e i fiori
Il Padiglione d’Arte esaltato dai fiori colorati

La mia visita di Zagabria parte proprio raggiungendo la stazione. Non per partire, ma per incontrare i giardini del ferro di cavallo verde, intervallati da magnifici palazzi di fine ‘800. Il primo tratto spalancato davanti alla stazione si chiama Trg Kralja Tomislava, intitolato al primo re croato che spicca sulla statua equestre. Gli occhi però vanno in fondo al giardino, verso il magnifico Padiglione d’Arte giallo: questa vista è un simbolo di Zagabria. Il giardino allungato e geometrico è decorato da tanti fiori, come violette: peccato che i tulipani sono già sfioriti. Al centro c’è una fontana con getti ballerini, mentre cani giocano nel grande prato; altre persone passeggiano o sono placidamente sedute sulle panchine. Attorno splendidi palazzi colorati, abbelliti da tante cariatidi: mi ricordano Trieste e per le forme allungate Bruxelles. Se guardi bene, scorgi tanti lavori in corso a causa del terremoto: anche nel Padiglione d’Arte. Che peccato.

2.1 I giardini del ferro di cavallo verde

Parco Zrinjevac con statue e fontane: da vedere a Zagabria
Parco Zrinjevac con statue e fontane

Continuando verso il centro storico, attraversi una strada e la natura prosegue; qui però trovi un parco frondoso. Prima custodisce una biblioteca; poi l’Accademia delle Arti e delle Scienze in stile neorinascimentale che ospita la Galleria dei Maestri Antichi con opere di Giovanni Bellini e Vittore Carpaccio. Purtroppo anche questo palazzo è in profondo restauro. Ammiro però la statua di JJ Strossmayer (1926) scolpita dal grande Ivan Mestrovic, che rappresenta il potente vescovo che creò e donò la collezione alla città. Similmente in restauro la Galleria d’Arte Moderna, proprio di fronte.
Perciò proseguo e oltre un’altra strada appare un parco più elegante, quasi viennese: Parco Zrinjevac. Ha aiuole fiorite con statue, platani enormi e un chiosco in ferro al centro; ma soprattutto due grandi fontane, tra cui la più antica di Zagabria (1893). Sul fondo l’orologio meteorologico del 1884, da ricaricare manualmente ogni lunedì: segnala pressione, umidità e temperatura dell’aria.

2.2 Piazza bano Jelačić

Piazza bano Jelačić, luogo da vedere a Zagabria
Piazza bano Jelačić con la statua equestre

Finora ha prevalso la natura. Però il ferro di cavallo finisce con una piazza longitudinale, dove l’aspetto è differente: c’è qualche elegante edificio in stile eclettico, ma spiccano soprattutto palazzi moderni con locali commerciali. L’attenzione è attirata dall’enorme statua equestre del bano Josip Jelačić che dà nome alla piazza. Il bano era il governatore della Croazia in nome dell’imperatore d’Austria; in particolare, il bano Jelačić fu anche un generale che combatté gli insorti ungheresi nel 1848 e aggregò la Dalmazia al Regno di Croazia (sottostando comunque all’Impero), dando forma allo stato attuale; perciò è onorato. Piazza bano Jelačić è il cuore di Zagabria: qui passano molte linee di tram e qui confluiscono le strade dai due colli storici della città; perciò qui si incontrano gli zagabresi, magari sotto l’alto orologio pubblico o la bassa fontana Mandusevac. Ha pure gradini per sedersi ed osservare la vibrante vita cittadina. 

2.3 Il Dolac

Il Dolac, mercato tipico tra le 10 cose da vedere a Zagabria
Gli ombrelloni rossi del mercato del Dolac

Alcune bancarelle di fiori si affacciano sulla Piazza bano Jelačić; mi incuriosiscono: sarà che amo piante e fiori, saranno i vistosi ombrelloni rossi. Ci passo davanti e raggiungo una scalinata, dove molti salgono: li seguo. In cima trovo la statua di “kumica, una contadina in costume popolare con un cesto in testa: è il monumento ai tanti contadini che dalle campagne venivano qui a vendere le loro merci. Sono arrivato infatti nel Dolac, il mercato più pittoresco e grande di Zagabria. Aperto nel 1930 vicino alla Cattedrale, ora ha merci fresche provenienti da tutta la Croazia. L’atmosfera è popolare e coinvolgente: viene voglia di comprare subito qualcosa. Sulle bancarelle all’ombra dei caratteristici ombrelloni rossi vedi soprattutto frutta e verdura, ma c’è una sezione al coperto dove trovi molto altro. Invece nella piccola piazza poco più su vendono piante e fiori attorno alla statua di Petrica Kerempuh, noto personaggio letterario croato.

2.4 La Cattedrale di Zagabria

Cattedrale di Zagabria in restauro per i danni del terremoto 2020
La Cattedrale di Zagabria in restauro

Dal mercato del Dolac vedi spuntare le alte torri campanarie della Cattedrale di Zagabria, raggiungibile anche da Piazza bano Jelačić. È la chiesa più grande della Croazia e il monumento più visitato della città, ma ora è chiuso per restauro: il terremoto del 2020 l’ha colpita gravemente, facendo crollare parzialmente una guglia. Perciò puoi solo ammirare da fuori la facciata neogotica del 1880, ricostruita dopo un altro terribile terremoto; peraltro prima di allora c’era una sola torre campanaria. Nel sagrato fervono i lavori e vedi pezzi di pietra che poi dovranno ricostruire la cattedrale. Peccato perché l’interno ha conservato le forme medievali, con altari barocchi, tombe di personaggi importanti ed opere notevoli come il trittico Golgota di Dürer e affreschi giotteschi nella sacrestia; sarebbe stato bello paragonarli a quelli di Padova e Bolzano. Bella però la colonna della Vergine Maria Assunta nel piazzale, a cui è dedicata la cattedrale.

2.5 Il Kaptol

Chiesa di San Francesco a Zagabria sul Kaptol
La chiesa di San Francesco, altro monumento del Kaptol

La Cattedrale sorge sul Kaptol, una delle due colline attigue che hanno formato Zagabria. Originariamente erano indipendenti ed entrambe circondate da mura difensive; il Kaptol ospitava il potere religioso, il Gradec (ora Gornji Grad) il potere politico col bano ed il Parlamento croato. In mezzo scorreva un piccolo fiume (ora scomparso), ma una via ha mantenuto un nome curioso: “Ponte di Sangue”, perché si scontrarono per secoli. Solo nel Seicento vennero unificate formando la città di Zagabria. Torri circolari sono ancora evidenti sul Kaptol: sono le mura cinquecentesche costruite per proteggersi dai Turchi. Proteggono anche il Palazzo dell’Arcivescovado (non visitabile) e racchiudono il parco Ribnjak realizzato nell’Ottocento in stile inglese. Invece percorrendo la via la chiesa di San Francesco, risalente al Duecento, ma ricostruita dopo il 1880 in stile neogotico; anch’essa deve essere chiusa per lavori.
Comunque il Kaptol è sorprendentemente una collina bassa: ci sali con pochi passi.

2.6 Via Ilica

Via Ilica a Zagabria coi caratteristici tram azzurri
Via Ilica coi caratteristici tram azzurri

Scendendo verso Piazza bano Jelačić vedo una grande piantina di Zagabria in metallo, con gli edifici in rilievo. Poi imbocco la chilometrica via che esce dalla piazza, dove corrono i tram: via Ilica. Si chiama così dal Quattrocento e raggiunge la periferia ovest; perciò al tramonto è fantastica: il sole tramonta dritto tra i palazzi. Splendide foto assicurate. Questa è la via dello shopping di Zagabria, fiancheggiata sui due lati da eleganti palazzi ottocenteschi che ospitano negozi che vendono di tutto: da marchi internazionali a tipici croati; poi trovi tanti ristoranti: alcuni nascosti nei cortili, alcuni sugli invidiabili rooftop con vista panoramica. La prima parte di Ilica è percorribile solo dai tram, poi diventa trafficatissima.
In una rientranza della via trovi la funicolare di Zagabria che permette di raggiungere Gornji Grad, la Città Alta in 64 secondi. Costruita nel 1890, è la più corta funicolare del mondo. Esperienza imperdibile!

2.7 Torre Lotrščak

Funicolare e Torre Lotrščak, da vedere a Zagabria
Scorcio con la funicolare e la Torre Lotrščak

Impieghi più tempo ad attendere che a salire con la funicolare. Hai anche una bella vista su Zagabria, ma puoi ammirarla tranquillamente dallo spiazzo a fianco, per scattare foto ferme. Ma il punto migliore per le viste panoramiche di Zagabria è la Torre Lotrščak, che è davanti a te. Risale al Duecento ed è a base quadrata; faceva parte delle fortificazioni di Gradec contro i mongoli: è la torre meglio conservata. Inizialmente era di due livelli, dal 1858 ha quattro piani. Un tempo qui c’era la porta della città e la sera la campana della torre suonava per avvertire della sua chiusura. Questo dettaglio, la Città Alta/Citta Bassa, la funicolare: tutto mi ricorda la mia Bergamo!
A piano terra c’è un centro informazioni. Salire sulla torre costa 3€. Gradini in legno, poi arrivi alla sala del grande cannone. Ancora un piano e dopo 117 gradini raggiungi la terrazza panoramica.

La vista panoramica e lo sparo del cannone

Vista dalla Torre Lotrščak di Zagabria verso la Cattedrale
La vista dalla Torre Lotrščak verso la Cattedrale

Oltre ad essere uno degli edifici più antichi di Zagabria, è anche uno dei più alti, visto che la Torre Lotrščak è costruita su una collina. Domini tutta la Città Alta (Gornji Grad) e la Città Bassa sottostante, oltre ad avere un’ottima vista sulla facciata della Cattedrale con le due guglie; peccato che ora abbiano le impalcature. Anche la vicina chiesa di Santa Caterina è in restauro, mentre splendido lo scorcio verso nord con un campanile e la chiesa di San Marco, col tetto variopinto. Nella Città Bassa solo il teatro è riconoscibile tra i tetti; spiccano invece i palazzi moderni della periferia che chiudono il panorama.
Ho parlato di un cannone. Infatti dal 1877 è tradizione che un cannone spari dalla torre per segnalare il mezzogiorno. Scendo e mi metto sotto la torre, dove per l’occasione si raduna un gruppo di persone. Alle 12:00 in punto scoppia l’esplosione fortissima del cannone; sono 140 decibel! Buffamente un secondo prima il cannoniere urla “boom” per avvertire.

2.8 Chiesa di San Marco

La Chiesa di San Marco, simbolo della Città Alta di Zagabria
La Chiesa di San Marco, simbolo della Città Alta

Successivamente visito Gornji Grad, la Città Alta di Zagabria. Percorro la via di fronte passando davanti alla concattedrale greca-ortodossa dei santi Cirillo e Metodio, quella con campanile appuntito che vedevo dalla torre; la facciata è semplice e dentro sbircio la ricca iconostasi dalla cancellata. Procedendo in salita tra palazzi barocchi trovo il Museo d’Arte Naïf, che pare interessante.
Ma l’attenzione va in fondo sulla magnifica chiesa di San Marco, con tegole variopinte: formano gli stemmi di Croazia, Dalmazia e Slavonia e della città di Zagabria; scorcio fantastico, anche per un’auto antica parcheggiata (a fini pubblicitari). Però la chiesa è transennata: non è avvicinabile né visitabile (e non capisco perché); forse per gli edifici governativi attigui: Palazzo del Parlamento e Palazzo del Bano che ospita il presidente croato. Peccato perché internamente deve essere bella, con opere antiche come il portale gotico di Ivan Parler, e recenti come 3 statue di Mestrovic. 

2.9 Giro per Gornji Grad

Scorcio della Città Alta di Zagabria con bandiera croata
Scorcio della Città Alta di Zagabria

Tanti turisti stanno attorno alla chiesa di San Marco. Al contrario girando per la Città Alta di Zagabria trovi poche persone: sembra un luogo periferico! Infatti le vie sono semideserte. Peraltro ammiri pochi palazzi antichi, a causa delle ricostruzioni dopo il terremoto del 1880. Anche l’ultimo terremoto deve aver colpito forte: alcuni edifici sono in restauro, come la Galleria Mestrovic, dove abitò il grande scultore per 20 anni; donata allo stato, qui sono esposte oltre 300 opere. Questo museo lo volevo tanto visitare dopo aver visto quello di Spalato.
Affascinante il nome delle vie scritto in stile antico in alcuni angoli, così come i pittoreschi bar con sedie colorate davanti alla chiesa di Santa Caterina, l’antica chiesa gesuita dalla facciata bianca; anche questa è chiusa per restauri, così non vedo l’interno barocco ricco. Devo dire che Gornji Grad mi ha deluso: mi aspettavo il meglio della città, invece c’è pochissimo.

2.10 Pranzo nella Città Alta

Cosa mangiare a Zagabria? Gulash di manzo
Il delizioso stufato di manzo del pranzo

Alla fine sbuco davanti alla Porta di Pietra, l’unica porta medievale rimasta a Zagabria. Si è salvata miracolosamente dall’incendio del 1731, compresa l’immagine della Vergine Maria; perciò sotto è diventata una cappella con ex voto appesi a lume di candela. Certamente è l’ingresso pedonale più affascinante di Gornji Grad. Infatti poco più su c’è pure la più antica farmacia di Zagabria (1355), dove lavorò anche un discendente di Dante Alighieri. Di fronte la catena esterna del palazzo sull’angolo pare appartenesse alla nave dell’ammiraglio Horatio Nelson, vincitore di Trafalgar.
Proprio qui accanto alla Porta di Pietra decido di pranzare al Time 4 wine restaurant; prendo un gustoso stufato di manzo (gulash) e birra al limone per non ubriacarmi. Peraltro è uno dei pochissimi posti dove mangiare nella Città Alta. Mi aspettavo di avere l’imbarazzo della scelta, invece c’è solo qualche bar carino ed isolato tra palazzi ed edifici governativi.

2.11 Museo della città di Zagabria

Sculture originali della Cattedrale nel Museo della Città di Zagabria
Sculture originali della Cattedrale nel Museo della Città di Zagabria

Dopo pranzo finisco di visitare Gornji Grad; mi manca infatti via Opatička, caratterizzata da magnifici palazzi come il Palazzo Nazionale. Verso il fondo, l’antico convento delle clarisse ospita ora il Museo della Città di Zagabria che racconta storia e cultura di Zagabria dalla preistoria ad oggi.
Infatti nelle fondamenta del palazzo sono stati trovati resti preistorici. Durante l’età romana il colle fu abbandonato, per poi tornare abitato dal VII secolo quando nacque Gradec; come detto, gli edifici più antichi risalgono al XII secolo. Aperto nel 1907, il museo è ampio: espone 4500 pezzi; spiccano nella prima parte bandiere, una ricostruzione in legno di Zagabria antica e fotografie dell‘800 che mostrano la cattedrale con una sola torre. Fantastiche le sculture originarie del portale della Cattedrale (1640 circa); sono esposte anche tele e statue dell’interno, così come statue lignee barocche della chiesa di San Marco. Il museo continua al piano superiore con splendidi oggetti e ritratti legati alla vita quotidiana dei nobili zagabresi. L’ultima parte racconta Zagabria nel ‘900 in piccole sale: durante la guerra mondiale, comunismo e l’indipendenza; c’è pure un Oscar esposto per un film di animazione ed un dipinto di Chagall nelle collezioni!

2.12 Museo delle Relazioni Interrotte

Il Museo delle Relazioni Interrotte, da vedere a Zagabria
Ragazza guarda reggiseni del Museo delle Relazioni Interrotte

Tornato in strada, sento cadere qualche goccia di pioggia; perciò entro nel Museo delle Relazioni Interrotte (Museum of Broken Relationships), vicino alla Torre Lotrščak; è uno dei più popolari e premiato come il museo più innovativo d’Europa. In poche piccole sale sono esposti oggetti personali donati dall’amante lasciato (e ferito); è una sorta di cerimonia per superare il trauma. Nato dall’idea di due artisti che si sono separati, inizialmente è stata una mostra itinerante per il mondo; dal 2010 ha sede qui. C’è di tutto! Dai dildo ai capelli tagliati, da giocattoli a reggiseni, da attrezzature sportive come scarpe o un paracadute ad un abito da sposa! Anche una cyclette e una porta! Chiunque può donare i propri oggetti. Non avendo recenti traumi amorosi lo reputo eccessivo, anche nel prezzo (7€). Merita più il colorato bar. Comunque con la Zagreb card è gratis, assieme ad altri musei e mezzi pubblici.

2.13 Passeggiata Strossmayer e discesa

Zagabria: scalinata nella natura per scendere nella Città Bassa
La scalinata per scendere nella Città Bassa

La Città Alta ha molti altri musei: Galeria Klovicevi Dvori, Museo di Storia della Croazia, Museo Croato di Storia Naturale ed i già nominati Museo Croato di Arte Naïf e Galleria Mestrovic. Come detto, molti sono in restauro per il terremoto, ma presto riapriranno.
Anche i panorami rendono famosa la Città Alta: sia sulla Città Bassa, sia verso la Cattedrale; dietro alla chiesa di Santa Caterina hai due punti panoramici. Invece il percorso alberato verso sud è amatissimo dagli zagabresi: è il viale Strossmayer dove passeggiare o riposarsi sulle panchine; oppure guardare la statua dello scrittore Matoš che adorava stare qui. Creato nel 1812, è la più antica passeggiata pubblica della città.
Se invece prendi i gradini, scendi verso la Città Bassa. Ci sono diversi itinerari: accanto alla funicolare scendono dritti, quelli vicino scendono in diagonale nella natura; qui dall’alto la scalinata con lampioni dà una foto con effetto Escher!

2.14 Via Radićeva

L'anima commerciale di via Radićeva, nel centro di Zagabria
L’anima commerciale di via Radićeva

Scendendo con quest’ultima arrivi accanto a Piazza bano Jelačić, in via Radićeva. Questa via lastricata in salita è una delle più antiche di Zagabria e nell’Ottocento era il centro commerciale della città. L’anima commerciale è rimasta: ora trovi botteghe, boutique di moda, negozi di souvenir e attività di ristorazione per tutti i gusti. La via lunga passa davanti alla Porta di Pietra, dove vedi uno splendido angolo col monumento di San Giorgio e il drago. Poco prima un negozio espone una cravatta gigante: lo sai che la cravatta è stata inventata in Croazia nel Seicento? Infatti deriva da “hrvat” (croato); perciò è un souvenir perfetto! Incredibilmente faceva parte della divisa militare.
Invece a metà trovi una minuscola via laterale; è il Ponte di Sangue (Krvavi Most), dove avvenivano gli scontri tra Gradec e Kaptol. Il torrente è stato deviato e del ponte non rimane nulla: ora è una normalissima via.

2.15 Cena in via Tkalčićeva

Via Tkalčićeva, dove mangiare nel centro di Zagabria
I ristoranti di via Tkalčićeva nell’ora blu

Il Ponte di Sangue conduce alla lunga via Tkalčićeva animata da bar e ristoranti uno dietro l’altro, con tanti tavolini all’aperto e musicisti di strada che suonano. Ecco la Zagabria turistica! Qui i punti da non perdere sono due: la chiesa di Santa Maria con alto campanile (ora in restauro) e il monumento alla scrittrice Zagorka con vicino l’orologio solare del 1955. Questa via è pittoresca: ha piccoli edifici curati color pastello; a piano terra caffetterie e ristoranti di ogni tipo coi vivaci tavolini che regalano ottimi scorci da cogliere. Guardando i ristoranti mi viene fame. Mi attrae il ristorante greco chiamato… El Greco. Ceno con un gustoso panino gyros al maiale ricordando il viaggio a Mykonos. Il costo è buono: 8,50€.
Esco e nell’ora blu via Tkalčićeva sembra incantata: esalta le sagome delle case, mentre i lampioni diffondono luce gialla. Sai che a Zagabria ci sono ancora 200 lampade a gas che vengono accese manualmente ogni sera, da 150 anni?

 

3. Cosa vedere a Zagabria il 2° giorno

Zagabria è ricca di palazzi d'architettura art nouveau (Jugendstil)
Dettaglio di un palazzo modernista della Città Bassa

I caratteristici tram azzurri cominciano a correre presto la mattina su via kneza Branimira street. Mi hanno svegliato, ma non mi fanno perdere il buonumore per il mio secondo giorno a Zagabria.
Raggiungo un bar e faccio colazione con cappuccino: 2,50€. Peraltro senza brioche, perché qui i bar non le hanno. Ci sono le pasticcerie fornitissime di bontà, come una che ho visto arrivando al bar. Peraltro con mia grande sorpresa vedo nel bar persone che mangiano i prodotti delle pasticcerie! Altra cosa che mi strania è vedere gente fumare nel bar: sembra una vita fa che succedeva in Italia! Ad ogni modo ritorno davanti alla stazione in piazza Trg Kralja Tomislava, ammirando ancora il Padiglione d’Arte. Oggi però procedo oltre, sfiorando il lussuoso Esplanade Zagreb Hotel con fontana davanti e ippocastani in fiore. Seguendo la via con magnifici edifici eclettici dove scorrono i tram trovo una perla di Zagabria.

3.1 Giardino Botanico

Ponte sul laghetto dell'Orto Botanico di Zagabria
Ponte sul laghetto dell’Orto Botanico di Zagabria

La base del ferro di cavallo verde di Zagabria è il Giardino Botanico, realizzato nel 1892. Affidato all’Università di Zagabria, è grande 5 ettari e l’ingresso costa 2€. In un attimo dal traffico passi a un’oasi di quiete all’ombra degli alti alberi. È un giardino all’inglese con 5.000 specie diverse (di cui 300 protette), ognuna con preciso cartello identificativo.
Alcune sezioni ricreano ambienti tipici, come l’ambiente alpino con piante aggrappate alle rocce vicino all’ingresso. Quello che preferisco è il laghetto con stupendo ponte in legno, attorno a cui crescono piante acquatiche come ninfee; è il luogo iconico del Giardino Botanico, così come il vicino Padiglione rosso in legno, circondato da vasi di piante grasse come agavi e profumati tipi di glicine arrampicati sulle recinzioni (anche bianco). Le aiuole davanti sono piene di fiori e piante di tutti i tipi: quanta ispirazione per il mio giardino! Sono simmetriche, in stile storicista.

Le fioriture del giardino botanico

Padiglione rosso e fiori dell'Orto Botanico di Zagabria
Padiglione rosso con aiuole di fiori dell’Orto Botanico

A metà aprile i tulipani sono quasi tutti sfioriti, ma tanti tipi di iris dominano la scena; li adoro: hanno svariati colori e forme.  Oltre trovi un piccolo orto, poi si torna nel bosco fino a trovare l’ambiente mediterraneo tra le rocce; infine ancora bosco fino al monumentale cipresso rosso ed altre conifere. Meraviglioso il grande faggio dalle foglie rosa/rosse ed il corniolo da corolla (già visto a Levico Terme). Stupenda pure la parte vicina alle serre con simmetrici giardini alla francese: bossi, tulipani e siepi geometriche infondono bellezza. Qui interessante il contrasto coi gufi Jugendstil dell’edificio che spunta fuori e con le ampie serre decrepite (al momento non visitabili). Anche le vasche delle fontane sono senz’acqua, davanti all’igloo (Victoria house) che contiene piante acquatiche tropicali.
Particolarità: tante casette di legno per animali sono attaccate agli alberi. Poi trovi tante panchine dove sedersi e contemplare la bellezza della natura.

3.2 Edifici in stile eclettico/Jugendstil

Edificio art nouveau del centro di Zagabria
Edificio art nouveau del centro di Zagabria

Esco dal Giardino Botanico ed osservo bene l’edificio coi curiosi gufi in rame verde sul tetto: è l’Archivio Statale Croato, più bell’esempio di architettura Jugendstil di Zagabria. Completato nel 1913 per essere una biblioteca, è caratterizzato proprio dai 4 gufi che sorreggono globi attorno alla cupola; anche l’interno è incantevole. Ma tutta Zagabria è ricchissima di edifici in stile eclettico/art nouveau, figli della ricostruzione dopo il terremoto del 1880 e dell’espansione cittadina; sono maestosi palazzi con splendide decorazioni e dettagli da cogliere, come mascheroni o figure femminili. Davvero stupendi. Manca però l’eleganza di Trieste ed i capolavori di Vienna: qui sono di secondo livello; forse ho questa impressione perché spesso le facciate sono sporche, non splendono.
Su questa stessa via ci sono altri esempi, come il palazzo giallo al numero 12. Ma devi camminare a testa alta per scrutare curiosamente queste bellezze visitando la città. Ed è bello così.

3.3 Museo Etnografico

Il Museo Etnografico di Zagabria in stile Jugendstil
Il Museo Etnografico: palazzo in stile Jugendstil

Poco dopo altro magnifico edificio Jugendstil con facciata con statue e dorature esterne; siamo davanti al parco di Mažuranić square, sul braccio sinistro del ferro di cavallo verde. L’edificio ospita il Museo Etnografico. Quest’esterno grandioso mi incuriosisce: entro a vederlo. L’ingresso costa 4€ (3,60€ con Zagreb Card). In Jugendstil è rimasto solo lo scalone bianco (neppure eccezionale) e la sala al primo piano all’interno della cupola con stucchi e dipinti con al centro la bandiera croata. Per il resto stanze normali, dove è esposta la collezione creata dal 1919. Al piano terra una mostra con vestiti e reperti tribali provenienti da popolazioni extraeuropee: Sud America, Africa, Asia e Oceania. Al piano superiore belle ricostruzioni delle stanze croate di una volta e gli abiti tradizionali. Sfortunatamente le teche non sono ben illuminate (come a Bolzano) per fotografare e stranamente solo le indicazioni principali sono in inglese: il resto è in croato.

3.4 Teatro Nazionale Croato

Viole davanti al Teatro Nazionale Croato, da vedere a Zagabria
Viole davanti al Teatro Nazionale Croato

Il ferro di cavallo verde termina grandiosamente con l’imponente Teatro Nazionale Croato dal colore giallo. Di fianco somiglia al Teatro Smetana di Praga: costruito nel 1895, è in stile neobarocco; internamente è magnificamente ispirato ai teatri viennesi, ma visibile solo per gli spettacoli. Comunque qui la natura torna sotto forma di prato esaltato da aiuole di fiori, in questo caso violette viola (e tulipani sfioriti); ma accanto all’ingresso alcuni sono ancora in fiore. Proprio lì ammiri l’opera di Ivan Mestrovic “Pozzo della vita, circolare ed in bronzo. Il più importante scultore croato ha statue che adornano tutta Zagabria: ad esempio sul lato opposto della via oltre gli ippocastani fioriti vedi “Storia della Croazia”. Peraltro la stavo ammirando e sento un botto incredibile: è mezzogiorno ed il cannone della Torre Lotrščak ha fatto fuoco! Tutti i piccioni sono volati via spaventati! Sembrava qui dietro, ma sono lontano dalla Città Alta!

3.5 Piazza della Repubblica di Croazia

Museo dell’Arte e dell’Artigianato di Zagabria
Facciata del Museo dell’Arte e dell’Artigianato

Di Zagabria mi colpisce l’ariosità; trovi spesso ampi spazi che assieme alla natura ti trasmettono calma e pace. Me lo conferma questa piazza, chiamata Piazza della Repubblica di Croazia. Il teatro è circondato ad altri edifici notevoli, come un palazzo dell’Università di Zagabria ed il Museo dell’Arte e dell’Artigianato altrettanto giallo, in stile fiammingo per il portale decorato e verticale; conserva 3000 opere d’arte applicata da tutta Europa. Sullo stesso lato l’Accademia di Musica, con architettura contemporanea dal tetto multicolore e un particolare ago di 29m davanti. Molto vicino nella triangolare piazza Frankin Roosvelt spicca l’enorme palazzo neorinascimentale del Museo Mimara; ospita 3700 preziose opere donate da Ante Topic Mimara: commerciante, pittore e collezionista. La raccolta spazia dall’archeologia antica (dall’Egitto all’America precolombiana) all’arte orientale da Cina e Giappone, da icone a mobili, da sculture (dall’antica Grecia a Rodin) a dipinti di Raffaello, Caravaggio, Rembrandt, Velazquez, Rubens, Goya, Renoir (e molti altri). Insomma è uno dei musei più sorprendenti di Zagabria!

3.6 Piazza Petar Preradović

Piazza Petar Preredović è il salotto di Zagabria
Splendida atmosfera in Piazza Petar Preredović

Proseguendo verso nord la natura finisce: sei circondato dalla città. Il tratto che conduce su via Ilica è sorprendentemente d’aspetto popolare. Sulla grande via giro a destra e in una via laterale sempre a destra trovo Piazza Petar Preredović; siamo vicino a Piazza bano Jelačić, ma ieri non l’avevo vista. Che luogo pittoresco, delimitato da alberi, panchine e bei palazzi. È soprannominata la piazza dei fiori per i tanti chioschi che vendono fiori che si alternano ai tavolini all’aperto di bar/caffetterie; perciò con le vie attorno è considerato il Salotto di Zagabria. Difatti l’atmosfera è sempre vibrante, a tutte le ore; la sera diventa uno dei centri della nightlife cittadina.
Accanto alla statua del poeta che dà il nome alla piazza sorge la Cattedrale della Trasfigurazione del Signore, chiesa ortodossa ottocentesca con campanile centrale sulla facciata. Dentro è decorata da splendidi dipinti coloratissimi coi nomi dei santi in cirillico.

3.7 L’oktogon

Cupola ottagonale art nouveu dell'Oktogon a Zagabria
La cupola ottagonale art nouveau dell’Oktogon

In Piazza Petar Preredović c’è uno splendido edificio art nouveau bianco con due procaci figure femminili sull’angolo, proprio sopra l’ingresso del negozio Benetton. Un altro capolavoro d’architettura dell’epoca è di fronte: è l’oktogon, un sorprendente passaggio coperto affiancato da negozi che attraversa l’ex edificio della Camera di risparmio croata portando in via Ulica. Prende il nome dalla cupola ottagonale in vetro e ferro con decorazioni colorate e floreali che è il fulcro della galleria; una meraviglia sorprendente che cogli alzando lo sguardo. Poi ci sono mascheroni in stucco lungo le pareti. Non sarà elegante come la Galleria di Milano o quelle di Torino, ma è un luogo imperdibile da vedere a Zagabria in un weekend. Se sulla piazza l’ingresso è un piccolo cancello, sull’altro lato è una grande entrata segnalata da due figure maschili e lampioni retrò; anche queste molto affascinanti.

3.8 Pranzo al Ristorante bistro Capuciner

Dove mangiare a Zagabria? Al Ristorante bistro Capuciner
Il delizioso piatto di risotto ai frutti di mare

Camminare tanto mette fame. Ieri ero rimasto incuriosito da uno dei due locali di fronte alla Cattedrale. Visto che è ora di pranzo supero Piazza bano Jelačić e risalgo sul Kaptol; qui trovo il Ristorante Bistro Capuciner. Si presenta come pizzeria e spaghetteria, ma io ordino ciò che mangio ogni volta che torno in Croazia: il risotto ai frutti di mare. Lo accompagno con una birra media Ozujsko. Piatto delizioso e abbondante, pieno di frutti di mare freschi (compresa tanta polpa di granchio). Il conto finale è di 13,90€: considerando che sono di fronte alla Cattedrale è pure economico! Sono soddisfatto: ci voleva per continuare la visita di Zagabria.

 

4. Cosa vedere nella periferia di Zagabria­

Zagabria: cosa vedere in 3 giorni? Il Cimitero Mirogoj
Le arcate neorinascimentali del Cimitero Mirogoj

Attorno al centro cominciano grandi pal­­­azzi abitativi, poco curati. Ma la periferia di Zagabria ha gemme da scoprire. Ho già accennato del moderno quartiere di Nuova Zagabria (Novi Zagreb), oltre il fiume Sava a sud. Qui trovi il Museo d’Arte contemporanea (con scivolo per scendere!) e il Bundek, grande parco naturale habitat di animali e piante affacciato sul fiume; ha l’omonimo lago, spiagge, sentieri da percorrere a piedi o in bicicletta ed un parco giochi per bambini. Insomma è perfetto per rilassarsi. Similmente più ad ovest c’è il lago di Jarun, l’Idroscalo di Zagabria; d’estate gli abitanti vengono qui a fare il bagno.
­­L’escursione fuori porta tipica degli zagabresi è sul monte Medvednica, un ampio parco naturale che arriva a 1000m dove passeggiare sui sentieri tra torrenti e boschi. In un punto strategico sorge il borgo medievale di Medvedgrad, edificato nel 1242. Io però visito due altre bellezze di Zagabria.

4.1 Cimitero Mirogoj

Cimitero Mirogoj di Zagabria: i torrioni perimetrali
I torrioni perimetrali del Cimitero Mirogoj

I mezzi pubblici di Zagabria sono efficienti e ti portano in ogni punto saliente, compreso il Cimitero Mirogoj, a nord della città. Lo raggiungi in autobus partendo dal Kaptol, in soli 5 minuti.
Da fuori sorprende la monumentalità: ha 12 torrioni con cupole azzurre che si ripetono regolarmente e simmetricamente. Ricorda le mura di Avila: che scorcio fantastico! L’ingresso è altrettanto maestoso, con un emiciclo colonnato con chiesa al centro; ha un frontale neoclassico ed un’enorme cupola con alto tamburo, simile al Santuario di Caravaggio vicino Bergamo. Il progetto fu realizzato dall’architetto Hermann Bollé, già autore dell’espansione cittadina; inaugurato nel 1876, i lavori proseguirono – anche per mancanza di fondi – fino al 1929; lo capisci già dall’esterno: sul lato sinistro le torri con cupola sono solo 4.
Sfortunatamente il Cimitero Mirogoj è stato gravemente colpito dal terremoto del 2020: ora ha impalcature e le gallerie inaccessibili. Questo limita la visita.

Visita del Cimitero Mirogoj

A Zagabria cosa vedere in 3 giorni? Il Cimitero Mirogoj
Le arcate neorinascimentali del Cimitero Mirogoj

Edera verde è aggrappata sul muro perimetrale del cimitero, regalando fascino; all’ingresso incornicia le grandi aperture laterali che preannunciano le lunghe arcate neorinascimentali che abbracciano il nucleo centrale di Mirogoj. Senza impalcature, la foto seduto sulla balaustra con l’arcata dietro è un classico. In queste arcate con pavimento geometrico bianco e nero sono sepolte le più importanti famiglie di Zagabria. Questa parte è ora chiusa perché pericolante.
Altra figura di spicco il primo presidente della Croazia Tudman, onorato con un grande monumento dietro la chiesa. Lì parte diritto un frondoso viale alberato che lo divide in due; infatti il cimitero Mirogoj fu creato in modo simmetrico. Poi altri alberi e cespugli che creano piccoli riquadri dove giacciono le tombe interrate. Perciò è un bellissimo parco dove passeggiare. Questa zona più antica è speciale: trovi tombe antiche realizzate dai più grandi scultori croati. Sembra di visitare un museo a cielo aperto!

L’essenza del Cimitero Mirogoj

Tomba del Cimitero Mirogoj, da vedere a Zagabria
Affascinante tomba del Cimitero Mirogoj

Il Cimitero Mirogoj è un luogo decadente (non solo per il terremoto): te lo aspetti, ma fino ad un certo punto. Questo lo accomuna al Cimitero di Staglieno di Genova, assieme al tanto verde. Alcune tombe sono antiche, altre recenti con marmo splendente; altre ancora sono senza cura, sovrastate dall’edera. Curiosità: alcune hanno il nome del marito e della moglie… non ancora defunta! Però tutte hanno un fascino antico: poche sono sepolture recenti e anonime.
Purtroppo le mappe non indicano le tombe più importanti e belle, opera di grandi artisti (Ivan Mestrovic compreso), al contrario del Cimitero Monumentale di Milano. Perciò ho girato a caso. Ma è inaspettatamente enorme: fai i chilometri per girarlo! Infatti si è espanso disordinatamente ben oltre il nucleo iniziale: sia frontalmente con una zona moderna ad emiciclo, sia sui lati (specialmente sulla sinistra); in queste parti la simmetria si è persa e mancano gli alberi: perciò soffri il caldo. Qui Google Maps mi ha segnalato la semplice tomba del cestita Drazen Petrovic. Una cosa importante: il cimitero è comunale, non soggetto alla Chiesa; perciò ospita fedeli di varie religioni: è un simbolo di tolleranza. Inoltre spiccano molti monumenti: agli ebrei uccisi nella guerra mondiale, alle vittime del comunismo, un cimitero militare tedesco e ai caduti della guerra d’indipendenza degli anni ’90.

4.2 Parco Maksimir

Parco Maksimir, tra le cose da vedere a Zagabria
Parco Maksimir: la collina del belvedere riflessa

Piazza bano Jelačić è un punto focale anche perché percorsa da 10 linee di tram. Utilizzo quelli che vanno verso la periferia orientale per raggiungere il Maksimir, lo storico parco di Zagabria aperto nel 1794. Prende il nome dal vescovo che l’ha voluto. Col tempo è stato ristretto, tant’è che a sud della strada sorge lo Stadio Maksimir, dove gioca la Dinamo Zagabria. Però rimane il parco più grande di Zagabria con 316 ettari.
Un bel cancello segna l’ingresso del parco e l’atmosfera cambia totalmente: dalla via trafficata passi alla calma della natura verde e frondosa. Fotografo la mappa del parco per orientarmi e vedere dove sono i monumenti da non perdere, disseminati tra gli alberi. Prima di incamminarmi faccio una sosta al bar all’ingresso per dissetarmi; vicino c’è pure un bagno. Terminato nel 1834, il parco è in stile inglese con boschi che circondano grandi prati e 5 laghetti.

Visita del Parco Maksimir

Cose da fare a Zagabria: passeggiata al Parco Maksimir
Uno dei 5 laghetti di Parco Maksimir

Subito sulla destra vedi un lago ed una parte recintata: è lo Zoo di Zagabria. Comunque non è difficile da girare, visto che ha un lungo viale che porta fino alla collina del Belvedere, il simbolo del parco grazie al suo edificio ottocentesco con torretta. Ora c’è un caffè dove godersi la vista, verso i due vicini laghi. Visto che è pomeriggio inoltrato, l’acqua calma regala magnifici riflessi: sembra uno specchio! Solo un’anatra con anatroccoli fa le onde. Attorno al secondo lago trovi un bel ponte in legno e fiori; faccio il giro, poi mentre un airone vola nel cielo mi addentro nel bosco più su. Nella natura spunta un obelisco (non granchè) e la neogotica Cappella di San Juraj.
Il parco è ancora molto esteso e con due altri laghi, ma sono stanco e torno indietro  per sedermi su una panchina davanti al terzo. Mi godo la quiete finché arriva un cane che si getta in acqua giocoso, disubbidendo al padrone. Ma va bene così. Il Parco Maksimir è molto amato e frequentato: qui tanta gente corre, qualcuno passeggia in compagnia o va in bici. Ho apprezzato l’atmosfera spensierata e che in alcune zone evitano lo sfalcio dell’erba per tutelare gli animali, come a Lucca.

4.3 Cena e atmosfera serale

Il Padiglione d'Arte di Zagabria illuminato di notte
Il Padiglione d’Arte illuminato nella notte di Zagabria

Rimarrei ancora al Parco Maksimir, ma il sole sta tramontando. Esco e col tram in 15 minuti torno in Piazza Bano Jelacic: che bello avere i mezzi pubblici velocissimi!
Essendo ora di cena attraverso la piazza incantata nell’ora blu e raggiungo nuovamente via Tkalčićeva; data l’abbondanza di ristoranti (pure di molte cucine del mondo) qui si trova sempre qualcosa di sfizioso. Oggi la percorro fino in fondo, dove l’atmosfera cittadina sfuma somigliando ad un borgo. Essendo il weekend i tavolini all’aperto sono ancora più effervescenti e tanti bar sono affollati di giovani che bevono cocktail. Io mi accontento di un gustoso panino kebab da Kebab Tkalča.
Così mangio veloce e faccio una splendida passeggiata serale per rientrare. Di notte i parchi del ferro di cavallo verde illuminati dalla luce gialla dei lampioni regalano intrigante mistero. Col cielo buio risplende la bellezza della Galleria dei Maestri Antichi e del Padiglione d’Arte.  

 

5. Zagabria: cosa vedere il 3° giorno

Il Padiglione di Mestrovic, da vedere a Zagabria in 3 giorni
Il Padiglione di Mestrovic dall’esterno

Dobar dan Zagabria, buongiorno! Stamattina per fare colazione mi addentro tra le vie vicino all’hotel per vedere il Padiglione di Mestrovic, progettato dallo stesso artista nel 1938. Ha forma circolare e capeggia scenograficamente al centro di una grande piazza quadrata. Adesso è sede della Società Croata di Arti Figurative ed ospita mostre, quindi lo ammiro solo da fuori; per le arcate mi ricorda il glorioso Forum di Los Angeles dove giocavano i Lakers.
Comunque a Zagabria cosa vedere il terzo giorno? Dato che diversi musei sono chiusi, vado alla ricerca di alcune chicche nascoste e luoghi affascinanti; poi faccio un altro giro in Città Alta e nei luoghi salienti, soffermandomi sui dettagli o cose che avevo tralasciato a prima vista.

5.1 Museo Tecnico Nikola Tesla

Museo Tecnico Nikola Tesla di Zagabria con svariati mezzi
La sala centrale del Museo Tecnico Nikola Tesla

Non tutti i musei di Zagabria sono chiusi. Uno interessante è il Museo Tecnico Nikola Tesla, dedicato al grande fisico e inventore nato in Croazia (ma da famiglia serba). Qui è un eroe nazionale: ha pure una statua in centro.
Nel museo è narrata la sua vita e ricostruito il suo laboratorio. Che storia curiosa la sua: il colera gli evitò di diventare prete come il padre, finendo a studiare ingegneria e nascondendosi 3 anni per saltare il servizio militare; poi studiò a Graz, ma non terminò, lavorando come maestro. A Praga nel 1882 capì la corrente alternata, che spalancò la sua carriera prima a Parigi e poi negli Stati Uniti.
Comunque quella è solo una piccola parte del museo, che è perfetto per gli amanti della scienza e della tecnologia. La visita parte con mezzi dei vigili del fuoco, poi turbine acquatiche, poi passi ai motori (anche enormi) e la zona della miniera ricostruita: è l’attrazione principale del museo, ma la visita è solo guidata e alle 11:00 (questo è incredibile). Io ho preferito la sala centrale del museo con svariati mezzi: aerei, elicotteri, vecchi tram, auto, un sommergibile… mi ha ricordato il museo di Monaco che ho visitato da ragazzo. La parte superiore parla dello spazio (con Planetario), oltre avere una magnifica vista sulla sala centrale.

5.2 Pranzo street food

Cosa vedere a Zagabria? Eleganti edifici art nouveau
Scorcio della Città Bassa di Zagabria

Accanto all’edificio del museo c’è l’arena di basket intitolata a Drazen Petrovic, con un museo dedicato allo sfortunato campione. Io però riattraverso la strada e mi incammino verso il centro. Non sono lontano dal ferro di cavallo verde, ma questa zona è pura periferia: molto popolare e poco curata, ma allo stesso tempo vivace. Visto che tanti venditori di cibo danno direttamente sulla strada, non riesco a resistere alla fame e prendo un panino al pollo e verdure varie, che mangio in un piccolo parco sgangherato vicino.
L’eleganza e la raffinatezza del centro storico già mi mancano. Le raggiungo di nuovo velocemente. 

5.3 Mercatino di Piazza Britannica

Il pittoresco mercatino di Piazza Britannica a Zagabria
Il pittoresco mercatino di Piazza Britannica

Risalgo di nuovo la città, passando accanto al Teatro Nazionale Croato che col sole è ancora più bello. Raggiunta via Ilica stavolta giro a sinistra, camminando un po’ tra la gente che guarda i molti negozi. Poi sulla destra si apre un grande spazio: Piazza Britannica (Britanski Trg), caratterizzata dal Mercatino dell’antiquariato. I zagabresi amano andare al mercato: ce ne sono ben 25, ma questo è decisamente unico. Si svolge nel weekend, mentre in settimana puoi trovare anche frutta e verdura o venditori di fiori; oppure sederti all’aperto nei tavoli dei caffè attorno. Che luogo pittoresco e popolare! Piccoli alberi fanno da cornice ai banchi dove sono esposti oggetti antichi: alcuni sono rari, altre cianfrusaglie, altri ancora semplicemente oggetti usati; hanno attirato la mia attenzione un grammofono ed un’insegna retrò del barbiere. Curiosamente anche qui trovi ombrelloni rossi.

5.4 Tunnel Grič

Il Tunnel Grič, uno dei luoghi sorprendenti di Zagabria
Uno degli ingressi del Tunnel Grič

Sotto Zagabria corrono tunnel chilometrici. Sono tutti inaccessibili tranne uno: il Tunnel Grič, scavato sotto alla Città Alta (Grič è un altro nome per chiamarla). Lungo 350m e largo 3, ha ben 6 punti di accesso, come vicino alla funicolare o in via Radićeva. Fu costruito durante la Seconda Guerra Mondiale come rifugio per la popolazione contro i bombardamenti, anche se poteva proteggere solo 5000 persone. In seguito fu creata una grande sala centrale di circa 100m, ma poi il tunnel cadde in disuso. Tornò famoso nel 1993, quando ospitò il primo rave della Croazia. Infine servì ancora come rifugio per la guerra d’indipendenza croata fino al 1995.
Dopo un processo di rinnovamento, nel 2016 il Tunnel Grič ha riaperto come spazio per mostre temporanee, concerti ed eventi come sfilate di moda. È la Zagabria che non ti aspetti: underground in tutti i sensi! In futuro potrebbe ospitare un museo. 

5.5 Museo del Cioccolato

10 cose da fare a Zagabria? Vedere il Museo del Cioccolato
Scultura nel Museo del Cioccolato

Nelle vie circostanti Piazza Petar Preredović c’è un luogo interessante: il Museo del Cioccolato (Muzej čokolade). L’ingresso costa 9€, ma è gratis con Zagreb card.
Prima di entrare ti consegnano una confezione con 7 parti da assaggiare, una per sala: la visita è un’esperienza multisensoriale! Il primo assaggio è una fava di cacao, il seme contenuto grande frutto rossastro, originario dell’America; sorprendentemente è amarissimo! La seconda sala parla dei Conquistadores spagnoli: distruggendo l’impero Maya Cortes riportò con sé in Europa il cioccolato nel 1528, come regalo per Carlo V. Qui assaggi un pezzettino di cioccolato amaro: infatti allora era solo una bevanda amara. Il cioccolato rimase prerogativa della corte spagnola fino al 1615 quando il re di Francia Luigi XIII sposò Anna d’Austria: così venne diffuso in tutta Europa, Italia compresa grazie a Cosimo de Medici a metà Seicento. Qui la sala sembra un salotto inglese tutto rosa ed provi cioccolato nero con 80% di cacao tostato. La 4° sala espone i dati sul consumo di cioccolato: in Italia 7,8kg per persona, battuti solo da Irlanda e Germania al mondo! In questa sala puoi annusare 5 sapori da indovinare o infilare la mano per capire i gusti; ma soprattutto c’è una scultura di cioccolato e assaggi 3 tipi di cioccolato liquido: bianco, al latte e fondente. Le ultime 3 sale spiegano che nell’Ottocento la lavorazione diventò industriale, trasformandolo in barretta solida e dolce. Perciò il cioccolato si è diffuso ovunque. Qui assaggi cioccolato al latte, per coronare con dolcezza l’esperienza.

5.6 Altro giro in Citta Alta

La Porta di Pietra nella Città Alta di Zagabria
La pittoresca Porta di Pietra

Visto che ho ancora parte del pomeriggio libero, torno in Città Alta per cogliere altri dettagli. Ad esempio alle spalle della Torre Lotrščak c’è un piccolo giardino con panchine per ammirare la vista sulla Città Bassa; si chiama Parco Bele IV ed è un luogo tranquillissimo. Sono poi tornato davanti alla chiesa di San Marco per ammirarla di nuovo; il blu e il bianco sono i colori di Zagabria: perciò sono i colori dominanti delle tegole del tetto e sono quelli della squadra di calcio cittadina (la Dinamo Zagabria). Comunque questa chiesa non è in restauro, non ha ponteggi: trovo incredibile che sia chiusa. Passeggiando tra le vie quasi deserte della Città Alta ho trovato aperto un portone ed ho sbirciato dentro, nello splendido piccolo giardino privato: i cortili segreti di Zagabria sono una delle bellezze nascoste da ammirare.

5.7 L’atmosfera serale di Zagabria

Via del centro Zagabria incantata nell'ora blu
Skalinska ulica sembra incantata nell’ora blu!

Zagabria non è famosa per i tramonti e non ha luoghi iconici dove assisterli. Perciò scendo di nuovo nella Città Bassa per mischiarmi alla vibrante atmosfera serale. Ritorno nella zona di via Radićeva e del Dolac, tra cui c’è una pittoresca piccola via dove un locale ha luci colorate accese e sul fondo le guglie della Cattedrale; lo scorcio nell’ora blu è stupendo, anche con le guglie in restauro! Del resto la vista verso la Cattedrale è iconica di Zagabria: è il punto di riferimento anche dai rooftop bar o dalla Città Alta; quando toglieranno le impalcature tornerà ad esserlo.
Alla fine mi fermo al pub irlandese Harat’s per vedere una partita di calcio nei maxischermi, mangiando e sorseggiando birra. Forse sarà poco tipico, ma Zagabria è una città internazionale con tanti turisti e abitudini internazionali. Tra tanta gente ti senti immediatamente il benvenuto.

 

6. Conclusioni

Cosa vedere a Zagabria? La Piazza bano Jelačić di notte
La magnifica Piazza bano Jelačić di notte

Scende la notte su Zagabria. Cosa vedere d’altro? Niente: il mio tempo è finito. Faccio una passeggiata notturna per rientrare in hotel, illuminata dalla luce gialla molto retrò che infonde atmosfera.
Sono stati 3 giorni tranquilli e con ritmi placidi, perché l’ariosità dei parchi e gli ampi spazi pianeggianti invitano a goderti la visita con calma. Chissà quante bellezze sono celate dai tanti edifici in restauro dopo il terremoto del 2020; ma non ci posso far nulla: per quelle dovrò tornare. Probabilmente è anche la causa di stuccature ed intonaco caduto di alcuni palazzi, che infondono un tono decadente alla città; ciò nonostante, nel centro storico dominano edifici possenti ed eleganti, spesso di fine Ottocento. Ma qui l’atmosfera è popolare, non regale come a Vienna o storica come Praga; questo aspetto non mi dispiace. Così come le tante bandiere croate appese, sia negli edifici governativi, sia per l’orgoglio forte.

 

Spero che tu abbia capito cosa visitare Zagabria in 3 giorni e che questo articolo ti possa invogliare.
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Altri video:

Il magnifico giardino di piazza Kralja Tomislava

Discesa con la funicolare di Zagabria

Vista panoramica dalla Torre Lotrščak

Lo sparo del cannone della Torre Lotrščak

La meravigliosa galleria oktogon

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